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    DISTAL informa Newsletter Luglio 2021

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    Bollettino mensile di informazione che raccoglie eventi, notizie, articoli e attività del DISTAL. A cura dell'Area Comunicazione DISTA

    Progetto Identità di Spiaggia. Studio di fattibilità per la candidatura degli usi sociali della spiaggia di Riccione come Patrimonio Immateriale riconosciuto dall’UNESCO

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    I processi di candidatura tanto del patrimonio materiale che immateriale costituiscono un’occasione preziosa di coinvolgimento delle comunità locali e di consolidamento dei valori chiave promossi dall’UNESCO, quali la pace, il dialogo interculturale e il rispetto fra i popoli. Il loro esito è però tutt’altro che scontato. Perché allora un Comune, un ente o una associazione dovrebbero lanciarsi in una impresa complessa e dall’esito incerto? Perché è l’occasione per la comunità di conoscere, riscoprire e rinnovare il senso di appartenenza ed identità culturale collettiva. Questo volume presenta una sintesi dei risultati di un lavoro di ricerca durato due anni, voluto dalla collettività riccionese, raccoltasi nell’Associazione per la candidatura UNESCO. Nell’ambito di tale percorso i ricercatori del CAST hanno accompagnato la comunità di Riccione nel processo di identificazione del proprio patrimonio intangibile, rendendo possibile il riconoscimento delle pratiche sociali e delle competenze artigiane che si erano progressivamente formate nel corso degli ultimi due secoli parallelamente all’antropizzazione della spiaggia. É stata così costruita una importante base documentaria che include un consistente archivio di storia orale nonché i filmati originali che consentono di identificare la sequenza delle lavorazioni attraverso le quali la spiaggia viene predisposta ad un uso turistico e poi riportata alla sua vita naturale alla fine della stagione. L’avvio di un percorso di educazione formale e informale e di partecipazione pubblica è poi stato un naturale proseguimento della fase di identificazione del patrimonio, che si è concretizzato anche attraverso con il coinvolgimento delle scuole locali di vario ordine e grado, dei residenti e degli stessi turisti. L’insieme di tali attività e altre ancora che andranno disegnate per gli anni futuri costituiscono l’insieme delle pratiche di salvaguardia per valorizzare e trasmettere il patrimonio immateriale legato agli usi sociali della spiaggia di Riccione

    Turismo educativo: Cultura in movimento

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    Viaggi di istruzione, visite guidate, vacanze-studio, campi estivi, settimane verdi sono alcune delle definizioni che riguardano iniziative scolastiche o extrascolastiche orientate a forme di “turismo educativo”. Si tratta di un fenomeno in espansione, almeno fino all’insorgere dell’emergenza sanitaria del 2020 e 2021, difficile da definire in termini oggettivi per la grande varietà delle esperienze, degli attori coinvolti e della loro gestione. A torto considerato un segmento minore, il turismo educativo nelle sue varie espressioni ha saputo conquistare un ruolo di primo piano non solo per le ricadute economiche (il solo turismo scolastico in Italia muoveva oltre quattro milioni di persone all’anno con un volume di circa un miliardo di euro prima della pandemia), ma anche nella formazione della cultura turistica delle nuove generazioni. Questo volume si pone l’obiettivo di fornire alcuni spunti di riflessione all’intersezione fra il mondo della ricerca da un lato e quello delle molte professionalità coinvolte nella costruzione di pratiche ed esperienze di turismo educativo dall’altro, ma cerca anche di colmare un vuoto presente sia negli studi pedagogici che in quelli turistici, rispetto alla pratica turistica ed al suo ruolo educativo per la societ

    On the Benefits of Repaying

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    This paper studies whether countries benefit from servicing their debts during times of widespread sovereign defaults. Colombia is typically regarded as the only large Latin American country that did not default in the 1980s. Using archival research and formal econometric estimates of Colombia's probability of default, we show that in the early 1980s Colombia's fundamentals were not significantly different from those of the Latin American countries that defaulted on their debts. We also document that the different path chosen by Colombia was due to the authorities' belief that maintaining a good reputation in the international capital market would have substantial long-term payoffs. We show that the case of Colombia is more complex than what it is commonly assumed. Although Colombia had to re-profile its debts, high-level political support from the US allowed Colombia do to so outside the standard framework of an IMF program. Our counterfactual analysis shows that in the short to medium run, Colombia benefited from avoiding an explicit default. Specifically, we find that GDP growth in the 1980s was higher than that of a counterfactual in which Colombia behaved like its neighboring countries. We also test whether Colombia's behavior in the 1980s led to long-term reputational benefits. Using an event study based on a large sudden stop, we find no evidence for such long-lasting reputational gains

    Progetto di ricerca-azione "Istituto Vladimiro Spallanzani". Report sintetico del triennio di ricerca

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    Il documento costituisce il Report conclusivo del triennio di ricerca-azione "Istituto Vladimiro Spallanzani", nato dalla fruttuosa collaborazione tra il Dipartimento delle Arti dell'Università di Bologna e alcune scuole paritarie e statali su territorio emiliano. Il Report è stato presentato in occasione del Convegno "Scuole che educano, insegnanti creativi in Emilia Romagna. Una ricerca sul campo", 9 e 10 settembre 2021, Istituto "Vladimiro Spallanzani", Sassuolo (MO)

    La costruzione delle baliste per il lancio di palle di pietra come evento di grande sintesi di pensiero riconducibile ad Archimede

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    Il presente lavoro è strettamente collegato ad un precedente lavoro [1], nel quale, dallo studio del vano di una torre per la difesa del castello dell’Eurialo di Siracusa, si è risaliti alle dimensioni della balista ivi montata. Studiando questa macchina, dall’esame critico degli scritti di Filone si arriva qui ad attribuire ad Archimede, o alla grande svolta determinata dal suo pensiero, l’impostazione matematica e l’impiego della famosa equazione cubica che ne definisce il dimensionamento. Da una progettazione per tentativi si passa ad una progettazione che cerca di inserire la fisica della macchina e di imbrigliarla con una relazione matematica. Lo studio si articola attraverso i filoni di pensiero fino ad allora percorsi. Vengono così considerati: la costruzione per similitudine e il successivo impiego del modulo, elemento cardine che ne semplifica la realizzazione, la legge della leva come base della progettazione delle macchine. La determinazione del diametro dei fasci elastici viene qui vista come elemento di sintesi del pensiero precedente che parte dal peso della palla da lanciare, passa attraverso la determinazione del volume e del peso specifico del materiale impiegato, per arrivare a definire il diametro della palla e quindi il modulo

    ROCK Green Office Bologna

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    The dataset contains all the materials developed within the ROCK project from academic staff, sustainability experts, and the Students’ Green Office. All the activities, projects, and materials carried out have allowed the birth and development of “ROCK Green Office Bologna”, a sustainability hub run by students supported by the University, Citizenship, and Municipality of Bologna, such as organization and management of sustainable cultural events, low carbon and sustainable initiatives for the local community

    Un cabestano sulla prima nave romana del lago di Nemi

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    Il ritrovamento sulla prima delle Navi di Nemi di parti di due cosiddette piattaforme rotanti ha suscitato numerose ipotesi sul loro uso. L’argomento è particolarmente interessante dato che si tratta del primo impiego noto di elementi rotolanti sferici o a tronco di cono su ralle. Si argomenta qui la tesi che le due piattaforme appartenessero ad un cabestano imbarcato sulla poppa della nave per salpare la pesantissima ancora, per spostare la nave nel lago o per collegarla in qualche modo alle rive. La posizione dei reperti ritrovati sulla nave, la stretta analogia con un cabestano raffigurato in un mosaico di Ostia, la presenza di un una base di appoggio, di un collare di bronzo e anche di numerosi nottolini sono elementi a sostegno della tesi posta. La base permette di identificare la presenza del cabestano fra le ordinate 105 e 110 di questa nave. Viene infine tentata una ricostruzione della macchina con le sue possibili modifiche allora apportate e le possibili varianti di progetto. A capstain on the first Roman ship from the Nemi lake The discovery on the first of the Nemi ships of parts of two so-called rotating platforms has given rise to numerous hypotheses on their use. The topic is particularly interesting since it is the first known use of spherical or truncated cone rolling elements on axial bearings. Here the thesis is argued that the two platforms belonged to a capstan embarked on the stern of the ship to sail the very heavy anchor, to move the ship in the lake or to connect it in some way to the shores. The position of the artifacts found on the ship, the close analogy with a capstan depicted in a mosaic of Ostia, the presence of a support base, a bronze collar and also numerous pawls are elements in support of the thesis. The base allows to identify the presence of the capstan between the frames 105 and 110 of this ship. Finally, a reconstruction of the machine is attempted with its possible modifications made at the time and the possible design variants

    Erinnerung an Sprache und Identitätsausdruck im Berliner Wendekorpus

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    Dieser Beitrag behandelt das mehrsprachige Sprachrepertoire von Personen im Berlin der Nachwendezeit. Anhand ausgewählter Gesprächsausschnitte aus dem Berliner Wendekorpus und mithilfe der Analyseinstrumente der Sprachbiographie werden narrative Interviews und die Erinnerung an die Varietäten in Berlin im Lichte der Identitätsarbeit der erinnernden und erzählenden Personen untersucht. Das Ziel dieses Aufsatzes ist eine Darstellung möglicher Analysemittel für das kritische Überprüfen der sprachlich-diskursiven Gestalt des Identitätsausdrucks erinnernder Subjekte. This study has been carried out as part of the MIUR Excellence Project DIVE-IN Diversity & Inclusion, conducted by the Department of Modern Languages, Literatures, and Cultures - Alma Mater Studiorum - Università di Bologna (iniziativa Dipartimenti di Eccellenza MIUR [L. 232 del 01/12/2016]

    Creating for the Stage and Other Spaces: Questioning Practices and Theories

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    Abstract (ENGLISH)-This volume brings together most of the interventions by artists and scholars of the Third EASTAP Conference (European Association for the Study of Theatre and Performance), which should have been held in Bologna from 27 February to 1 March 2020, scheduled among the events of the VIE Festival 2020 and the activities of the Department of the Arts / DAMSLab. When everything was ready, the Conference, the last part of the Festival and the DAMSLab programme were suddenly canceled due to the first restrictions related to the pandemic. Following those sudden and unexpected events, the need to leave memory of the project arose from many quarters. It was thus decided to propose a publication which, while significantly differentiating from the original structure designed for the Conference, explicitly and directly refers to it, remaining an exceptional and significant testimony of the state of studies on theatre and performance in the pre-Covid era. The Conference plan envisaged two macro-sectors which concerned, one, the practices and theories relating to the composition of the texts; the other, the practices and theories relating to the composition of performative events referable to the methods of scenic writing. The volume takes up this polarity by framing it in a different division of relations, which explains – thanks to the groupings and their titles both the relations between text and text and those between sector and sector. The most consistent chapters are dedicated to performance and post-dramatic textuality: Questioning performance: theories and practices (17 reports) and Creating text for the stage: theories and practices (21 reports). The other chapters then come to place themselves in the force field described by these main groupings. Perfomer's body: the dancer, the actor (6 reports) and Creating for other spaces: landscape, sound, multimedia (7 reports) are ideally framed in the polarity of the performace, where to highlight the centrality of the body and the relational dynamics activated by spaces, sounds, and new technologies. Collective creations and community plays (7 reports), on the other hand, focuses on performance and new textuality. __________ Abstract (ITALIANO)-Il presente volume riunisce la maggior parte degli interventi di artisti e studiosi del III Convegno EASTAP (European Association for the Study of Theatre and Performance), che avrebbe dovuto tenersi a Bologna dal 27 febbraio al 1 marzo 2020, calendarizzato tra gli eventi di VIE Festival 2020 e le attività del Dipartimento delle Arti/DAMSLab. Quando tutto era ormai pronto, il Convegno, l’ultima parte del Festival e il programma DAMSLab sono stati improvvisamente annullati a causa delle prime restrizioni legate alla pandemia. In seguito a quei repentini e inattesi eventi, è nata l’esigenza da più parti avvertita di lasciare memoria del progetto. Si è deciso così di proporre una pubblicazione che, pur differenziandosi sensibilmente dalla struttura originaria pensata per il Convegno, a esso si richiamasse esplicitamente e direttamente, restando eccezionale e significativa testimonianza dello stato degli studi sul teatro e la performance nell’era pre-Covid. Il piano del Convegno prevedeva due macrosettori che riguardavano, l’uno, le pratiche e le teorie relative alla composizione dei testi; l’altro, le pratiche e le teorie relative alla composizione di eventi performativi riferibili alle modalità della scrittura scenica. Il volume riprende questa polarità inquadrandola in una diversa ripartizione delle relazioni, che esplicita – grazie ai raggruppamenti e ai loro titoli – sia le relazioni fra testo e testo che quelle fra settore e settore. Alla performance e alla testualità postdrammatica sono dedicati i capitoli più consistenti: Questioning performance: theories and practices (17 relazioni) e Creating text for the stage: theories and practices (21 relazioni). Gli altri capitoli si vengono quindi a posizionare nel campo di forze descritto da questi raggruppamenti principali. Perfomer’s body: the dancer, the actor (6 relazioni) e Creating for other spaces: landscape, sound, multimedia (7 relazioni) si inquadrano idealmente nella polarità della performace, dove evidenziare la centralità del corpo e le dinamiche relazionali attivate dagli spazi, dai suoni e dalle nuove tecnologie. Collective creations and community plays (7 relazioni) si orienta invece fra performance e nuova testualità

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