Marche Polytechnic University

ACUBO (Archivio Aperto di Ateneo)
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    Caratterizzare l'importanza del Laboratorio nella tipizzazione diagnostica e scelta terapeutica dei pazienti con Sindrome di Cushing

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    Introduzione: I° parte: I polimorfismi del recettore dei glucocorticoidi (GR) sono stati associati ad una alterata sensibilità ai glucocorticoidi (GC) che può tradursi clinicamente in un profilo osseo e metabolico più o meno favorevole. II° parte: Il pasireotide (SOM230) sembra essere un efficace farmaco nel trattamento della Malattia di Cushing (MC). Scopo: I° parte: Valutare il ruolo dei quattro polimorfismi del recettore dei GC (BclI, N363S, ER22/23EK, A3669G) sullo sviluppo di alterazioni metaboliche ed ossee in pazienti con SC (Sindrome di Cushing). II° parte: Valutare l’efficacia del pasireotide in pazienti affetti da MC. Pazienti e metodi: I° parte: 52 pazienti con CS sono stati genotipizzati e valutati per l’eventuale associazione tra polimorfismi del GR e complicanze ossee e metaboliche. II° parte: 13 pazienti con MC sono stati sottoposti a 600 mcg o 900 mcg b.i.d. di SOM230. La risposta è stata valutata in termini di riduzione del Cortisolo libero Urinario (CLU) misurato in HPLC. Risultati: I° parte: Non sono emerse differenze significative riguardo il metabolismo osseo fra BclI ed A3669G carriers e non-carriers. Nessuna differenza clinica e metabolica è stata osservata fra BclI carriers e wild-type. I carriers di A3669G hanno mostrato una ridotta prevalenza di diabete rispetto ai wild type nonostante gli incrementati livelli di cortisolo plasmatico h8 e h23. II° parte: Tutti i pazienti hanno ridotto i livelli di CLU. Nel breve termine il 46% dei pazienti ha normalizzato il CLU. Nel medio-lungo termine la riduzione del CLU è stata dal 6 al 72% con persistenza di controllo di malattia nel 25% dei soggetti alla visita finale. Si è osservato un importante miglioramento clinico, come eventi avversi lievi-moderati disturbi gastro-intestinali e l’iperglicemia. Conclusione: I° parte: I polimorfismi del GR non sembrano associarsi ad alterazioni del metabolismo osseo. A3669G sembrerebbe invece giocare un ruolo protettivo nei pazienti con SC attenuando gli effetti dell’eccesso di GC sul metabolismo glucidico. II° parte: Il controllo clinico e biochimico di malattia osservato nei pazienti con MC trattati con pasireotide supporta il suo uso come targeted-therapy in questo gruppo di pazienti

    Tourism destination competitiveness: theoretical models and empirical evidence

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    La competitività delle destinazioni turistiche è uno dei temi più studiati in letteratura ed è il principale fattore di successo di una destinazione. Molti studi si sono focalizzati sui fattori che incidono sulla competitività di una destinazione. Nonostante ciò, non vi è ancora un’evidenza scientifica dell’impatto di tali fattori sulle performance di una destinazione: questo studio si pone quindi questo obiettivo, adattando ed estendendo il modello di Ritchie e Crouch e applicandolo ad un dataset di 610 destinazioni di eccellenza italiane medio-piccole. Per ridurre il numero delle variabili, è stata applicata un’analisi delle componenti principali. La dipendenza fra gli indicatori di performance e le variabili dipendenti è stata analizzata attraverso una regressione lineare e una regressione parziale dei minimi quadrati. I risultati empirici dimostrano che una politica turistica e una gestione della destinazione turistica sostenibile, non solo è importante per la protezione dell’ambiente e per minimizzare gli impatti negativi di tipo socio-culturale, ma ha una notevole rilevanza nel migliorare la competitività di una destinazione turistica. Il modello è stato inoltre applicato per misurare la competitività di due destinazioni turistiche leader in America Latina: Rio de Janeiro e Salvador de Bahia. Nonostante il Brasile ospiterà la Coppa del Mondo di Calcio del 2014 e i Giochi Olimpici del 2016, la competitività delle sue destinazioni turistiche non è ancora stata adeguatamente studiata. E’ stata quindi realizzata una survey presso esperti di turismo locali, alla quale hanno risposto 277 individui a Rio de Janeiro e 164 a Salvador de Bahia. I risultati forniscono ai policy maker e agli stakeholder locali un nucleo di dati e informazioni ampio e accurato su cui basare le loro future strategie di destination management

    Misurazione delle performance in sanità. Analisi dei sistemi a misurazione adottati dalle regioni italiane

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    L’oggetto della ricerca è costituito dall’analisi delle caratteristiche di funzionamento dei sistemi di misurazione delle performance al fine di valutare la coerenza delle determinanti individuate dalla dottrina nazionale ed internazionale, rispetto ai modelli di misurazione delle performance adottati dalle regioni italiane per garantire l’equilibrio del sistema regionale. La misurazione delle performance nel settore sanitario e nel settore pubblico in generale, è stata oggetto anche di numerosi interventi legislativi finalizzati a migliorare le capacità delle pubbliche amministrazioni di adempiere alla propria funzione istituzionale coerentemente con le esigenze del contesto in cui operano, avviando un processo di riforma nelle pubblica amministrazione, denominato “aziendalizzazione della P.A..”, con il quale si è inteso indurre in ambito pubblico, i meccanismi operativi tipici delle aziende. Dal punto di vista metodologico, in prima istanza, la ricerca si è basata su un metodo deduttivo, in un secondo momento, in accordo con l’approccio tipico dell’Economia Aziendale, si è ritenuto utile procedere induttivamente tramite lo studio di caso dei sistemi di misurazione delle performance adottati dalle regioni italiane. Il percorso metodologico delineato, parte da una sistematizzazione teorico - scientifica attraverso il contributo degli economisti aziendali nazionali ed internazionale per poi passare ad analizzare i modelli di sistemi di misurazione della performance elaborati in dottrina. I Performance Measurement System sono stati analizzati al fine di individuare le caratteristiche determinanti per il raggiungimento degli obiettivi che il sistema di misurazione si pone. I risultati dell’analisi effettuata sono stati utilizzati per studiare le caratteristiche dei modelli adottati dalle regioni italiane per verificarne la coerenza sostanziale e trarre indicazioni utili per valutare l’efficacia, oltre a ricavare eventuali aree di miglioramento

    Estimation of vital parameters through the usage of UWB radars

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    Il principale obiettivo della tesi è stato lo sviluppo di un insieme di algoritmi per la valutazione di parametri vitali, come il respiro ed il battito cardiaco, utilizzando un radar UWB. La ricerca fa parte di un progetto più esteso, denominato NIMURRA (Non Invasive Monitoring by Ultra Wide Band Radar of Respiratory Activity of people inside a spatial environment), che il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università Politecnica delle Marche ha messo a punto per conto dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Al progetto hanno contribuito anche gruppi di ricerca provenienti da altre università e alcune aziende che operano nel settore aerospaziale. Ne sistema basato su radar UWB, l’antenna trasmette una sequenza di impulsi ultracorti verso il soggetto monitorato e l’informazione cercata viene ottenuta attraverso opportuna elaborazione del segnale ricevuto. Quest’ultimo contiene anche segnali riflessi dovuti agli altri oggetti nell’ambiente simulato (clutter). Di essi si tiene conto attraverso un’adeguata caratterizzazione della risposta impulsiva del sistema. L’algoritmo deve eliminare i contributi dovuti al clutter, isolando l’eco generato dal torace umano. Dopo l’eliminazione del clutter, l’algoritmo identifica i punti di massimo dell’energia del segnale. E’ in corrispondenza di questi istanti, infatti, che risulta conveniente effettuare un’analisi in frequenza, basata sulla trasformata di Fourier o di sue versioni ottimizzate. Tale metodo consente di identificare la frequenza di respirazione dalla semplice rivelazione del picco dello spettro. La procedura è stata analizzata ed implementata sia dal punto di vista della modellizzazione analitica che della simulazione numerica. Oltre alla frequenza di respirazione, risulta anche auspicabile poter ricostruire lo spostamento della cavità toracica. Anche questo risultato può essere ottenuto attraverso lo sviluppo di opportuni algoritmi di elaborazione dei segnali. Tra le tecniche utilizzabili allo scopo, si rivela particolarmente efficace eseguire la correlazione tra il segnale ricevuto ed un segnale locale opportunamente scelto. La ricostruzione dello spostamento toracico richiede, ovviamente, un incremento dei tempi di elaborazione, anche se, come sottoprodotto, essa consente di ottenere anche la stima della frequenza di respirazione. La valutazione della frequenza cardiaca è, di norma, molto più complessa, in quanto le armoniche dovute al battito cardiaco sono “mascherate” dalla frequenza di respirazione (ed i suoi multipli) e dai prodotti di intermodulazione. Nell’ambito della tesi, sono comunque state messe a punto opportune operazioni di filtraggio, e valutata la loro efficacia in funzione dei valori relativi delle frequenze di interesse. Come accennato più sopra, una parte rilevante dell’attività di ricerca ha riguardato la messa a punto di programmi, in ambiente Matlab© per la simulazione e l’elaborazione dei segnali negli scenari di interesse. Accanto allo schema più convenzionale (e normalmente adottato, ad esempio nell’ambito del progetto NIMURRA) che prevede l’utilizzo di un radar esterno (a parete) si è anche studiato, pur con minor dettaglio, il caso di radar impiantato negli indumenti del soggetto sotto misura (e dunque solidale con la cavità toracica). Le caratteristiche essenziali del problema restano immutate, ma occorre tener conto del fatto che in questo caso il segnale utile è fornito dagli oggetti presenti nell’ambiente. Infine, si fatto il caso di soggetto sotto misura che si muove, in accordo con leggi deterministiche o aleatorie, compiendo brevi spostamenti nell’intorno della posizione di riferimento. In questo ulteriore scenario, il problema principale consiste nell’eliminazione del contributo nel segnale riflesso dovuto al movimento, e per raggiungere questo obiettivo l’algoritmo di elaborazione del segnale è stato opportunamente modificato. Gli algoritmi sono stati verificati anche a partire da misure reali effettuate presso i laboratori dell’Università La Sapienza di Roma, mostrando, in gran parte dei casi, un’ottima corrispondenza con i risultati di misure convenzionali (Es.: spirometro, per la valutazione della frequenza di respirazione)

    Monitoraggio dell'attività respiratoria mediante l'utilizzo delle onde elettromagnetiche

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    La tesi prende in esame un particolare test clinico, il Functional Reach (FR) Test, utilizzato in clinica per l’identificazione del soggetto anziano a rischio di cadute ricorrenti. Come è mostrato in letteratura, tale test non è in grado di discriminare al meglio il soggetto anziano sano dall’individuo con problemi di equilibrio. Maggiori informazioni potrebbero essere ottenuto esaminando più nel dettaglio il comportamento cinematico, le strategie motorie utilizzate e i pattern elettromiografici messi in atto dal soggetto durante lo svolgimento del test. lo studio si compone di due parti: la prima si concentra sulla descrizione dei principali parametri cinematici che caratterizzano il task motorio e sull’individuazione delle strategie motorie usate durante il test. la seconda si focalizza sull’analisi elettromiografica di specifici muscoli del corpo per capire le tempistiche delle attivazioni muscolari durante il FR. Lo studio è stato condotto su soggetti diabetici e diabetici neuropatici. I risultati mostrano come simili valori di FR possono essere ottenuti da differenti strategie di movimento: per i diabetici non neuropatici il FR è maggiormente dovuto a una flessione del tronco nel piano sagittale, invece, per i diabetici neuropatici il movimento è accompagnato anche da una significativa rotazione del tronco nel piano sagittale. Quindi, durante il FR, anche se gran parte del movimento si verifica nel piano sagittale, si verificano anche movimenti rotazionali nel piano trasverso e coronale. Da un punto di vista elettromiografico, i due gruppi mostrano un comportamento simile, con un’attività anticipatoria del Tibiale Anteriore necessaria per muovere il centro di pressione all’indietro e dare luogo a un momento di dorsi-flessione della caviglia capace di sbilanciare il corpo in avanti. La differenza si registra nel timing di attivazione di questo muscolo, che per i diabetici neuropatici si attiva prima rispetto a quello che accade per i diabetici non neuropatici

    Toward eco-design: an integhrated life cycle engineering system to develop susteinable mechatronic products and services

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    Il processo di progettazione industriale, in passato, si basava principalmente sulla riduzione dei costi, sull’incremento della qualità del prodotto e sulla diminuzione dei tempi di produzione. Per questi motivi, diversi strumenti di progettazione sono stati sviluppati con lo scopo di aiutare i progettisti industriali nelle loro attività. Oggigiorno gli aspetti ambientali stanno diventando sempre più attuali e per questo motivo rappresentano un importante fattore di mercato che deve essere considerato. Infatti, i consumatori hanno sviluppato una sempre crescente sensibilità ambientale che porta loro ad essere attratti da “prodotti verdi” o “prodotti ecologici”. Da questa considerazione deriva il bisogno, dei parte dei progettisti industriali, di strumenti in grado di considerare sia gli aspetti di tipo ambientale che quelli di costo all’interno del processo di sviluppo prodotto. Negli ultimi anni diversi strumenti si sono affacciati sul mercato a questo scopo. Sistemi IT, ad esempio sono attualmente impiegati nel processo di progettazione industriale e possono essere raggruppati sotto la famiglia dei sistemi PLM (Product Lifecycle Management). I sistemi PLM possono essere visti come l’integrazione di diversi strumenti, metodi, persone e processi attraverso tutte le fasi del ciclo di vita del prodotto. Da un altro punto di vista, esistono invece strumenti per specialisti per valutare e calcolare gli impatti ambientali di prodotti industriali attraverso l’ausilio di diversi metodi. L’LCA (Life Cycle Assessment), ad esempio, è il più importante metodo per determinare il carico ambientale di prodotti e servizi. Lo scopo di questa ricerca si può sintetizzare come la definizione di un nuovo approccio, di una nuova metodologia e di nuovi strumenti eco-design per la considerazione degli aspetti ambienti e di costo nel ciclo di vita del prodotto durante il processo di progettazione. Questo lavoro di ricerca è un passo avanti verso lo sviluppo di una piattaforma eco-design integrata grazie al collegamento tra i sistemi IT (PLM and CAD software) e le metodologie di lifecycle (LCA & LCC). L’ambiente di progettazione eco-design rappresenta il modo di sviluppare nuovi prodotti e servizi eco-sostenibili nelle prime fasi del processo di progettazione. Allo scopo di dimostrare i vantaggi derivanti dall’uso della metodologia eco-design proposta e relativa piattaforma software, diversi gruppi funzionali di prodotti meccatronici e prototipi di elettrodomestici sono stati realizzati per misurare sperimentalmente i risultati ottenuti grazie alle scelte effettuate con l’ausilio della piattaforma eco-design. Il risultato auspicato per queste tipologie di prodotti è una forte riduzione dei consumi energetici in relazione all’attuale consumo energetico in uso ed una riduzione dei rifiuti industriali. In aggiunta, ulteriori vantaggi in termini di assemblabilità di prodotto, gestione logistica dei fornitori e riduzione del costo nell’intero ciclo di vita del prodotto sono stati evidenziati

    Sistemi di abbattimento delle emissioni di un motore navale. Analisi tecnica ed economica degli investimenti

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    Le norme stabilite dall’International Maritime Organization per la salvaguardia dell’ambiente marino obbligano gli operatori del settore marittimo a modificare le attuali strategie. Numerosi sono i fattori che influiscono sulla scelta degli interventi ottimali. Questa ricerca presenta un’analisi economica delle soluzioni alternative disponibili agli armatori nel breve periodo: installare a bordo nave tecnologie per l’abbattimento delle emissioni dei motori navali continuando a bruciare olio combustibile, sostituire il combustibile tradizionale con marine gas oil od effettuare un’alimentazione alternata tra combustibili a diverso tenore di zolfo in funzione dell’area di transito. Per l’analisi prospettica e comparativa della variazione dei costi associati ai differenti interventi è stato pensato un modello di valutazione economica degli investimenti. A partire dalle caratteristiche tecniche e dal profilo operativo della nave, il modello restituisce indicatori economici per l’individuazione dell’investimento ottimale nello scenario di riferimento. Il modello consente di creare scenari ipotizzando variazioni nelle condizioni di investimento, nelle restrizioni ambientali e nelle previsioni di prezzo dei combustibili marini. Non sono considerate risposte strategiche delle società petrolifere in interventi strutturali sulle raffinerie che trasformerebbero l’offerta dei prodotti petroliferi I risultati ottenuti dall’applicazione del modello a tre unità navali attualmente in attività e rappresentative di diverse tipologie di nave, incoraggiano gli armatori all’installazione a bordo nave di seawater scrubber tra le tecnologie di lavaggio degli scarichi dei motori navali. I risultati delle simulazioni mostrano che la variazione della spesa per il combustibile per la propulsione navale è un fattore determinante nella scelta della soluzione ottimale. Il profilo operativo, le condizioni di esercizio e la disponibilità di spazi a bordo nave influiscono sulla scelta finale

    Caratterizzazione di generatori SOFCs tubolari a supporto anodico

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    I sistemi basati sulla tecnologia delle celle a combustibile sono fra i più promettenti per la produzione di energia elettrica per le loro elevate efficienze energetiche, le basse emissioni ambientali e per l’ampiezza delle possibili applicazioni. La tecnologia trova impiego nei settori della generazione distribuita, della cogenerazione residenziale e industriale e della generazione portatile. Tra le varie tipologie di celle a combustibile quella ad ossidi solidi (SOFC) sta riscuotendo un interesse sempre più crescente in quanto l’alta temperatura di funzionamento rende questa tecnologia particolarmente interessante per la micro-cogenerazione. La presente tesi mostra una analisi teorica e sperimentale di un generatore SOFC tubolare a supporto anodico prodotto dalla società statunitense Acumentrics Corporation. L'attività si è concentrata sullo studio termo-fluidodinamico e della reazione elettrochimica di una singola cella a combustibile ad ossidi solidi tubolare a supporto anodico con il principale obiettivo di implementare la reazione elettrochimica in ANSYS-FLUENT per una analisi puntuale dei fenomeni che intervengono nella singola cella stessa. Inoltre lo stesso approccio è stato applicato allo studio dell'intero stack di celle a combustibile e ad un recuperatore catodico. Tutte le caratteristiche dimensionali ed operative dei componenti considerati sono stati forniti da Acumentrics Corporation. Si è inoltre compiuta la caratterizzazione sperimentale delle prestazioni di un prototipo di generatore SOFC, sempre fornito da Acumentrics Corporation. Il generatore è stato installato all'interno di un banco di prova ed alimentato ad idrogeno. Data la correlazione lineare tra alcune variabili di funzionamento i dati sono stati interpretati attraverso il metodo di analisi multivariata per l'analisi delle componenti principali. Attraverso tale metodo è stato possibile derivare regole generali che descrivono il funzionamento di un sistema e da queste regole studiare la risposta del sistema alla variazione dei parametri di funzionamento anche in condizioni diverse da quelle sperimentali

    Lo sfruttamento del vento per la progettazione della ventilazione naturale degli edifici

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    Lo scopo della tesi è quello di individuare una procedura in grado di sfruttare il clima per creare migliori condizioni dell’abitare, che nasce dalla convinzione che sia possibile raggiungere un notevole comfort abitativo in modo più economico attraverso la riduzione degli impianti meccanici di condizionamento. Possiamo dividere questo processo in quattro fasi, dove solo l’ultima è l’architettura alla quale si arriva attraverso lo studio delle variabili climatiche, una valutazione biologica e lo studio di soluzioni tecnologiche adeguate, dato che non si vuole tornare alle metodologie tradizionali ma utilizzare i progressi tecnologici per rendere migliore il comfort abitativo, nella odierna massiccia urbanizzazione. I dati climatici che devono essere studiati per una progettazione architettonica consapevole sono generalmente temperatura, umidità relativa, radiazione ed effetto dei venti; a questi va aggiunto lo studio del microclima che spesso, soprattutto in ambito urbano, modifica sostanzialmente le condizioni climatiche di sito localmente anche con una modificazione della direzione delle brezze dominanti (si pensi come esempio alle bolle di calore). In questo senso si è presa in considerazione la ventilazione naturale degli edifici da intendersi come tecnologia in aiuto alla macchina-edificio. Nell’intento di verificare l’influenza e l’interazione del vento con l’impianto urbano e quanto questo incida in una progettazione che definiremmo tradizionale, si è proceduto con una sperimentazione prima numerica e poi pratica per studiare i flussi di vento che insistono a livello di microclima urbano su di un’area di studio sulla quale già insisteva una progettazione architettonica. I risultati che ne sono derivati evidenziano l’interazione tra flussi ventosi ed abitato ed aprono nuove possibilità di studio in ambito eolico per individuare un metodo che possa meglio definire le condizioni di sito per una progettazione efficiente e consapevole in ambito architettonico ed urbanistico

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