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Rilevanza dei requisiti soggettivi nel patto di famiglia e obblighi restitutori
La tesi tratta del Patto di famiglia di cui agli artt. 768-bis e seguenti Cod. Civ. sotto l’aspetto specifico dei requisiti soggettivi che legittimano i protagonisti della vicenda a prendervi parte o comunque a ritrarne diritti. Più in dettaglio, sono affrontati i temi:
a) dell’eventuale difetto sopravvenuto dei suddetti requisiti;
b) del loro acquisto in epoca successiva rispetto al momento della stipulazione del Patto stesso.
In entrambi i casi, si possono prospettare – e ciò si verifica specialmente nei confronti dei cc.dd. legittimari sopravvenuti – obblighi di restituzione a carico dei partecipanti. Attenzione particolare è dedicata all’individuazione dei legittimati passivi al pagamento dell’obbligo di liquidazione sancito dall’art. 768¬-quater, Cod. Civ..
Con riferimento al primo aspetto, la tesi in sintesi giunge a sostenere che la sopravvenuta perdita dei requisiti soggettivi da parte di chi partecipò al patto non sia in grado di caducarne gli effetti: le attribuzioni in favore di ciascuno rimangono dunque sorrette da giusta causa.
Con riferimento alla categoria dei cc.dd. legittimari sopravvenuti, la tesi ne definisce con ampiezza l’ambito e, nel caso particolare dei legittimari che posseggano una qualità già spettata ad altri (es.: il nuovo coniuge o i legittimari cc.dd. di secondo grado), si sostiene il concorso paritetico nel diritto alla liquidazione di entrambi i soggetti. Conseguentemente, si deduce un obbligo restitutorio del primo legittimario nei confronti del secondo per la relativa quota. Il diritto di liquidazione non configura un’ipotesi di risoluzione delle precedenti attribuzioni, ma deriva dalla nascita di un nuovo diritto sancito dalla legge
Design and development of smart cooling and lubrication control systems for internal combustion engines
Uno degli obiettivi che la moderna industria motoristica sta cercando di raggiungere consiste nella riduzione del consumo di combustibile. Per ottenere questo risultato è necessario innalzare i rendimenti termici ed organici del motore endotermico. In questa tesi sono analizzate le metodologie percorribili per ottenere riduzione di consumi lavorando sui moderni circuiti di lubrificazione e raffreddamento intelligenti, basati su pompe e valvole che possano essere gestite mediante la centralina di controllo del motore.
Nelle applicazioni automobilistiche, circa un terzo dell’energia totale sviluppata dalla combustione del combustibile iniettato in camera di combustione, viene asportato dal circuito di raffreddamento. Ciò accade per evitare temperature eccessive che potrebbero danneggiare i componenti interni del motore.
I sistemi di raffreddamento tradizionali sono dimensionati in maniera tale da assicurare al motore condizioni sicure anche nei momenti di utilizzo più gravoso (alta temperature ambiente, bassa velocità di avanzamento veicolo e alto carico richiesto al motore). In queste condizioni il circuito di raffreddamento deve asportare alti flussi di calore, ma con bassi coefficienti di scambio termico al radiatore. Questo risulta nella progettazione di circuiti dotati di radiatori con superfici grandi, ventole di raffreddamento e pompe di grande cilindrata.
Un’altro punto critico per i sistemi di raffreddamento standard è costituito dalla valvola termostatica. L’elemento sensibile del termostato è costituito da un nucleo in cera la cui dimensione varia in funzione della temperatura del liquido di raffreddamento. Questo elemento è caratterizzato da una costante di tempo abbastanza alta (tipicamente 30 – 60 secondi), così per evitare picchi di temperatura durante i transitori veloci, la temperatura di inizio apertura del piatto del termostato è regolata ad un valore abbastanza basso.
Quando il motore funziona a carichi parziali, condizione che costituisce la maggior parte del tempo di funzionamento di un motore, l’effetto di raffreddamento del circuito standard è troppo alto. Questo porta a raffreddare il motore eccessivamente, causando una bassa efficienza termodinamica del motore e conseguentemente un alto consumo di combustibile.
I sistemi di raffreddamento dei motori moderni più evoluti comprendono componenti gestiti elettronicamente dalla centralina, quali termostati e pompe. Questi componenti sono in grado di regolare in maniera ottimale la temperatura di esercizio del motore, nonché di ridurre gli assorbimenti all’albero quando l’effetto di raffreddamento non è desiderato.
Questi nuovi componenti “intelligenti” richiedono sistemi di controllo dedicati che siano in grado di garantire alte temperature di esercizio ai carichi parziali, assicurando comunque condizioni di funzionamento accettabili quando si richiedono alti carichi.
Anche il sistema di lubrificazione è progettato per garantire le necessarie pressioni e portate di lubrificante per le condizioni di funzionamento più gravose (alti carichi, giri motore e temperature del lubrificante). In questa maniera, quando il motore funziona ai carichi parziali, l’effetto di lubrificazione è superiore a quello necessario. Questo causa un consumo di combustibile aggiuntivo per garantire la portata di lubrificante anche quando quest’ultima non viene richiesta. Per questa ragione, nuovi componenti “intelligenti” sono stati sviluppati (pompe olio e valvole) che possano essere controllate attraverso l’ECU del motore. Il sistema di controllo di cui necessitano questi nuovi attuatori deve essere in grado di garantire la portata di lubrificante richiesta dal motore, assicurando così riduzione di consumo del combustibile
Effects of probiotic on zebrafish (Danio Rerio) reproduction
I probiotici sono integratori alimentari e microrganismi vivi che contengono batteri potenzialmente benefici o lieviti. Secondo la definizione attualmente adottata dalla FAO e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), i probiotici sono: 'microrganismi vivi che, quando somministrati in quantità adeguate conferiscono un beneficio sulla salute dell’ospite'. Esperimenti sui benefici derivati dalla somministrazione di probiotici iniziarono nel 1920 proponendo una serie di impieghi potenzialmente benefici in medicina. Recenti ricerche condotte sulla biologia molecolare e genomica dei probiotici hanno permesso di evidenziare la loro interazione con il sistema immunitario e quindi probiotici sono stati suggeriti come potenziale agenti bio-terapeutici nella cura di molte malattie.
benchè la loro applicazione nel campo della medicina, abbia attirato notevole attenzione negli ultimi anni, al momento, i loro possibili effetti sulla riproduzione sono ancora sconosciuti.
In questa tesi di dottorato si è cercato di determinare i possibili effetti della somministrazione di un probiotico Lactobacillus rhamnosus IMC 501 ®, sulla riproduzione zebrafish, in particolare il possibile ruolo dei probiotici sul controllo endocrino e paracrino della riproduzione, sulla fisiologia dell'ovaio, sullo sviluppo dei follicoli, sulla atresia follicolare e sulla fecondità e sulla vitalità dell'embrione.
Negli ultimi venti anni, lo zebrafish (Danio rerio) è stao molto ultilizzato come un eccellente sistema modello vertebrato per lo studio della genetica e dello sviluppo e, più recentemente, per la comprensione delle malattie umane e per lo screening di farmaci terapeutici. In questo studio, molti risultati sono stati ottenuti da una vasta gamma di test. Q-PCR, DNA Array, maturazione in vitro, SDS-PAGE, Western Blot e analisi istologiche sono state applicate. Inoltre, per la prima volta nello zebrafish, la Microspectroscopia FT-IR è stata utilizzata per indagare il building molecolare degli ovociti di zebrafish.
Sono stati allestiti due gruppi sperimentali: un gruppo di controllo alimentato solo con dieta commerciale e di un gruppi trattato alimentato per 10 giorni con dieta commerciale miscelata con probiotici liofilizzati. Il ceppo probiotico Lactobacillus rhamnosus è stato usato IMC 501 ®, forniti da Synbiotec srl (Camerino, MC, Italia), e fornito in una concentrazione finale in acqua di 106 CFU ml-1.
Ogni giorno del trattamento sono state contate le uova deposte e gli embrioni prodotti che sono stati monitorati fino alla schiusa.
A livello fisiologico, l'amministrazione di dieci giorni di L. rhamnosus ha avuto un effetto stimolatorio sul numero di uova ovulate e il tasso di schiusa. La Q-PCR e metodo colturale hanno rilevato la presenza di L. rhamnosus IMC 501 ® solo nell'intestino di zebrafish trattate.
La presenza di L rhamnosus nell'intestino zebrafish è stato associato ad un significativo aumento di espressione del gene della leptina nell’intestino stesso.
Nel cervello il trattamento con il probiotico ha modulato positivamente l'espressione genica degli ormoni neuropeptidi e segnali metabolici, come Kiss1, Kiss2, gnrh3 e leptina e negativamente la ghrelina e NPY.
Per spiegare l'aumento della fecondità indotta dal probiotico l'attenzione si è concentrata sulla ovaio e particolarmente sullo sviluppo follicolare (fase di accrescimento e di maturazione).
Il significativo aumento dell'indice gonadosomatico (GSI) indotto dalla somministrazione del probiotico in concomitanza con un significativo incremento dell’espressione genica sia di vtg1 e ERα nel fegato, hanno indicato un ruolo positivo della somministrazione di probiotici sulla fase di accrescimento del follicolo.
Con la Microspettroscopia FT-IR si è proceduti dapprima all’analisi di follicoli agli stadi I-II, III A, III B e IV isolati da ovari di controllo che ha portato all’acquisizione di spettri rappresentativi dei vari stadi follicolari e markers spettrali riconducibili ai cambiamenti macromolecolari che occorrono durante lo sviluppo follicolare.
Questi markers spettrali sono stati utilizzati poi per evidenziare i cambiamenti macromolecolari indotti dal trattamento con il probiotico. Alcune caratteristiche biochimiche interessanti, legate alla struttura secondaria delle proteine (ammide I) e alla componente fosfolipidica e glucidico, sono stati dettagliati tramite l'analisi vibrazionale. Questi risultati spettrali sono stati confermati dalla modifiche del pattern citoplasmatico evidenziato da SDS-PAGE e dal dosaggio dell'attività enzimatica della catepsina L, l'enzima responsabile della degradazione del tuorlo.
Il ruolo stimolatorio del L. rhamnosus sulla fase di maturazione è testimoniato dal numero elevato di uova ovulate trovato in in vivo e dal tasso più alto GVBD ottenuta con il saggio di maturazione in vitro. Questo aumento, è stata associato all’ aumento della trascrizione genica e dei livelli proteici di segnali che inducono la fase di maturazione, in concomitanza con la diminuzione di fattori locali che impediscono la maturazione degli ovociti.
Contemporaneamente a livello dell’ovario, per avere una panoramica del trascrittoma modulato da L. rhamnosus, è stato utilizzato un DNA microarray, utilizzando la piattaforma Zebrafish la Agilent, in questo modo si sono evidenziati una vasta gamma di processi biologici e funzioni molecolari modulati dalla probiotici nei follicoli in fase IIIa, IIIb e IV.
Infine si è voluto valutare il ruolo del L. rhamnosus sui processi atresici che occorrono fisiologicamente nell’ovario. In questo modo è stata evidenziata per la prima volta la presenza del processo di autofagia nell’ovario di zebrafish e il controllo del probiotico su questo processo in follicoli preovulatori (stadio III e IV). Inizialmente l’autofagia è stata evidenziata dalla presenza di autofagosomi mediante analisi di microscopia elettronica. Questi risultati sono stati confermati dalla valutazione dei livelli proteici di BECLIN-1 e LC3 tramite Western Blot. Infine sono stati valutati mediante Q-PCR i livelli di espressione di geni coinvolti nei processi di apoptosi l'autofagia e di controllo in tempo reale nei medesimi campioni.
In conclusione, questi risultati mettono in luce l'azione di L. rhamnosus sia sul sistema endocrino che, a livello locale, inducendo l’oogenesi.
L'importanza dei risultati ottenuti nella presente Tesi di Dottorato hanno sottolineato l'importanza della dieta nel processo riproduttivo, supportando l'ipotesi che gli additivi alimentari possono migliorare la fecondità. Considerando che lo zebrafish è stato chiaramente indicato come modello vertebrato per la ricerca biomedica, questi risultati supportano la potenzialità degli additivi funzionali, come i probiotici, frequentemente utilizzati nella dieta umana, come una nuova tecnologia per migliorare la riproduzione in tutti i vertebrati, inclusi gli esseri umani
Deformazioni plastiche severe (ECAP) applicate a processi industriali di laminazione a caldo ed estrusione a caldo di una lega AA3000
Il lavoro di ricerca dei tre anni di dottorato è stato dedicato ad esplorare le potenzialità della tecnica ECAP (equal channel angular pressing), una tecnica di severa deformazione plastica, nei processi tecnologici di stampaggio a caldo ed estrusione a caldo di una lega di alluminio AA3004, che attualmente è molto impiegata per tali scopi.
Questa tesi di dottorato illustra le tecniche e le modalità seguite per tali finalità.
Si è visto che sia nello stampaggio a caldo che nell’estrusione a caldo di questa lega, esistono condizioni ECAP, pre-stampaggio e pre-estrusione, in grado di migliorarne le prestazioni
Extreme learning machine and its variants for time-varying neural networks
L’Identificazione di sistemi tempo-varianti rappresenta un problema e
una sfida nell’ambito dell’elaborazione dei segnali. Una innovativa architettura
neurale proposta di recente, ovvero le reti neurali tempo varianti (TV-NN),
ovvero che variano nel tempo, ha dimostrato notevoli proprietà di identificazione
in condizioni non lineari e non stazionari. Queste reti sono caratterizzate
da pesi che invece di essere parametri numerici sono funzioni del tempo,
ciascuno dei quali è una combinazione lineare di un certo insieme di funzioni
di base. questo fatto aumenta inevitabilmente il numero di parametri liberi
da trainare. Pertanto, l’approccio Extreme Machine Learning (ELM) è stato
sviluppato per accelerare la procedura di training per la TV-NN, dando luogo
all’algoritmo base ELM-TV. Inoltre, al fine di ottenere o una struttura più
compatta, o determinare alcuni parametri importanti, o aggiornare la rete in
modo più efficiente nel caso di applicazioni on-line, diverse varianti di ELM-TV
vengono proposte e discusse nella tesi. Sono state effettuate diverse simulazioni
al computer che hanno mostrato ląŕefficacia degli algoritmi implementati
Correlati neurocognitivi della Sindrome di Capgras e della paramnesia reduplicativa per i luoghi
Introduzione
La sindrome di Capgras (CS) è caratterizzata dalla ferma convinzione che una o più persone
familiari, siano state sostituite da impostori, che sono fisicamente molto simili all’originale.
La paramnesia reduplicativa per i luoghi (RP) è caratterizzata dalla convinzione che un luogo sia
stato duplicato, esistendo contemporaneamente in due luoghi.
CS e RP, sono state tradizionalmente considerate come il risultato di un conflitto psicodinamico, ma
in seguito alla descrizione di numerosi casi ad eziologia organica, sono state ipotizzate basi
neuropsicologiche. Il presente studio si propone di chiarire tali ipotesi approfondendo i diversi
domini neuropsicologici.
Materiali e Metodi
Sono stati inclusi 14 pazienti affetti da Demenza con corpi di Lewy (LBD), 14 pazienti con Malattia
di Alzheimer (AD), e 14 soggetti di controllo esenti da patologie neuro-psichiatriche.
Sono stati eseguiti due lavori sperimentali: nell’indagine sulla CS, il gruppo LBD era formato da 8
pazienti con CS e 6 privi di tale sindrome., nell’indagine sulla PR, il gruppo LBD era formato da 7
pazienti con PR e 7 privi di tale sindrome.
La batteria costruita (prove con i volti per l’indagine sulla CS e prove con gli edifici per la PR)
esplora differenti domini neuropsicologici:
Abilità percettive: analizzate attraverso i test di identificazione di genere, identificazione di età,
discriminazione percettiva di volti, associazione di edifici nella stessa prospettiva, associazione di
edifici in prospettiva diversa.
Riconoscimento di familiarità: analizzato attraverso i test di riconoscimento di volti familiari,
discriminazione di volti famosi, riconoscimento di edifici familiari (esternamente), riconoscimento
di edifici familiari (internamente).
Riconoscimento di emozioni del volto (solo per l’indagine sulla CS): studiato attraverso il test di
associazione di emozioni.
Risultati
I pazienti affetti da LBD con CS e PR, rispetto ai soggetti con LBD privi di tali sindromi,
commettono più errori nell’assegnare la familiarità ai volti ed edifici.
(differenza statisticamente significativa).
Diversamente, non sono state riscontrate differenze significative nelle prestazioni dei soggetti affetti
da LBD con CS e PR, rispetto ai soggetti privi di deliri, nelle prove che esplorano le abilità
visuopercettive e il riconoscimento di emozioni del volto.
Discussione
Questi risultati consentono di ipotizzare che le basi cognitive della CS e della RP sono da
ricondurre ad una compromissione di attribuzione della familiarità
Materiali innovativi per il recupero strutturale del costruito storico: il basalto e l'idea delle cuciture continue per la muratura
L’evoluzione tecnologica e lo sviluppo di tecniche di produzione hanno portato il mondo
delle costruzioni a poter fare affidamento su un repertorio di materiali da costruzione con
valenza strutturale ben lontano da quello conosciuto fino a qualche anno fa. In particolare,
dall’inizio degli anni Novanta hanno trovato spazio nell’edilizia i cosiddetti materiali
compositi, creati dall’unione di fibre (solitamente di carbonio, vetro o aramidiche) annegate
in una matrice (solitamente una resina). I compositi precedentemente venivano utilizzati
solo in quei settori dove era richiesta una elevata resistenza o rigidezza specifica e dove il
costo del materiale non costituiva un problema rilevante (applicazioni aeronautiche, navali,
industria sportiva, ecc.). Nel corso degli ultimi anni, in ambito civile, si è assistito alla
comparsa di nuove matrici e nuovi tipi di fibre. Tra i nuovi tipi di fibre vanno menzionate le
fibre (o meglio “mini-trefoli”) in acciaio, le fibre naturali (canapa, lino, ecc.) e le fibre di
basalto. In questo lavoro è stata posta l’attenzione proprio su queste ultime. Il basalto è una
roccia derivata dalla solidificazione della lava vulcanica con un punto di fusione di circa
1400°C, usata fin dall’antichità, per la sua durezza, per lastricare le strade. Una volta fusa e
riportata allo stato liquido, la roccia basaltica consente l’estrusione di filamenti continui di
esiguo spessore: le fibre di basalto. Con semplici lavorazioni le fibre di basalto possono
essere assemblate per realizzare prodotti destinati al mondo delle costruzioni, in particolare
barre e corde, che in questo lavoro saranno caratterizzate dal punto di vista fisico, chimico e
meccanico. In particolare le corde, per la loro estrema leggerezza e versatilità, sono il
prodotto che ha fornito lo spunto per un’innovativa applicazione delle stesse per il
consolidamento delle murature storiche. Dalla constatazione che una delle vulnerabilità più
pericolose per una muratura è la mancanza di monoliticità, nasce l'idea di conferire questa
importante caratteristica attraverso un sapiente gioco di trama e ordito, in cui elementi
flessibili in fibra di basalto tengono assieme i vari conci. La tecnica proposta e testata
attraverso test in laboratorio, in situ e successive analisi numeriche, ha l’obiettivo di
consolidare i pannelli murari, confinandoli e al tempo stesso collegandone le facce
attraverso cuciture continue flessibili. In pratica, un elemento continuo e flessibile cinge la
muratura sui due lati dopo averne attraversato lo spessore in più punti, proprio come se
venisse “cucita” dal “filo” di rinforzo. Il sistema così ideato integra ma non sostituisce o
trasforma la materia originaria. È reversibile e può essere messo in opera anche “a secco”.
In questo caso non contempla l’uso di sostanze tossiche o dannose per la salute, non
necessita di particolari accorgimenti per lo smaltimento dei residui delle lavorazioni o
all’atto della dismissione per fine servizio. Risulta così all’avanguardia sia dal punto di
vista della sostenibilità ambientale che della sicurezza dei lavoratori. È compatibile con il
supporto in muratura (la pietra che cuce la pietra), è rispettoso del minimo intervento
(impiegabile quindi su murature delle quali si voglia salvaguardare l’aspetto “faccia a
vista”, può essere localizzato anche nei giunti di malta). È economico: anche se applicato su
murature irregolari, prevede fasi di lavorazione e tempi di applicazione ridotti rispetto a
tecniche alternative, è durevole e con elevata resistenza al fuoco. Vantaggi, rispetto alle
tecniche oggi utilizzabili, che proiettano questo sistema come utilizzabile con profitto nel
campo del restauro e del consolidamento