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Strutture di comunità nei network: lo stochastic block model
Le reti sono ovunque attorno a noi, dalla fisica alla chimica, dalla
biologia all’economia e le scienze sociali. Proprio per questa abbondanza di applicazioni, la Scienza delle Reti (in inglese Network Science) è diventata cruciale tra le discipline scientifiche moderne.
Uno degli argomenti più discussi e studiati in Network Science riguarda il problema di Community Detection: cercare di identificare le comunità di una rete data, ovvero quei gruppi di nodi, in cui ogni vertice ha più collegamenti con altri vertici del medesimo gruppo, piuttosto che con nodi esterni ad esso. Sono possibili diversi approcci, tra i principali troviamo:
• metodi spettrali;
• metodi basati su tecniche di statistica inferenziale;
• metodi basati sull’ottimizzazione di funzioni descriventi la struttura
del grafo;
• metodi basati sull’utilizzo di processi dinamici che evolvono sui vertici del grafo.
Noi ci concentreremo sul primo.
Dato un grafo aleatorio, utilizzeremo lo spettro della relativa matrice di adiacenza per cercare di capire come i vertici di tale grafo si
ripartizionino in comunità. Nel primo capitolo introdurremo le variabili aleatorie sub-gaussiane, nonché delle disuguaglianze di concentrazione per stimarne le code. Nel secondo capitolo, ci focalizzeremo sui concetti di epsilon-net, Numero di Covering e Numero di Packing. Infine nell’ultimo capitolo, applicando i risultati precedenti alla matrice di adiacenza di un grafo aleatorio, arriveremo alla costruzione esplicita di un algoritmo per la risoluzione del problema di Community Detection: l’algoritmo di spectral clustering
Teoria dei giochi e coordinamento di canali di marketing
La prima parte di questo elaborato è costituita da un'introduzione ai
concetti fondamentali della teoria dei giochi. Nella seconda parte viene
presentata l'analisi di un modello economico formato da due catene di
produzione, con lo scopo di valutare l'applicazione di tariffe binomie in
caso le aziende coinvolte abbiano la possibilità di compiere investimenti
pubblicitari
Un gioco ambientale con vincoli condivisi ed equilibri normalizzati
L'obiettivo di questa tesi è studiare un problema di gestione ambientale mediante gli strumenti della Teoria dei giochi: due Paesi limitrofi nelle loro attività produttive inevitabilmente inquinano, per cui vengono imposti loro dei vincoli sulle emissioni di sostanze inquinanti. In questo gioco statico vengono distinti tre scenari: i primi due, classici, sono basati sulla scelta di cooperare o non cooperare; il terzo è un particolare scenario non cooperativo in cui i giocatori condividono il vincolo, dunque è necessario introdurre un nuovo concetto di equilibrio, quello di Rosen. Nei primi due capitoli viene presentato l'impianto teorico necessario per formalizzare e studiare tale modello: Teoria dell'ottimizzazione vincolata,
Teoria dei giochi, Giochi con vincoli condivisi. Nel terzo ed ultimo
capitolo viene analizzato il modello, confrontando i risultati ottenuti dai vari scenari e dimostrando come questi si possano estendere anche a situazioni con più di due giocatori
Rilevamento geologico in scala 1:10000 dell'area tra Vigo di Fassa e Ciampedie (Val di Fassa, TN)
Geological survey at the scale 1:10000 of the area between Vigo di Fassa and Ciampedie (Val di Fassa, TN
Procedure di gestione per criticità ambientali in un cantiere
Valutazione della significatività degli aspetti ambientali in cantiere e descrizione delle procedure di mitigazione. Check-list per audit interno
Redesigning the warehouse flow through value stream mapping and work sampling: the case of Verallia SPA
In the following paper, we attempt to investigate the leading causes, effects, and solutions to the problems of a finished goods warehouse in a manufacturing plant where the upstream process, the productive one, follows the push logic. Specifically, we aim to identify waste in handling finished goods in the Lonigo warehouse (Verallia Group) by integrationg value stream mapping with work sampling as a timing tool. In addition, the study aims to identify the root causes and propose countermeasures to help minimize the identified wastes
Arbitration as a resolutive mechanism in mutual agreement tax procedures, between bilateralism and EU harmonisation
Octupole correlations in 110Xe
The observation of large quadrupole moments led to the suggestion that some nuclei might have spheroidal shapes, while others present a reflection-asymmetric shape, as for example pear shape. Nuclei around N=Z=56, in the vicinity of the double-magic nucleus 100Sn, are expected to show some of the largest octupole correlations in the whole Segré chart, indeed the experimentally deduced B(E3; 3- → 0+) strength in 114Xe is one the largest measured so far.
In this contribution the preliminary results of the extended level scheme of 110Xe, which is expected to have even larger octupole correlations, will be presented.
The 110Xe was populated via the 54Fe(58Ni,2n) fusion-evaporation reaction at the Accelerator laboratory of the University of Jyväskylä. After the separation of the fusion-evaporation products in MARA, the 110Xe was implanted into a DSSD to further clean the in-beam gamma rays via the recoil alpha tagging technique. The gamma rays emitted from the excited 110Xe levels were measured by the gamma-ray array Jurogam3
Signal Formation in the new Time Projection Chambers of the T2K Upgraded Experiment
The goal of the T2K experiment is to obtain new insights on the phenomena of neutrino oscillations. In order to improve the near detector of the experiment an upgrade is planned, with the addition, among other detectors, of two HA-TPCs (High Angle Time Projection Chambers). The use of MICROMEGAS with an additional resistive layer (ERAM) adds an effect of charge spread, enabling higher resolution for a fixed number of electronic channels and improved spark protection.
The scope of this thesis is to gain a better understanding of the physics of charge spread and a detailed signal formation description. A finite element simulation is developed, allowing to validate analytical models of this phenomena. Moreover, the previously unaccounted for effect of the ion drift in the amplification gap is studied. A method exploiting a complete model of signal formation, together with the response of the electronic front-end, is proposed for the characterization of the acquired pad signals, serving as a starting point for future calibrations and analyses.
Additionally, the installation and setup of the HA-TPC prototype for a test beam at the DESY laboratory in Hamburg is reported, together with the application of the aforementioned analysis method to the early data collected.
L'obiettivo dell'esperimento T2K è l'avanzamento della comprensione del fenomeno delle oscillazioni dei neutrini. Per migliorare le caratteristiche del rivelatore vicino ne è stato pianificato un aggiornamento che prevede l'installazione, oltre ad altri rivelatori, di due camere a proiezione temporale ad alto angolo (HA-TPC). L'uso di MICROMEGAS con l'aggiunta di uno strato resistivo introduce un effetto di diffusione della carica che permette di ottenere una maggiore risoluzione, a parità di numero di canali di elettronica, migliorandone inoltre la protezione dalle scariche.
La finalità di questa tesi è ottenere una più completa comprensione della fisica della diffusione della carica e descrivere dettagliatamente la formazione del segnale. Una simulazione agli elementi finiti è stata sviluppata, permettendo la validazione dei modelli analitici di questo fenomeno. In seguito è stato studiato l'effetto del moto di deriva degli ioni nello strato di amplificazione, finora mai considerato. È poi stato proposto un metodo che sfrutta un modello completo di formazione del segnale e della risposta dell'elettronica di front-end, utilizzabile per la caratterizzazione del segnale acquisito da ogni pad e che potrà servire come punto di partenza per future calibrazioni e analisi.
In aggiunta si descrive la preparazione e l'installazione del prototipo della HA-TPC per un test beam ai laboratori di DESY, ad Amburgo. La procedura di analisi descritta precedentemente è stata poi applicata ai dati appena ottenut
Confronto tra sistemi telescopici come ausili correttivi in supporto alla condizione visiva del soggetto ipovedente
ABSTRACT: OBIETTIVO: il fine di questo elaborato è quello di ricercare attraverso un’analisi
comparativa, analogie e differenze tra diversi dispositivi telescopici a disposizione del soggetto
ipovedente, che nel corso degli anni hanno subito continue modificazioni e perfezionamenti.
Successivamente, è stato importante valutare per ogni singolo sistema telescopico analizzato
l’influenza e i cambiamenti che comporta in termini di campo visivo, acuità visiva, accomodazione,
movimenti della testa e percezione della profondità.
MATERIALI E METODI: per lo svolgimento di questo lavoro è stata condotta una ricerca
bibliografica sul portale scientifico PubMed, per ogni dispositivo telescopico studiato sono stati
revisionati 4-5 articoli, i quali rimandavano successivamente ad altre pubblicazioni, che una volta
revisionate, hanno reso l’elaborato maggiormente completo e ricco di spunti. I testi selezionati sono
compresi in uno spazio temporale che inizia nei primi anni 90’ e arriva fino ad oggi. Per ogni studio
analizzato, la ricerca si è concentrata principalmente sui seguenti parametri: descrizione del sistema
telescopico, applicazione del sistema, restrizione del campo visivo, difficoltà nell’utilizzo a distanza
ravvicinata, movimenti della testa e degli occhi.
DISCUSSIONE: ogni sistema telescopico fornisce benefici al soggetto ipovedente in quanto, a
seconda dell’ingrandimento utilizzato, permette un miglioramento dell’acuità visiva e lo
svolgimento di normali attività della vita quotidiana. Il compromesso principale affinché si
concretizzi questo beneficio, però, è una netta riduzione del campo visivo, notabile in ogni tipo di
sistema telescopico analizzato. Al soggetto, inoltre, risulterà difficile l’utilizzo di questo ausilio
ottico per la visione prossimale, perché la richiesta accomodativa è notevolmente più elevata nel
telescopio rispetto agli occhiali. Infine, nello svolgimento del terzo capitolo sono emersi altri
svantaggi riguardanti i movimenti della testa e degli occhi e la percezione della profondità: questi
limiti del dispositivo cambiano a seconda della tipologia dello stesso.
CONCLUSIONI: si evince chiaramente che la preparazione e collaborazione del paziente sono
elementi fondamentali per il corretto utilizzo del sistema telescopico, che lo stesso deve essere al
corrente degli svantaggi relativi al campo visivo, all’accomodazione, ai movimenti della testa e alla
percezione della profondità. È importante, inoltre, proseguire il trattamento dell’ipovedente con
percorsi di follow-up anche dopo la prescrizione del dispositivo telescopico, con lo scopo di
perfezionare l’applicazione. È importante anche valutare con il soggetto i miglioramenti che il
sistema ingrandente porta nella quotidianità, confrontandoli con i compromessi necessari da
accettare affinché il dispositivo svolga la sua funzione