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Sintesi di fluorofori organici a base del nucleo del benzotiadiazolo per concentratori solari luminescenti
I composti policiclici aromatici, opportunamente funzionalizzati, rappresentano un valido punto di partenza per la sintesi di molecole organiche da impiegare come semiconduttori in vari dispositivi, quali transistor, celle fotovoltaiche e concentratori solari luminescenti (LSC). In particolare, nelle celle fotovoltaiche tradizionali si ha un massimo di produzione nella regione dello spettro solare del rosso. Gli LSC assorbono ad alta frequenza e riemettono a bassa frequenza, massimizzando quindi potenzialmente la produzione di energia elettrica. In questo ambito il lavoro di tesi prevederà la sintesi di derivati policiclici aromatici contenenti il nucleo del benzotiadiazolo (BTD), un composto organico elettronpovero facilmente coniugabile a unità laterali variamente funzionalizzate e la loro caratterizzazione preliminare quali fluorofori per LSC
L’Ars grammatica di Dositeo: una grammatica bilingue per l’insegnamento del latino nel tardo Impero d’Oriente. Prospettive sociolinguistiche e strategie didattiche
Secondo gli studi più recenti, la traduzione greca parallela al testo latino principale dell’Ars grammatica di Dositeo (Pars orientis, IV secolo), che distingue quest’opera dalle altre artes latine (monolingui, benché spesso rivolte a un pubblico grecofono), si sostituirebbe a quella fatta oralmente dall’insegnante, facilitando l’accesso dei discenti alla trattazione latina. La presente ricerca ha assunto questa riflessione come punto di partenza per indagare ulteriormente il significato e le implicazioni dell’operazione di codificazione scritta di una traduzione greca. Dopo una breve introduzione su autore, tradizione manoscritta e layout, si è cercato di collocare più concretamente l’Ars nel suo contesto di fruizione per esaminare il ruolo di una traduzione di questo tipo nell’insegnamento del latino come seconda lingua: a una prospettiva di storia della didattica si è combinato uno studio sociolinguistico, che ha indagato le strategie di “avvicinamento” al testo latino messe in atto nell’interazione tra le due lingue. Infine, si è fatto uso degli strumenti elaborati dagli studi post-coloniali per precisare meglio con quali aspirazioni i potenziali fruitori di questa grammatica si accingessero all’apprendimento del latino. L’integrazione di diverse metodologie ha permesso di sviluppare una nuova interpretazione di un testo complesso, offrendo così un contributo originale alla sua comprensione e allo studio dell’apprendimento del latino come L2 nell’Oriente tardoromano.
Recent studies on this grammar suggest that the Greek translation parallel to the main Latin text of Dositheus’ Ars grammatica (Pars Orientis, 4th century), which sets this work apart from other Latin artes (typically monolingual, though often aimed at a Greek-speaking audience), replaces the oral translation provided by the teacher, thereby facilitating Greek-speaking students’ access to the Latin text. The present research adopted this perspective as a point of departure for further investigation into the meaning and implications of the written codification of a Greek translation. After a concise introduction to the author, the manuscript tradition, and the layout, I aimed to better situate the Ars within its context of use in order to understand the role of such a translation in the teaching of Latin as a second language: combining perspectives from the history of education with a sociolinguistic analysis, I explored the strategies implemented in the interplay between both languages in order to “approach” the Latin text. Finally, I capitalized on tools developed by postcolonial studies, with the aim of better defining the aspirations potential users of this grammar had when undertaking the learning of Latin. The integration of various methodologies has resulted in the development of a novel interpretation of a complex text, thereby offering an original contribution to its understanding and to the study of Latin as an L2 in the Late Roman East
Deep learning e ottimizzazione nel mercato elettrico: un modello per l'arbitraggio tra MGP e MI
L'obiettivo di questa tesi è sviluppare un modello di ottimizzazione per realizzare strategie di arbitraggio tra il mercato del giorno prima e i mercati infragiornalieri, minimizzando i costi di approvvigionamento energetico. Il modello garantisce una partecipazione minima al MGP, mercato principale per volumi scambiati, per sicurezza di approvvigionamento.
Lo studio utilizza un dataset di 1202 punti di prelievo, contenente i consumi con granularità quartoraria, elaborandoli con modelli previsionali spaziando dai più tradizionali a quelli di deep learning. Per lo stesso periodo di test vengono generate previsioni per i prezzi zonali delle sessioni di mercato considerate
e dei rispettivi volumi di acquisto e vendita. L'analisi è stata svolta nell'ottica di adeguarsi alle imminenti modifiche normative introdotte dal testo integrato del dispacciamento elettrico (TIDE), con il quale la market time unit (MTU) passerà a 15 minuti
Valutazione dell'impatto acustico delle pompe di calore sull'ambiente urbano
L’adozione crescente delle pompe di calore per la climatizzazione urbana sta determinando un impatto significativo non solo sul bilancio energetico e termico delle città, ma anche sul paesaggio acustico. L’aumento del rumore generato da queste unità esterne solleva questioni di comfort e qualità della vita, richiedendo strumenti di analisi efficaci per valutarne gli effetti sin dalle prime fasi progettuali.
Questa tesi si propone di analizzare l’impatto acustico derivante dall’uso diffuso delle pompe di calore in contesti urbani, sviluppando un modello di calcolo analitico semplificato per la stima preliminare del livello di pressione sonora. Tale approccio consente di valutare rapidamente la propagazione del rumore all’interno dei canyon urbani e di supportare scelte progettuali più sostenibili.
Per validare il modello, i risultati ottenuti sono stati confrontati con quelli generati dal software avanzato di simulazione acustica IMMI, che offre una rappresentazione dettagliata della propagazione del suono considerando variabili come topografia urbana, caratteristiche delle superfici e fonti di rumore. Il confronto ha permesso di verificare l’affidabilità del modello semplificato e di individuare eventuali margini di ottimizzazione.
I risultati evidenziano come un approccio di early design stage possa contribuire a una pianificazione acustica urbana più consapevole, riducendo il rischio di inquinamento acustico e migliorando il comfort ambientale. L’integrazione di strumenti di analisi acustica semplificati nella progettazione urbana rappresenta quindi un passo fondamentale verso una città più sostenibile, in cui efficienza energetica e benessere acustico possano coesistere armoniosamente
The use of recirculation in refining
This thesis aims to evaluate the possibility of using recirculation in the refining of short fiber. This study was conducted using the PM3 machine from the Sofidel plant in Porcari (LU) as a test bench. To extract the data necessary to evaluate the use of recirculation, various tests were conducted (on different types of pulps) including Schopper-Riegel degrees (SR°), Kajaani, measurement of retention and zeta potential. In conclusion, the following data was analyzed to evaluate, compare and discuss parameters such as pulp cost (long fiber savings), energy consumption, characteristics of the finished product
Sviluppo di un processo idrometallurgico per il recupero di litio da batterie LFP esauste
In questo lavoro viene descritto un processo di recupero di litio da batterie LFP (catodo Litio-Ferro-Fosfato) esauste, nell’ottica di un’ingegneria orientata sempre di più verso il mondo del verde, con lo scopo di recuperare e rendere disponibile per un nuovo utilizzo ogni materiale a fine vita.
L’obiettivo è quello di recuperare litio sottoforma di carbonato di litio, che risulta essere il sale di litio dal valore e dall’interesse commerciale più alto in quanto utilizzato per sintetizzare nuovo materiale catodico per la costruzione di nuove batterie e che trova largo utilizzo anche in ambito farmaceutico, chimico ed agrario.
Il processo studiato, mediante test sperimentali, ha portato al design di un impianto prototipale di produzione di carbonato di litio a partire da black mass di batterie esauste, completamente scaricate e pretrattate termicamente.
In this work, a process for recovering lithium from spent LFP (Lithium Iron Phosphate) batteries is described, with a view towards increasingly green engineering, aiming to recover and make available to new use every material at the end of its life. The goal is to recover lithium in the form of lithium carbonate, which is the lithium salt with the highest value and commercial interest as it is used to synthesize new cathodic material for the construction of new batteries, and it is also widely used in the pharmaceutical, chemical, and agricultural fields. The studied process, through experimental tests, led to the design of a prototype plant for the production of lithium carbonate from black mass of exhausted, fully discharged, and thermally pretreated batteries
Progettazione Giardino privato in Villa Storica
La tesi espone la progettazione di un giardino privato all'interno di una storica villa lucchese situata a Matraia.
Partendo dalla storia della villa e analizzando lo stato attuale della stessa.
Scelti i riferimenti progettuali al fine di avere esempi concreti delle piante scelteabbiamo preso le misure del giardino con Moasure ( robot dotato di Gps) al fine di riportarlo su un programma di rendering capace di creare immagine 2D e 3D.
Finita la progettazione la Tesi propone anche un computo metrico dei lavori da svolgere per conseguire la riuscita del giardino con le specifiche piante consigliate alla Committenza
Relazione tra social camouflaging e sintomi di disturbi alimentari in pazienti con disturbo borderline di personalità
Il Disturbo dello Spettro dell’Autismo (Autism Spectrum Disorder, ASD) è un disturbo del neurosviluppo ad esordio precoce. Secondo il DSM-5-TR, è caratterizzato da deficit persistenti nella comunicazione sociale e nell’interazione sociale in molteplici contesti; da pattern di comportamento, interessi o attività ristretti e ripetitivi; i sintomi devono essere presenti nel periodo precoce dello sviluppo, causano compromissione clinicamente significativa del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti. Il profilo sintomatologico varia ampiamente ed è stato osservato che alcuni pazienti possono sviluppare strategie compensatorie, migliorando nel tempo e riuscendo a mascherare parzialmente le proprie difficoltà.
Recentemente si è accresciuta l’attenzione per lo spettro autistico sottosoglia: i primi studi su questo aspetto hanno portato alla concettualizzazione del Fenotipo Autistico Allargato (Broad Autism Phenotype, BAP), nella forma di tratti autistici subclinici in parenti di primo grado di persone con ASD; successivamente, la ricerca ha mostrato come la presenza di tratti autistici sottosoglia sembri essere distribuita lungo un continuum dalla popolazione generale a quella clinica, e sia più elevata in specifici gruppi ad alto rischio, tra cui quelli di soggetti affetti da altri disturbi mentali. L’importanza di rilevare i tratti autistici sottosoglia risiede nel fatto che sembrano esercitare un impatto significativamente negativo sulla qualità della vita, essendo anche un fattore di vulnerabilità per lo sviluppo di comorbilità.
La letteratura recente ha evidenziato come le femmine con ASD presentino una maggiore probabilità di non ricevere una diagnosi adeguata rispetto ai maschi. Una spiegazione proposta risiede nel riconoscimento di un “fenotipo autistico femminile”, che si discosta dalle manifestazioni tradizionalmente descritte. Inoltre, sembra che una delle caratteristiche principali del fenotipo femminile, sia quella di avere una maggiore capacità di mascherare le proprie difficoltà sociali attraverso strategie di camouflaging. Studi recenti evidenziano un legame tra spettro autistico nel sesso femminile, camouflaging e disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (Feeding and Eating Disorders, FED). L’anoressia nervosa è stata ipotizzata come un fenotipo femminile dell’ASD, in cui gli interessi ristretti e i comportamenti ripetitivi tipici dell’autismo sarebbero focalizzati sul cibo e sulla dieta. Sono emerse relazioni significative anche tra social camouflaging e ortoressia nervosa.
Il Disturbo Borderline di Personalità (Borderline Personality Disorder, BPD) è caratterizzato da un pattern pervasivo di instabilità delle relazioni interpersonali, dell’immagine di sé e dell’umore, e una marcata impulsività, che inizia entro la prima età adulta ed è presente in svariati contesti. Diversi studi hanno recentemente riscontrato una maggiore presenza di tratti autistici in pazienti con BPD, ipotizzando anche che la diagnosi di BPD potrebbe talora mascherare nella donna uno spettro autistico non riconosciuto. Inoltre, è stato anche evidenziato un legame significativo tra BPD e FED, che si presenterebbero frequentemente in comorbilità. È stata quindi dedicata crescente attenzione al potenziale rapporto tra ASD, BPD e FED.
Scopo: lo scopo del presente studio è stato quello di indagare la presenza e i correlati dei comportamenti di social camouflaging in un campione clinico di soggetti con BPD, con particolare attenzione alla relazione tra social camouflaging e sintomi di disturbi alimentari. Materiali e metodi: Lo studio ha incluso un campione di 64 pazienti di sesso femminile con diagnosi di BPD reclutati presso la U.O. di Psichiatria dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana, e 46 soggetti sani di controllo (Healthy Controls, HCs). Tutti i partecipanti sono stati sottoposti a valutazione mediante l’Adult Autism Subthreshold Specrtum (AdAS Spectrum), l’Eating Disorder Inventory-2 (EDI-2), il Camouflaging Autistic Traits Questionnaire (CAT-Q).
Risultati: I risultati hanno evidenziato che le partecipanti con BPD presentavano punteggi significativamente più elevati in tutti i domini del CAT-Q rispetto ai controlli. Inoltre, il gruppo BPD ha riportato punteggi più alti anche nei totali dell'AdAS Spectrum e dell’EDI-2. Effettuando delle analisi di correlazione, è emersa non solo una correlazione positiva tra AdAS Spectrum e CAT-Q ma anche tra i totali del CAT-Q e dell’EDI-2 e tra alcuni domini delle due scale. Alle analisi di regressione lineare, il punteggio totale all’EDI-2, così come i domini EDI-2 Consapevolezza enterocettiva e Impulsività, son risultati predittori positivi statisticamente significativi di un maggior punteggio totale al CAT-Q. Sono stati evidenziati inoltre alcuni domini specifici di EDI-2 come predittori statisticamente significativi di un più alto punteggio ai singoli domini del CAT-Q.
Conclusioni: Lo studio sembra confermare non solo una maggiore presenza di tratti autistici ma anche un maggiore uso di strategie di social camouflaging nelle pazienti con BPD. Inoltre, l’uso di strategie di social camouflaging sembra associarsi con la presenza di maggiori sintomi associati ai disturbi alimentari
La transizione delle cure ed i nuovi fenotipi nella distrofia muscolare di Duchenne: studio di una coorte di pazienti in fase avanzata di malattia nel programma di presa in carico in Toscana.
La distrofia muscolare di Duchenne (DMD) è la miopatia ereditaria più frequente ad esordio in età pediatrica, causata da una mutazione del gene DMD a trasmissione X-linked, da cui consegue la mancata sintesi della distrofina a livello delle cellule muscolari scheletriche e miocardiche. La DMD si associa a una progressiva degenerazione muscolare da cui consegue un deficit di forza ingravescente con precoce perdita della deambulazione, compromissione della funzione cardiaca e respiratoria entro la terza decade con riduzione dell’aspettativa di vita. I recenti progressi, in particolare l’introduzione precoce e l’uso prolungato della terapia corticosteroidea, insieme agli standard di cura e al miglioramento del management cardiaco e respiratorio, stanno modificando in modo significativo la storia naturale della malattia. In questo nuovo scenario, la fase della transizione delle cure dall’età pediatrica all’età adulta e la presa in carico multidisciplinare e tempestiva svolgono un ruolo prognostico cruciale. Lo scopo della tesi è descrivere il programma di transizione che è stato instituito in Toscana tra i due centri clinici di riferimento dell’Ospedale Pediatrico Meyer e la Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana e che ha coinvolto una coorte di 14 pazienti con DMD. L’analisi si è basata sui dati clinici retrospettivi e di follow up raccolti presso la U.O. Neurologia di AOUP, includendo una serie di parametri quali diagnosi genetica, terapie effettuate, inizio e modalità del supporto ventilatorio, coinvolgimento cardiaco, stato nutrizionale e complicanze. L’obiettivo della tesi è contribuire alla comprensione dei bisogni clinici di questi nuovi fenotipi DMD dalla fase della transizione fino all’ età adulta
Misure di rigidità vascolare in pazienti con Sindrome di Sjögren
Negli ultimi anni, un crescente numero di evidenze hanno indicato un’associazione tra le malattie autoimmuni sistemiche, come la Sindrome di Sjogren primaria (pSS) e un aumentato rischio cardiovascolare (CV), dovuto non solo ai fattori di rischio tradizionali (ipertensione, ipercolesterolemia, diabete), ma anche alla presenza di uno stato infiammatorio cronico che promuove la disfunzione endoteliale e il danno vascolare subclinico. Tuttavia, nella pSS, tale rischio sembra essere sottovalutato dagli strumenti di calcolo comunemente impiegati nella pratica clinica, come lo SCORE2, che non tengono conto del contributo specifico dell’autoimmunità. L’obiettivo principale di questo studio è stato quello di valutare l’impatto dell’infiammazione autoimmune sulla rigidità vascolare nei pazienti affetti da pSS. A tal fine i soggetti sono stati sottoposti a valutazione della rigidità arteriosa tramite Pulse Wave Velocity (PWV), indice di rigidità vascolare sistemica, e la Shear Wave Elastography (SWE), metodica ecografica avanzata per la valutazione dell’elasticità della parete carotidea. Sono stati inoltre raccolti parametri clinici (durata della malattia, ESSDAI, ESSPRI, VAS), laboratoristici (autoanticorpi, IgG, PCR, VES) e cardiovascolari (PA, colesterolo, presenza di placche carotidee), ed è stato calcolato lo SCORE2 per ciascun partecipante. I risultati dello studio hanno mostrato che la SWE si è dimostrato un buon marcatore precoce indipendente da placche e profilo lipidico, correlando con età e rischio stimato. La PWV ha mostrato forti correlazioni con SCORE2, età, pressione sistolica e sesso, risultando un utile indicatore intermedio. Al contrario, la placca carotidea è risultata marcatore tardivo, fortemente associata ad età e sesso ma non correlata alla SWE o alla PWV. Questi risultati suggeriscono che la SWE e PWV rilevino danno subclinico precoce in pSS, non sempre evidenziato dagli strumenti tradizionali. Le tecniche usate risultano quindi promettenti per la stratificazione personalizzata del rischio CV nei pazienti con pSS