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L’integrazione dei metodi di programmazione lavori Activity-based e Location-based: il caso dell’adeguamento antincendio del complesso monumentale di Palazzo Medici-Riccardi
Una buona programmazione lavori è il punto chiave per il successo dell’intervento edilizio e per la sicurezza dei lavoratori. L’obiettivo del presente lavoro è la programmazione dei lavori, previsti dal progetto di adeguamento alle attuali norme antincendio di palazzo Medici Riccardi Servadio Pinucci, utilizzando e integrando tra loro le tecniche di programmazione Activity based e Location based.
Quindi dapprima viene delineato il contesto del programma dei lavori, i suoi contenuti e le diverse tecniche di realizzazione. Tra le tecniche a disposizione vengono presentate, per informazioni fornite e modalità di applicazione, il PDM - Precedence Diagramming Method per le tecniche Reticolari e le Flowline per le tecniche Location based.
Prima di procedere alla programmazione viene presentato il caso studio e i punti chiave previsti dal progetto di restauro. Segue l’analisi del progetto esecutivo e del cronoprogramma allegato al Piano di Sicurezza dal quale emerge la necessità di definire, stimare la durata e localizzare nuove attività o macro-attività. Dopo la pianificazione delle nuove attività si applica dapprima il PDM definendo quindi la sequenza logica tra le attività e poi le Flowline rapportando le attività ai luoghi di realizzazione. I risultati prodotti dalle due tecniche vengono integrati per studiare e risolvere l’incidenza delle lavorazioni e delle risorse. Il risultato ottenuto è un programma lavori privo di interferenze prevedibili, in cui ogni attività viene programmata non solo nel tempo ma anche nello spazio, così da sapere dove e rispetto a quale destinazione d’uso è prevista.
Il lavoro si conclude con alcune considerazioni sulla possibilità e l’effettiva utilità di integrare diverse tecniche in casi complessi, come quello appena presentato, di progetti di restauro, progetti con attività da svolgersi in diverse destinazioni d’uso e progetti che prevedono poche attività ripetitive e sequenziali
Multicriteria Spatial Decision-Support System to support regional energy planning: an application to Gotland, Sweden
In the current context, as climate change driven by human activities increasingly shapes the future of humanity, adopting a holistic and multidisciplinary approach to spatial planning has become essential. In this context, regional energy planning plays a crucial role in achieving the European Union’s 2050 climate neutrality targets through the transition to renewable energy sources.
This thesis presents a methodological approach and a decision-support tool for developing regional energy plans, a geographic scale that remains underexplored yet is key to balancing energy independence and sustainability.
The methodology is structured into four main phases: (i) an analysis of the geographical, political, and socio-cultural context; (ii) energy potential mapping and scenario development to engage communities and stakeholders in the decision-making process; (iii) a spatial multi-criteria analysis to generate suitability maps for renewable energy deployment; and (iv) the preparation of a strategy for applying the findings and ensuring periodic monitoring.
The approach is tested on the Swedish region of Gotland, an ideal case study due to its insular nature, which necessitates a high degree of energy self-sufficiency. Despite certain limitations, such as data availability and granularity, as well as challenges in directly involving local stakeholders, the methodology proves to be flexible and adaptable to the diverse characteristics of European regions and governance systems, offering valuable support throughout various stages of energy planning.
This study contributes to the ongoing discourse on the energy transition, providing an innovative and replicable methodological framework for academic research and regional policy development in Europe
Proposte per una normativa regionale in materia di tutela e valorizzazione degli ecomusei. Il caso di studio del restauro del Borgo "La Scola" sito in Grizzana Morandi (BO)
Il soggetto di questa tesi è lo studio critico del complesso abitativo denominato ‘La Scola’, situato nel comune di Grizzana Morandi, nell’Appennino emiliano. Gli obiettivi principali sono l’istituzione di un ecomuseo, attraverso una proposta di legge regionale per la tutela e la valorizzazione degli ecomusei, e il restauro di una parte del borgo, in un'ottica di valorizzazione del patrimonio culturale e storico. Il nucleo di La Scola riveste una fondamentale importanza dal punto di vista storico e rappresenta un’eredità di valore culturale, architettonico ed enogastronomico.
La ricerca si inserisce nel più ampio contesto dell’Appennino bolognese, del quale si propone di studiare i caratteri generali per avere una visione più approfondita sul territorio e favorirne la tutela e la riqualificazione. L'ecomuseo potrebbe risultare uno strumento valido per promuovere una fruizione sostenibile del borgo e la riqualificazione del patrimonio e del territorio circostante. Dopo lo studio territoriale generale dell’area si passerà al particolare, approfondendo gli aspetti culturali, storici e architettonici del Borgo La Scola, con un focus specifico sulle tipologie edilizie, i materiali utilizzati e le tecniche costruttive tradizionali. Lo studio, si propone di analizzare il patrimonio edilizio e le sue peculiarità e solo successivamente, sviluppare una proposta di valorizzazione architettonica secondo le linee guida del restauro, ponendo l’attenzione su una specifica area del borgo, integrando il quadro normativo regionale e nazionale, con particolare riferimento al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che include anche il Borgo La Scola tra i progetti interessati. L’approccio interdisciplinare adottato coniuga analisi storiche e architettoniche con lo studio dei materiali e delle tradizioni locali, recuperando una visione sintetica, al fine di proporre strategie di intervento rispettose del contesto
Indagini sperimentali, numeriche e analitiche sulle catene metalliche nel Chiostro dei Morti della Basilica di San Francesco a Bologna.
Nel presente elaborato di tesi è stata trattata la determinazione del tiro delle catene metalliche del Chiostro dei Morti, con l'obiettivo di valutare il loro stato di conservazione.
Per la determinazione del tiro delle catene, sono state svolte tre diverse tipologie di indagine:
‐ Indagine analitica mediante la valutazione della spinta di un arco a due cerniere;
‐ Indagine sperimentale mediante l’esecuzione di prove dinamiche in situ;
‐ Indagine numerica mediante un’analisi statica lineare sul modello FEM, condotta con l’utilizzo del software PRO_SAP.
Per ogni tipologia di indagine sono stati ottenuti i valori del tiro delle catene metalliche del Chiostro dei Morti.
A monte delle tre tipologie d'indagine, trattandosi di un edificio storico, è di fondamentale importanza la conoscenza delle vicissitudini storiche e delle trasformazioni che hanno caratterizzato il manufatto nel corso del tempo. Dunque, prima di procedere con la determinazione del tiro, è stato necessario approfondire la storia del Chiostro dei Morti e del complesso della Basilica di San Francesco. Lo studio della storia del Chiostro dei Morti ha permesso, inoltre, di comprendere le motivazioni alla base delle differenze nei risultati del tiro delle diverse indagini. E' stato, infatti, condotto un confronto tra i risultati numerici, sperimentali e analitici in termini di sforzo normale nelle catene. Questo confronto ha consentito di valutare le differenze tra i vari approcci e di comprendere quanto i risultati si discostano l'uno dall'altro, evidenziando la validità e l'affidabilità di ciascun metodo. Questi approcci sono complementari: uno non esclude l'altro, ma piuttosto contribuiscono insieme a fornire una visione più completa del comportamento strutturale
Villa cardinalizia di Decio Azzolino: Restauro e attualizzazione funzionale per una valorizzazione storico-culturale
L’argomento di tesi tratta del bene storico “Villa Azzolino” di Grottammare, commissionata dal Cardinale Decio Azzolino il giovane (1623-1689). L’edificio, residenza estiva e centro amministrativo-organizzativo dei vasti possedimenti agricoli del Cardinale, si erge come un possente fortilizio aggettante su un lieve strapiombo di fronte al mare. Lo studio è stato condotto iniziando da un’attenta ricerca storica dei trascorsi della Villa gentilizia, dei suoi committenti e del suo inserimento nel tessuto edificato e nel vissuto circostante, con analisi delle motivazioni delle scelte costruttive.
Degli antichi fasti della Villa Cardinalizia, attualmente rimangono solo le forme costruttive dalle massicce volumetrie, dei possenti muri portanti e delle volte, considerato che lo stato attuale degli interni versa in un profondo stato di degrado, a causa dell’incuria protratta negli anni, nonché degli inefficaci tentativi di recupero, che hanno alterato profondamente la leggibilità dell’opera e dei suoi apparati decorativi.
La tesi propone un piano di riutilizzo e di fattibilità tecnica: un restauro in grado di rispettare l’originalità del manufatto e dei suoi elementi caratterizzanti e, nel contempo, di adeguare il monumento alle recenti normative in materia di sicurezza, fruizione inclusiva degli spazi, ragionando non per singoli adeguamenti, ma in forma sistemica, ossia secondo una visione generale delle tematiche che vengono affrontate contemporaneamente.
A completezza della proposta è stata effettuata anche un’analisi di fattibilità economica, integrando la progettazione con il calcolo estimativo, utile per verificare la sostenibilità economica e sociale di un restauro consapevole della villa affinché la piena valorizzazione del bene storico-artistico, attualmente di proprietà privata ed in vendita, possa concretizzarsi e l’immobile divenire fruibile come bene pubblico
Assessment of the impact of seismic strengthening interventions on a historic masonry building: the case of Liceo Carlo Sigonio
This thesis presents a comprehensive assessment of seismic strengthening interventions applied to a historic masonry structure: the Liceo Carlo Sigonio, located in the historic centre of Modena, Italy. Following the seismic events that affected the Emilia-Romagna region in 2012, the building was declared unfit for use due to its significant structural vulnerabilities. The study begins with a detailed historical and architectural analysis of the building, highlighting its complex construction phases and structural heterogeneity.
A numerical model was developed using the 3Muri software, based on the equivalent frame method, to simulate the building’s seismic response. The analysis comprised both local failure mechanisms and global non-linear static (pushover) analysis. The interventions evaluated include the installation of steel tie rods and tie beams, rigid floor diaphragms, lintels over openings, and reinforced plaster with transverse connectors.
The effects of each intervention were assessed individually and in combination, comparing capacity curves, damage patterns, and safety indices before and after the retrofitting. Results demonstrate that targeted interventions significantly enhance structural performance, particularly along the weaker axis, while maintaining architectural integrity. The findings support the effectiveness of integrated strengthening strategies for the seismic rehabilitation of historic masonry buildings within the framework of Italian technical standards
Enhancing the Software Development Life Cycle with Conversational AI: LLM-Driven Documentation Q&A and Automated Model Evaluation
In software development, navigating code documentation is a time-consuming and cognitively demanding task. This research, investigates the potential of Large Language Models (LLMs) to improve documentation consultation, aiming to reduce developer efforts while increasing their understanding.
The study introduces a novel system that integrates an existing LLM-based documentation generator with an advanced question-answering system. This system, composed of different Retrieval-Augmented Generation (RAG) models, is designed to understand the contextual needs of user queries and intelligently route them to the most appropriate RAG within the proposed architecture. This approach proved to effectively handle both fine-grained and coarse-grained questions, obtaining high Context Precision (0.955) and Answer Relevancy (0.900) according to the RAGAs metrics.
The research also investigates automated project summarisation and automated evaluation strategies for natural language systems, proposing procedures to reduce human effort while ensuring reliable results.
Overall, this study highlights the potential of LLMs and Generative AI to streamline software development workflows, reducing time and cost associated with code understanding and LLM evaluation. It contributes to the growing field of AI-driven software engineering tools, laying a foundation for future research and applications in documentation management and intelligent systems design.
This thesis is the result of practical research conducted in collaboration with DATA Reply
Advanced performance measurement tool for traffic management systems
The TMS SIL0 system is an extensive software system. Users of the TMS system urgently require a tool to conduct performance testing. This article presents a solution in the form of a tool named the TMS Performance Testing Tool
Development of a PicoTDC based board: USB interface and test beams measurements
The TOF (Time-of-Flight) readout system of the ALICE experiment at the
LHC is based on a TDC Readout Module (TRM) hosting a TDC produced by
CERN in the early 2000s. This thesis is part of the TRM2 project, producing a
new card based on the newly produced PicoTDC.
This thesis describes the firmware and software development for readout, control
and configuration of a test board hosting a PolarFire FPGA and two PicoTDC
ASICs and the configuration of two LIROC ASICs, integrated in two mezzanine
cards plugged on the board, through an USB Super-Speed interface.
Both firmware and software were built considering the IPBus protocol already
developed by CERN and adapted to the new USB interface. The IPBus implements
a master-slave structure in which each slave is identified by a 32-bit address and
communicates with the master through a 32-bit data bus.
The DAQ chain was then tested at CERN in June 2024 in a test beam to
test its stability and the performance. During the operation at the test beam,
the system proved to be fast and reliable over the long run. A set of six data
acquisition runs were then used to get a preliminary result on the time resolution
of an LGAD-LIROC-PicoTDC DAQ chain obtaining σ = 42.83 ± 0.18 ps
Material testing and development for plasma-assisted capture and splitting of CO2
Combining dual-functional materials (DFMs) with plasma technologies represents a promising pathway for Integrated Carbon Capture and Utilization (ICCU), allowing CO₂ adsorption and conversion in a single unit. This study investigated various adsorbents—commercial zeolites (13X, 4A, 5A), Lewatit VP OC 1065, and lab-made γ-alumina functionalized with 3-aminopropyltrimethoxysilane—used as packing media in a Dielectric Barrier Discharge (DBD) reactor for plasma-assisted CO₂ capture and conversion. An experimental campaign was conducted to assess performance and stability under three consecutive plasma cycles.
Distinct desorption mechanisms were observed: functionalized γ-alumina showed a double-peaked profile, indicating fast plasma-induced desorption followed by slower thermal desorption. Lewatit displayed similar behavior in the first cycle but degraded with further exposure. Zeolites exhibited a single sharp desorption peak. Nitrogen physisorption before and after plasma exposure indicated stable physical properties for most materials, except for Lewatit, which showed a slight decrease in surface area, likely due to carbon deposition. ATR-IR spectroscopy confirmed Lewatit defunctionalization after just one plasma cycle.
Functionalized γ-alumina achieved the highest CO₂-to-CO conversion (~51%) with good stability. Lewatit showed the highest CO₂ adsorption (~0.50 mmol/g) but lower conversion (~30%). Zeolite 5A also performed well in adsorption (~0.39 mmol/g) but had lower conversion efficiency (~31%).
Functionalized γ-alumina stands out as a promising candidate for plasma-assisted ICCU, offering a balance between performance and durability. However, further research is needed to assess long-term stability. This study highlights the potential of amine-functionalized chemisorbents and the need for tailored DFMs to resist plasma-induced degradation