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Structural and functional characterization of human alfa1-acid glycoprotein
Lo studio delle propriet`a strutturali e funzionali della a1-glicoproteina
acida, nota anche come orosomucoide o, dall’acronimo inglese, AGP,
costituisce l’oggetto di questa tesi. La AGP rappresenta, dopo l’albumina,
la pi `u abbondante proteina nel plasma dei mammiferi, con concentrazioni
fisiologiche comprese tra 0,5 e 1,5 mg/mL. Essa appartiene alla famiglia
delle lipocaline, un ampio gruppo di proteine ubiquitarie accomunate da
una struttura centrale a barile b (b-barrel) che funge da sito di legame per
un elevato numero di molecole idrofobiche.
Studi precedenti hanno evidenziato la presenza di un molten globule,
un importante intermedio di folding nei processi di denaturazione (e
rinaturazione) di molte proteine. `E stata condotta un’analisi di ampio
respiro riguardante numerosi fatto ambientali (pH, stato ossidoriduttivo,
temperatura), la quale ha mostrato come intermedi strutturali di tipo
molten globule si formino solo in condizioni di pH neutri o debolmente
acidi. Valori di pH fortemente acidi, cos`ı come condizioni riducenti,
inducono la concomitante denaturazione e aggregazione delle catene
polipeptidiche in seguito all’aumento di temperatura.
Un’ulteriore linea di ricerca portata avanti durante il dottorato ha
riguardato la caratterizzazione di forme aggregate dell’AGP ottenute in
specifiche condizioni di pH, temperatura e stato ossidativo dei ponti
disolfurici. La capacit`a di legare Congo rosso e Tioflavina T indica che
tali forme aggregate sono di natura amiloide. Simulazioni di dinamica
molecolare hanno mostrato come, in seguito alla riduzione dei ponti
disolfurici, la coda posta al C-terminale della AGP risulti dotata di
elevata flessibilit`a, permettendo l’esposizione al solvente di zone ad
alto potenziale fibrillogenico normalmente protette nel fold nativo della
proteina
Riduzione del pericolo di incendio boschivo e utilizzo della biomassa forestale a fini energetici - una proposta di Green Economy per un'area vasta dell'Appennino centrale nella Regione Marche
Riduzione del pericolo di incendio boschivo e utilizzo della biomassa forestale a fini energetici – una proposta di Green Economy per un’area vasta dell’Appennino Centrale nella Regione Marche.
Il presente lavoro ha lo scopo di proporre un modello di riduzione del pericolo di incendio boschivo, in maniera sostenibile ecologicamente ed economicamente, riducendo il carico di biomassa ed utilizzando questa in una rete di caldaie a biomassa ad alto rendimento energetico. Il tema della stima della risorsa boschiva è considerato analizzando un consistente numero di progetti silvicoli esecutivi per la riduzione del pericolo di incendio boschivo, finanziati dalla Unione Europea nel quadro del Piano di Sviluppo Rurale, Reg. (CE) n°1698/95 (PSR): Quindi, il lavoro definisce un numero di scuole pubbliche quali utenti della fornitura di biomassa, in un quadro di riqualificazione energetica, e un dato numero di piattaforme biomasse (BTC) come punti nodali del processo. Infine viene prospettato il decollo di un meccanismo dal bosco alla utenza pubblica finale,analizzando i fattori critici e proponendo soluzioni su misura per risolverli.
Parole chiave: pericolo da incendio boschivo, stima della biomassa forestale, Piano di Sviluppo Rurale/PSR, Piattaforme Biomasse, caldaie a cippato forestale, progetti di riduzione del pericolo di incendio, Reg. (CE) n°1698/95
Valorizzazione energetica mediante tecniche di trattamento fisiche e termochimiche di biomasse residuali da filiere agricole ed agroindustriali
Esiste sul territorio nazionale un’ampia disponibilità di biomasse residuali, provenienti da differenti settori produttivi (agroforestale, agroalimentare, industria del legno). La valorizzazione energetica di tali residui può contribuire alla risoluzione di tre importanti problemi: quello ambientale, legato allo smaltimento dei “rifiuti” e alle emissioni di gas serra; quello energetico, legato alla necessità di diversificare l’approvvigionamento di combustibili; quello economico, legato alla necessità di ottimizzare i processi produttivi. L’utilizzo energetico di biomasse residuali risolverebbe, inoltre, il problema etico della destinazione di superfici agricole alla produzione dei biocombustibili.
Le biomasse solide presentano, tuttavia, un’elevata variabilità in termini di proprietà fisiche e chimiche che ne rendono complesso l’uso energetico (alto tasso di umidità, eterogeneità della frazione inorganica, variabilità della componente organica). Alla luce di ciò, in questo lavoro si sono studiate e sviluppate alcune tecniche di trattamento fisiche e termochimiche testate poi su campioni di biomasse residuali reperiti in ambito nazionale (residui industriali di pomodoro, sanse, vinacce, paglia di colza, stocchi di girasole, panelli di girasole), al fine di ottenere prodotti combustibili più omogenei e standardizzabili. Nello specifico, dopo una prima fase di caratterizzazione chimico-fisica dei materiali, sono stati condotti test di:
estrazione meccanica delle matrici oleose;
trattamento di torrefazione;
trattamento di rimozione delle ceneri;
trattamento di pellettizzazione su materiali originali e torrefatti.
I risultati della caratterizzazione condotta sui materiali, prima e dopo i trattamenti, hanno messo in evidenza vantaggi in termini di qualità del prodotto (aumento del potere calorifico e maggiore omogeneità), conservabilità (riduzione dell’igroscopicità) ed efficienza di stoccaggio e di trasporto (incremento della concentrazione di massa ed energetica)
Tumori eredo-familiari di mammella ed ovaio: analisi mutazionale dei geni BRCA1 e BRCA2
Sulla base delle informazioni ad oggi disponibili, si stima che circa il 5-10% dei carcinomi mammari ed ovarici insorga su base eredo-familiare.
Nel corso degli anni ‘90, sono stati identificati due geni oncosoppressori che, se mutati, sono responsabili della comparsa sia di tumori mammari che ovarici.
Questi geni sono stati chiamati BReast CAncer susceptibility gene 1 e 2 ovvero BRCA1 e BRCA2.
Le mutazioni di questi geni si trasmettono con modalità di tipo autosomico dominante.
Da un punto di vista clinico, l’importanza nel rilevare mutazioni in questi geni, risiede nel fatto che i soggetti, portatori di mutazioni predisponenti, hanno un elevato rischio di ammalarsi di tumore.
Il nostro studio si è proposto di valutare l’incidenza delle mutazioni germinali di BRCA1 e BRCA2 sia nei pazienti con neoplasia della mammella e/o dell’ovaio sia nei parenti dei pazienti portatori.
L’identificazione dei soggetti candidati allo studio, si è basata sulle caratteristiche dell’anamnesi familiare e sui risultati forniti da programmi informatici quali BRCAPRO e Manchester Scoring System.
Lo studio della sequenza nucleotidica di tutti gli esoni dei geni BRCA1 e BRCA2 è stato effettuato tramite sequenziamento diretto; mentre lo studio di grandi riarrangiamenti genici è stato effettuato grazie alla tecnica MLPA (Multiplex Ligation Probe Amplification). Ad oggi, sono stati selezionati 741 pazienti, di cui 692 donne e 49 uomini, con un’età mediana d’insorgenza della malattia di 44 anni (range 16-84).
L’analisi mutazionale di BRCA1 e BRCA2 è stata completata su 725 pazienti.
In totale sono state identificate 191 mutazioni, di cui 52 in BRCA1:
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- 19 frameshift, 17 missenso 3 nonsenso, 2 mutazioni nel sito di splicing, 7 varianti introniche e 4 riarrangiamenti genici;
e 57 in BRCA2:
- 21 frameshift, 4 nonsenso, 20 missenso, 5 silenti, 5 varianti introniche e 2 mutazioni nel sito di splicing.
Lo studio è stato esteso poi a 256 soggetti sani, parenti dei pazienti analizzati, dei quali 188 donne e 68 uomini. L’analisi è stata completata su 181 soggetti. Sono state trovate, in totale 77 mutazioni, di cui 22 in BRCA1 e 17 in BRCA2.
I dati raccolti finora confermano la possibilità di rilevare mutazioni predisponenti allo sviluppo di carcinomi mammari ed ovarici in soggetti ad alto rischio. I soggetti identificati potranno quindi sottoporsi a strategie preventive
Il bilancio sociale delle istituzioni scolastiche
La tesi di dottorato riguarda il bilancio sociale delle istituzioni scolastiche. Obiettivo del lavoro è l’individuazione di un modello possibile di bilancio sociale per le istituzioni scolastiche. Due sono stati gli oggetti di interesse e di approfondimento: le istituzioni scolastiche ed il bilancio sociale.
Le istituzioni scolastiche sono unità del sistema scolastico nazionale e del sistema delle pubbliche amministrazioni. Sono stati approfonditi, in particolare, il sistema di management a supporto del processo di accountability ed il sistema di misurazione della performance.
Il bilancio sociale è stato approfondito in quanto strumento di accountability in grado di supportare, nelle istituzioni scolastiche, un processo gestionale responsabile e trasparente per pianificare, realizzare, comunicare e condividere i risultati raggiunti con tutti i soggetti interessati (stakeholder).
La metodologia adottata nel lavoro di ricerca è stata sia di tipo deduttivo che di tipo induttivo. Nelle prime fasi della ricerca è di tipo teorico-deduttivo per analizzare le istituzioni scolastiche in quanto aziende pubbliche, i modelli di bilancio sociale descritti in letteratura, l’evoluzione degli studi e del pensiero sui sistemi di accountability in generale e nelle istituzioni scolastiche in particolare.
La ricerca, in questa fase, ha evidenziato che non esistono modelli di bilancio sociale per le istituzioni scolastiche già elaborati ma ricerche di carattere empirico e alcune esperienze condotte da singole scuole. Quindi è stato elaborato un modello di bilancio sociale per le istituzioni scolastiche utilizzando la metodologia del constructive approach. La progettazione e l’implementazione del modello è stata svolta attraverso uno studio di caso multiplo che ha coinvolto alcune scuole appartenenti alla rete denominata AU.MI. - Autovalutazione e Miglioramento – che raccoglie circa 150 scuole della Regione Marche. La ricerca empirica ha contribuito ad affinare la
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proposta di modello, a chiarire le condizioni che hanno facilitano o ostacolato
la sua applicabilità attraverso un test che ha riguardato anche il suo processo di
costruzione.
Le conclusioni della ricerca evidenziano il contributo del modello di bilancio
sociale sperimentato alle esigenze di accountability e di governo della scuola,
contengono considerazioni sui risultati raggiunti attraverso il percorso di
ricerca svolto, sviluppano l’analisi delle condizioni che ne hanno agevolato
oppure ostacolato l’adozione nelle scuole sperimentatrici e sui fattori che
potrebbero favorirne l’implementazione in altri contesti, sottolineano le
potenzialità di estensione alle altre istituzioni scolastiche nonché il confronto
con altre esperienze e ricerche note ed infine presentano le questioni ancora
aperte
Behavioural finance and financial markets: micro, macro and corporate
Questa tesi si compone di quattro capitoli che esplorano i diversi aspetti del rapporto tra finanza comportamentale, le decisioni finanziarie e i mercati finanziari. La finanza comportamentale è un’area di ricerca e di studio interdisciplinare che affronta l'impatto della psicologia sul comportamento delle scelte individuali, delle decisioni finanziarie e le conseguenti implicazioni sui mercati finanziari. I temi di finanza comportamentale beneficiano di conoscenze derivanti soprattutto dalla psicologia ma trasferire tali conoscenze interdisciplinari nel contesto di studi e delle ricerche tradizionali di finanza, apportando innovazioni teoriche e metodiche, non è semplice. I modelli comportamentali basati sulle classiche teorie economiche devono sviluppare approcci alternativi ai problemi finanziari, applicando i concetti della psicologia. Ogni individuo presenta caratteristiche irrazionali e preferenze alquanto mutevoli mentre opera nei mercati finanziari. Le metafore dell’homo oeconomicus, sempre razionale, o le ipotesi, come quella circa l’immutabilità delle preferenze espresse da parte degli individui o quella della perfezione dei mercati perfetti circa la distribuzione dell’informazione tempestiva e diffusa tra tutti gli operatori, vengono superate e rifiutate dalla finanza comportamentale. Ipotesi e metafore che caratterizzano non pochi lavori di finanza tradizionali. La finanza comportamentale è molto di più di una via secondaria che tratta i mercati finanziari. Negli ultimi due decenni questa disciplina ha fornito molti spunti interessanti agli operatori economici aiutando nella comprensione delle decisioni sia a livello individuale che collettivo e delle dinamiche dei mercati finanziari a livello macro.
La tesi è strutturata come segue. Il primo capitolo riguarda l’evoluzione degli studi accademici in questa area di ricerca e delinea il contesto della tesi. Gli schemi teorici della finanza tradizionale e comportamentale vengono confrontati e contrapposti. Il secondo capitolo indaga le basi della finanza comportamentale a livello micro, con specifica attenzione al singolo investitore. Vengono discussi gli studi sulle euristiche cognitive e sui pregiudizi comportamentali nel processo decisionale finanziario. Inoltre viene indagato se è possibile adottare delle misure per ridurre questi due tipi di errori mentali. Sono illustrate come le scoperte della finanziaria comportamentale possano essere applicate alla teoria moderna del portafoglio e al rapporto tra consulente finanziario e singolo investitore al dettaglio in merito alle decisioni relative asset allocation, l'acquisto, la vendita, il prestito e il risparmio. É proposto un modello di riferimento per la verifica e la categorizzazione degli investitori secondo la loro personalità. Il terzo capitolo discute la finanza comportamentale a livello macro, l'efficienza dei mercati finanziari e le irregolarità dei mercati. Lo studio si aggiunge al dibattito teorico ed esamina se i mercati finanziari sono influenzati dalle variabili psicologiche e, in caso affermativo, se questi si riflettono nei prezzi dei titoli. Di particolare interesse è lo studio dell'intonazione emotiva degli investitori, in quanto fattore in grado di mutare lo stato d’animo individuale-collettivo e in grado di spiegare molti aspetti evolutivi delle quotazioni azionarie, osservate in particolari periodi. In questo senso viene descritto il ruolo del cosiddetto sentimento di mercato come fattore comportamentale in grado di condizionare l’evoluzione delle quantità di titoli negoziati e dei prezzi a cui si concludono le negoziazioni relative. Il capitolo finale esamina un aspetto centrale della finanza aziendale, vale a dire l'offerta pubblica primaria, nel contesto istituzionale della Borsa Italiana e dal punto di vista
comportamentale. Si effettua un’analisi dei fattori che possono essere in grado di influire sulle variazioni dei prezzi delle azioni emesse nel mercato primario. Questo permette di descrivere la natura e la portata di alcune delle anomalie che caratterizzano le tendenze delle quotazioni relative alle nuove emissioni. In tal senso viene sottolineato il ruolo dei fattori psicologici, assai mutevoli ed irrazionali, nel condizionare le quotazioni dei titoli trattati nel mercato primario
Economic analysis of the NGOs- state relationships under dictatorship
Negli ultimi decenni le Organizzazioni Non Governative (ONG) si sono imposte
nel panorama dello sviluppo internazionale diventando uno dei principali
fornitori di beni, sevizi pubblici e di aiuti ai paesi in via di sviluppo. La teoria
economica ha recentemente mostrato un certo interesse per queste organizzazioni,
ma gli studi teorici ed empirici al riguardo sono ancora minimi. Questa
tesi è un contributo alla analisi teorica delle relazioni tra le ONG, i governi
autoritari e la popolazione civile. La scelta dello specifico contesto dei governi
autoritari è determinata dal fatto che nella maggior parte dei casi queste
organizzazioni operano in contesti dove la presenza di istituzioni politiche deboli
porta alla creazione di governi personalistici. L’analisi della attività delle
ONG risulta dunque di particolare interesse nel contesto dello sviluppo e della
democratizzazione di questi paesi.
Il primo capitolo della tesi raccoglie diversi apporti della letteratura sulle
ONG, dalle origini, alla sviluppo, alla fornitura di servizi, ai problemi connessi
alla roccolta di fondi e alle relazioni con i governi. Questo capitolo serve ad
acquisire familiarità con il mondo delle organizzazioni non governative. Il secondo
capitolo propone un modello teorico nel quale si analizzando le ragioni
alla base delle politiche, più o meno restrittive, implementate da governi autoritari
nei confronti delle ONG. In particolare, dalla analisi emerge che governi
autoritari deboli, sono più inclini ad adottare politiche volte all’esclusione delle
ONG. Inoltre, governi deboli tendono a favorire ONG locali rispetto a ONG
internazionali, per il pericolo di compromettere ulteriormente la stabilità del
potere stesso. Il terzo capitolo propone una analisi dei vantaggi delle ONG nel
panaroma degli aiuti internazionali rispetto ai classici aiuti bilaterali. Negli anni
recenti la letteratura si è concentrata sulle inefficienze legate al sistema di aiuti
bilaterali e alle conseguenti politiche distrorsive di distribuzione della ricchezza.
La nostra analisi mette in luce che le ONG sono in grado di favorire lo sviluppo di
politiche di distribuzione della ricchezza più eque rispetto ai tradizionali sistemi
di aiuti allo sviluppo
Tecniche di predizione di riscaldamento a microonde in camera riverberante e verifiche sperimentali
I campi elettromagnetici rivestono un ruolo importante nei trattamenti in molti campi applicativi per le loro proprietà di riscaldare gli oggetti che investono. Le microonde possono impiegate per mezzo di applicatori aperti, per dirigere il fascio in punti precisi e circoscritti, oppure in ambienti chiusi quali le camere riverberanti. Queste ultime sono delle cavità in cui le onde, immesse attraverso un'apertura collegata ad un Magnetron, si riflettono continuamente nelle pareti e negli stirrer, pannelli mobili che cambiano continuamente l'aspetto "elettromagnetico" della camera. Per poter prevedere il comportamento degli oggetti trattati nella camera riverberante si è utilizzato il metodo FDTD (Differenze Finite nel dominio del tempo) che permette la soluzione delle equazioni di Maxwell, che descrivono i campi elettromagnetici, in modo numerico. Con questo procedimento si è valutato l'irraggiamento di pannelli di legno da utilizzare per la realizzazione di arredi interni con finiture autopulenti, oggetto del progetto di ricerca CATACLEAN. E' stato preso in considerazione anche il comportamento della camera riverberante sovraccaricata, che presenta quindi un degrado dell'uniformità della distribuzione della densità di potenza e quindi del riscaldamento. Un altro punto toccato, nel presente lavoro, e con particolare riferimento al trattamento di beni culturali, è stata la valutazione della risonanza di agglomerati biologici costituiti da specie infestanti, che potrebbero entrare in risonanza e quindi determinare dei surriscaldamenti. Per questo modello si è utilizzata la soluzione esatta delle equazioni di Maxwell per il problema dello scattering delle sfere, che a differenza del metodo FDTD, permette il calcolo esatto del campo in ciascun punto del dominio studiato. Queste situazioni possono essere particolarmente dannose per i beni culturali trattati a microonde per eliminare gli infestanti eventualmente presenti in essi. Infine si è esteso lo studio a modelli ellissoidali, forme più aderenti alla realtà delle specie infestanti
Disuguaglianze di salute nel percorso ictus
BACKGROUND: Il livello di salute e le aspettative di vita, sono strettamente correlate alla posizione sociale occupata dall’individuo. OBIETTIVI Il progetto di ricerca si pone come obiettivo generale quello di descrivere ed analizzare sia le caratteristiche e dimensioni dell’evento ictus acuto nella Regione Marche per gli anni 2010 e 2011 ed in particolare per i residenti dell’Azienda Sanitaria Unica Regionale Area Vasta 2, che delle disuguaglianze sociali di salute presso un campione di popolazione colpita da Ictus, nel tentativo di fornire un contributo all’avanzamento delle evidenze scientifiche disponibili in questo ambito. METODI: La fonte di informazioni utilizzata per soddisfare il primo obiettivo è costituita dai dati delle Schede di dimissione ospedaliera (SDO) della Regione Marche per gli anni 2010 e 2011. Nella seconda parte della tesi, è stato analizzato un campione di popolazione di pazienti con ictus acuto selezionato attraverso il codice patologia riscontrata C0404, corrispondente all’ictus, dai dati dei Dispatch della Centrale Operativa 118 di Ancona in un periodo di sei mesi: dal 15 novembre 2010 al 15 maggio 2011. Il data base è stato integrato con i dati relativi al reddito individuale. RISULTATI: Gli ictus acuti nella Regione Marche sono stati nel 2011 n. 3.895 (depurando dei pazienti residenti fuori regione). Stante una popolazione nella Regione Marche nel 2011 (censimento) di 1.565.335 abitanti, si ha un’incidenza di ictus pari a 2.49 x 1000 abitanti (3.895/1.565.335). L’Area vasta 2 si attesta ad un tasso di 2,53 x 1000 abitanti (1.251/494.522). Il campione selezionato per l’analisi del percorso ictus è costituito da 195 unità. Il decesso è più frequente tra le femmine (48,2% vs 30,1%) e aumenta con l’aumentare dell’età ed è correlato al reddito individuale e all’ospedale di arrivo. Il modello di regressione logistica conferma tali dati. In particolare ad ogni aumento di anno di età si ha un aumento del 5% della probabilità di decesso (OR=1,05; [CI: 1,00 – 1,09]; p=0,032) e le donne hanno un rischio maggiore (OR=2,39; [CI: 1,14 – 4,99]; p=0,021). Per quanto riguarda il reddito individuale, risulta che percepire un reddito maggiore di 7.534 euro è un fattore protettivo rispetto all’exitus, nello specifico gli individui che appartengono alla seconda e terza fascia sono significativamente a minor rischio di decesso, rispettivamente (OR=0,26; [CI: 0,12 – 0,59]; p=0,001) e (OR=0,30; [CI: 0,10 – 0,94]; p=0,039). Per quanto riguarda l’ospedale di arrivo, rispetto all’AOU Ospedali Riuniti di Ancona, gli altri ospedali presentano tutti un rischio maggiore di decesso, ma tale risultato è significativo solo per l’INRCA e Senigallia rispettivamente (OR=4,65; [CI: 1,08 – 20,11]; p=0,004) e (OR=9,01; [CI: 1,68 – 48,22]; p=0,010), nel primo caso spiegato in parte dalla età media più elevata. CONCLUSIONE: I dati dimostrano una relazione tra l’appartenenza ad una fascia di reddito più povera e la maggior probabilità di esito nefasto nella cura dell’Ictus. L’importanza di rafforzare il Percorso Ictus al fine di garantire cure efficaci. Infine, gli sforzi dei policy maker dovranno essere rivolti principalmente a politiche integrate con l’ambito sociale e di supporto alle famiglie, cercando di compensare le differenze distributive e rafforzando il tessuto sociale
Self-adapting robot vision system: design and development of a quality control agent for intelligent manufacturing systems
I trend emergenti, per quanto riguarda il controllo di processo nell'industria manifatturiera, sono relativi all'integrazione del controllo di processo e di qualità in un'architettura altamente flessibile e riconfigurabile, come proposto dal progetto europeo del settimo programma quadro GRACE, dove un innovativo sistema multi agente è stato ideato per il controllo della produzione a livello di fabbrica, integrante il controllo di qualità.
La tesi riguarda lo sviluppo di un sistema di visione artificiale robotizzato per il controllo di qualità in linea di produzione, che implementi strategie di auto-adattamento ed auto-ottimizzazione. Il sistema di visione robotizzato, concepito come un'unica unità meccatronica, sarà un agente di controllo qualità nella struttura multi agente di GRACE.
L'argomento centrale della tesi è la progettazione e lo sviluppo di strategie di auto-adattamento ed auto-ottimizzazione del suddetto sistema, strategie mirate all'aumento dell'efficienza della linea produttiva ed al miglioramento della qualità dei prodotti.
Autonomia, flessibilità e riconfigurabilità del sistema di visione robotizzato sono caratteristiche cruciali per consentire al sistema di diventare un agente di controllo qualità ed assecondarne i complessi comportamenti finalizzati all'aumento dell'efficieza della linea di produzione, personalizzando ogni test di controllo qualità per ciascun prodotto, e della qualità del prodotto stesso, personalizzando la sequenza di test ed i parametri hardware e software del sistema di visione robotizzato. Il sistema di visione robotizzato riceve informazioni dall'agenzia e dai suoi stessi sensori e reagisce ad eventi attesi ed inattesi mediante la regolazione automatica di parametri relativi alla posizione del sistema di visione, al colore e alla distribuzione spaziale di intensità luminosa dell'illuminatore, al tempo di esposizione della telecamera, alle fasi di pre-processamento ed analisi delle immagini ed al tipo di strumento di misura utilizzare.
Il prototipo, sviluppato per essere integrato in una linea di produzione esistente, mostra chiaramente i miglioramenti apportati al livello di fiducia delle ispezioni, ottenuto grazie alle diverse strategie di comportamento integrate nel sistema