University of Bologna

AMS Tesi di Laurea
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    Factorized scattering theories in 1+1 dimensions

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    This thesis investigates whether S-matrices in 1+1 dimensional integrable quantum field theories remain valid at all energy scales or whether their thermodynamic behavior inevitably develops Hagedorn-like singularities that signal a scale where a breakdown of the S-matrix description occurs. We begin with a review of scattering theory and the role of integrability, emphasizing local conserved charges, factorizability, and the Yang–Baxter equation as central consistency conditions. Exact two-particle S-matrices are then constructed via the bootstrap program, providing the framework for analyzing both scattering amplitudes and thermodynamic behavior. We paid close attention to the statistics of the particle spectrum in these integrable models, as the growth and distribution of states directly influence high-energy thermodynamics. Several examples are examined in detail. The examples include the sine-Gordon model as a standard example, the sausage model as a more intricate example, and higher-spin particle theories where a generalized S-matrix construction is developed through the quantum group symmetry algebra U_q({su}_2). The spin 3/2 case is worked out explicitly. These examples allow for a systematic exploration of the validity of the S-matrix framework. The analysis shows that while integrability permits exact control of scattering processes, the thermodynamic properties of certain models suggest potential limitations of the S-matrix description at extreme energies. These findings clarify the domain of validity of S-matrix theories and highlight the role of particle spectrum's statistics in determining whether such theories remain consistent or exhibit signs of Hagedorn-like behavior

    Development of multimodal experimental protocols for GAG quantification in articular cartilage using low field NMR

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    Osteoarthritis (OA) is an irreversible and degenerative disorder that affects articular car- tilage (AC). Currently, no screening methods have been established for the early detection of asymptomatic patients. To address this issue, the present study investigated the feasibility of quantifying gly- cosaminoglycan (GAG) concentration in AC using low-field nuclear magnetic resonance (NMR). Two experimental protocols aimed at using reference techniques to quantify GAG concentration were developed and tested on bovine samples. NMR measurements were performed employing a single-sided NMR instrument with a magnetic field strength of B0 = 0.327 T to acquire CPMG and saturation recovery (SR) data. The data were inverted via the UPEN algorithm to obtain the distribution of lon- gitudinal and transversal relaxation times T1 and T2. The average relaxation times, signal fraction of the fast-decaying T2 component, and novel parameters, such as the full width at half maximum of the distributions, were extracted from the curves. These were then correlated with the GAG concentration measured from both experimental protocols. The dGEMRIC technique was used as a reference method via T1 mapping with a 3T clinical scanner. The second reference method employed was contrast-enhanced X-ray computed tomography (CE-CT) using the CA4+ cationic contrast agent. Finally, the samples under- went indentation testing. The analysis identified water pools relevant to relaxation time distributions, along with a number of correlations between GAG concentration and NMR parameters, which may prove to be estimators of GAG concentration or biomarkers for the screening and early detection of OA in asymptomatic patients. Sample preparation, MRI, CE-CT and indentation testing have been conducted at IRCCS Rizzoli Orthopedic Institute during an internship period

    Insiemi di Besicovitch e Problema di Kakeya

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    La tesi esplora gli insiemi di Besicovitch e di Kakeya, oggetti geometrici “patologici” della teoria della misura e dell’analisi armonica. Nel primo capitolo vengono richiamati i concetti fondamentali della misura e della dimensione di Hausdorff, fornendo strumenti matematici per poter studiare le proprietà dei sottoinsiemi di Rⁿ. Il secondo capitolo presenta la costruzione di un insieme di Besicovitch B ⊆ R², seguendo il metodo di Besicovitch e la semplificazione di Perron tramite l’Albero di Perron. Si dimostra che tali insiemi, pur avendo misura nulla, possiedono dimensione di Hausdorff uguale a 2. Nel terzo capitolo si definiscono gli insiemi di Kakeya, ovvero insiemi contenenti un segmento unitario la cui orientazione può essere invertita usando spostamenti continui e rimanendo all'interno dell'insieme stesso. Si dimostra che è possibile costruire un tale insieme in modo che abbia area arbitrariamente piccola, risolvendo così il Problema di Kakeya. Infine, l’appendice approfondisce la distanza di Hausdorff e le proprietà dello spazio dei sottoinsiemi compatti e convessi in Rⁿ, strumenti essenziali per la formalizzazione dei risultati

    Distretto Abruzzo Creativo. Connettere le Imprese Culturali e Creative e progettare un nuovo storytelling della regione.

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    Le Imprese Culturali e Creative (ICC) abruzzesi sono un settore in crescita, ma segnato da frammentazione, scarsa visibilità e difficoltà di accesso a finanziamenti e reti strutturate. Operare in Abruzzo, caratterizzato da una forte identità ma spesso percepito come periferico rispetto ai grandi centri culturali, significa confrontarsi con la mancanza di infrastrutture adeguate e con la difficoltà di affermare il valore della cultura come motore di sviluppo economico e sociale. Nonostante il potenziale creativo e la ricchezza del patrimonio culturale regionale, molte realtà faticano a emergere e a connettersi con circuiti più ampi, trovandosi a operare in isolamento. Per rispondere a queste criticità, nasce l’idea di una piattaforma digitale dedicata alla mappatura, al networking e alla promozione delle ICC locali. Attraverso l’analisi del sistema economico e culturale regionale e il confronto con modelli virtuosi, emergono soluzioni concrete per rafforzare il settore, facilitando la collaborazione e valorizzando competenze e opportunità. L’obiettivo è trasformare la cultura in un motore di sviluppo territoriale, contrastando la marginalizzazione e offrendo ai giovani creativi alternative reali alla migrazione forzata. Un ecosistema culturale più coeso e innovativo ridefinisce il ruolo dell’Abruzzo, promuovendo un’identità regionale che va oltre le tradizionali narrazioni e trova nella creatività e nelle nuove generazioni un nuovo elemento distintivo. Mettere in rete le Imprese Culturali e Creative diventa quindi un’azione strategica per costruire un nuovo storytelling della regione, capace di valorizzare le sue eccellenze, le sue tradizioni e la sua contemporaneità in un racconto dinamico e innovativo. Un approccio che non solo rafforza la coesione del settore culturale, ma contribuisce a ridefinire l’immagine dell’Abruzzo, affermandolo come territorio di sperimentazione culturale e innovazione creativa a livello nazionale

    Il ruolo del differenziale da Deleuze alle strutture sub-Riemanniane

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    Questo elaborato presenta alcuni aspetti delle tesi filosofiche di Deleuze e Guattari, dandone un’interpretazione matematica basata principalmente sui lavori di Citti, Sarti e Piotrowski. Nel capitolo 1 presentiamo il problema del divenire differenziale: introduciamo la nozione di virtuale e la sua attualizzazione, che interpretiamo rispettivamente come vincoli differenziali che si attualizzano tramite processi d’integrazione. Nel capitolo 2 presentiamo le varietà differenziabili: introducendo la nozione di campi vettoriali e commutatore fra di loro, e soffermandoci in particolare sui gruppi di Lie, come esempio di Varietà. Nel capitolo 3 vengono dapprima descritte le varietà riemanniane, con le nozioni di metrica e distanza Riemanniana, e poi sono definite le varietà sub-Riemanniane. La geometria di queste ultime è costituita da una terna (M, ∆, g) dove ∆ è un sottofibrato del fibrato tangente, chiamato fibrato tangente ammissibile, e tutti gli oggetti differenziali dello spazio sono descritti in termini di campi vettoriali appartenenti a questo fibrato. Presentiamo in particolare la condizione di connettività di Hormander, che garantisce che per ogni coppia di punti, la distanza sub-Riemanniana sia finita. Infine, nel capitolo 4 mostriamo in che senso le varietà sub-Riemanniane consentono la descrizione di strutture eterogenee e la nozione di rizoma introdotte da Deleuze e Guattari

    Objective assessment of crutch-assisted gait in individuals after Total Hip Arthroplasty using sensorized crutches

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    Movement disorders may result from musculoskeletal injuries, such as hip fractures, leading to the need for Total Hip Arthroplasty (THA). Following surgery, rehabilitation is required for restoring hip functionality. Indeed, while people are recovering, crutches are prescribed to assist gait in the first weeks after the intervention. Functional Capacity Outcomes (FCO) are adopted to assess rehabilitation sessions; however, they are subjective and affected by intra- and inter-operator variability, as clinicians evaluate them visually. Several studies have attempted to measure FCO, although the required instrumentation restricts rehabilitation sessions to laboratory settings and to static or short-distance tasks. This thesis investigates the potential of mCrutch, a pair of instrumented crutches, to objectively assess FCO in static and dynamic conditions. The objectives are extracting FCO, such as weight-bearing, crutch tilt angle, crutch-gait symmetry, and spatiotemporal parameters and evaluating patients’ adherence to prescribed instructions. Twenty THA patients were asked to stand for 30 seconds and then to perform a 10-meter Walking Test three times. Data has been acquired twice,after surgery (Baseline) and after twenty days (Follow-up). Results demonstrated that FCO can be reliably extracted, and inter-subject variability showed to be fairly high. A statistically significant difference (p < 0.05) was observed in the force applied to the Operated Limb Crutch (OLC) and Non-operated Limb Crutch (NOLC), whereas differences between static and dynamic conditions were found for the OLC. Nevertheless, this study involves an analysis only in laboratory settings; future works should test the device outdoor. Discrepancies between clinicians’ recommendations and actual crutch usage were observed. In conclusion, results found in this thesis promote the integration of instrumented assistive devices for supporting gait in THA patients and enhancing orthopedic rehabilitation

    A Tough Row to Hoe: Instruction Fine-Tuning LLaMA 3.2 for Multilingual Sentence Disambiguation and Idiom Identification

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    Idiomatic expressions (IEs) are a fundamental aspect of language, traditionally defined as expressions whose meanings cannot be inferred from their individual components. However, modern linguistic theories propose a more complex definition of idiomaticity, which is now understood as a continuum where IEs can be placed depending on multiple factors. This complexity poses challenges for natural language processing (NLP) applications, where effective handling of IEs can improve performance in various tasks, including sentiment analysis, question answering, text summarisation, and machine translation. This thesis contributes to the study of IEs in NLP by instruction fine-tuning LLaMA 3.2 1B on two tasks: sentence disambiguation and idiom identification. To this end, a multilingual instruction-formatted dataset was created, incorporating English, Italian, and Portuguese as both instruction and input languages. This enabled to investigate the interaction between the instruction and input language and examine the model’s performance when they match and when they differ. The findings showed that aligning instruction and input languages does not always improve performance, highlighting complex cross-linguistic interactions. However, while fine-tuning enhanced idiom identification, it led to slight declines in sentence disambiguation, possibly due to dataset limitations and lack of hyperparameter tuning. Future work could expand language diversity, refine fine-tuning strategies, and explore other LLM architectures for better performance

    Commercio internazionale e barriere nel settore agroalimentare: regole, impatti e dinamiche dell’import-export del vino

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    La tesi analizza l’impatto delle barriere tariffarie e non tariffarie nel commercio internazionale, con attenzione al settore agroalimentare e, in particolare, al comparto vinicolo italiano. L’obiettivo è comprendere come tali ostacoli influenzino gli scambi globali e quali strategie adottino le imprese per superarli. Il primo capitolo espone le principali teorie economiche del commercio, dai modelli classici a quelli moderni basati su economie di scala e catene globali del valore. Si esamina il ruolo del WTO e i limiti del sistema multilaterale attuale. Il secondo capitolo approfondisce le barriere tariffarie (dazi ad valorem, specifici e misti) e non tariffarie (norme sanitarie, etichettatura, certificazioni), con particolare attenzione al settore agroalimentare, dove queste misure, pur legittime, possono ostacolare il commercio. Il terzo capitolo analizza l’impatto economico e politico delle barriere attraverso casi studio concreti, tra cui la guerra commerciale USA-Cina, le misure europee su riso, agrumi e zucchero, le barriere fitosanitarie dell’UE e gli effetti sulle esportazioni agroalimentari dell’Emilia-Romagna verso gli Stati Uniti. Si discutono anche le implicazioni degli accordi CETA e Mercosur per il made in Italy. Il quarto capitolo si focalizza sul commercio internazionale del vino, settore chiave per l’Italia. Vengono presentati dati su produzione, esportazioni e mercati di destinazione, analizzando le barriere e le strategie adottate dalle imprese per valorizzare qualità, denominazioni d’origine e sostenibilità. In conclusione, la tesi sottolinea la necessità di un approccio integrato tra imprese e istituzioni per affrontare efficacemente le barriere commerciali, promuovere l’internazionalizzazione e tutelare la competitività del sistema agroalimentare italiano

    Il teorema di Bayer-Billera sugli f-vettori di bandiera

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    L’obiettivo di questa tesi è dimostrare che la dimensione dello spazio affine generato dagli f-vettori di bandiera di un poset Euleriano di rango d è F_{d}-1, dove F_{d} indica il d-esimo numero di Fibonacci. Questo teorema è stato dimostrato da M. Bayer e L. J. Billera nel 1983, costruendo una famiglia di d-politopi i cui f-vettori di bandiera siano una base. Nel primo capitolo daremo una breve introduzione generale sui politopi convessi e introdurremo il concetto di f-vettore e h-vettore. Nel secondo capitolo parleremo di insiemi parzialmente ordinati (poset). In particolare, ci concentreremo sui poset Euleriani e mostreremo come generalizzare le equazioni di Dehn-Sommerville per questo tipo di poset. Nel terzo capitolo ci occuperemo di studiare tre operazioni dei politopi convessi: la piramide, la bipiramide e la suddivisione stellare di un politopo simpliciale rispetto ad una sua faccia. Per ognuno di questi casi descriveremo anche la struttura dell’h-vettore di questi politopi. Nel quarto capitolo dimostreremo il teorema di Bayer-Billera sugli f-vettori di bandiera, osservando che anche la dimensione dello spazio affine generato dagli f-vettori di bandiera di d-politopi è F_{d}-1

    Towards a relational interpretation of indefinite causality

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    Quantum indefinite causality has become a central topic in quantum foundations. One can employ a particular extension of quantum mechanics, called the process matrix formalism (PMF), to study these processes. The PMF allows one to represent correlations between quantum events among multiple parties without specifying, a priori, their spatiotemporal locations. Crucially, since the PMF makes no assumption about the global causal structure among quantum events, it allows for the existence of causally non-separable quantum processes. Such processes are said to have an indefinite causal structure. This work aims to investigate some conceptual lessons from causal non-separability. A preliminary discussion reviews the higher-order quantum operation (HOQO) formalism and shows that process matrices are a class of HOQOs. Then two notions of indefinite causality—namely, non-causality and causal non-separability—are introduced and compared. Finally, a particular implementation of a causally non-separable process, the quantum switch, is presented in both its acyclic and circuital representations. The study lays the groundwork for interpreting the circuital representation of the quantum switch, analyzing the roles of agents, quantum systems, and events within it. A relational interpretation is then proposed

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