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Enterobacter Sakazakii: un patogeno emergente associato al consumo di latte formulato in polvere per la prima infanzia(REVIEW)
RIASSUNTO Enterobacter sakazakii è un batterio patogeno opportunista responsabile di forme di infezione neonatale (soprattutto meningite ed enterocolite necrotizzante) in molti casi mortali. In base a recenti studi il germe ha dimostrato un’ampia diffusione, essendo stato isolato da svariate categorie di alimenti oltre che da campioni ambientali provenienti da industrie alimentari di vario tipo, da ambiente domestico ed ospedaliero e da insetti, anche se un’associazione diretta tra l’infezione ed il consumo di un alimento è stata più volte dimostrata soltanto nel caso di utilizzo di formulazioni a base di latte in polvere per la prima infanzia. A questo riguardo la presenza di una carica anche modesta del germe in tale tipologia di alimenti è sufficiente a determinare il rischio di infezione in bambini nei primi mesi di vita, soprattutto se nati sotto peso o immunodepressi. L’utilizzo di metodiche di laboratorio che siano in grado di individuare anche la presenza di piccole cariche di E. sakazakii nell’alimento va associato ad un ampliamento delle conoscenze relative alle caratteristiche del batterio ed alla sua diffusione nell’ambiente e nelle materie prime utilizzate. In questo lavoro si passano in rassegna i vari studi effettuati sui casi clinici e sulle caratteristiche epidemiologiche, di patogenicità e di resistenza di E. sakazakii, con particolare riguardo alle possibilità di sviluppare strategie di controllo del rischio derivante dalla presenza di questo patogeno nel latte formulato in polvere per la prima infanzia. SUMMARY Enterobacter sakazakii is a Gram-negative, non-spore-forming bacterium belonging to the Enterobacteriaceae Family. This opportunistic pathogen has been associated with sporadic cases or small outbreaks of sepsis, meningitis and necrotizing enterocolitis especially in neonates and infants, with a mortality rate of 40-80%. The micro-organism has been recently isolated from various food processing environments, foods, hospital equipment, households and also from the guts of insects. On the basis of these findings it appears to be widespread in the environment, however its presence in powdered infant formula milk for use with newborn babies is of particular concern, considering that the association between E. sakazakii infection and powdered infant formula consumption has been demonstrated in many cases. Even low levels of E. sakazakii in such products can lead to a development of infection, given the potential for multiplication during the preparation and holding time prior to consumption of reconstituted formula. For these reasons further studies are needed to gain a better understanding of the ecology of the organism and of ways to reduce its levels in reconstituted powdered infant formula. In this article the available scientific information on E. sakazakii is reviewed with special respect to the public health impact determined by this emerging foodborne pathogen
Valutazione dello stress da cattura nelle lepri (Lepus europaeus pallas)
RIASSUNTO Per valutare lo stress da cattura nella lepre è stato condotto uno studio su 66 soggetti catturati in 14 zone di ripopolamento della provincia di Firenze e su 10 soggetti nati e allevati in gabbia. Gli animali sono stati sottoposti ai seguenti rilievi: controllo del peso, della temperatura corporea, della frequenza respiratoria e cardiaca, determinazione dell’età e prelievo ematico. Sui campioni di sangue sono stati analizzati: glucosio, ALT, AST, CK e cortisolo. I soggetti selvatici hanno manifestato i livelli glicemici più bassi mentre le lepri di allevamento hanno presentato i valori di glicemia più elevati (153mg/dl, 222mg/dl vs. P<0.05). I valori di AST, così come la frequenza respiratoria, sono risultati costantemente più elevati nelle femmine rispetto ai maschi. Le lepri selvatiche hanno infine presentato livelli significativamente più alti di CK rispetto ai soggetti di allevamento. I risultati ottenuti mostrano che le lepri selvatiche risentono delle operazioni di cattura ed i parametri più idonei a valutarne lo stato di affaticamento e lo stress subito sono la glicemia e la CK. SUMMARY The research was carried out during the capture of the hares. Sixty-six hares (experimental group), coming from fourteen different protected areas of Central Italy, were subjected to blood drawing, control of body temperature, hearth and respiratory rate. The same parameters were contemporaneously obtained from ten hares (about one year old) born and reared in cages and, therefore, with a reduced man-fear (control group). Blood samples (plasma) were analysed for glucose, AST (GOT), ALT (GPT), CK and cortisol concentrations. Results showed that the hares reared in cages presented the highest value of glucose while the wild captured hares showed the lowest value (222mg/dl vs. 153mg/dl, P<0.05). These differences were explained by the runs and the escape-attempts during the captures which causes a strong depletion of carbohydrate resources. The level of AST and respiratory rate resulted higher in females than in males. CK, indicator of muscle damage (myopathy), resulted higher in captured hares. The results obtained during the sanitary monitoring showed that most of captured hares, showing values of glucose and CK differing from the control reared hares, are stressed and, consequently have different potential survivals after traslocation. The pain could probably cause different categories of capture myopathy (peracute, acute, sub-acute and chronic myopathy) which can be graded by the determination of CK and AST
Il web della biblioteca, la biblioteca del web
Il presente contributo affronta la tematica della selezione e gestione di repertori di risorse internet disciplinari, con esemplificazioni nell'ambito degli studi storici
The normal-to-planar superfluid transition in Helium 3
We study the nature of the Helium-3 superfluid transition from the normal to
the planar phase, which is expected to be stabilized by the dipolar
interactions. We determine the RG flow of the corresponding
Landau-Ginzburg-Wilson theory by exploiting two fixed-dimension perturbative
schemes: the massive zero-momentum scheme and the minimal-subtraction scheme
without expansion. The analysis of the corresponding six-loop and
five-loop series shows the presence of a stable fixed point in the relevant
coupling region. Therefore, we predict the transition to be continuous. We also
compute critical exponents. The specific-heat exponent is estimated as
, while the magnetic susceptibility and magnetization
exponents and for Helium 3 are ,
Resources Negotiation in Systems of Mobile Components
We introduce a process calculus that contains constructs to express and program resource negotiations in systems of mobile processes.
The calculus proposed is an extension of Distributed -calculus~ \cite{HR98} and, therefore, it provides process mobility in networks that may dynamically change their topology.
Negotiation takes place between processes, asking credits to achieve their purposes, and locations, that release credits depending on their availability.
We describe a type system for the calculus which guarantees that well-typed processes cannot fail because of misuse of credits over resources.
The safety result is more involved due to process mobility: A migrating process should not access locations that do not guarantee safety
A Logical Framework for the spi-calculus
\spi\ \cite{ag98} has been presented as a (formal)
setting used to describe and analyze protocols.
Here we will present a short description of the calculus,
introduce a new LTS, proving its equivalence to the LTS defined
by Abadi and Gordon, and give a representation of the \spi\
in the Edimburg Logical Framework introduced by Haper,
Honsell and Plotkin.
This Logical Framework provides a setting used to define formal
systems based on a general treatment of syntax, rules and
proofs by means of a typed -calculus with
dependent types.
Finally, we will prove that the LF-semantics and the
LTS-semantics are equivalent
Esperienza personale su interventi di “tibial plateau levelling osteotomy” per la stabilizzazione del ginocchio con deficienza del legamento crociato anteriore nel cane
RIASSUNTO La rottura del legamento crociato anteriore rappresenta una delle patologie ortopediche di più frequente riscontro clinico nella specie canina. Ne risultano affetti, in particolare, cani di taglia da medio-grande a gigante, soggetti in sovrappeso oppure molto attivi. Poiché la rottura del legamento crociato anteriore esita in un processo osteoartrosico ad evoluzione progressiva, numerosi sono stati gli studi in merito ad eziopatogenesi e possibili risoluzioni chirurgiche di quest’affezione concretizzatesi, queste ultime, in proposte di tecniche di stabilizzazione del ginocchio intra ed extracapsulari. Barclay Slocum ha sviluppato un modello biomeccanico articolare grazie al quale è stata chiarita la patogenesi del meccanismo di distorsione e di rottura del legamento crociato anteriore. La comprensione della biomeccanica del ginocchio ha, quindi, mostrato come il livellamento dell’inclinazione del plateau tibiale permetta di ristabilire l’equilibrio delle forze agenti sull’articolazione e di neutralizzare la spinta craniale della tibia, spesso responsabili del cedimento sia del legamento stesso, sia delle tecniche tradizionali realizzate per la sua ricostruzione. Gli Autori descrivono l’applicazione dell’osteotomia livellante del plateau tibiale in 16 cani, commentando i risultati ottenuti, giudicati positivi in quanto la tecnica ha permesso un arresto od un rallentamento dell’evoluzione artrosica, nonché una buona ripresa funzionale dell’arto operato, e le eventuali complicazioni postoperatorie. SUMMARY Cranial cruciate ligament injuries are one of the most common orthopaedic diseases in dogs. This lesion is described, particularly, in medium-large and giant breeds, in very active and in overweight dogs. As cranial cruciate ligament injury leads to progressive osteoarthritis and deterioration of limb function over time, many studies have been developed about pathogenesis and the possible surgical resolution of these lesions, suggesting two main types of reconstructive techniques, whose aim is stifle stabilization: intra-articular and extra-articular techniques. Barclay Slocum developed a biomechanical articular model that shows the mechanism throught which cranial cruciate ligament leads to distorsion and rupture. Stifle biomechanic understanding then explain how levelling the tibial plateau slope can restore knee biomechanical balance and neutralize the cranial tibial thrust, often responsibles of failure of both the cranial cruciate ligament itself and its reconstruction with traditional techniques. The Authors describes the application of the tibial plateau levelling osteotomy in 16 dogs different for breed, sex and weight, with partial or total cranial cruciate ligament lesions. In this review they comment the obtained results, considered as positive ones; tibial plateau levelling osteotomy, infact, allowed an arrest or a slowing of the arthrosic development, as well as a complete restore of limb function. The described technique showed to have poor postoperative complications
Caratteristiche produttive di una popolazione locale di conigli allevati con sistema biologico e convenzionale
RIASSUNTO Scopo del presente lavoro è stato quello di studiare l’effetto della tecnica di allevamento, biologica e convenzionale, sulle prestazioni produttive e sulle caratteristiche quanti-qualitative delle carcasse di una razza popolazione locale di conigli caratterizzata da lento accrescimento. Per la prova sono stati utilizzati tre gruppi sperimentali: Gruppo A , costituito da soggetti della razza/popolazione locale (Grigi), veniva allevato in gabbie in colonia con sistema biologico, Gruppo B e Gruppo C, costituiti da conigli della razza/popolazione locale e da ibridi commerciali rispettivamente, erano allevati con sistema convenzionale. Tutti gli animali sono stati alimentati ad libitum con la stessa dieta di tipo biologico e sottoposti al controllo settimanale degli accrescimenti. Al peso di macellazione previsto, 2500 g, (a 100 giorni per la popolazione locale e a 90 giorni per gli ibridi commerciali) un campione di 90 animali è stato sacrificato per i rilievi di macellazione. I risultati hanno rilevato che allo svezzamento gli ibridi commerciali mostrano un peso superiore rispetto alla popolazione locale (Gruppo C=887g vs GruppoB=737g vs Gruppo A=664g; P<0,01), e alla macellazione quest’ultima allevata con sistema biologico presenta pesi più elevati (Gruppo A=2298g vs Gruppo C=2069g, GruppoB=2199g; P<0,01). I conigli Grigi biologici mostrano la maggiore crescita unitamente ad un consumo più alto ed un indice di conversione più sfavorevole (Incrementi: Gruppo A=25,8g. vs Gruppo B=23,2g e Gruppo C=21,5g; Consumi: Gruppo A=117,3g vs Gruppo B=76,3g e Gruppo C=76,3g; Indice di conversione: Gruppo A=4,6 vs Gruppo B=3,2 e Gruppo C=3,5, P<0,01). I risultati relativi alle caratteristiche di macellazione evidenziano che la popolazione utilizzata, indipendentemente dalla tecnica di allevamento impiegata, fornisce rese in carcassa significativamente migliori dell’ibrido commerciale (60% vs 58%, P<0,05), buone rese della regione lombare ma un basso rapporto muscolo/osso. Non devono inoltre essere sottovalutati i problemi rilevati a carico dei soggetti commerciali, che indicano l’impossibilità di impiegare negli animali a rapido accrescimento le diete di tipo biologico, che, per loro caratteristica, poco soddisfano i fabbisogni di soggetti selezionati per la rapidità di crescita determinando così carenze tali da comprometterne la salute. SUMMARY Aim of the research was to test the effect of different housing systems, organic and intensive, on meat quality of a rabbit local breed/population, characterized by low growing and choosen for organic production. Rabbits of the local breed/populations were housed in colony cages, at open air (Group A) with organic system, according to an official organism of certification (states the esclusive use of breeds or local strains). Rabbits of the local breed/populations (Group B) and hybrids (Group C) were housed in colony cages with conventional system. All rabbits were ad libitum fed with the organic diet (alfa-alfa hay and pellet). 90 animals were slaughtered at the same weight (2500 g) but at different ages (local rabbits: 100 days; hybrids: 90 days). At weaning the hybrids showed higher live weight than local breed (Group C=887g vs GroupB=737g vs Group A=664g; P<0,01). At slaughtering age the local breed reared with organic system showed higher live weight than the other groups (Group A=2298g vs Group C=2069g, GroupB=2199g; P<0,01). Local breed reared with organic system showed the better weight gain, higher feed intake and conversion (Weight gain: Group A=25,8g. vs Group B=23,2g e Group C=21,5g; Feed intake: Group A=117,3g vs Group B=76,3g e Group C=76,3g; Feed conversion: Group A=4,6 vs Group B=3,2 e Group C=3,5, P<0,01). The genotype, reared with organic and conventional systems, showed better slaughtering results than hybrids: carcass percentage 60% and 60% vs 58%, (P<0,01), full gastrointestinal tract 19% and 18 % vs 22% (P<0,01), loin 23% and 22% vs 21%, (P<0,01). The meat:bone ratio of hind leg was significantly lower in local rabbits than the others ones (Group A=4 and Group B=3,8 vs Group C=4,7, P<0,01). In conclusion, group reared with organic system showed better productive performance, while the hybrids fed with organic diet showed relevant problems, particularly concerning reduced growing and pathology problems
Valutazione nutrizionale del favino (vicia faba minor) quale principale fonte proteica in diete per ovini: risultati preliminari
RIASSUNTO Il presente lavoro rientra in una linea di ricerca volta a valutare fonti proteiche alternative alla farina di estrazione di soia. A tale scopo è stata condotta una prova sperimentale per valutare l’appetibilità, la digeribilità, bilancio azotato e valore nutritivo di diete a base di favino (Vicia faba minor, var. Vesuvio), nella specie ovina. Sono state formulate tre diete con una base foraggera comune: due diete differivano per la diversa presenza di favino (F20: percentuale di inclusione 20% e F38: 38%) e livello proteico (13,8% e 17%) mentre la terza aveva la f.e. di soia (S) quale fonte proteica di riferimento (PG: 15,8%). Per tale prova sono stati impiegati 6 ovini adulti, maschi, castrati, di razza sarda, utilizzando un disegno sperimentale a quadrato latino 3 x 3 con due replicazioni. La digeribilità apparente, con le relative differenze significative, della sostanza secca è risultata pari a 70,0A % per F20, 74,2B % per F38 e 70,0A % per S, mentre quella delle proteine grezze, nello stesso ordine, 73,3A %, 78,0b % e 76,8Ba %. Il bilancio dell’azoto è risultato positivo: 7,7a g/d per F20, 9,0b g/d per F38 e 9,2b g/d per S. Il valore nutritivo delle tre diete è risultato pari a 0,82A UFL/kg (F20), 0,90B UFL/kg (F38) e 0,84A UFL/kg (S). I risultati indicano che il favino può validamente sostituire la farina di estrazione di soia nell’alimentazione degli ovini. SUMMARY The aim of the present work was to evaluate palatability, apparent digestibility, nitrogen balance and nutritive value of diets based on different level of Vicia faba minor comparing to soybean meal. Six Sarda breed wether were used in a two replicated 3 x 3 Latin Square design. Animals were fed in three periods with three experimental diets. Diets were formulated on the basis of natural meadow hay. Two diets contained different levels of Vicia faba: 20% (F20) and 38% (F38) as fed, with a crude protein content of 13,8% and 17% (on dry matter basis) respectively. The third, used as reference diet, was based on soybean meal (S) with a crude protein content of 15,8%. Apparent digestibility values and statistical differences for DM were: 70,0A % (F20), 74,2B % (F38) and 70,0A % (S), for crude protein: 73,3A % (F20), 78,0Bb % (F38) and 76,8Ba % (S). A positive nitrogen balance was observed with the following values: 7,7a g/d (F20), 9,0b g/d (F38) and 9,2b g/d (S). Nutritive value of diets was: 0,82A milkFU/kg (F20), 0,90B milkFU/kg (F38) and 0,84A milkFU/kg (S). Results showed that Vicia faba minor can be used to replace soybean meal in sheep
Le facciate dipinte nella Toscana medicea: il loro ruolo nell'architettura e nell'urbanistica
Tra i molteplici problemi e filoni del rinascimento, e in particolare del manierismo, le facciate dipinte occupano il posto importante: costituiscono un modo architettonico per risolvere lo spazio scenografico. La loro linea di sviluppo va da marca geometrico-formale che simula un rivestimento lapideo, o in laterizio, per arrivare a creare un'architettura completa con spessore illusivo della fronte, in cui convivono la realtà e la visione. Si afferma con le esperienze scenografiche e teatrali, coinvolgendo la scena urbana. Dalle geometrie brunelleschiane si giunge così nel rinascimento a quella morbidezza lirica delle cromie che avvolgono, stemperano, frantumano le ampie superfici. La ampia diffusione di queste facciate nel '500 venne a determinare una nuova immagine della città, in cui lo spazio fatto di cromie e sistemato razionalmente dalla prospettiva risolve quella poetica suggestione delle forme allusive. Il fenomeno ha un valore particolare in Toscana, dove raggiunge il livello di grande qualità