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L’efficacia della danza come intervento riabilitativo per il miglioramento dell’equilibrio e del cammino in persone con malattia di Parkinson: una revisione sistematica della letteratura
Background: La malattia di Parkinson è una patologia neurodegenerativa progressiva caratterizzata da sintomi motori, che compromettono equilibrio, deambulazione e autonomia funzionale, e da sintomi non motori, che incidono sulla qualità della vita. La danza, nel contesto riabilitativo, rappresenta un intervento multidimensionale che integra esercizio fisico, stimoli cognitivi e interazione sociale, con effetti positivi sulla funzione motoria globale e sulla partecipazione.
Obiettivo: L’obiettivo di questo studio è valutare l’efficacia degli interventi basati sulla danza nel migliorare equilibrio e deambulazione nelle persone con malattia di Parkinson, confrontandoli con protocolli convenzionali, usual care o assenza di intervento.
Metodi: È stata condotta una revisione sistematica di studi clinici randomizzati controllati pubblicati tra il 2010 e il 2025. Sono stati inclusi adulti con diagnosi di malattia di Parkinson sottoposti a programmi strutturati di danza-terapia. Gli outcome principali hanno avuto come oggetto misure di equilibrio e qualità della deambulazione.
Risultati: Nove studi sono stati inclusi. Gli interventi basati sulla danza hanno determinato effetti positivi sull’equilibrio, sulla mobilità funzionale e sulla funzione motoria globale. In alcuni studi è stata osservata una riduzione del freezing e un miglioramento dei parametri spazio-temporali della deambulazione.
Conclusioni: La danza-terapia è un intervento sicuro, fattibile ed efficace nel migliorare equilibrio e deambulazione nelle persone con malattia di Parkinson. Programmi strutturati e personalizzati massimizzano i benefici. Studi futuri sono necessari per definire parametri standard di frequenza, durata e intensità
Efficacia della riabilitazione visiva precoce integrata al trattamento fisioterapico nei bambini affetti da Paralisi Cerebrale Infantile (PCI) associata a Disturbo Visivo di Origine Centrale (DVOC): una revisione sistematica
La Paralisi Cerebrale Infantile (PCI) è la principale causa di disabilità motoria in età pediatrica e spesso si associa a Disturbo Visivo di Origine Centrale (DVOC), con effetti negativi sullo sviluppo visivo, motorio, cognitivo e sociale. Sfruttare la neuroplasticità nei primi anni di vita rende importanti gli interventi precoci. La riabilitazione visiva integrata alla fisioterapia è considerata promettente, ma le evidenze sono ancora limitate. Questa revisione sistematica ha valutato l’efficacia di tale integrazione nei bambini di età compresa tra 0 e 6 anni, con PCI e DVOC (0-6 anni).
La ricerca (PRISMA 2020) è stata condotta su PubMed, Cinhal, PEDro e fonti aggiuntive fino a ottobre 2025. Sono stati inclusi due RCT: Cemali et al. (2022) e Abd El-Maksoud et al. (2016). La qualità metodologica è stata valutata con ROBUST 2025 e la certezza delle evidenze con GRADE. Per l’eterogeneità non è stata possibile una metanalisi ed è stata eseguita una sintesi qualitativa.
Cemali et al. (2022) su 34 bambini (12-18 mesi) ha mostrato che integrare terapia di integrazione sensoriale alla fisioterapia migliora le funzioni sensoriali (TSFI) ma non le funzioni motorie (AIMS). Abd El-Maksoud et al. (2016) su 26 bambini (2-4 anni) ha evidenziato che la fisioterapia e la terapia occupazionale in ambiente multisensoriale con stimolazioni visive migliora significativamente abilità motorie grossolane (GMFM) e fini (PDMS) rispetto al controllo.
I risultati indicano un potenziale beneficio dell’integrazione visiva precoce, specie in contesti multisensoriali intensivi. Tuttavia, il numero ridotto di RCT, i piccoli campioni, la breve durata degli interventi e la variabilità degli outcome non consentono conclusioni definitive o generalizzabili. Sono necessari ulteriori studi multicentrici più solidi, con protocolli standardizzati e follow-up più lunghi per chiarire l’impatto sull’esito motorio, cognitivo, funzionale e sulla qualità di vita di bambini con PCI e DVOC
Gli outcome "core" nella fisioterapia dei pazienti candidati o sottoposti a trapianto di organo solido: una scoping review
Introduzione:
Il trapianto di organo solido è un trattamento salvavita che migliora la sopravvivenza e la qualità di vita nei pazienti con insufficienza d’organo terminale. La fisioterapia ha assunto un ruolo sempre più centrale, estendendosi dalla fase post-operatoria alla gestione pre-operatoria e cronica. Tuttavia, la letteratura mostra ancora una marcata eterogeneità negli outcome e negli strumenti di valutazione impiegati per monitorarne l’efficacia.
Obiettivo:
Mappare i domini di outcome e gli strumenti di misura più utilizzati negli studi che indagano gli effetti della fisioterapia nei pazienti candidati o sottoposti a trapianto di organo solido, al fine di identificare quelli “chiave” per la definizione di un futuro Core Outcome Set (COS).
Metodi:
È stata condotta una Scoping Review su PubMed, Cochrane Library, Scopus, Web of Science, Cinahl e COMET database, includendo studi primari quantitativi in lingua inglese. Sono stati analizzati 79 articoli riguardanti trapianti di cuore, polmone, fegato, rene e trapianti misti. Da ciascuno sono stati estratti la fase riabilitativa, il setting, gli outcome e gli strumenti di misura associati.
Risultati:
Gli outcome più indagati sono risultati la capacità funzionale (45,6%), la capacità aerobica (41,8%), la HRQoL (41,8%) e la forza muscolare (36,7%). Gli strumenti più impiegati includono il 6-Minute Walk Test (31 studi), il Cardiopulmonary Exercise Test (31) e il questionario SF-36 (23). I trapianti cardiopolmonari mostrano un orientamento verso outcome cardiorespiratori e prestazionali, mentre quelli metabolici (rene e fegato) privilegiano aspetti muscolari, metabolici e di qualità di vita.
Conclusioni:
I risultati evidenziano la necessità di sviluppare un COS condiviso che includa, oltre ai domini fisiologici, anche aspetti psicologici, di qualità della vita, di aderenza, fatigue e fragilità, per uniformare la ricerca e supportare una pratica clinica multidisciplinare più coerente ed efficace
Audit clinico sulle lacerazioni vagino-perineali nelle primipare: analisi dei fattori prenatali e intrapartum.
Le lacerazioni vagino-perineali rappresentano una delle complicanze più frequenti del parto vaginale, con possibili ripercussioni fisiche e psicologiche per la donna. La loro prevenzione costituisce un obiettivo prioritario dell'assistenza ostetrica, orientata alla fisiologia del parto e al benessere materno.
Il presente elaborato, attraverso un audit clinico osservazionale retrospettivo, analizza la qualità dell'assistenza ostetrica nella gestione del parto fisiologico e i fattori prenatali e intrapartum associati
all'integrità perineale.
Lo studio è stato condotto presso l'IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna - Policlinico di Sant'Orsola, nel periodo luglio-ottobre 2025, su un campione di 110 donne primipare che hanno partorito per via vaginale, selezionate secondo criteri di inclusione ed esclusione predefiniti. I dati sono stati raccolti tramite Cartella Clinica Elettronica e questionario digitale (QR-Code) e analizzati in forma anonima e aggregata, nel rispetto del Regolamento UE 2016/679 (GDPR).
L'analisi dei grafici e le tabelle PIVOT hanno mostrato una prevalenza di parti spontanei e un basso tasso di lacerazioni severe. Le donne che avevano effettuato una preparazione perineale regolare presentavano più frequentemente perineo integro o lacerazioni di l grado, mentre l'uso di analgesia epidurale si è associato a una maggiore durata del periodo espulsivo, senza aumentare il rischio di lacerazioni gravi. Una durata espulsiva inferiore a 30 minuti ha mostrato una migliore integrità perineale.
Lo studio conferma l'importanza di un approccio ostetrico centrato sulla fisiologia, sulla personalizzazione dell'assistenza e sulla promozione della preparazione perineale in gravidanza. L'audit clinico si conferma uno strumento efficace per migliorare la qualità dell’assistenza e favorire un evento nascita sicuro, rispettoso e consapevole
Analisi del Lead Time di attraversamento dell'ordine per la gestione ricambi. Il caso IEMCA
L’elaborato esamina la Supply Chain dell’azienda IEMCA del gruppo Bucci Industries, azienda leader mondiale per la produzione di caricatori automatici di barre per torni industriali, con l’obiettivo di individuare le cause dei ritardi nelle spedizioni dei componenti di ricambio e proporre soluzioni per il miglioramento delle performance aziendali. Attraverso un’analisi storica dei dati di spedizione e uno studio giornaliero su casi recenti, è stato possibile evidenziare che i principali ritardi sono dovuti a inefficienze nella gestione dei fornitori. Tra le azioni correttive proposte vi è la revisione dei rapporti di fornitura, volta a selezionare partner più affidabili. È inoltre suggerita l’introduzione di un sistema MES per il monitoraggio e l’ottimizzazione delle attività produttive. Le soluzioni individuate mirano a migliorare l’efficienza complessiva dei processi e la puntualità delle spedizioni, favorendo una gestione più integrata e tecnologicamente avanzata della catena di approvvigionamento
La Linea Tranviaria di Bologna: analisi di inquinamento acustico nell'ambito del piano di monitoraggio ambientale
L'elaborato di tesi analizza gli impatti dell’inquinamento acustico generati dal cantiere della nuova rete tranviaria di Bologna, con particolare riferimento alle Linee Rossa e Verde, attualmente in fase di realizzazione.
Dopo aver illustrato il contesto normativo, urbanistico e infrastrutturale della città, il lavoro descrive nel dettaglio le fasi di cantierizzazione delle due linee e la loro articolazione in macro-cantieri, evidenziando criticità e misure per la gestione del traffico e della sicurezza durante i lavori.
Muovendosi nell'ambito dell'analisi del Piano di Monitoraggio Ambientale (PMA), redatto secondo le linee guida MASE-ISPRA, e volto a verificare in modo sistematico gli effetti dell’opera sulle componenti ambientali, la tesi approfondisce il monitoraggio del rumore nelle fasi ante-operam e corso d’opera. Vengono discusse criticamente la scelta dei punti di misura, dei parametri acustici rilevati e delle metodologie applicate per garantire la rappresentatività dei dati.
L'analisi dei dati raccolti durante la campagna di monitoraggio consente di valutare la variazione del rumore in specifiche aree durante il cantiere, correlato alle attività più impattanti e alla configurazione viabilistica provvisoria. L'effacia delle misure di mitigazione adottate, quali ottimizzazione delle fasi di lavoro, limitazioni orarie, barriere mobili e gestione dei flussi di traffico, è analizzata criticamente e con stime numeriche in alcuni casi-chiave
Implementazione di un hub logistico in ottica Lean: ottimizzazione dei flussi informativi, razionalizzazione nella gestione delle scorte e standardizzazione dei metodi di fornitura
Questo elaborato analizza il progetto di implementazione di un hub logistico per Manifattura Berluti, azienda del gruppo LVMH, in un’ottica di ottimizzazione e miglioramento continuo secondo i principi del Lean Thinking. La transizione da una gestione interna a un modello logistico esternalizzato ha rappresentato un passaggio strategico con l’obiettivo di ridurre le inefficienze operative e a razionalizzare i flussi di materiali e informazioni. L’elaborato si articola in tre ambiti di ottimizzazione logistica: la razionalizzazione delle scorte, l’ottimizzazione dei flussi informativi e la standardizzazione dei metodi di fornitura. La razionalizzazione è stata strutturata utilizzando l’analisi ABC-XYZ e la definizione di un layout ottimale delle aree di stoccaggio nell’hub logistico esternalizzato, riducendo gli sprechi di spazio e migliorando la tracciabilità dei materiali e l’efficienza di picking. L’ottimizzazione dei flussi informativi è stata realizzata con la progettazione di uno strumento digitale in Microsoft Power BI, che consente di gestire in modo integrato le richieste di approvvigionamento tra l’hub esterno, lo stabilimento produttivo e i terzisti, riducendo tempi e attività manuali a carico dell’azienda. Infine, la standardizzazione del packaging ha eliminato l’eterogeneità dei metodi di fornitura da parte dei fornitori, introducendo imballaggi modulari e standardizzati, riducendo il ricondizionamento dei materiali e migliorando l’efficienza dei processi di ricevimento e movimentazione. Infine, le proposte di ottimizzazione sono state poi valutate dal punto di vista economico effettuando un’analisi del Pay Back Period attualizzato
Integrating the Triple Bottom Line in Sustainability Assessments: MCDA and Monetization Perspectives
Integrating the triple bottom line (TBL) into sustainability assessment is a methodological challenge. Environmental, social, and economic dimensions are typically evaluated through separate life cycle approaches, each relying on heterogeneous metrics, different uncertainty levels, and value judgements. This thesis investigates how Multi-Criteria Decision Analysis (MCDA), fuzzy logic, and monetization approaches can be combined to improve sustainability evaluations. The theoretical section reviews key MCDA methods focusing on the Analytic Hierarchy Process (AHP) and its capabilities and limitations in integrating diverse indicators and stakeholder preferences. TOPSIS and PROMETHEE methods are analysed to highlight methodological differences and to show how mathematical structures influence outcomes. Fuzzy logic is introduced to represent epistemic uncertainty, qualitative judgements, and linguistic preferences. Three monetization approaches (MF-GDP, True Price, and CE Delft) are tested to provide complementary economic perspectives. However, monetization methods are not yet standardized and remain sensitive to modelling assumptions and valuation choices. Social monetization, in particular, faces major conceptual and ethical challenges. Three case studies apply the proposed methods: i) the selection of applications for cellulose nanofibre-reinforced composites (MPAS), ii) a comparative evaluation of sunscreen formulations, iii) and national electricity markets in four countries. Results show both convergence and method-dependent differences in MCDA rankings, while fuzzy AHP and monetization consistently identify stable alternatives. Overall, the results indicate that AHP remains a transparent and structured foundation for integrating the TBL, while fuzzy logic extends the ability to represent uncertainty and non-quantitative evaluations. Monetization offers a complementary economic perspective that can support comparative decision-making for relevant stakeholders
L'arte di degustare il vino: incontro tra percezione, emozione e identità
In questo elaborato viene esplorato il complesso intreccio tra percezione sensoriale, composizione chimica e costruzione dell’esperienza enologica, mostrando come il vino rappresenti un sistema multisensoriale in cui scienza, emozione e cultura convergono. L’obiettivo è analizzare il contributo dei diversi sensi – olfatto, gusto, tatto, vista e udito – alla definizione del profilo sensoriale e alla formazione del giudizio percettivo, approfondendo i processi neurofisiologici attraverso cui tali stimoli vengono elaborati e modulati da fattori cognitivi ed emotivi.
La trattazione esamina le principali molecole aromatiche e gli aromi varietali, fermentativi e post-fermentativi, evidenziando le interazioni chimico-fisiche che determinano la complessità del bouquet. Un’attenzione particolare è dedicata alle nuove molecole sensoriali emergenti, tra cui i composti umami e kokumi, che ampliano la comprensione della percezione gustativa oltre i tradizionali assi di dolce, acido, amaro e salato. In questo contesto, l’acido glutammico e il dipeptide Gly-Val vengono analizzati per il loro ruolo nella rotondità, morbidezza e pienezza gustativa, contribuendo a una visione più olistica del piacere enologico.
La tesi affronta inoltre il tema dell’analisi sensoriale strutturata, illustrando metodologie e strumenti per una valutazione oggettiva delle percezioni, e approfondisce il ruolo del marketing sensoriale come estensione esperienziale del vino. Branding multisensoriale, progettazione degli ambienti di degustazione e design sonoro e visivo emergono come leve fondamentali per creare esperienze coerenti con l’identità del prodotto.
In conclusione, la degustazione viene interpretata come un’esperienza neuro-sensoriale e culturale integrata, in cui il linguaggio del gusto si intreccia con emozioni e memoria, e in cui la scienza contribuisce a dare forma alla poesia del vino
Impatto del cambiamento climatico sul Barolo: evidenze e proposte per la tutela dell’identità
Questa tesi analizza gli effetti del cambiamento climatico sulla viticoltura, con particolare attenzione al territorio del Barolo. La prima parte presenta una panoramica sul riscaldamento globale; in seguito vengono esaminati gli impatti specifici del cambiamento climatico in viticoltura: anticipo delle fasi fenologiche, maggior frequenza di eventi estremi, stress idrico, variazioni produttive e ripercussioni sulla qualità delle uve. Successivamente, la tesi approfondisce la storia del Barolo, le caratteristiche del Nebbiolo e la struttura della denominazione. La parte centrale del lavoro è strutturata su undici interviste a produttori e tecnici della zona, dove vengono evidenziate tutte le problematiche dei nostri giorni. L’ultima sezione offre una riflessione personale, che mette in relazione dati, letteratura ed esperienza diretta, evidenziando come l’adattamento sia oggi indispensabile per preservare l’identità del Barolo. La tesi, nel suo complesso, cerca di mettere in risalto il tema del cambiamento climatico, sottolineando la validità e le criticità di certe operazioni vitivinicole, evidenziando la necessità di conciliare sperimentazione, sostenibilità e tutela del territorio