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Analisi di umidità del suolo con la tecnica del Cosmic-Rays Neutron Sensing (CRNS)
L’umidità del suolo è un’importante variabile per la comprensione dei fenomeni climatici locali e dei processi idrogeologici a differenti scale spaziali e temporali; inoltre, l'emergente crisi climatica ha reso di fondamentale importanza la corretta gestione delle risorse idriche. Le tecniche tradizionali di misura di umidità del suolo sono generalmente di due tipi: misure puntuali, che risultano però poco efficaci in presenza di suolo eterogeneo, e misure satellitari, che offrono stime su aree molto estese ma rilevano il contenuto idrico solamente dei primi centimetri di terreno. Nell'ultimo decennio, per superare le problematiche dei metodi tradizionali, è stata sviluppata una tecnica denominata Cosmic-Rays Neutron Sensing (CRNS) che, sfruttando la misura dei neutroni ambientali generati dalle interazioni dei raggi cosmici con il suolo, permette di determinarne l'umidità. Il lavoro di tesi si inserisce in un progetto di sviluppo di un innovativo sistema di rivelazione della radiazione neutronica basato su rivelatori a scintillazione caricati a Litio-6. Diverse sonde vengono installate in alcuni campi di test attrezzati con strumentazione meteo tradizionale e altre tipologie di sensori CRNS. I dati raccolti permettono, quindi, di validare le prestazioni dei nuovi sensori e di caratterizzare la precisione e l'affidabilità delle misurazion
Impatto del Covid-19 nei portatori di Lenti a Contatto: un'indagine sulla variazione di abitudini, manutenzione e compliance durante la pandemia
Dalle ricerche bibliografiche consultate per la stesura di questo lavoro è emerso come l’occhio sia
un punto dove è possibile localizzare il virus SARS-CoV-2. È emerso che la manifestazione clinica più
riscontrata è la congiuntivite, ma altre volte si sono manifestate gravi patologie come la
cheratouveite, la coroidite o la trombosi retinica. Attualmente non sono stati riportati studi in
letteratura che mettano in relazione l’insorgenza di Covid-19 tra la popolazione di non portatori di
lenti a contatto e coloro, che al contrario, le utilizzano abitualmente. All’opposto si è avanzata
l’ipotesi che le lenti a contatto possano fungere da barriera all’ingresso del virus stesso. Dall’analisi
dei risultati di un questionario sviluppato dall’autore di questo lavoro, e distribuito ai portatori di
lenti a contatto italiani, è emerso che circa il 45% dei partecipanti ha diminuito l’utilizzo delle lenti a
contatto durante la pandemia. La motivazione più frequente, che si attesta al 92%, è la mancanza di
necessità. Si è riscontrato che una buona parte dei partecipanti ha adottato strategie più efficaci
per il lavaggio delle mani nelle fasi che precedono l’applicazione e la rimozione delle lenti a
contatto. Similmente si è riscontato che anche la cura, e le attenzioni, rivolte alla manutenzione
delle lenti stesse è aumentata rispetto ai periodi pre-pandemici.2 Dallo studio è emerso che circa il
50% dei partecipanti non avrebbero mai pensato che il Covid-19 potesse avere qualche relazione
con l’occhio e nemmeno che potrebbe causare, seppur molto raramente, qualche patologia locale
grave. D’altra parte, è ancora molto complicato, specialmente per la popolazione comune, reperire
informazioni a riguardo. Naturalmente, non sono mancati dei confronti con i risultati di questionari
simili a quello proposto per questo lavoro. In tal modo è stato possibile confrontare i diversi
comportamenti dei partecipanti in alcuni stati europei, mettendone in risalto, in alcuni casi, le
similitudini
Measurement of the anisotropic gravitational wave background with a network of ground-based detectors.
In this thesis we study how to measure the anisotropies of
the Stochastic Gravitational Wave
Background (SGWB) with a network of ground-based detectors. In
particular, we investigate
how to correlate measurements at planned third-generation
gravitational wave detectors, such
as Einstein Telescope, Cosmic Explorer, and a third generation
of the LIGO detectors, to measure
the coefficients of an expansion in spherical harmonics of the
SGWB arriving from divergent
directions of our sky. We also study the possibility of
measuring different polarisations of the
SGWB
Non-Gaussian signatures in a string-inspired model for the onset of inflation.
Supersymmetry breaking is a key ingredient to connect String Theory to
the observed Universe. "Brane Supersymmetry Breaking" is possibly the
simplest and most natural scenario available to this end, since it
results when the vacuum contains different extended objects (branes
and orientifolds) that preserve different portions of supersymmetry.
This avoids tachyon instabilities and leaves, at low energies, a steep
exponential potential that forces a scalar field to emerge from the
initial singularity while climbing it up (Dudas, Kitazawa & Sagnotti
2010). In the presence of suitable corrections, this dynamics can
inject an inflationary phase, while also
inducing a depression of the primordial power spectrum of curvature
perturbations on the largest cosmological scales, which can translate
into a lack of power for the first few multipoles of the Cosmic
Microwave Background (CMB) anisotropies.
The aim of this master thesis is to perform an analytical study of the
curvature perturbation bispectrum in this type of setting, which can
provide further testable predictions of the model. This will entail a
few technical advances, including a proper extension of the bispectrum
analysis beyond slow roll. Possible connections of the resulting
signatures with some of the so called "CMB anomalies" will also be
discussed
La filiera agro-alimentare: sistemi di gestione e prevenzione degli sprechi secondo un modello circolare
La produzione di polveri nelle stelle di Ramo Gigante Asintotico.
La tesi analizza la quantità e la composizione delle polveri prodotte durante la fase di
evoluzione stellare AGB, combinando un set di equazioni per la dinamica del vento stellare con uno di
reazioni ed equazioni relative alla chimica dei grani. Essa approfondisce il meccanismo di trasporto e di
immissione delle polveri nell’ISM, la relazione tra tasso di produzione e variabilità della stella, oltre che la
dipendenza della composizione dei grani dalla classe spettrale e di conseguenza dai processi fisici di terzo
dredge-up e hot bottom burning
ENG
The thesis analyzes dust quantity and composition during the AGB evolutionary phase, combining a series
of equations for the wind model with others concerning grains chemistry. It studies the dust transport
mechanism in the ISM, the relation between dust production rate and stellar variability, and it also explains
how the composition depends on the spectral type of the star, and therefore on the third dredge-up and
hot bottom burning processes
African Urbanization: from a critical issue to a strength for a sustainable economic growth of the continent.
Drop motion optically induced on photorefractive surfaces
La microfluidica di gocce è quella branca della fisica, cui uno degli obiettivi
fondamentali è produrre e manipolare gocce su substrati in modo attivo,
modificandone la bagnabilità . La tecnica comunemente sfruttata è
l’elettrowetting, che consiste nell’applicare una differenza di potenziale tra
l’elettrodo e la goccia in modo da polarizzarla e controllarne il movimento. Ma
l’eletrowetting presenta delle limitazioni: in primis non è caratterizzato da
riconfigurabilità in quanto sono necessari elettrodi fissi di metallo per applicare la
differenza di potenziale voluta ed inoltre costose strumentazioni sono necessarie
per costruire il device. Per risolvere le precedenti problematiche, negli ultimi anni
una nuova tecnica è stata sviluppata e chiamata optowetting: consiste nel creare
elettrodi virtuali riconfigurabili, illuminando in generale con luce visibile e
coerente dei materiali specifici. Una materiale adatto per l’optowetting è il
Niobato di Litio (LiNbO 3 ), il quale è caratterizzato da una proprietà chiamata
effetto fotovoltaico. In lavori svolti in precedenza, si è notato che le condizioni
ambientali (in particolare l’umidità), in cui le misure sono eseguite, possono
influenzare il processo di scarica del Niobato di Litio, quando il pattern di
illuminazione non risulta più esser presente. Questo progetto di tesi è
caratterizzato da 2 obiettivi principali: il primo consiste nel studiare il ruolo
dell’umidità sulla scarica del Niobato di Litio (bisogna aggiungere che in
letteratura non ci sono articoli che trattano di questo specifico tema). Per
raggiungere questo obiettivo una specifica camera per controllare l’umidità
attorno al campione in LiNbO 3 è creata ed il ruolo dell’umidità sulla scarica del
materiale è studiato tramite una misura indiretta, dato che non è possibile
misurare in modo diretto la densità di carica accumulata sulla superficie del
materiale al variare dell’umidità locale. Il secondo obiettivo della tesi consiste nel
manipolare in modo attivo gocce sulla superficie del materiale. Per ridurre
l’attrito tra la goccia in movimento e la superficie sottostante, sulla superficie di
LiNbO 3 è realizzato un coating in modo da ottenere una Liquid-Infused Surface
(LIS). Per illuminare il campione in LiNbO 3 uno Spatial-Light Modulator (SLM) è
utilizzato; questo dispositivo riceve la luce laser in input, la modula in fase e
permette di creare il pattern di illuminazione voluto sul campione. Per quanto
riguarda le misure relative alla mobilità di gocce, in primis l’attrazione di gocce
verso un pattern di illuminazione è studiato, monitorando come cambia il tempo
specifico di attrazione. Successivamente il moto di gocce lungo un pattern scelto
lineare o curvilineo è studiato; dopo di che il processo di merging tra 2 o più gocce
in movimento è ottenuto. Infine come misure preliminari vengono studiati il moto
di goccia lungo una striscia con un gradiente lineare di illuminazione e si è cercato
di ottenere lo splitting di una goccia in una o più parti