University of Naples Federico II
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Creatività e creazione artistica nella musica e nelle arti
[Italiano]: L’opera d’arte è il risultato di un atto intellettuale consapevole, dove tuttavia entra in gioco l’azione concreta del fare artistico, che condiziona l’opera fin dal momento in cui prende forma sul pentagramma, sulle righe, sulla tela, sulla pellicola. L’immagine iniziale può mantenere la sua forza oppure trasformarsi nel corso del lavoro, ma il più delle volte serve da stimolo, perché a poco a poco la materia resta padrona del campo. Su queste tematiche – e sulle rispettive implicazioni nel campo della pedagogia, della composizione musicale, delle arti figurative e del cinema, senza trascurare gli attualissimi interrogativi sull’intelligenza artificiale – si è svolto il convegno di Udine (9 e 10 giugno 2023) di cui si raccolgono gli atti./[English]: The work of art is the result of a conscious intellectual act, yet the concrete action of artistic creation comes into play, influencing the work from the moment it takes shape on the staff, on the lines, on the canvas, or on the film. The initial image may retain its strength or transform over the course of the work, but most often, it serves as a stimulus, as little by little, the material becomes dominant. These themes—and their respective implications in the fields of pedagogy, musical composition, visual arts, and cinema, without overlooking the very current questions surrounding artificial intelligence—were the focus of the conference in Udine (June 9-10, 2023), whose proceedings are gathered here
The Challenge Ahead: The Politics of Food Security in China, India, Japan and South Korea
[Italiano]: Dopo aver introdotto il tema della sicurezza alimentare con particolare riferimento al contesto est-asiatico, il volume analizza in che modo il tema della sicurezza alimentare è percepito e gestito in quattro Paesi-chiave dell’Asia orientale: Cina, Corea del sud, Giappone, India. I quattro Paesi sono stati scelti sulla base del loro ruolo geoeconomico decisivo — si tratta delle tre maggiori economie regionali e di una potenza in rapida ascesa, l’India—, dell’influenza cruciale che hanno nel dibattito mondiale sulla sicurezza alimentare e, non da ultimo, per il peso decisivo che assegnano allo stato nelle politiche di sicurezza alimentare. Utilizzando il concetto di “securitizzazione” messo a punto dalla Scuola di Copenaghen come lente interpretativa, gli autori del volume rispondono alle seguenti domande: quale approccio al tema della sicurezza alimentare hanno avuto Cina, Corea del sud, Giappone e India? che tipo di politiche hanno messo in atto? come è stata inquadrata la sicurezza alimentare all’interno delle politiche nazionali sulla sicurezza? che implicazioni hanno avuto queste politiche nei discorsi sull’identità nazionale?[English]: The book analyzes how the theme of food security is approached in four key economic and political players in East Asia: India, China, Japan, and South Korea. These countries were chosen because of their geoeconomical relevance — they include the three largest economies in East Asia and a rising power like India —, because they are key players in the global food security debate due to their geopolitical weight and also because they assign a strong role to the state for ensuring food security. Relying on the concept of “securitization”, the book addresses the following questions: how did these four countries approach food security? What policies did they put in place? How was food security framed in national security policies? What implications did policy responses have for discourses on national identity
Eruzioni di carta. Quattro secoli di stampa sui vulcani Buch-Ausbrücke. Vulkanisches in historischen Drucken aus vier Jahrhunderten
[Italiano]: I disastri sono da sempre un tema fondamentale nella creazione artistica e nel linguaggio visivo, come confermano la diffusione e la persistenza di immagini che ritraggono lo scatenamento delle forze della natura e le loro conseguenze sulle città e sul paesaggio. In particolare, i vulcani, dispensatori di morte e desolazione ma anche di scene sublimi, hanno costantemente ispirato pittori e incisori, sollecitando inoltre la curiosità di chi intendeva comprendere come dalle viscere della terra potessero fuoriuscire fiamme, ceneri e pietre infuocate. All’inizio dell’età moderna il riattivarsi dei vulcani nell’area flegrea e vesuviana, dopo lunghi secoli di quiescenza, segnò l’inizio di un nuovo interesse dei lettori europei verso i fenomeni da essi prodotti. Avendo intuito che si aprivano nuovi spazi nel mercato editoriale, tanto locale quanto internazionale, molti librai-stampatori cominciarono a pubblicare una gran quantità di racconti, di trattati, di raccolte di versi e di immagini relativi alle eruzioni, che andavano a soddisfare i gusti e gli interessi di un variegato pubblico composto da naturalisti, archeologi, eruditi, da colti e ricchi viaggiatori che percorrevano la penisola italiana nel corso del loro grand tour, ma anche da più modesti curiosi. Su tale variegata produzione questo volume, scaturito dalla mostra Eruzioni di carta. Quattro secoli di stampa sui vulcani, offre molteplici punti di vista, attraverso un corpus di opere databili dalla seconda metà del XVI agli inizi del XX secolo./ [English]: Disasters have always been a key theme in artistic creation and visual language, as confirmed by the prevalence and persistence of images depicting the unleashing of the forces of nature and their consequences on cities and the landscape. In particular, volcanoes, the dispensers of death and desolation but also of sublime scenes, have constantly inspired painters and engravers, also soliciting the curiosity of those who wished to understand how flames, ash, and fiery stones could pour from the bowels of the earth. In the early modern age, the reactivation of volcanoes in the Phlegraean and Vesuvian areas, after long centuries of dormancy, marked the beginning of a new interest among European readers in the phenomena they produced. Having sensed that new spaces were opening up in the publishing market, both local and international, many bookseller-printers began to publish a large number of tales, treatises, collections of verse and pictures relating to eruptions, which were going to satisfy the tastes and interests of a varied public composed of naturalists, archaeologists, scholars, cultured and wealthy travelers who covered the Italian peninsula in the course of their grand tour, but also of more modest onlookers. On such varied production this volume, arising from the exhibition Eruzioni di carta. Four Centuries of Volcanoes in Print, offers multiple points of view through a body of works dating from the second half of the 16th to the early 20th century
News from the Epicentre: The Flow of Information about Earthquakes in the Hispanic Monarchy (XVI XVII Centuries),
Descrivere le eruzioni, decifrare i misteri della natura - Von Vulkanen und Naturgeheimnissen
Le origini della cucina italiana da Federico II a oggi
[Italiano] Abstract: Il Liber de coquina nella versione conservata a Parigi nel ms. Lat. 7131 della Biblioteca Nazionale di Francia è un manuale di cucina da ricondurre alla corte dei primi re angioini probabilmente concepito nel contesto multiculturale del regno svevo di Sicilia e forse influenzato anche dalle attitudini gastronomiche alimentari della corte di Federico II. Attraverso l’analisi storica e la rielaborazione in chiave moderna di questo antico ricettario, il volume pone l’attenzione sul contributo che la cultura dell’epoca ebbe sullo sviluppo della cucina italiana e della dieta mediterranea. Propone, così, un contributo culturale alla valorizzazione della cucina italiana e si inserisce nel complesso programma di celebrazioni per l’ottocentenario dell’Ateneo fondato dall’imperatore Federico II nel lontano 5 giugno 1224.
Sommario
Prefazione di Matteo Lorito, Rettore dell'Universita degli Studi Napoli Federico II
Introduzione di Paola Adamo, Valentina Della Corte, Francesca Marino, Elisabetta Moro
Alla mensa dell’imperatore: ricette e precetti all’epoca di Federico II, di Fulvio Delle Donne
Il Liber de coquina e la nascita della gastronomia italiana, di Gianni Cicia e Massimo Ricciardi
Una selezione di ricette dal Liber de Coquina, di Massimo Ricciardi e Gianni Cicia con il contributo di Fulvio Delle Donne
Una tavola epicurea. Federico II e la dieta mediterranea, di Elisabetta Moro e Marino Niola
Il ponte fra eclettismo e modernità e il ricettario contemporaneo, di Luciano Pignataro e Francesca Marino
Il Ricettario per gli 800 anni della Federico II, con le ricette raccolte da Luciano Pignataro e Francesca Marino, proposte da Corrado Assenza, Domenico Candela, Moreno Cedroni, Caterina Ceraudo,Enzo Coccia, Vitantonio Lombardo, Angelo Sabatelli, Mauro Uliassi con il contributo di Massimo Ricciardi e Raffaele Sacchi
Dalla cucina medioevale all’arte gastronomica: cucinare per Federico II oggi, di Massimo Ricciardi e Raffaele Sacchi
/ [Inglese] Abstract: The Liber de coquina in the version preserved in Paris in ms. Lat. 7131 of the Bibliothèque Nationale de France is a cookbook that can be traced back to the court of the first Angevin kings, probably conceived in the multicultural context of the Swabian kingdom of Sicily and perhaps also influenced by the gastronomical attitudes of the court of Frederick II. Through a historical analysis and a modern reworking of this ancient recipe book, the volume focuses on the contribution that the culture of the time had on the development of Italian cuisine and the Mediterranean diet. The book aims to be a cultural contribution to the valorisation of Italian cuisine and is part of the complex program of celebrations for the eight-hundredth anniversary of the University founded by Emperor Frederick II way back on 5 June 1224.
Table of contents
Prefazione di Matteo Lorito, Rettore dell'Universita degli Studi Napoli Federico II
Introduzione di Paola Adamo, Valentina Della Corte, Francesca Marino, Elisabetta Moro
Alla mensa dell’imperatore: ricette e precetti all’epoca di Federico II, di Fulvio Delle Donne
Il Liber de coquina e la nascita della gastronomia italiana, di Gianni Cicia e Massimo Ricciardi
Una selezione di ricette dal Liber de Coquina, di Massimo Ricciardi e Gianni Cicia con il contributo di Fulvio Delle Donne
Una tavola epicurea. Federico II e la dieta mediterranea, di Elisabetta Moro e Marino Niola
Il ponte fra eclettismo e modernità e il ricettario contemporaneo, di Luciano Pignataro e Francesca Marino
Il Ricettario per gli 800 anni della Federico II, con le ricette raccolte da Luciano Pignataro e Francesca Marino, proposte da Corrado Assenza, Domenico Candela, Moreno Cedroni, Caterina Ceraudo,Enzo Coccia, Vitantonio Lombardo, Angelo Sabatelli, Mauro Uliassi con il contributo di Massimo Ricciardi e Raffaele Sacchi
Dalla cucina medioevale all’arte gastronomica: cucinare per Federico II oggi, di Massimo Ricciardi e Raffaele Sacch
Cittadini ombratili : mobilità e accoglienza degli stranieri nel Regno di Napoli (secoli XVII-XVIII)
[Italiano]: Cosa significava essere straniero in una realtà dell’Europa moderna, prima dell’affermazione dello Stato di diritto, del principio di uguaglianza, del diritto internazionale? Questo libro cerca di rispondere a tale domanda a partire da un contesto specifico, il Regno di Napoli, focalizzando l’attenzione su un aspetto particolare, quello della mobilità. Le società di antico regime erano ben lungi dall’essere immobili, molte persone si spostavano, anche per lunghi tragitti, spinte da molteplici esigenze ma soprattutto dalla necessità di lavorare. Nel tentativo di incanalare e controllare i flussi migratori, le autorità imponevano regole e procedure, obbligando i viaggiatori a dotarsi di specifici documenti e sottoporsi a controlli lungo le strade e nei luoghi dove prendevano alloggio. Chi infrangeva le norme era accusato di vagabondaggio, un crimine molto grave che portava all’arresto immediato e a condanne severe. Il libro approfondisce il modo in cui le istituzioni napoletane (centrali e periferiche, laiche ed ecclesiastiche) categorizzavano le persone in movimento, mostrando come il non essere nativo del Regno rappresentasse soltanto uno degli elementi presi in considerazione, accanto ad altri come la fede religiosa, la lingua parlata, lo status sociale. Ne emerge un quadro ricco di sfumature, nel quale gli stranieri – ma anche gli abitanti del Regno – sfruttavano le zone d’ombra della normativa per aggirarla oppure se ne avvalevano per proteggersi dall’eccessivo arbitrio di chi era preposto ai controlli./[English]: What did it mean to be a foreigner in modern Europe, before the establishment of the rule of law, the principle of equality, and international law? This book attempts to answer this question from a specific context, the Kingdom of Naples, focusing on the mobility issues. Early modern societies were far from immobile, many people moved, even for long distances, driven by multiple needs but above all by the need to work. In an attempt to channel and control migratory flows, the authorities imposed rules and procedures, forcing travellers to carry specific documents and undergo controls along the roads and in places where they took lodgings. Those who broke the rules were charged with vagrancy, a very serious crime that led to immediate arrest and severe sentences. The book delves into the way in which Neapolitan institutions (central and peripheral, secular and ecclesiastical) categorised people on the move, showing how not being a native of the kingdom was only one of the elements taken into consideration, alongside others such as religious faith, spoken language and social status. A nuanced picture emerges, in which foreigners - but also inhabitants of the Kingdom - exploited the grey areas of the legislation to circumvent it or used it to protect themselves from the excessive arbitrariness of those in charge of controls
Abitare insieme: Santa Chiara come infrastruttura per vivere il Centro Antico di Napoli
[Italiano]: Questo volume presenta i lavori didattici sviluppati nell’ambito dei quattro Laboratori di Composizione Architettonica e Urbana 4 e dei relativi corsi di Lettura Morfologica del corso di Laurea Magistrale Architettura 5UE. A partire dall’individuazione di un tema comune – l’insula di Santa Chiara nel Centro Antico della città di Napoli – i Laboratori del quarto anno hanno esplorato i rapporti esistenti oggi tra comunità, architettura e città, concentrandosi. Gli spazi vuoti situati lungo il perimetro del monastero, compresi tra il muro di cinta e il nucleo storico consolidato della cittadella monastica, sono stati oggetto di una riflessione mirata alla loro valorizzazione e integrazione nella città attraverso strategie di rigenerazione urbana. Investigando questi luoghi, i Laboratori hanno affrontato il rapporto tra architettura e città, sperimentando metodologie e modalità d’intervento in un contesto denso e fortemente stratificato nel tempo, un campo privilegiato di studio e verifica per un’architettura capace di perpetuare i valori e i significati della città storica, resistendo al tempo e superando la transitorietà delle mode. I saggi e i progetti raccolti in questo volume illustrano e descrivono i risultati di un’esperienza che ha reso possibile la convivenza fra antico e nuovo, fra comunità e architettura, rafforzando significati e caratteri e continuando il ruolo civico e culturale della cittadella monastica./[English]: This volume presents the didactic work developed in the four Laboratori di Composizione Architettonica e Urbana 4 and the related Lettura Morfologica courses of the 5UE Degree Course. Starting from the identification of a common theme - the Insula of Santa Chiara in the historical centre of the city of Naples - the fourth year Labs explored the relationships that exist today between community, architecture and city, focusing on. The empty spaces along the perimeter of the monastery, between the boundary wall and the consolidated historical core of the monastic citadel, were the subject of a reflection aimed at their valorisation and integration into the city through urban regeneration strategies. Through the study of these sites, the workshops explored the relationship between architecture and the city, experimenting with methods and ways of intervening in a dense context, highly stratified over time, a privileged field for the study and verification of an architecture capable of perpetuating the values and meanings of the historic city, resisting time and overcoming the transience of fashions. The essays and projects collected in this volume illustrate and describe the results of an experience that has allowed the coexistence of old and new, of community and architecture, reinforcing meanings and characters and perpetuating the civic and cultural role of the monastic citadel
Environmental Policy and Information: Top-down and Bottom-up Approaches to reach a Sustainable Economy
This doctoral thesis in environmental economics investigates the role of policies and information on agents' decision making process. In particular, it explores the scheme of the Emission Trading System (EU ETS) and its effects on economic and environmental outcomes. First, it illustrates the structure of the policy and focuses on the Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM) and the deriving potential scenarios. Then, the thesis goes on an empirical perspective analysing the Italian context and the role of the EU ETS on the emissions' abatement, and exploring the Porter hypothesis. In the Chapter 1 and 2 the agents that take decisions as reaction of the introduction of environmental policies are firms. The third chapter moves the attention to a policy proposal for the European Union, which expands the EU ETS and adds an uniform EU-wide policy too, with the objective to create a EU climate bond for financing the climate investment gap. Lastly, it goes beyond the top-down policies and the importance of creating a bottom-up consensus. This is the reason why the Chapter 4 investigates the role of the introduction of the eco labels on individual and family decisions, considering also children as decision makers. It thus considers as agents individual members of the family and the households as a unit, to understand who takes the decisions in purchasing choices.
The overall message of this thesis is that the coordination of top-down and bottom-up approaches might lead to more efficient and faster environmental goal to different types of climate action activities, fostered
both by policy makers and individual citizens and communities
Naples: the City of the Sun and Parthenope: the role of astronomy, mythology and Pythagoras in the urban planning of Neapolis
[Italiano]: Questo saggio svela il segreto più intimo di Napoli attraverso un'indagine archeoastronomica. Viene mostrato che la pianificazione urbana di Neapolis, il suo antico centro greco costruito da Cumani e altri coloni greci nel VI-V secolo a.C., ebbe motivazioni religiose e filosofiche. La pianta stradale e l'orientamento geografico-astronomico delle sue strade evocavano i culti di Apollo (il dio greco del sole) e Partenope (il nume locale, che ricorda la mitica Sibilla di Cuma) durante i solstizi e gli equinozi. La griglia stradale di Neapolis è stata ispirata anche dalla cosmologia pitagorica perché disegnata in base alle proporzioni della sezione aurea e del decagono. Tutti questi elementi resero Neapolis un microcosmo perfetto, o meglio ancora, una città tempio-centrata sul culto del Sole e di Partenope. Infine, sembra che le tradizioni religiose originarie della città abbiano aumentato l'impatto pubblico del martirio di San Gennaro, facilitando la cristianizzazione di Napoli nel IV secolo d.C. Le geometrie, i simboli, gli inni, i dolci, i mosaici e le reliquie delle antiche strade, la cultura e la cattedrale di Napoli conservano ancora l'eredità delle tradizioni solari della città./[English]: This essay delves into the most intimate secret of Naples through an archaeoastronomical inquiry. It demonstrates that religious and philosophical motivations were central to the urban planning of its ancient Greek centre, Neapolis, constructed in the 6th- 5th centuries BC by Cumaeans and other Greek colonists. The design of the city's streets and its distinctive geographical-astronomical orientation evoked the cults of Apollo (the Greek Sun-god) and Parthenope (the local Numen, who reminds the mythical Sibyl of Cumae) on solstices and equinoxes. Neapolis' street grid was also inspired by Pythagorean cosmology, as it was designed with golden ratio and decagonal proportions. These elements combined to make Neapolis a perfect microcosm, or better yet, a temple-city centred on the cult of the Sun and Parthenope. Finally, the city’s religious traditions likely increased the public impact of the martyrdom of Saint Januarius, facilitating the Christianization of Naples in the 4th century AD. Naples’ ancient streets, culture, and Cathedral still preserve the legacy of Neapolis' solar traditions in their geometries, symbols, hymns, sweets, mosaics, and relics