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Trattamento della lombosciatalgia acuta con infiltrazione paravertebrale perigangliare: confronto tra metodica TC guidata e Fluoroscopica, esperienza nella Neuroradiologia di Rimini
La lombosciatalgia acuta è una delle cause più frequenti di dolore e limitazione funzionale, con forte impatto sulla vita quotidiana dei pazienti. Negli ultimi anni le infiltrazioni paravertebrali perigangliari hanno assunto un ruolo importante perché permettono di somministrare farmaci direttamente vicino alla radice nervosa infiammata, riducendo dolore e infiammazione. In questo elaborato ho analizzato e confrontato due metodiche di guida radiologica, la Tomografia Computerizzata (TC) e la Fluoroscopia, applicate presso il reparto di Neuroradiologia dell’Ospedale “Infermi” di Rimini.
Lo studio ha riguardato 154 pazienti trattati con infiltrazioni intraforaminali lombari: 134 con guida TC e 20 con guida fluoroscopica. I risultati mostrano che entrambe le tecniche sono efficaci e sicure, con un miglioramento significativo dei sintomi nella maggior parte dei pazienti. La guida TC garantisce una visione molto precisa e consente un controllo post-procedurale, risultando particolarmente utile nei casi complessi o con anatomia alterata; tuttavia comporta una dose radiologica maggiore. La fluoroscopia, invece, permette procedure più rapide, con esposizione più bassa, ed è indicata soprattutto in pazienti giovani e in situazioni meno complicate.
In conclusione, entrambe le metodiche rappresentano valide opzioni terapeutiche. La scelta tra TC e fluoroscopia deve basarsi sulle caratteristiche cliniche e anatomiche del paziente, sull’esperienza dell’équipe e sul principio di ridurre la dose radiante il più possibile (ALARA). Questo lavoro sottolinea anche l’importanza del ruolo del tecnico di radiologia, che contribuisce non solo all’esecuzione tecnica, ma anche alla sicurezza e all’ottimizzazione della procedura
Analisi predittiva dei ricavi aziendali: un modello di regressione lineare multipla basato sui dati di bilancio
La tesi affronta il tema della previsione dei ricavi aziendali attraverso lo sviluppo di un modello di regressione lineare multipla basato sui dati di bilancio. L’obiettivo principale è mostrare come, mediante strumenti statistici e informatici, sia possibile supportare la pianificazione strategica e il controllo di gestione, ponendo le basi per la costruzione di bilanci previsionali più completi e strutturati.
Nel primo capitolo viene analizzato il contesto teorico e contabile di riferimento. Sono descritte le principali tipologie di bilancio e i principi contabili nazionali e internazionali, con i relativi schemi. Particolare attenzione è dedicata al bilancio previsionale, analizzato come strumento a supporto dei processi decisionali aziendali.
Il secondo capitolo illustra le metodologie statistiche utilizzate, introducendo la regressione lineare multipla, le relative assunzioni, l’analisi dei residui e le metriche di validazione del modello. Vengono inoltre motivate le scelte che hanno condotto alla selezione del settore, della variabile dipendente e di quelle indipendenti.
Nel terzo capitolo la teoria viene applicata a un dataset reale, costruito a partire dai dati presenti nella banca dati AIDA, relativi a 131 società operanti nel settore alimentare. Vengono descritte le fasi di costruzione, pulizia ed analisi esplorativa dei dati, per poi passare all'addestramento, con il metodo della rolling window, e alla valutazione e analisi dei risultati, tramite le principali metriche e l’analisi dei residui.
Si sono inoltre rappresentati i possibili sviluppi futuri del modello realizzato, tra cui l’integrazione di ulteriori variabili anche di natura non economico-finanziaria, l’utilizzo di ritardi temporali multipli e l’adozione di modelli non lineari, evidenziando come queste estensioni possano contribuire alla costruzione di un bilancio previsionale completo, funzionale all’assunzione di strutturate decisioni strategiche
Analisi delle potenzialità delle schede di rete: funzionalità, offloading e prospettive future
La tesi analizza le capacità delle schede di rete, tracciandone l’evoluzione dalle funzionalità tradizionali alle più recenti innovazioni. Particolare attenzione è rivolta alle tecniche di offloading, che trasferiscono alle schede operazioni tradizionalmente eseguite dal software, ampliandone il ruolo oltre gli strati Fisico e Collegamento fino ai livelli di Rete (IP) e Trasporto (TCP) del modello TCP/IP. Dopo una panoramica sulle schede Ethernet e Wi-Fi, l’analisi si concentra sulle Smart NICs, dotate di risorse di elaborazione dedicate come Data Processing Units (DPU) e Field Programmable Gate Arrays (FPGA).
Sono quindi descritte le funzionalità generali, tra cui codifica di canale, multiplazione, strutturazione delle trame e controllo degli errori, controllo del flusso, accesso al mezzo condiviso, risparmio energetico, Wake on LAN, indirizzamento tramite MAC, supporto per reti virtuali e gestione delle priorità.
Vengono inoltre trattate le funzionalità avanzate, quali Internet Checksum, Large Send/Receive Offload, Jumbo Frames, Direct Memory Access, ARP e TLS offload, Receive/Transmit Side Scaling e Single Root I/O Virtualization.
Infine, attraverso esperimenti condotti con Ncat e Iperf3 presso i laboratori di telecomunicazioni di Cesena e Bologna, vengono valutati i benefici concreti delle funzionalità di offload
Ultralight vector dark matter from non-slow-roll inflation
Inflation not only provides a promising explanation for the observed structure of our universe;
but also reveals a novel and elegant mechanism for the production of dark matter, distinct from
the historically considered scenarios. Among the others, inflation naturally generates vector field
fluctuations which, after being stretched to super-horizon scales and re-entering the horizon, are
viable dark matter candidates. The longitudinal mode of a massive vector boson is especially
noteworthy, being abundantly produced during inflation. Unlike scalars and tensors which are
typically produced with a nearly scale-invariant spectrum, the longitudinal mode inherits unique
dynamics from its inflationary origin, satisfying cosmological constraints and providing a robust
dark matter candidate.
In this thesis, we propose a mechanism through which ultralight dark matter is generated
during inflation. We introduce a brief departure from slow-roll inflation to address the challenge
of producing a realistic dark matter candidate and explore its consequences. The violation of
slow-roll conditions during inflation induces a rapid change in the vector boson mass, producing
significant features in the power spectrum. We show that this rapid variation, occurring during
a short non-slow-roll phase, enhances the power spectrum and naturally generates an ultralight
dark matter relic with extremely small vector masses, allowing for the inclusion of candidates with
masses as low as m ≃ 10^(−19) eV or even smaller.
Our results demonstrate that the non-standard evolution of inflationary parameters strongly
amplifies the longitudinal mode fluctuations, enabling ultralight bosons to be naturally produced
by quantum fluctuations during inflation. This mechanism establishes a theoretically consistent
pathway for generating ultralight dark matter and provides a framework to explore a unified
inflationary origin for mixed dark matter scenarios
Distanza di Wasserstein e propagazione del Chaos
Questa tesi tratterà in modo rigoroso i principali concetti relativi al problema di ottimizzazione del trasporto introdotto da Kantorovich, il quale pone le fondamenta a nuovi oggetti matematici come la distanza di Wasserstein, molto utilizzata recentemente nell'ambito della matematica applicata e non solo. Infatti, lo scopo di questa trattazione è quello di riportare notevoli risultati riguardanti quest'ultima, per poi applicarli allo studio dei processi di diffusione non lineare, introdotti da McKean, e della propagazione del Chaos in grandi sistemi di particelle interagenti
Stato dell'arte dei pacemaker rate-responsive
Background.L'incompetenza cronotropa, ovvero l'incapacità del cuore di aumentare la propria frequenza in risposta a un maggiore fabbisogno metabolico, è una condizione clinica che riduce la tolleranza allo sforzo e la qualità della vita dei pazienti. Per affrontare questo problema, i pacemaker moderni sono dotati di una funzionalità rate-responsive che modula la frequenza di stimolazione in base alle
esigenze del paziente. L'obiettivo di questa tesi è fornire una panoramica aggiornata sullo stato dell'arte di questi dispositivi, analizzando le diverse tecnologie sensoristiche e il loro impatto clinico.
Metodi.Per la stesura di questo elaborato, è stata fatta una revisione narrativa della letteratura scientifica. La ricerca degli articoli è avvenuta su PubMed e IEEE Xplore, individuando gli studi più rilevanti e aggiornati sui pacemaker rate-responsive. Le informazioni raccolte sono state organizzate in una tabella e analizzate per confrontare le caratteristiche, i vantaggi e i limiti delle varie tipologie di sensori e parametri fisiologici utilizzati in questa tipologia di pacemaker.
Conclusioni.La ricerca ha mostrato differenze tra approcci in catena aperta (open loop), che sono efficaci ma con bassa precisione metabolica, e approcci in catena chiusa (closed loop) che danno una risposta più
fisiologica e personalizzata. I sistemi dual-sensor rappresentano la soluzione più promettente, dato che mettono insieme la responsività di un sensore di movimento con la precisione della rilevazione di un parametro fisiologico. Gli sviluppi futuri sono verso dispositivi sempre più intelligenti e meno invasivi, con l'obiettivo finale di personalizzare i dispositivi e migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da incompetenza cronotropa
Addestramento di una rete neurale biologicamente plausibile per la maturazione delle capacità di percezione multisensoriale
L’integrazione multisensoriale è un processo fondamentale per l’elaborazione coerente delle informazioni ambientali, che si sviluppa progressivamente durante la vita postnatale. Questa tesi presenta un modello neurocomputazionale biologicamente plausibile, basato su regole di plasticità hebbiana, finalizzato a descrivere i meccanismi di maturazione delle connessioni sinaptiche tra aree unisensoriali e multisensoriali. Il modello implementa dinamiche di apprendimento differenziate per connessioni feedforward, cross-modali e inibitorie, riproducendo l’evoluzione delle risposte neuronali in funzione dell’esperienza. I risultati evidenziano come il filtraggio tramite soglia e la regolazione dei parametri di crescita siano determinanti per garantire stabilità e specializzazione funzionale, favorendo la formazione di mappe coerenti e l’ottimizzazione dei tempi di reazione. Inoltre, le simulazioni con stimoli sequenziali e vari intervalli interstimolo hanno mostrato che l’inibizione cross-modale modula in maniera critica la dinamica delle risposte multisensoriali, riducendo il costo del cambio di modalità e migliorando l’efficienza dell’integrazione audiovisiva. Questi risultati offrono un quadro interpretativo utile per comprendere i principi computazionali alla base della plasticità sinaptica e per sviluppare modelli sperimentali in grado di indagare le deviazioni associate a condizioni di sviluppo atipico o disturbi neurocognitivi
A Geometric Model of Musical Harmony
This thesis develops a mathematical framework for modeling harmonic structure and voice leading through orbifold geometry.
An -note sonority is represented as a point of in logarithmic pitch coordinates.
Musical equivalences such as octave shifts (), voice permutations (), transpositions (), and inversions () act on , and each subgroup determines a different level of musical analysis.
The corresponding quotient is an orbifold whose singular strata arise where the action is not free, corresponding to symmetric pitch configurations.
The topology of several such quotients is examined, with explicit homeomorphisms and fiber bundle descriptions obtained in musically relevant cases, including Coxeter-type orbifolds.
We describe their local models, compute fundamental groups, and analyze how isotropy affects homotopy within these spaces.
A new categorical formalism, the \emph{Voice-Leading Category}, is introduced.
Its objects are classes of -note sonorities, and its morphisms are endpoint-fixed homotopy classes of paths in orbifolds.
This construction extends the Poincaré groupoid to the orbifold setting, providing a rigorous geometric interpretation of harmonic identity and transformation
Studio dei composti volatili in oli extra vergini di oliva a denominazione di origine
Il presente lavoro di tesi sperimentale si colloca nell’ambito delle ricerche volte allo sviluppo di metodologie analitiche innovative per la tracciabilità e l’autenticazione dell’olio extra vergine di oliva. L’obiettivo principale è stato lo studio del profilo dei composti volatili in oli extra vergini di oliva certificati DOP e IGP, con l’intento di valutarne il potenziale impiego come marcatori chimici dell’origine geografica e varietale. A tal fine, sono stati analizzati 25 campioni provenienti da diverse regioni italiane, rappresentativi delle principali denominazioni DOP e IGP nazionali. La frazione volatile dello spazio di testa è stata esaminata mediante la tecnica SPME-GC-MS, per identificare e quantificare le principali molecole aromatiche responsabili del profilo olfattivo caratteristico dell’olio. I dati ottenuti sono stati elaborati attraverso analisi statistiche multivariate, con l’obiettivo di individuare eventuali correlazioni tra la composizione volatile e l’area geografica di provenienza dei campioni. È stata inoltre condotta un’analisi olfattometrica esplorativa (GC-O) su un campione rappresentativo, volta ad associare i composti volatili individuati alle percezioni sensoriali. I risultati hanno evidenziato differenze significative tra i campioni appartenenti a diverse aree geografiche, suggerendo che specifiche classi di composti, in particolare i terpeni, possano costituire potenziali marcatori dell’origine. L’analisi olfattometrica ha confermato la coerenza tra i dati strumentali e sensoriali, permettendo di correlare alcuni composti chiave alle note aromatiche percepite
On the indecomposable representations of quivers, root systems and invariant theory
In questa tesi studieremo le rappresentazioni indecomponibili di quiver, con l'obiettivo di fornire informazioni sulla varietà algebrica che parametrizza le classi di isomorfismo di rappresentazioni indecomponibili con un vettore dimensione fissato.
Le quiver e le loro rappresentazioni sono un interessante oggetto di studio in matematica, e la teoria delle rappresentazioni delle quiver è strettamente correlata alla teoria delle rappresentazioni di algebre finito dimensionali, su un campo algebricamente chiuso.
L'obiettivo principale di questa tesi è fornire una dimostrazione del teorema di Kac, originariamente dimostrato nel 1980 da Victor Kac.
In particolare, questa tesi è suddivisa in quattro parti. Nel primo capitolo presenteremo quelli che sono i concetti introduttivi necessari per la dimostrazione del teorema, andando a richiamare alcuni concetti di teoria delle rappresentazioni delle quiver, come il teorema di Gabriel, del quale il teorema di Kac ne costituisce una generalizzazione.
Nel secondo capitolo introdurremo le algebre di Kac-Moody e studieremo alcune loro proprietà, soffermandoci in particolare sul loro sistema di radici, e fornendo una caratterizzazione delle radici in termini di una forma bilineare, detta forma bilineare invariante.
Nel terzo capitolo analizzeremo la connessione tra l'Invariant Theory e lo studio delle classi di isomorfismo di rappresentazioni indecomponibili di una quiver.
Nel quarto ed ultimo capitolo di questa tesi forniremo una dimostrazione del teorema di Kac. Più precisamente, dimostreremo dapprima che il numero di rappresentazioni indecomponibili su un campo finito di una quiver, dipende solamente dal grafo soggiacente; successivamente dimostreremo che il numero di rappresentazioni assolutamente indecomponibili definite su un campo finito sia indipendente dall'orientazione, e infine, dedurremo come corollario il teorema di Kac sulle rappresentazioni indecomponibili di una quiver su un campo algebricamente chiuso