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Recupero di scarti solidi di produzione da un processo di granulazione
Lo studio ha riguardato il recupero degli sfridi di produzione derivanti dal processo di granulazione del fuso del prodotto di interesse, composto da due oligomeri con diversa resistenza allo stress termico. In prima battuta è stata svolta un’indagine di laboratorio divisa in tre step per determinare la degradazione termica degli sfridi di prodotto di interesse alle condizioni di stress termico dettate dal processo di recupero sfridi già esistente per un altro prodotto del sito.
A seguito dei risultati dell’indagine di laboratorio è stata preparata una prova in impianto per simulare il processo di recupero tramite dissoluzione in solvente, concentrazione batch per rimuovere lo stesso e poi granulazione per formare il prodotto. È stato inoltre necessario, prima di svolgere la prova in impianto, aggiornare l’analisi di rischio delle apparecchiature coinvolte attraverso una valutazione della stabilità termica attraverso analisi termogravimetriche e calorimetriche.
Una volta effettuata con risultati positivi la prova in impianto si è proceduto con lo studio di due soluzioni impiantistiche. La prima, a basso costo, prevede l’utilizzo di apparecchiature già presenti in impianto con la realizzazione dei soli collegamenti necessari tra esse. La seconda, ad alto costo, prevede l’utilizzo di parte delle apparecchiature esistenti con l’aggiunta di un nuovo buffer sulla linea di interesse.
Per ognuna delle soluzioni sono stati sviluppati P&ID e PFD, sono state fatte considerazioni riguardanti le utilities coinvolte ed è stata infine effettuata un’analisi economica tenendo conto di costi di investimento ed operativi del nuovo processo di recupero sfridi
Analisi tecnico-economica per l’ottimizzazione dello spessore strutturale di un impalcato da ponte in struttura mista a via inferiore sostenuto da travi di bordo a parete piena
Le recenti inondazioni hanno reso evidente la problematica relativa al superamento di alvei fluviali di media grandezza tramite la sostituzione di ponti ammalorati o idraulicamente inadeguati, evitando di realizzare pile in alveo e la conseguente necessità di incrementare il franco sul pelo libero della piena duecentennale.
Il presente lavoro di tesi si pone l’obiettivo di studiare la soluzione di impalcato a via inferiore come soluzione in grado di limitare le attuali problematiche relative all’innalzamento dei livelli idrici degli alvei fluviali.
Uno dei principali vantaggi di questa soluzione risiede nella possibilità di mantenere sostanzialmente invariata la livelletta dei rilevati di accesso, evitando interventi invasivi sul tracciato stradale esistente. Per validare questa scelta progettuale, è stata condotta un’analisi tecnico-economica finalizzata all’ottimizzazione dello spessore strutturale di un impalcato da ponte in struttura mista a via inferiore, sostenuto da travi di bordo a parete piena.
Lo studio ha preso in considerazione una sezione stradale di tipo C1 e tre diverse lunghezze di impalcato: 20 m, 40 m e 60 m
Subject specific kinematic analysis of an implanted ankle joint
The ankle joint complex is composed of several joints which give rise to a complex range of movements, governed byinteractions between ligaments and articular surfaces. Degenerative processes and traumatic injuries compromise the healthy functionality of the joint, with osteoarthritis being the primary concern. Total ankle replacement (TAR) has emerged in the past decades for being a viable alternative to arthrodesis, offering promising outcomes in the mid-term. Numerous designs have been proposed over years. The latest stage of innovation involves in silico pre-operative planning to optimize implant design and positioning.
In this research, FAR total ankle replacement by Adler Ortho is analysed in detail. The primary objective of this thesis is to develop a method for estimating the subject-specific passive kinematics of an implanted ankle; secondarily, to assess the influence of implant positioning and its geometric parameters on the resulting motion. A mathematical model, tailored to subject specific anatomy, is employed to reproduce passive plantar-dorsiflexion motion of the ankle joint. Concurrently, a geometric analysis of the implant constraints establishes an analogy between the components relative motion and a planetary gear mechanism. A virtual arthroplasty is performed in order to obtain relative positioning of the implant with respect to some anatomical landmarks. By integrating both the physiological passive motion model and the mechanical constraint of the implant, an estimation of the ankle range of motion for passive plantar-dorsiflexion after implantation is obtained. Additionally, the impact of different proximal-distal positioning and insert thicknesses is evaluated. The results demonstrated that a more proximal positioning of the implant and the use of a thinner insert both contribute to a larger range of motion. Finally, based on these findings, guidelines for optimizing implant positioning to enhance post-operative kinematics are proposed
Soft skill evaluation through LLMs
This thesis was motivated by an inquiry into the feasibility of using large language models (LLMs) for soft skills assessment. I was initially introduced to XOOTS, a recruitment automation company focused on evaluating hard skills and offering basic soft skills assessments through simple prompt-based questions. This exposure highlighted a critical gap: while current methods may effectively assess technical competencies, they often overlook the complex, multifaceted nature of soft skills such as leadership, communication, and emotional intelligence.
Through my collaboration with XOOTS and independent research, I realized that assessing soft skills requires more than static questions.
Traditional methods can be easily manipulated or fail to elicit genuine responses, as candidates may provide socially desirable answers instead of revealing their true abilities. Motivated by these limitations, I developed an alternative approach: a dynamic, interactive conversational system that adapts in real time to user responses, simulating realistic scenarios and incorporating adaptive dialogues, emotional state tracking, and multi-modal interaction.
Thus, this thesis presents a novel framework for soft skills evaluation by integrating state-of-the-art LLMs with interactive narrative simulations
Gruppi abeliani divisibili
Questa tesi si concentra sullo studio della struttura dei gruppi divisibili. L'obiettivo dell'elaborato è dimostrare che ogni gruppo divisibile è isomorfo a una somma diretta di copie del gruppo dei razionali Q e dei gruppi di Prüfer Z(p∞), per opportuni primi p. Nel primo capitolo si introducono gli strumenti essenziali per lo studio dei gruppi divisibili, tra cui la somma diretta interna ed esterna, i sottogruppi di torsione e la decomposizione dei gruppi
di torsione in componenti p-primarie. Successivamente, il secondo capitolo esplora la teoria dei gruppi liberi, il concetto di sottoinsiemi liberi e di rango senza torsione, evidenziando come questi elementi siano fondamentali per la caratterizzazione dei gruppi divisibili. Nel terzo capitolo si introduce il concetto di divisibilità e se ne dà una caratterizzazione tramite l'utilizzo delle
successioni esatte di morfismi. La tesi mostra inoltre che ogni gruppo è isomorfo a un sottogruppo di un gruppo divisibile, sottolineando l'importanza di questi oggetti nella teoria dei gruppi abeliani. I risultati ottenuti mettono in evidenza il ruolo centrale dei gruppi divisibili nella teoria dei gruppi abeliani e le connessioni con altre strutture algebriche
Audience, partecipazione e innovazione nei festival cinematografici per ragazzi. Il caso studio di vvfilmf - Festival Internazionale di Cinema per Ragazzi “Un Festival in digitale”
Il lavoro di questa tesi parte dallo studio dell'evoluzione dei festival cinematografici per ragazzi, e arriva all’analisi del caso studio del “vvfilmf - Festival Internazionale di Cinema per Ragazzi” di Vittorio Veneto, un festival che, dopo l'emergenza coronavirus, ha scelto di proseguire la propria attività prevalentemente online. L’obiettivo è individuare le conseguenze che hanno spinto gli organizzatori a mantenere questa scelta, sia analizzando le modalità di fruizione che indagando l’esperienza dei diversi pubblici coinvolti. Particolare attenzione è dedicata alle strategie di gestione dell'audience e alle dinamiche di partecipazione in questo nuovo contesto. Il lavoro si articola in tre capitoli: il primo delinea il quadro teorico, esplorando i concetti di audience development, film festival studies e film education; il secondo presenta la metodologia di ricerca; il terzo analizza il caso studio. L’analisi si sviluppa in tre direzioni principali: il ruolo dei festival come strumenti di educazione culturale, le dinamiche di partecipazione giovanile e l'impatto della pandemia sul passaggio verso modelli ibridi od online. Si è scelto un approccio metodologico qualitativo, che include interviste e focus group con organizzatori, docenti, studenti e volontari, tale approccio evidenzia le strategie di audience engagement e mostra come il passaggio all'online abbia eliminato significative barriere economiche e sociali alla partecipazione e portato a un ampliamento del pubblico. Il festival ha permesso così lo sviluppo di un modello innovativo che unisce l’educazione all’arte e al linguaggio cinematografico, l’inclusione sociale e la sostenibilità finanziaria di tutto il processo organizzativo. Il caso vvfilmf evidenzia come la digitalizzazione possa ampliare significativamente l'accesso alla cultura e creare nuove opportunità di inclusione e partecipazione attiva per le giovani generazioni, incrementando addirittura l’alta qualità dell'offerta formativa e culturale
Il filone erotico-porno peplum italiano a partire dagli anni Settanta
Questa tesi esamina il filone del peplum erotico-pornografico italiano a partire dagli anni Settanta, un sottogenere cinematografico spesso trascurato dalla critica accademica, ma rilevante per comprendere le dinamiche produttive e stilistiche dell’industria cinematografica italiana. Attraverso un’analisi storica e produttiva, lo studio indaga le caratteristiche distintive del genere, le sue convenzioni narrative e la sua progressiva ibridazione con altri filoni cinematografici. Particolare attenzione è dedicata alla rappresentazione del corpo maschile e femminile, alla costruzione del desiderio e all’evoluzione della componente erotica e pornografica all’interno di queste produzioni. La ricerca ricostruisce inoltre il contesto industriale e distributivo in cui il peplum erotico si è sviluppato, analizzando le strategie adottate dai produttori e la ricezione da parte del pubblico. Attraverso lo studio di alcuni film esemplari, si evidenziano le modalità con cui il genere ha risposto alle esigenze del mercato e si approfondiscono i fattori che ne hanno determinato il declino. In conclusione, si riflette sulla progressiva scomparsa del peplum erotico dalle sale cinematografiche e sulla sua influenza nelle produzioni successive, mettendo in luce il suo ruolo nel più ampio panorama del cinema di genere italiano
Neutrino beam monitoring with the SAND detector at the DUNE near site
The Deep Underground Neutrino Experiment (DUNE) is a next-generation long-baseline neutrino experiment, consisting of a new high-intensity beam facility, a Near Detector at Fermilab, and a Far Detector with four liquid Argon time-projection chambers located at ∼1300 km distance. The Near Detector will include three distinct detectors, one of which, SAND (System for on-Axis Neutrino Detection), will play a crucial role in constraining systematic uncertainties to validate the measurements obtained at the Far Detector. For this purpose, beam monitoring is critical for detecting any potential variations of the beam caused by issues in accelerator operations. This study investigates the feasibility of beam monitoring by analyzing the muon momentum distributions obtained from the simulations of neutrino interactions in the SAND upstream calorimeter. A set of 93 different neutrino beam anomalies were considered, and the SAND beam monitoring capabilities were analyzed using two-sample hypothesis testing
Scattering amplitudes in the five-dimensional gauge
This thesis investigates the behavior of scattering amplitudes in the electroweak sector of the Standard Model, with a particular focus on the energy dependence of individual Feynman diagrams in different gauges. Special attention is given to cases that appear to violate simple unitarity constraints, such as amplitudes involving longitudinally polarized weak bosons: certain diagrams exhibit energy growth, necessitating non-trivial cancellations among them to ensure the restoration of unitarity. It is therefore of interest to explore calculational methods that inherently implement these cancellations, preventing the appearance of spurious energy-growing terms. This work is specifically dedicated to studying an alternative approach in which the electroweak Lagrangian is expressed in a physical gauge. For simplicity we consider the limit where only the symmetry remains active, corresponding to the vanishing weak mixing angle (), yet the approach can be easily generalised to the Standard Model case. Additionally, the Higgs sector is formulated using the Higgs-Kibble model. This approach, inspired by the so-called ``Equivalent Gauge'', is promising as it introduces polarization vectors for longitudinal weak bosons that are independent of energy. A crucial first step in this programme is the analytical investigation of the Lagrangian structure, which can be rewritten in terms of five-dimensional fields , where and denote the gauge fields and their associated Goldstone bosons, respectively. After deriving the corresponding Feynman rules, I demonstrate that not only decay and scattering processes yield results consistent with those obtained in the unitary gauge, thereby confirming the validity of the method, but also that the energy behaviour of single diagrams is improved
Analysis of the "Città 30" initiative in Bologna: evaluation of impacts and future perspective
The Città 30 initiative in Bologna represents a significant urban mobility reform aimed at enhancing road safety, reducing emissions, and promoting sustainable transport through a city-wide 30 km/h speed limit. By contrasting actual results with the pre-feasibility study's initial expectations, this thesis assesses the initiative's impact throughout its first year. The research employs quantitative data analysis, comparative studies with other European cities, and a cost-benefit approach to assess changes in traffic safety, environmental quality, and public perception. Although there are still issues with public acceptability and enforcement, results show a significant decline in accidents and fatalities, improvements in air quality, and a trend towards active mobility. The report also looks at future research approaches and policy improvements, highlighting the significance of smart speed control systems, integrated transport planning, and urban design modifications for long-term success. The conclusions highlight Bologna’s pioneering role in sustainable urban mobility, offering valuable lessons for other cities considering similar policies