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Performance riproduttive in condizioni di cattività di fagiani (Phasianus colchicus) di origine selvatica e di allevamento
RIASSUNTO Nel presente lavoro vengono confrontati i risultati riproduttivi di fagiani di ceppo di allevamento con quelli di fagiani selvatici “di cattura” al primo, al secondo ed al terzo anno di cattività, e di fagiani di prima e seconda generazione nati in allevamento da soggetti di cattura. I dati sono stati raccolti in 4 cicli di allevamento a partire dall’anno 2002. Le condizioni di allevamento, ivi inclusa l’alimentazione, sono state le medesime per tutte le tesi. I risultati osservati, indicano una minore deposizione dei fagiani di cattura nel primo anno di cattività in confronto ai soggetti di allevamento (25,09 ± 6,092 vs. 53,83 ± 2,183). Negli anni successivi alla cattura la deposizione aumenta (P<0,01) rispetto al primo anno (34,91 ± 3,929) ma rimane significativamente minore rispetta a quella osservata nel ceppo di allevamento. I soggetti nati in allevamento da animali “di cattura”, pur facendo registrare performance inferiori (47,79 ± 8,112) a quelli del ceppo di allevamento, non risultano essere statisticamente “diversi” da questi ultimi. Per quanto concerne invece la schiusa delle uova incubate, si rilevano differenze statisticamente significative (P<0,01) tra tutte le tesi (ceppo di allevamento 61,94%; figli di soggetti di cattura 51,37%) ad eccezione del confronto tra ceppo di cattura al primo anno di cattività (43,30%) e oltre il primo anno di cattività (41,06%). La schiusa delle uova prodotte dai soggetti nati in allevamento da soggetti di cattura, presenta un notevole incremento (P<0,01) rispetto a quella relativa alle generazioni parentali. L’impiego come riproduttori dei soggetti nati in allevamento da animali di cattura (sia al primo anno di cattività che successivi) è in grado di produrre fagiani in quantità simile ai soggetti del ceppo di allevamento, che in una generazione non hanno perso molte delle caratteristiche genetiche tipiche dei fagiani selvatici, con grande beneficio dal punto di vista faunistico. SUMMARY The aim of this paper is the comparison of 4 years reproduction data of different origin pheasants reared in captivity condition. Animals used in the trial were farmed-pheasants (from many generation), captured wild pheasants at the first year of rearing, captured wild pheasants at second year or more of rearing, and farmborned by wild pheasants. Rearing condition were the same for all thesis, nutrition included. Results showed a strong reduction of eggs layed by captured animals at the first year of rearing compared to farmed animals (25.09 ± 6.092 vs. 53.83 ± 2.183; P<0.01). In the following years of rearing, egg laying of captured animals improved significantly (34.91 ± 3.929; P<0.01) but it remained significantly lower then that of farmed animals (P<0.01). On the contrary, farm born animals did not show any statistically significant difference in egg laying (47.79 ± 8.112) from captured wild parents. Egg hatchability was different (P<0.01) in all groups (farmed animals 61.94%; farm born by captured wild animals 51.37%) excluded between captured wild pheasants both at first year (43.30%) of breeding and at following years (41.06%). All these results indicate the possibility to use farm born pheasants by captured wild parents as breed animals in gamefarms to produce pheasants genetically closer to wild pheasants
Coparison of trochlear block recession and trochlear wedge recession in four dogs with bilateral patellar luxation
SUMMARY Patellar luxation is the result of progressive structural abnormalities in the soft and/or skeletal tissues of the dog’s pelvic limbs. There is an alteration of the patella-trochlear groove interaction with negative effects on the stifle stability and extensor mechanism integrity, on the trochlear articular cartilage nutrition and the adequate trochlear depth and length development and maintenance. This is the reason for which there is a progressive trochlear groove levelling in the cases of severe patellar luxation; therefore, it is necessary to correct the trochlear depth abnormality to make patellar sliding action into the trochlear recess easier and to achieve consistent success with surgical treatment. Traditional methods to improve trochlear depth include the chondroplasty in the very young dogs, and the wedge recession trochleoplasty or TWR (trochlear wedge recession) in adult subjects. A modification of the technique called “trochlear block recession” (TBR) has recently been described from Talcott et al. in 2000. Block recession is identical in principle to wedge recession, except that a rectangular piece of cartilage and bone, rather than a wedge, is removed. The TBR seems to guarantee an adequate trochlear depth and width, the maximal preservation of hyaline articular cartilage and the secure implantation of the osteochondral autograft. The Authors report their clinical experience about four dogs affected by bilateral patellar luxation, treated with the TWR at one stifle and the TBR at the controlateral one in the same surgical session. In our study, we compared the trochleoplasty techniques, evaluating both the recuperated function of the limb, and the anatomic correction obtained, through clinical and computer tomography examinations. Both the trochleoplasty techniques proved clinical efficiency; at the postoperative examinations, all the articulations were adequatelly stabilised and there were no complications or relapses in any of the cases; also the return to complete function of limb was rather rapid. The TBR, notwithstanding the modest executive difficulties and the slower recovery caused by a more invasive procedure, assures the best anatomical correction of the trochlear defect and increases the patellar stability in extended stifle position; it assent to obtain an adequate trochlear depth without weakening either the trochlear ridges or femoral distal epiphysis, not even in small dogs. RIASSUNTO La lussazione rotulea rappresenta l’esito di progressive deformazioni strutturali dei tessuti molli e/o scheletrici dell’arto pelvico del cane, che alterano la stretta interazione fra rotula e solco trocleare, con ripercussioni negative sulla stabilità del ginocchio e sull’integrità del meccanismo estensorio di tutto l’arto, sul nutrimento della cartilagine articolare, nonché sullo sviluppo e sul mantenimento di una profondità trocleare idonea. Per questo motivo, nelle lussazioni rotulee gravi, si assiste ad un progressivo appiattimento del solco stesso, che non è più in grado di alloggiare e contenere in sede la rotula; è quindi necessario intervenire 1chirurgicamente per aumentare la profondità del recesso e mantenere la rotula nei confini definiti dai labbri trocleari laterale e mediale. Le opzioni chirurgiche più diffuse sono la condroplastica in soggetti molto giovani e la “solcoplastica a cuneo o a V” o TWR (troclear wedge recession) in cani adulti. Più recentemente, nel 2000, Talcott e coll. hanno proposto una variante alla tecnica, definita “solcoplastica rettangolare” o TBR (troclear block recession), che differisce dalla precedente per la formazione di un blocco osteocartilagineo di forma rettangolare, e che sembra garantire un’adeguata profondità trocleare, la massima conservazione della cartilagine articolare jalina e un impianto dell’innesto più sicuro. Gli Autori descrivono l’esperienza personale in quattro pazienti affetti da lussazione rotulea bilaterale e trattati con TBR ad un arto e TWR al controlaterale nella medesima seduta operatoria. Entrambe le tecniche di solcoplastica si sono rivelate idonee allo scopo, garantendo un completo recupero dell’arto senza recidive a breve e lungo periodo. La TBR, nonostante alcune modeste difficoltà esecutive correlate alla tecnica e una ripresa funzionale più lenta imputabile ad una procedura chirurgica leggermente più invasiva, consente di ottenere una migliore correzione anatomica del difetto trocleare rispetto alla TWR e conferisce una maggiore stabilità patellare quando l’arto è in posizione estesa; permette inoltre un approfondimento importante del solco trocleare, senza per questo indebolire i margini trocleari o la troclea femorale stessa, anche nei pazienti di piccola taglia
Valutazione comparativa tra pressione arteriosa invasiva e non invasiva nel cane durante l’anestesia
RIASSUNTO La misurazione della pressione arteriosa riveste un ruolo clinico primario nell’ambito del monitoraggio cardiovascolare del paziente in anestesia. Il metodo invasivo di rilevazione è il gold standard, capace di fornire i valori più prossimi a quelli reali. I metodi non invasivi hanno sempre un’accuratezza ed una precisione inferiori, condizionate da vari fattori. Il presente studio ha confrontato due tecniche non invasive, il metodo oscillometrico ed il metodo Doppler, con la tecnica invasiva durante l’anestesia in 21 cani, ricercando eventuali differenze nei valori rilevati in generale ed in funzione di vari decubiti (dorsale, laterale sul lato del manicotto e laterale sul lato opposto) e di diverse posizioni del manicotto (arto anteriore e posteriore) e valutando l’attendibilità dei metodi indiretti rispetto al gold standard. I risultati ottenuti hanno messo in evidenza l’attendibilità di ciascuna tecnica indiretta per ogni combinazione decubito/posizione manicotto; da ciò è stato possibile stabilire quale posizionamento del manicotto fornisca le rilevazioni più accurate nei differenti decubiti: in decubito dorsale, la pressione arteriosa sistolica, diastolica e media oscillometriche sono risultate più accurate con manicotto posizionato all’arto anteriore, mentre la pressione sistolica Doppler con manicotto posizionato all’arto posteriore. In decubito laterale, la pressione sistolica oscillometrica è risultata più accurata con manicotto all’arto posteriore e decubito sul lato del manicotto, mentre la pressione sistolica Doppler, la pressione diastolica e media oscillometriche più accurate con manicotto all’arto anteriore e decubito sul lato opposto al manicotto. I risultati del presente studio possono consentire di scegliere in anticipo, compatibilmente con le esigenze chirurgiche, il sito di rilevazione migliore per ogni soggetto, dando anche la possibilità di quantificare l’errore della tecnica non invasiva nelle varie condizioni di rilevazione, permettendo pertanto una interpretazione più accurata dei dati ottenuti. SUMMARY Arterial blood pressure measurement plays a primary clinical role in cardiovascular monitoring of the anaesthetized patient. Invasive blood pressure is considered the gold standard and it can provide records closer to the real ones. Non invasive blood pressure has always less accuracy and precision and this is due to several factors. In this study two non-invasive techniques (oscillometric and Doppler) have been compared to the invasive one in 21 dogs anesthetized for surgery procedures. The goal was to find out potential differences among records with different recumbency and cuff location, and to establish the accuracy of the indirect methods compared to gold standard. Results have pointed out reliability of each indirect technique in every combination of dog positions and cuff site; this has allowed to establish what cuff site provides more accurate records in each different position: in dorsal recumbency, oscillometric systolic, diastolic and mean arterious pressure have resulted more accurate with cuff at the forelimb, while for Doppler systolic pressure the hind limb was the more reliable site; in lateral recumbency, oscillometric systolic pressure has resulted more accurate with cuff at the hind limb and dog recumbent on the cuff side, while Doppler systolic pressure, and oscillometric diastolic and mean pressures were more accurate with cuff at the forelimb with dog recumbent on the opposite side of the cuff. Results can allow to choose, compatibly with surgical requirements, the best site for measurement for every subject, giving also the possibility to quantify the error of non invasive technique in the different measurement conditions and therefore permitting a more accurate interpretation of obtained records
Decreti di abbellimento urbano e le commissioni di tutela nel Ducato di Lucca nel XIX secolo
Il contributo illustra il ruolo fondamentale che il tema del decoro urbano, nel territorio lucchese, ha avuto sin dai primi anni del XIX secolo soprattutto con il Ducato di Maria Luisa di Borbone e di Carlo Lodovico, non solo per la città di Lucca ma anche per i comuni appartenenti al territorio della sua provincia
Sull'adeguatezza delle scelte del legislatore nazionale
RIASSUNTO La sentenza della CGCE, Grande Sezione del 3 maggio 2005 pone numerosi dubbi ed interrogativi in merito all'analisi di quelli che sono i limiti che l'ordinamento comunitario e quelli nazionali riconoscono in ordine al "favor rei". L'articolo procede all'analisi dell'effettiva portata della riforma del 2002 in tema di falso in bilancio e del disvalore che la violazione pone in essere. SUMMARY The ruling by the ECJ, Grand Chamber of May 3, 2005 raises many doubts and questions about the analysis of what are the limits that Community law and national recognize in order to "favor rei". The article proceeds to the extent of the reform of 2002 concerning false in budget
Dynamic reconfiguration of Grid-aware applications in ASSIST
Current Grid-aware applications are developed on top of lowlevel
libraries by developers who are experts on Grid software implementation.
Although some applications have been produced this way, this
approach can hardly support the additional complexity to QoS control
in real applications. We describe the ASSIST programming environment,
showing that it is a suitable basis to capture and cope with many of the
desired features for QoS control for the Grid. Grid applications, built as
compositions of ASSIST modules, are supported by a hierarchical Application
Manager targeting application QoS control
Rank structure of generalized inverses of rectangular banded matrices
We describe rank structures in generalized inverses of possibly rectangular banded matrices. In particular, we show that various kind of generalized inverses of rectangular banded matrices have submatrices whose rank depends on the bandwidth and on the nullity of the matrix. Moreover, we give an explicit representation formula for some generalized inverses of strictly banded matrices
Towards a distributed scalable data service for the Grid
AdHoc (Adaptive Distributed Herd of Ob ject Caches) is a Grid-enabled, fast, scalable ob ject repository providing programmers with a general storage module. We present three different software tools based on AdHoc: A parallel cache for Apache, a DSM, a main-memory parallel file system. We also show that these tool exhibit a considerable performance and speedup both in absolute figures and w.r.t. other software tools exploiting the same features
Indagine strutturale sulla volta della cavità orofaringea di trota iridea (Salmo gairdneri): distribuzione e morfologia dei bottoni gustativi
RIASSUNTO Gli Autori hanno esaminato nella trota iridea (Salmo gairdneri) la distribuzione, il numero e la morfologia dei bottoni gustativi nella volta della cavità orofaringea costituita da una parte rostrale, il palato, e da una caudale, la faringe. L’osservazione al microscopio ottico, effettuata su sezioni seriate ottenute dalle due porzioni della volta della cavità orofaringea, ha permesso di precisarne l’ organizzazione istologica e di effettuare indagini morfometriche sui bottoni gustativi relative al loro numero e distribuzione. Nel palato essi sono localizzati prevalentemente nella parte rostrale, mentre nella faringe sono distribuiti principalmente nella parte caudale dove è presente l’organo palatino. La tipologia dei bottoni gustativi è riconducibile, nel palato, soprattutto a quella di tipo I e II in quanto essi superano la superficie libera dell’epitelio, mentre nella faringe sono prevalentemente di tipo III, perché rimangono nello spessore dell’ epitelio. L’osservazione delle sezioni semifini ha permesso di precisare che ciascun bottone gustativo, posto all’apice di una papilla, sollevamento della lamina propria della mucosa, è circondato da cellule marginali appiattite che lo separano dall’epitelio di rivestimento. Strutturalmente i bottoni gustativi sono costituiti da cellule basali, cellule sensoriali chiare e cellule sensoriali scure. Il loro numero e la loro distribuzione sono strettamente dipendenti dall’habitat e dalla modalità di alimentazione della trota. SUMMARY The number, morphology and anatomical distribution of the taste buds in the arch of rainbow trout (Salmo gairdneri) oro-pharyngeal cavity were analysed. This latter is constituted from a cranial (palate) and a caudal portion (pharynx). The histological observation on serial sections from the two portions allowed to clarify the oro-pharyngeal cavity structural organization. Morphometrical analyses on the taste buds number and distribution were also performed. Taste buds are localised mainly in the cranial portion of palate and in the caudal portion of the pharynx; in this latter portion the palatin organ is also located. On the palatin area, taste buds exceed the epithelial surface with their apical portion and therefore they may be Dipartimento di Anatomia, Biochimica e Fisiologia Veterinaria, Direttore Prof. Franco Martelli. referred to those reported as type I and II. On the contrary, pharyngeal taste buds, remain mostly confined in the epithelial level and so they may be referred to those defined as type III. Taste buds are located on elevated papillae, which are expansions of the mucosal lamina propria. They result separated from the epithelium by surrounding flattened marginal cells. On semi-thin sections taste buds result structurally composed by basal cells, light and dark sensorial cells. Their number and distribution are strictly related to the trout habitat and its feeding habits
La valutazione dello stato ossidativo in cani da ricerca persone travolte dalle macerie: risultati preliminari
RIASSUNTO I cani per la ricerca sulle macerie appartenenti alle Unità Cinofile dei Vigili del Fuoco sono abilitati a diversi lavori che sono tenuti a svolgere insieme al proprio conduttore durante il servizio. Questi cani sono sottoposti ad un lavoro continuo ed impegnativo anche se non particolarmente intenso. È stato dimostrato che l’esercizio fisico incrementa la produzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS) a tal punto da poter neutralizzare i sistemi antiossidanti dell’organismo ed essere causa di stress ossidativo. Monitorare la produzione di ROS e le capacità antiossidanti organiche nelle situazioni di lavoro aerobio prolungato potrebbe essere particolarmente utile nel cane, sia per comprendere più a fondo il meccanismo di regolazione di questo equilibrio sia per poter intervenire attraverso un’opportuna programmazione del carico di lavoro o tramite adeguate integrazioni. In questo lavoro sono stati utilizzati due test fotometrici: il d- ROMs test per la determinazione dei ROS, ed in particolare degli idroperossidi plasmatici, ed il BAP (Biological Antioxidant Potential) test per la valutazione della barriera antiossidante plasmatica totale. In 4 soggetti, sono stati seguiti 3 allenamenti settimanali consecutivi (della durata di 1 ora ciascuno), in ciascuno dei quali sono stati effettuati 4 prelievi di sangue: a riposo, prima dell’inizio del lavoro, subito dopo, dopo 2 ore, dopo 12 ore. Non sono state osservate, relativamente ad ogni singolo soggetto, variazioni significative nel tempo, mentre variazioni statisticamente significative riguardano i soggetti tra loro. In particolare, il cane 1 evidenzia valori di d-ROMs e di BAP superiori agli altri soggetti, mentre il cane 4 mostra in alcune prove valori elevati soltanto di d-ROMs. I risultati preliminari ottenuti evidenziano differenze imputabili alla razza ed all’alimentazione, che meritano ulteriori approfondimenti. SUMMARY Search and rescue dogs of Fireman Units are used to carry out several works together the trainer. Dogs work is continuous and demanding bat it’s not strenuous. Exercise has been shown to increase the production of reactive oxygen species (ROS) to a point that can exceed antioxidant defences to cause oxidative stress. ROS production and antioxidant capacity can be determined in dogs to understand their behaviour in order to evaluate the correct working load and eventually to administered right dietary supplementation. In the present work, we evaluated the level of ROS and BAP (Biological Antioxidant Potential) in dog’s blood with spectrophotometric method. Four subject (Border Collie, German Sherpherd, Golden Retriever and Labrador Retriever) are enrolled for the study; four blood samples were drawn during three running trials: Immediately pre, Immediately post, 2 h post exercise and 12h post exercise. Significant differences about each subject during the trials values are not noticed while some difference exists between subjects. In particular, the dog 1 shows d-ROMs and BAP values upper than others and the dog 4 has only d-ROMs values elevated. Preliminary results are obtained and can be useful to study the race and diet influences on oxidative status in dogs