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Patologie e ritardo di sviluppo in epoca neonatale del bambino pretermine: outcomes a due anni di età corretta
PREMESSA: I bambini “very preterm” (<32 settimane) sono a rischio di disabilità neuromotoria.
SCOPO: Lo scopo dello studio era di valutare, in un ampia coorte di bambini pretermine, nati tra il 2004-2010 e ricoverati presso la Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale (TIN) Salesi in Ancona la crescita, i problemi più frequenti di salute e le disabilità neuromotorie nella prima infanzia a 24 mesi di età corretta. Abbiamo studiato anche la relazione tra le più importanti patologie del pretermine e gli outcomes neurologici.
METODI: Questo studio di coorte è stato condotto presso la Neonatologia dell’Ospedale Salesi, i bambini nati tra le 24 e le 32 settimane di gestazione, nella Regione Marche dal 2004-2010 e ricoverati presso la TIN, sono stati inclusi nello studio. I criteri di esclusione sono stati: le malformazioni congenite maggiori, il ricovero nella TIN dopo le 48 ore di vita e i pazienti deceduti prima della dimissione. Dal 2004-2010, 408 bambini sono stati visitati al follow-up a 2 anni di età corretta. Ogni bambino è stato sottoposto a una visita eseguita da un Pediatra, la valutazione neurologica è stata eseguita utilizzando un esame neuromotorio standardizzato. A 272 bambini è stato somministrato il test di Bayley III. La regressione logistica è stata utilizzata per determinare le variabili associate con la paralisi cerebrale con un punteggio di Bayley inferiore ad 85.
Sono stati utilizzati test di correlazione per studiare l’associazione tra la popolazione di bambini piccoli per l’età gestazionale (SGA) definita come bambini con peso neonatale inferiore a -1,28 SDS e gli outcomes a 2 anni. Abbiamo utilizzato gruppi controllo per le più importanti patologie associate alla nascita pretermine: Displasia broncopolmonare, Enterocolite necrotizzante, Dotto arterioso Pervio, Sepsi tardive, Emorragie intraventricolari. I test di correlazione sono stati utilizzati per valutare l’associazione tra le patologie, la crescita e gli outcomes neuromotori. Un valore di p<0,05 è stato considerato statisticamente significativo.
RISULTATI: Nella popolazione di bambini estremamente pretermine a 2 anni di età corretta 14% hanno un peso <-1,28 SDS e 20 % hanno una circonferenza cranica <-1,28 SDS. I più frequenti problemi medici durante la prima infanzia sono stati quelli respiratori: bronchiolite e bronchite asmatica. Almeno il 36,1%
sono stati ricoverati almeno una volta entro i primi 2 anni di vita. La paralisi cerebrale è del 5,4% e il punteggio medio cognitivo al test di Bayley è di 94,78± 15,5. I bambini con un punteggio di Bayley inferiore a 85 sono il 20,2%. La paralisi cerebrale è correlata con la Leucomalacia periventricolare e un punteggio di Apgar sotto 7 al 5 minuto e con l’utilizzo di steroidi prenatali. Il punteggio di Bayley sotto 85 è correlato con il fatto di nascere SGA, con l’avere una diagnosi di BPD e con lo Z score del peso a 24 mesi, correla positivamente con il fatto di essere stati nutriti con il latte della propria madre in percentuale superiore al 66%.
CONCLUSIONI: I bambini pretermine hanno un punteggio di Bayley significativamente più basso se sono SGA o hanno una diagnosi di BPD. Non ci sono differenze statisticamente significative sugli outcomes neuromotori nelle altre patologie del pretermine prese in esame come la NEC, LOS,IVH, PDA.
LISTA DI ABBREVIAZIONI
TIN Terapia Intensiva Neonatale
SDS Deviazione standard
PMA Età postmestruale (Età corretta)
SGA Piccoli per età gestazionale
BPD Displasia broncopolmonare
NEC Enterocolite Necrotizzante
LOS Sepsi tardiva
PDA Dotto arterioso pervio
IVH Emorragia Intraventricolare
PPROM Rottura precoce membran
Destination management e turismo religioso: il caso Medjugorje
I notevoli cambiamenti avvenuti nel corso degli ultimi venti anni ed il contemporaneo sviluppo del concetto di Destinazione hanno reso evidente che per avere successo in campo turistico è necessario affrontarne le sfide con un approccio di tipo manageriale.
In particolare, il Turismo Religioso a metà strada tra sacro e profano ha assunto sempre maggior rilevanza tra le varie forme di mobilità,: nonostante i notevoli impatti sull’economia, il fenomeno non è stato ancora adeguatamente approfondito dalla letteratura economico-aziendale, soprattutto nazionale. L’obiettivo principale del presente lavoro è l’analisi della relazione tra Destination Management e Turismo Religioso, per evidenziarne peculiarità e profili gestionali.
Più in dettaglio, una parte significativa è stata dedicata al caso Medjugorje, meta di milioni di pellegrini, ed ai suoi risvolti rilevanti in termini di sostenibilità
Applicazione di cementi fotocatalitici nelle opere di ingegneria civile
Nell’ambito della realizzazione di opere di ingegneria civile, quali edifici, reti
stradali in un contesto di tessuto connettivo urbano e non, l’impiego di cementi
fotocatalitici si colloca nel contesto attuale in cui è necessario coniugare
esigenze di valorizzazione del patrimonio esistente e di nuova edificazione con
le problematiche derivanti dall’inquinamento e di durabilità anche estetica.
Attraverso il processo fotocatalitico si è in grado di ridurre le concentrazioni di
inquinanti fotochimici in aria, mantenere le superfici pulite, bianche nonché
attive nella cattura e nello smaltimento di composti sotto forma di sali dilavati.
Di qui la scelta di abbinare alle consuete caratteristiche di impiego di un
cemento tradizionale le proprietà derivanti dal processo ossidativo
fotocatalitico, nel sincretistico approccio dell’impiego di cementi additivati con
TiO2.
Le possibili applicazioni comprendono numerose opere di ingegneria civile. Le
realizzazioni su cui si è indagato hanno coinvolto la messa a punto, dapprima, di
miscele di calcestruzzo drenante con cemento fotocatalitico, con aggregati
naturali e/o riciclati, per pavimentazioni stradali e la realizzazione di provini per
lo studio in laboratorio di fotocatalisi. Si è quindi proceduto a studiare
applicazioni in campo prova di calcestruzzo drenante e calcestruzzo drenante
fotocatalitico, di materiali fotocatalitici, tra cui un rasante e pitture, per
l’applicazione su superfici in ambiente outdoor ed indoor, quali su pareti di una
galleria stradale, di prodotti fotocatalitici per la applicazione a freddo su
pavimentazione, in particolare, di tipo autostradale.
Per quanto concerne la messa a punto delle miscele, il calcestruzzo drenante è
stato oggetto di studio in laboratorio calcestruzzi per il raggiungimento di
adeguate proprietà meccaniche ed idrauliche di permeabilità, nonché sono
state analizzate le proprietà in termini di abbattimento di inquinanti organici ed
inorganici, attraverso prove in modalità plug-flow, seguendo la attuale
normativa italiana aggiungendo tuttavia prove realizzate in modalità batch,
proponendo un modello per la caratterizzazione dei materiali e dei campioni
provenienti da opere realizzate con cementi fotocatalitici attraverso parametri
cinetici e di adsorbimento. Sono stati condotti studi sull’analisi per immagini,
approfondendo le indagini tramite scansioni in 2D e 3D, dimostrandone l’utilità
di impiego.
Relativamente agli studi su grande scala, sono state progettate e verificate
metodologie di lavoro atte a monitorare, isolare, indagare i parametri ritenuti
fondamentali nello studio di applicazioni di questo tipo. Si presentano i risultati
di realizzazioni e monitoraggio relativi ad una pavimentazione realizzata in
calcestruzzo drenante fotocatalitico, rivestimenti per gallerie, applicazione di
prodotti su pavimentazione autostradale
La disciplina del decommissioning degli impianti nucleari e della gestione dei rifiuti radioattivi
Quality control agent: self-adaptive laser vibrometry for on line diagnostics
In questa tesi verrà descritto come sia possibile aumentare la performance di sistemi di
misura basati sulla vibrometria laser, realizzando dei comportamenti auto-adattativi con lo
scopo di ridurre l’incertezza di misura.
I test sulle vibrazioni sono delle procedure ben note e largamente utilizzate per verificare la
conformità a specifiche di qualità dei prodotti che contengono parti in movimento. Questi
test posti alla fine di una linea di produzione forniscono delle informazioni utili per
descrivere la qualità di un prodotto prima del suo stoccaggio e vendita. Nell’industria
moderna la flessibilità e l’adattabilità sono dei fattori chiave per migliorare l’efficienza del
processo produttivo. Sia il controllo del processo industriale che il controllo qualità
dipendono dalla disponibilità di informazioni affidabili ottenute attraverso i test effettuati
sui prodotti finiti. Grazie alle elevate prestazioni di misura alle sue caratteristiche, la
vibrometria laser Doppler può giocare un ruolo fondamentale permettendo di realizzare
sistemi di misura flessibili che posso contenere algoritmi modulari e che possono attuare (i
sistemi soggetto) procedure auto-adattative.
Questo sistema è stato ottenuto aggiungendo al vibrometro laser a scansione una
telecamera. In questo modo il dispositivo è in grado di vedere e spostare il punto di misura
in posizioni differenti.
In questo sistema sono stati implementati diversi comportamenti auto-adattativi; spostando
il fascio laser è possibile effettuare il riposizionamento del punto di misura sulla lavatrice,
in modo da compensare gli eventuali posizionamenti errati che si hanno sulla linea di
produzione quando la lavatrice in esame viene posizionata sotto il sistema di misura
durante i controlli qualità. Dopo la compensazione di eventuali macro spostamenti della
lavatrice, viene eseguito una fase di ricerca automatica del massimo segnale doppler.
Questa ricerca viene condotta attraverso dei microspostamenti del fascio laser del
vibrometro sulla superficie della vasca della lavatrice attorno al punto di misura
prestabilito. L’obiettivo di questa fase è quello di minimizzare l’incertezza di misura
andando a cercare la regione della superficie che massimizza il segnale Doppler.
Un altro comportamento auto-adattativo consiste nella riconfigurabilità del sistema, cioè la
possibilità di utilizzare differenti algoritmi diagnostici in base alla necessità di effettuare o
meno un’analisi approfondita dell’elettrodomestico. Gli algoritmi scelti si riferiscono ai
diversi scenari produttivi che possono presentarsi all’interno dello stabilimento durante il
funzionamento della linea di produzione. Questo approccio modulare permette di
considerare la realtà della linea produttiva in tutte la sua complessità, permettendo di
svolgere un’analisi diagnostica che tiene in considerazione anche la qualità con cui si sono
svolte le operazioni di assemblaggio della lavatrice che affronta il controllo qualità.
Per poter utilizzare al meglio i comportamenti auto-adattativi, in questa tesi è stata
effettuata una ricerca delle cause di incertezza nella diagnostica industriale, viene mostrato
infatti come il valore RMS del segnale Doppler (signal quality-SQ) è fortemente correlato
all’incertezza di misura. Infatti, maggiore è il decadimento del SQ e tanto più la velocità di
vibrazione risulta essere affetta da incertezza. Gli esperimenti effettuati ci permettono di
dire che durante la vibrazione il valore del SQ è legato alla morfologia della superficie di
misura, e per intervalli di tempo sufficientemente brevi (10-15 secondi), il valore del SQ
dipende solo dalla posizione X-Y del raggio laser sulla superficie di misura. Questi fatti
permettono di utilizzare il valore del SQ(X.Y) come una funzione costo, e la diminuzione
iii
dell’incertezza di misura è un problema correlato all’ottimizzazione del valore del SQ
durante la misura di vibrazione. Per la strategia di ottimizzazione è stato utilizzato
l’algoritmo di down-hill (Nelder-Mead) e nella tesi vengono discussi i risultati ottenuti sul
SQ dall’applicazione dell’algoritmo.
Con le caratteristiche introdotte, il sistema di misura si trasforma in un Quality Control
Agent (QCA) che diventa parte di un sistema multi-agente (MAS) che ha il compito di
supervisionare l’operato della linea di produzione. In questa tesi vengono mostrati lo
scambio dei dati tra il sistema di misura e gli agenti dando vita ad un sistema produttivo
decentralizzato con caratteristiche di flessibilità e di auto-adattamento.
In modo da poter fornire delle informazioni affidabili agli altri agenti dell’infrastruttura, il
QCA associato al sistema di misura deve avere lapossibilità di capire il grado di confidenza
con cui i risultati della diagnosi vengono calcolati. Per questo motivo è stato concepito e
implementato un modello che permette di stimare il livello di confidenza delle informazioni
diagnostiche estratte dalle caratteristiche del segnale acquisito durante i test. In questo
modo, il QCA può fornire sia il valore globale della diagnosi che stimare il livello di
confidenza con cui la diagnosi è stata effettuata. Le informazioni provenienti dal QCA
vengo elaborate ed utilizzate dall’IMA (indipendent meta agent) per effettuare un controllo
di processo in modo da migliorare l’esecuzione della produzione
Modelli di previsione delle caratteristiche qualitative di prodotti laminati in acciaio tramite definizione dei parametri termomeccanici di lavorazione
La laminazione a caldo degli acciai non determina solo un cambiamento di
forma del materiale lavorato, ma ne modifica sostanzialmente anche la
microstruttura da cui dipendono le proprietà finali del prodotto. La
temperatura, la velocità di deformazione e il raffreddamento successivo alla
laminazione possono determinare caratteristiche tecnologiche tali da poter
eliminare, in alcuni prodotti, successivi costosi trattamenti termici. Alla fine
della laminazione il pezzo lavorato ha una temperatura ancora molto alta, che
dipende sia dall'impianto che dai parametri di laminazione adottati. Le
moderne tecnologie prevedono un controllo costante della temperatura nelle
varie fasi del processo, incluso il raffreddamento finale dopo l'ultima gabbia in
presa, e dell'evoluzione del grano austenitico. Le fasi più interessanti del
processo sono: a. laminazione a temperatura controllata nel treno sbozzatore
e intermedio; b. raffreddamento ad acqua a monte e a valle delle gabbie di
finitura; c. raffreddamento controllato su linee di evacuazione. L’obiettivo di
questo lavoro di ricerca è la messa a punto di un metodo di previsione della
microstruttura che, tenendo conto delle condizioni di laminazione e
raffreddamento, fosse in grado di anticipare le principali caratteristiche
meccaniche e microstrutturali del prodotto finale. Il modello è stato
sviluppato partendo dalle conoscenze teoriche sviluppate dai molti ricercatori
che si sono occupati di queste problematiche.
Al fine di consentire la maggiore flessibilità operativa all’utilizzatore, il
modello prevede che debbano essere fornite le condizioni operative di
laminazione. Il modello, chiamato da noi PROMET, dispone di un database di
oltre 150 acciai, contenente le curve CCT e le proprietà meccaniche in
relazione alla velocità di raffreddamento, calcolati in condizione standard.
Il modello è stato validato sperimentalmente mediante l’analisi delle proprietà
meccaniche di acciai laminati su impianti industriali.
Lo strumento messo a punto nel corso della ricerca, il modello di previsione
PROMET, si è rivelato particolarmente efficace nello stimare l’effetto dei
parametri di laminazione sulle proprietà dei prodotti laminati. Il modello tiene
conto delle complesse cinetiche di evoluzione microstrutturale che hanno
luogo nelle varie fasi della laminazione, al fine di fornire una stima della
dimensione del grano austenitico all’uscita del treno di finitura. Se la
composizione chimica gioca un ruolo fondamentale nel determinare la forma
delle curve di raffreddamento CCT, la dimensione del grano austenitico causa
uno spostamento di tali curve che può avere sostanziali effetti sulla
microstruttura e le relative proprietà meccaniche finali del laminato. Tenendo
opportunamente in considerazione tutti questi fattori, e dei parametri di
raffreddamento imposti al laminato, si arriva ad ottenere stime delle
proprietà meccaniche che nella maggior parte differiscono meno del 10% dai
valori sperimentali. Su queste basi, è possibile concludere che il modello è
molto affidabile da poter essere utilizzato con successo nella progettazione di
cicli di laminazione
Stabilità microstrutturale e creep delle leghe di magnesio
Nel presente lavoro l’obiettivo è di quantificare il ruolo di instabilità
microstrutturale sulla risposta meccanica ad alta temperatura della lega di
magnesio AZ31. La prima parte della ricerca si è focalizzata in prove di
trattamento termico a 100, 200 e 300 ° C e per diverse condizioni di tempo su
lamiera di Mg AZ31. Un’analisi dettagliata dei dati ottenuti ha permesso di
valutare l’evoluzione microstrutturale della lega in condizioni di trattamento
statiche. Si è osservata una crescita del grano solamente a 300 °C e per quei
campioni sottoposti a tempi più lunghi.
La ricerca hapoi considerato le tradizionali equazioni costitutive che descrivono
il creep in modo da tener conto degli effetti della composizione chimica e della
dimensione del grano. Anche se generalmente il creep viene correttamente
descritto da modelli in cui la deformazione è controllata dal moto delle
dislocazioni, altri meccanismi possono essere importanti. Lo scorrimento del
confine di grano (GBS) e il flusso diffusionale possono infatti dominare le
deformazione, soprattutto nei materiali a grana fine. Ciascuno di questi
meccanismi si considera operare indipendentemente ed ha una non trascurabile
influenza sulla velocità di deformazione al variare della sollecitazione,
temperatura e dimensione del grano. Per questi motivi, le equazioni del creep
sono state integrate per tener conto del ruolo dello scorrimento bordo di grano. I
modelli modificati sono stati utilizzati per descrivere la risposta al creep di
diverse leghe di Mg. Le analisi hanno dimostrato che il comportamento delle
leghe Mg-Al con struttura hcp segua, in termini generali, lo stesso schema
oramai noto e tipico delle leghe Al-Mg con struttura cfc, anche per quanto
riguarda l'esistenza di due regimi, il primo caratterizzato da un esponente di
sollecitazione n = 3 e il secondo descritto dalla forma modificata dell'equazione
di Garofalo. Un regime di basse tensioni, dominato da scorrimento a bordo
grano, è stato osservato nelle leghe a grana fine. Un approccio simile è stato
utilizzato per analizzare il creep e la plasticità delle leghe Mg-Zn.
Confrontando le curve ottenute con i dati sperimentali dei diversi ricercatori, sia
da prove SRC che continue, e le curve calcolate dalle equazioni corrette,
l'accordo tra i dati e le curve del modello era eccellente sia per la lega
monofasica AZ31, sia per le leghe più complesse
Design of a comfort based smart metering system for sport and recreational buildings
Il presente lavoro descrive il progetto e lo sviluppo di un sistema di Smart metering basato sul comfort per edifici di tipo sportivo. I sistemi di smart metering sono generalmente pro-gettati per il monitoraggio energetico, mentre il comfort è solitamente trascurato. Tuttavia questo è molto importante a causa del livello di attività e del desiderio di benessere tipico di tali ambienti. Le funzionalità sviluppate per implementare tale approccio riguardano il mo-nitoraggio energetico, la valutazione del comfort, l’ottimizzazione di reti di sensori, l’analisi e la visualizzazione dei dati. L’applicazione degli indici di comfort (PMV, predicted mean vote, e PPD, predicted percentage of dissatisfied) necessita di una procedura di calibrazione e una analisi globale di sensibilità per questo tipo di ambienti. La procedura di calibrazione è basata sul confronto tra il comfort soggettivo determinato con questionari e misure og-gettive con centralina microclimatica. Tale analisi, applicata a due casi reali (piscina e pale-stra), rivela una traslazione del punto di neutralità termica che viene usato come fattore cor-rettivo dell’indice PMV. Mentre l’analisi globale di sensibilità permette la riduzione del numero di variabili misurate identificando i parametri a bassa sensibilità e l’identificazione dei fattori critici in questa applicazione. Il sistema di misura deve essere sviluppato in gran-di ambienti con una rete di sensori efficace e con il giusto livello di accuratezza per il siste-ma di controllo. Per ridurre l’impatto dell’incertezza legata alla distribuzione orizzontale dell’aria è stato sviluppato un software di ottimizzazione in grado di ricavare il numero e la posizione ottimale di sensori di temperatura con un potenziale risparmio energetico che è stato valutato con l’ausilio di un modello simulativo. La soluzione presentata è parte dello sviluppo di un BMS (Building Management System) specifico per edifici sportivi nell’ambito del Progetto Europeo FP7 SportE2
Modellazione e simulazione di sistemi domotici per la gestione dell'energia
Il seguente lavoro si occupa della modellazione di sistemi domotici basata sulla teoria dei Multi Agent Systems (MAS). Il prodotto del lavoro è la messa a punto di un ambiente di simulazione/emulazione complesso in grado di contenere al suo interno numerosi componenti di un sistema domotico. Il lavoro svolto ha portato alla collaborazione con diversi Enti di Ricerca ed Aziende del settore. Per un corretto processo di modellazione di un sistema domotico è necessario approfondire gli aspetti che ne caratterizzano la struttura e gli elementi (Agenti) che la popolano. Per quanto riguarda la struttura del modello, ci si è rifatti all’approccio MAS che verrà usato come impostazione preliminare. Questo approccio si presta molto bene alla descrizione di ambienti domotici perché possiamo pensare agli elementi che li costituiscono come agenti, ognuno dei quali ha i suoi obbiettivi e le sue necessità. Per raggiungere questo obbiettivo ci si è basati su di un approccio UML, che ha consentito di andare a concentrare all’interno delle descrizioni informazioni eterogenee, quali quelle di Agenti che possono essere anche molto differenti gli uni dagli altri. Poiché durante il processo di sviluppo dell’ambiente è necessario confrontarsi con un’ampia varietà di strumenti, tecnologie e livelli tecnici dei collaboratori, l’UML ci consente di formalizzare rappresentazioni che rimangono valide e significative in contesti diversi. Gli agenti che in questo lavoro vengono modellati sono oggetti ibridi, caratterizzati da una dinamica a stati finiti, che rappresenta il loro comportamento, e una componente descritta da una Petri Net (PN) che modella la loro interazione con la fonte energetica. Lo strumento di simulazione verrà inoltre utilizzato per testare strategie di controllo atte a rispettare i vincoli del sistema quali la limitata disponibilità di risorse o ulteriori specifiche che si vuole che il sistema rispetti
Valutazione sperimentale e analitica di involucri opachi verticali: ottimizzazione in clima temperato caldo
La presente ricerca ha l’obiettivo di valutare, sperimentalmente e analiticamente, le
prestazioni energetiche di vari tipi di involucro opaco verticale, in un clima temperato
caldo.
L’obiettivo dello studio effettuato sull’involucro tradizionale è la verifica del
comportamento in regime dinamico di 3 diverse strategie costruttive (muratura piena,
parete a cassetta e cassetta isolata). Per i vari casi, è stato individuato l’intervento di retrofit
ottimale dal punto di vista di comfort, consumi energetici e impatti ambientali.
A tale fine lo studio ha previsto il confronto sperimentale contemporaneo di edifici,
caratteristici del patrimonio edilizio esistente (1940-1980). Sono state inoltre effettuate
analisi parametriche in regime dinamico per verificare l’impatto di diverse soluzioni di
coibentazione termica.
I risultati hanno dimostrato come i 3 involucri presentino un comportamento molto diverso.
L’inserimento di elevati spessori di coibente termico determina, a volte, problemi di
surriscaldamento. L’introduzione di un cappotto ventilato è risultata essere la soluzione
migliore.
L’obiettivo dello studio effettuato sull’involucro ventilato è di valutare le effettive
prestazioni termiche di pareti ventilate, con una completa analisi termo-fluido dinamica.
A tale fine lo studio ha previsto il confronto sperimentale contemporaneo di pareti ventilate
con diverso rivestimento esterno (tavella in laterizio e zinco-titanio), diversa altezza del
condotto di ventilazione (4, 6, 8 e 12 m) e diversa esposizione (est, sud e ovest). Sono state
inoltre effettuate analisi parametriche in regime fluidodinamico.
I risultati hanno dimostrato come l’altezza del condotto di ventilazione determini un
aumento dei valori di velocità e temperatura dell’aria nel condotto. Anche i valori di portata
d’aria subiscono un sostanziale incremento in corrispondenza dell’aumento dell’altezza del
condotto. Entrambe le pareti ventilate, con diverso rivestimento esterno, presentano un
buon comportamento pur con attivazione dell’effetto camino in orari diversi, di giorno in
un caso e di notte nell’altro