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Condizionalità e paesaggio rurale: metodi e strumenti di supporto all’implementazione dello standard 5.2 “buffer strip” nel caso di studio Regione Marche
L’obiettivo di questa ricerca di dottorato è stato quello di approfondire alcuni
aspetti legati all’applicazione delle normative previste dalle Politiche Agricole
Comunitarie (PAC) nelle aree rurali. Nello specifico, ha trattato l’impiego di strumenti
informativi territoriali (GIS) come validi supporti sia per analizzare le dinamiche che
intervengono nel paesaggio rurale, sia per accompagnare l’implementazione di norme
che subordinano l’ottenimento di aiuti al reddito al rispetto di requisiti ambientali,
introdotte dalla Politica Agricola Comunitaria (PAC) attraverso la cosiddetta
condizionalità. L’implementazione dell’ultimo Standard BCAA 5.2, che ha introdotto le
fasce tampone, ha rappresentato un’occasione importante di riflessione e di
approfondimento scientifico che coinvolge diversi aspetti territoriali locali, sia sotto il
profilo ecologico e funzionale sia dal punto di vista estetico-paesaggistico.
In questa ottica, la ricerca ha tentato di approfondire due aspetti principali.
Il primo ha riguardato la caratterizzazione delle aree rurali, le quali
rappresentano ambiti territoriali in cui la regolamentazione PAC gioca un ruolo
importante. Allo stato attuale, la Regione Marche ha suddiviso il territorio regionale, su
base comunale, in cinque tipologie di aree rurali, basandosi sul criterio della densità di
popolazione, in accordo con i criteri proposti dalla OCSE, senza tenere in
considerazione la componente strutturale del territorio. Le elaborazioni proposte in
questa parte della ricerca, tentano di migliorare questa caratterizzazione attraverso la
costruzione, in ambiente GIS, di indicatori spaziali integrati che tengono conto della
dimensione strutturale del territorio (landscape metrics) e della sua componente
socio-economica. La sperimentazione è stata applicata in tre aree test della regione
Marche. La metodologia ha visto l’impiego di analisi, in ambiente GIS, di intersezione
spaziali delle due componenti, integrate con analisi statistiche (PCA e Varimax) e analisi
di clustering (K-Means). Al termine dell’elaborazione sono stati ottenuti dei Descrittori
Integrati Spaziali Territoriali i quali descrivono i diversi gradienti della ruralità nelle tre
aree test. Questi ultimi sono stati riaggregati in Descrittori Integrati Omogenei, per
consentire la comparazione tra le tre aree test.
Il secondo aspetto preso in considerazione nella ricerca, riguarda l’impiego di
strumenti informativi geografici, utili per valutare e guidare l’implementazione di
nuove misure, come la BCCA 5.2, nelle aree rurali. Questo è stato affrontato attraverso
delle analisi multi scalari, condotte in ambiente GIS. Le elaborazioni hanno riguardato
due differenti scali spaziali, la scala regionale e quella di bacino. La scala regionale ha
visto l’impiego di modello previsionale dinamico, EU CLUE Scanner 100, grazie alla
collaborazione del Joint Research Centre (Ispra). Il modello ha proposto due scenari di
implementazione della BCAA 5.2 per la Regione Marche, sulla base del Corine Land
Cover. I risultati hanno permesso di eseguire delle analisi qualitative di piccola scala, al
termine delle quali sono state selezionate tre test, sulle quali si è proceduto con gli
approfondimenti eseguiti alla scala di bacino.
Alla scala di bacino, quindi sulle tre aree test, è stato testato un modello
parametrico (Gis-Script) progettato alla KU Leuven (Belgio). Il modello è stato
sviluppato per individuare le potenziali aree di implementazione della BCAA 5.2. in
Belgio, inoltre propone delle tipologie standard di fasce tampone sulla base delle
caratteristiche morfologiche delle aree individuate. In questa parte della ricerca è stato
eseguito un primo test, utilizzando i dati marchigiani, con l’obbiettivo di valutare la
trasferibilità della sperimentazione al caso regionale marchigiano. I risultati hanno
mostrato quali sono i punti critici dei criteri di parametrizzazione del modello, sui quali
sviluppare ulteriori approfondimenti al fine di ottenere un modello applicabile al
territorio marchigiano
Legislazione ambientale e di protezione civile; aspetti di prevenzione degli incidenti rilevanti
La nostra società è definita da molti la società del rischio, in cui le aziende oltre a produrre beni e
servizi per la collettività producono pericoli e vulnerabilità dovuti alla complessità tecnologica dei
processi produttivi, a cui sono soggetti involontariamente i cittadini. Le direttive “Seveso” sono
intervenute negli ultimi trent’anni per la riduzione del rischio di incidente industriale rilevante. Nel
tempo le direttive hanno ampliato la loro sfera di applicazione, affinando le prescrizioni in capo
alle autorità ed ai gestori raggiungendo un buon livello di protezione. Peculiarità della normativa
“Seveso” è l’interconnessione con altre direttive e con attività di prevenzione legate anche alla
protezione civile. Da studi effettuati e anche dalle premesse alla direttiva 2012/18/UE, l’aspetto
legato alla informazione alla popolazione non è ancora sufficiente. Informazione e conoscenza del
rischio e delle misure di sicurezza, oltre ad efficaci piani di emergenza, sono gli aspetti
maggiormente critici nell’affrontare e superare l’emergenza. La presente ricerca, di carattere
multidisciplinare, è finalizzata all’analisi dello stato della informazione/partecipazione della
popolazione e della pianificazione dell’emergenza esterna agli stabilimenti a rischio di incidente
rilevante presenti nella Regione Marche. Dallo studio emerge che sul versante della pianificazione i
risultati sono confortanti, anche se sarebbe necessario uniformare alcuni aspetti terminologici e
rendere i piani più chiari e leggibili anche da persone meno esperte. Meno confortanti sono i dati
relativi l’informazione e la partecipazione della popolazione. Per esempio manca un’adeguata
percezione del rischio, la popolazione intervistata non ha sufficiente conoscenza dei pericoli a cui è
esposta e delle misure precauzionali da adottare in emergenza. Anche la partecipazione e
l’interesse generale in questo settore così delicato sembrano abbastanza limitati.
A seguito dell’adeguamento alla Convenzione di Aahurs l’ordinamento comunitario nazionale offre
una tutela molto avanzata per quanto riguarda l’aspetto dell’informazione, meno per quanto
riguarda la partecipazione ai procedimenti ambientali in cui sono coinvolti interessi quali salute ed
ambiente che riguardano la collettività.
Sembra comunque emergere scarso interesse della popolazione, magari dovuto alle classiche
reazioni psicologiche di rifiuto rispetto ad argomenti in cui si parla di rischio, dall’altro le
amministrazioni potrebbero per vari motivi preferire che alcune questioni restino in ombra. Anche
dove l’informazione viene fatta, carenze economiche, professionali o organizzative, spesso non
permettono di attuare una adeguata campagna informativa. La ricerca ha comunque evidenziato
un orientamento giurisprudenziale che pone in capo alle autorità preposte un generale dovere d’
informazione e di risvolto anche delle pesanti responsabilità.
Oltre alla necessità di un adeguamento sul piano normativo degli aspetti legati alla partecipazione
ambientale è importante agire sulla cultura della prevenzione sia nei confronti delle
amministrazioni, sia verso la collettività
Tossicità cutanea da inibitori dell’Epidermal Growth Factor Receptor (EGFR): valutazione clinico-istologica ed approccio terapeutico
L'inibizione del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR) rappresenta un importante
traguardo raggiunto nella ricerca e nello sviluppo della terapia dei tumori solidi epiteliali. Si tratta di
una classe di farmaci biologici che trovano attualmente ampio utilizzo nel trattamento di tumori del
colon-retto, del pancreas, del polmone (NSCLC), della testa-collo e della mammella, metastatici e
non responsivi alle chemioterapie convenzionali.
L'EGFR, oltre ad essere sovraespresso in numerose neoplasie epiteliali, è costituzionalmente
presente nei cheratinociti dello strato basale dell'epidermide, nella guaina esterna del follicolo
pilifero, nelle ghiandole sebacee e sudoripare eccrine, nelle cellule dendritiche e in diverse cellule
del tessuto connettivo.
L'inibizione farmaco-indotta del recettore determina l'attivazione di un meccanismo trasduzionale
responsabile di un'anormale maturazione e differenziazione cutanea, dell'aumento dell'apoptosi e
dell'esacerbazione della risposta infiammatoria, con conseguente danno tissutale a carico delle
strutture sopra menzionate.
All'interazione EGF/EGFR fa seguito la fosforilazione del residui tirosino-chinasici del dominio
intracellulare del recettore con conseguente attivazione di due distinte vie molecolari: la via RASMAPK
e la via PI3K-Akt, attraverso le quali l'EGFR regola importanti processi cellulari,
modulando, a livello nucleare, l'espressione di specifici fattori trascrizionali.
La via MAPK (Mitogen-Activated Protein Kinase) è direttamente coinvolta nella regolazione del
ciclo cellulare, promuovendo la proliferazione cellulare.
La via PI3K (Phosphatidylinositol 3-Kinase)-Akt è invece responsabile dei segnali di sopravvivenza
inviati alla cellula attraverso l'inibizione del meccanismo di morte cellulare programmata
(apoptosi).
Gli eventi avversi che più comunemente si riscontrano in corso di terapia con inibitori dell'EGFR
sono a carico della cute e dei suoi annessi e consistono in:
1. rash cutaneo acneiforme prevalentemente del tronco e del volto,
2. xerosi cutanea,
3. prurito,
4. fissurazioni, paronichie,
5. iperpigmentazione,
6. alterazioni della crescita dei peli,
7. mucositi.
La tossicità cutanea, oltre a causare una significativa alterazione dello stato di benessere fisico,
psichico e sociale del paziente, è dose dipendente e può essere tale da indurre una riduzione della
dose del farmaco somministrato o addirittura determinarne la sospensione,
Numerosi dati di letteratura evidenziano una correlazione diretta tra lo sviluppo e la gravità della
tossicità cutanea e la risposta alla terapia antitumorale.
Pertanto è plausibile che l'effetto antineoplastico e la tossicità cutanea secondaria all'uso di questi
farmaci condividano meccanismi fisiopatogenetici. Tutto questo è suggerito da recenti acquisizioni
scientifiche. In particolare, l'incidenza e la gravità clinica della tossicità cutanea, correlano
significativamente con la risposta clinica alla terapia antineoplastica. Inoltre dati preliminari su
piccoli gruppi indicano che l'espressione cutanea di Akt è inversamente correlata con lo sviluppo
della tossicità cutanea, e che pertanto potrebbe avere un significato predittivo. Al contrario l'attività
tissutale cutanea della MAPK potrebbe correlare direttamente con la tossicità cutanea.
La ricerca svolta nel triennio di Dottorato si è posta due obiettivi principali: valutare l'incidenza ed
il polimorfismo clinico delle manifestazioni cutanee in corso di terapia con inibitori dell'EGFR ed
eseguire indagini istologico-immunoistochimiche volte ad indagare l'aspetto morfologico delle
lesioni cutanee e l'esistenza di biomarcatori tissutali cutanei predittivi di sviluppo della tossicità
farmaco-indotta
Welfare in tempo di crisi: la sanità integrativa nello stabilimento Fincantieri di Ancona
Il nuovo ciclo di crisi economica sta riducendo le possibilità da parte dei paesi di
sviluppare sistemi di welfare capaci di proteggere i cittadini dai nuovi rischi sociali.
Tramite interventi di controllo e monitoraggio dei bilanci nazionali, la Comunità
Europea ha infatti avviato una fase di ‘austerità’ che si è diffusa tra i paesi ed ha
fortemente ridotto le capacità di quei sistemi caratterizzati da pesanti ritardi nel
processo sia di ricalibratura del welfare che di reazione alla crisi economica.
E’ il caso dell’Italia, dove il tentativo di armonizzare vecchio e nuovo appare assai
complesso e ha piuttosto determinato una copresenza di forme di tutela diversificate:
da un lato un welfare di derivazione bismarckiana, caratterizzato da schemi
assicurativi di natura occupazionale e dall’altro forme universalistiche, come avviene
in ambito sanitario ove dal 1978 è stato introdotto il Servizio Sanitario Nazionale.
Il Ssn italiano, che comparato con gli altri paesi europei, si distingue per un livello di
spesa relativamente basso, è stato al centro del dibattito politico degli ultimi venti
anni proprio in relazione alla sostenibilità dei costi.
In questo contesto la regolamentazione e promozione da parte dello stato dei fondi
sanitari integrativi, rivolti ai soli lavoratori, sembra indicare la tendenza ad uno
sviluppo di un sistema sanitario multipilastro, similmente a come accade in ambito
previdenziale
Essays on international trade, poverty and inequality
Negli ultimi 30 anni, un gran numero di paesi in via di sviluppo ha cominci-
ato ad essere maggiormente coinvolto nel commercio internazionale. L’ipotesi
era che la riduzione delle barriere al commercio avrebbe innalzato i livelli di
crescita economica e sviluppo sociale. Tuttavia, l’evidenza a livello microe-
conomico mostra l’aumento delle disuguaglianze economiche e sociali anche
in quei paesi nei quali i flussi di commercio sono aumentati. Inoltre, non `e
ancora chiaro il ruolo che il commercio internazionale ha avuto nella drastica
diminuzione della povert`a osservata negli ultimi decenni.
La tesi contribuisce in vario modo alla letteratura microeconomica che
si prefigge di studiare il rapporto tra commercio internazionale, povert`a e
disuguaglianza nei paesi in via di sviluppo.
In particolare, il secondo capitolo si concentra sulla determinazione dell’
impatto che il commercio internazionale potrebbe avere sui salari delle donne.
Attraverso la costruzione di una tavola di corrispondenza tra dati a livello
individuale per il Per`u e dati a livello occupazionale su abilit`a raccolti dalla
banca dati O*NET, il secondo capitolo aggiunge al dibattito una compren-
sione delle occupazioni in termini di mansioni svolte da un lavoratore. I
risultati suggeriscono che i salari delle donne impiegate in occupazioni che
richiedono un livello relativo di mansioni interattive pi`u elevato sono posi-
tivamente associati con una maggiore apertura al commercio internazionale
e questa associazione permane nei diversi livelli di qualifica.
Nel terzo capitolo si prendono in esame le differenze tra l’impatto dis-
tributivo derivante dalla liberalizzazione preferenziale e multilaterale sul be-
nessere delle famiglie utilizzando dati a livello individuale per il Paraguay. A
questo scopo, sono stimati i tassi di pass-through intra-MERCOSUR e MFN
oltre che l’impatto delle variazioni di prezzo derivanti dalle politiche com-
merciali sulle famiglie nel loro ruolo di consumatori e lavoratori salariati. I
risultati indicano che dal processo di liberalizzazione intrapreso dal Paraguay
ne hanno beneficiato le famiglie lungo tutta la distribuzione del reddito e
soprattutto, mostrano che questi benefici differiscono a secondo del tipo di
liberalizzazione commerciale intrapresa
Interazioni biogeochimiche influenzanti il potenziale dei procarioti nella mobilizzazione/immobilizzazione dei metalli in sedimenti marini contaminati
La contaminazione da metalli nei sedimenti di origine acquatica e` un problema ambientale di scala globale. Il sedimento marino agisce come trappola dei contaminanti presenti nella colonna d’acqua, così che i sedimenti delle zone ad elevato livello di antropizzazione possono raggiungere levate concentrazioni di contaminanti metallici. Le strategie biologiche per il recupero di matrici ambientali contaminate accrescono la loro importanza e sono considerate molto promettenti nel caso di un futuro trattamento dei sedimenti contaminati. A differenza degli inquinanti organici , i metalli (e i semimetalli) non possono essere degradati, né i processi naturali di decomposizione possono rimuoverli. Di conseguenza, qualsiasi azione di biorimedio può essere solo finalizzata alla loro trasformazione in composti più solubili/insolubili e/o in specie meno tossiche.
Questa tesi riguarda il potenziale di procarioti nella mobilizzazione/immobilizzazione di (semi-)metalli in sedimenti marini contaminati, con un focus particolare sulle interazioni biogeochimiche tra sedimento, batteri e (semi-)metalli.
Le attività di ricerca hanno affrontato le seguenti questioni specifiche:
1. Può la bioaugmentazione con batteri acidofili Fe/S ossidanti (biolisciviazione) essere applicata sui sedimenti marini per mobilitare i contaminanti metallici? Quali fattori influenzano l'efficienza di mobilitazione e la reale applicabilità su sedimenti marini contaminati?
2. Le proprietà geochimiche del sedimento influenzano la bio-mobilitazione di metalli? Come le interazioni fra processi abiotici e biotici influenzano la bio-mobilitazione di metalli dai sedimenti marini contaminati?
3. Può la bio-stimolazione delle associazioni microbiche autoctone influenzare il destino dei metalli nei sedimenti marini contaminati? Quali sono i vincoli biotici e abiotici che influenzano la mobilità dei metalli durante bio-stimolazione azioni?
4. Che tipo di interazioni tra fattori abiotici e biotici effetto mobilitazione metallo/immobilizzazione in sedimenti marini? Possono i principali risultati di questa ricerca di essere generalizzati al fine di descrivere la mobilitazione / immobilizzazione di metalli nel sedimento marino?
Per rispondere a queste domande, le attività di ricerca sono stati organizzati in quattro pacchetti di lavoro. La prima fase sperimentale e` stata mirata a testare il potenziale dei batteri acidofili nel trattamento di sedimenti marini contaminati con metalli e semimetalli. Esperimenti di bioaugmentazione sono stati effettuati con una concentrazione maggiore di sedimenti generalmente indagato in letteratura scientifica. La capacità di batteri Fe-riducenti nel favorire i batteri acidofili Fe/S ossidanti è stato investigato. Ulteriori fattori indagati sono stati la presenza/assenza di diversi substrati di crescita (ferro ferroso, zolfo elementare, glucosio). I risultati hanno rivelato che l'alta concentrazione di sedimenti ha avuto un effetto negativo sull'efficienza di solubilizzazione metallo. Al contrario, il fattore principale che ha favorito la mobilitazione dei metalli era la presenza di ferro come substrato di crescita. Il ruolo dei batteri Fe/S ossidanti sembrava limitato alla produzione e rigenerazione di specie chimiche chiave, responsabili lisciviazione dei metalli (come H+ e Fe3+).
Sulla base dei risultati ottenuti durante la prima sperimentazione, una seconda fase sperimentale è stato progettata per valutare l'effetto delle proprietà geochimiche del sedimento. Per raggiungere questo obiettivo, abbiamo effettuato nuovi esperimenti bioaugmentazione su tre diversi campioni di sedimento, provenienti da diversi porti. Le condizioni sperimentali erano simili a quelli della prima serie di esperimenti. I risultati di questa fase hanno confermato il ruolo indiretto dei batteri ossidanti Fe/S e il ruolo chiave del ferro. Tuttavia, i risultati hanno evidenziato che le efficienze di mobilitazione erano metallo-specifiche e sito-specifiche. Infatti, proprieta` geochimica del sedimento (ad esempio, la capacità tampone) influenzavano l'attività biologica di batteri Fe/S ossidanti, e la capacità di mantenere stabili i metalli in fase solubile. Abbiamo anche trovato, che il tipo di contaminanti metallici coinvolti e la ripartizione tra le frazioni geochimica dei sedimenti svolgono un ruolo aggiuntivo nel determinare le efficienza finali di biomobilizzazione. Di conseguenza, il mantenimento di condizioni acide e ossidative, il comportamento chimico in ambiente acquoso di ciascuna specie metallica e le caratteristiche geochimiche del sedimento interagiscono intimamente per determinare l'efficienza di soliubilizzazione. Considerando la necessità di strategie efficaci ed economicamente fattibile bioaugmentazione , tutte queste prove devono essere prese in considerazione per la definizione dei trattamenti ex-situ sostenibili.
L' ultima serie di esperimenti ha riguardato il potenziale della comunità microbica autoctona nell'influenzare il destino dei metalli nei sedimenti marini contaminati, in
Dissertation outline
connessione con eventuali strategie di biorisanamento in situ. Esperimenti di biostimolazione sono stati eseguiti in condizioni anossiche, con differenti ammendanti. Contrariamente a quanto normalmente previsto, i nostri risultati hanno evidenziato che la biostimolazione in condizioni anossiche può portare ad un aumento della mobilità dei (semi-)metalli e che questa non è necessariamente associata ad eventi di solubilizzazione. Infatti, la comunità microbica puo` influenzare il destino dei metalli e semimetalli, ma fattori biotici, come la composizione delle associazioni microbiche e il tipo di biostimolazione, producono effetti che interagisce con i processi geochimici guidati dalle proprietà del sedimento, il tipo di contaminazione e dalle condizioni ambientali. Di conseguenza, le interazioni tra tutti questi fattori rappresentano il reale vettore che determina il destino dei metalli e dei semimetalli in sedimenti marini contaminati.
I principali risultati ottenuti da tutta la ricerca sono stati utilizzati per delineare due modelli concettuali che riassumono e descrivono le principali interazioni biogeochimiche che riguardano il destino dei (semi-)metalli durante i trattamenti di bioaugmentazione con batteri Fe/S ossidanti e durante azioni di biostimolazione. Anche se essi sono rappresentazioni semplicistiche di un insieme molto complesso di processi che si verificano nella realtà, la definizione di modelli concettuali può migliorare la nostra comprensione dei fattori coinvolti in questo campo. Infatti, un modello concettuale che descrive le interazioni biogeochimici che avvengono durante la biolisciviazione era completamente assente, mentre il modello concettuale ottenuto dagli esperimenti di biostimolazione riempie le lacune conoscitive di modelli esistenti e rappresenta un miglioramento nella comprensione dei processi che si verificano
Microwave microscopy and spectroscopy techniques with applications in nanotechnology and biology
Un Microscopio a Scansione di sonda a Microonde e’ stato sviluppato e applicato in vari contesti. Esso lavora attraverso l’interazione di campo vicino a microonde tra una sonda emittente e il campione in analisi. La sua applicazione principale e’ la misura delle proprieta’ elettromagnetiche su scale estremamente piccole. Modelli con circuiti a parametri concentrati e distribuiti consentono di ottenere dati quantitativi dalle misure. Tali modelli diventano piu’ complessi se si considerano ambienti diversi. Questo e’ fondamentale per analizzare campioni biologici (in vitro o in vivo). Durante questo lavoro sono state fatte sia applicazioni a campioni biologici sia analisi “in-liquido”.
Un’ulteriore potenzialita’ del microscopio a microonde e’ la spettroscopia a livello atomico/molecolare. Uno degli argomenti di questa ricerca, affrontato presso la University of Maryland, e’ stato lo sviluppo di uno strumento, che lavorasse in ambiente criogenico, per la spettroscopia a microonde di materiali superconduttori ad alta temperature. La risoluzione atomica sarebbe stata utile per investigare i fenomeni non-lineari sulla nanoscala.
Un’ulteriore tematica e’ stata la detection di Risonanze di Spin Elettronico a microonde. Il microscopio e’ stato modificato per effettuare spettroscopie, con campioni immerse in flussi di campo magnetico.
Inoltre, un’esaustiva descrizione della risoluzione del microscopio e’ essenziale. Quindi, indagini riguardo la penetrazione “in-profondita’” del campo evanescente sono qui presentate. Questa capacita’ e’ estremamente interessante per ottenere una tomografia “a corto raggio” di campioni complessi (es.: cellule). E’ stata applicata una conversione nel dominio del tempo dei dati in frequenza a microonde.
Infine, il Microscopio a Scansione di sonda a Microonde e’ stato impiegato per creare pattern riproducibili sul grafene. Questo tipo di pattern e’ stato osservato sperimentalmente, e quindi e’ stato oggetto di studi teorici e numerici. Questa parte della ricerca e’ stata sviluppata in collaborazione con gli Oak Ridge National Laboratories che hanno fornito anche i campioni
Valutazioni delle prestazioni di tecnologie a spettro espanso per applicazioni spaziali di monitoraggio
Questa tesi mira ad analizzare e integrare diversi aspetti delle telecomunicazioni in ambito spaziale, al fine di
monitorare i dati provenienti da sensori nello spazio. Un aspetto è quello del monitoring dei sensori a bordo;
si propone l’uso di un dispositivo RADAR UWB che viene analizzato in maniera completa, sviluppando e
confrontando diversi metodi di rivelazione, uno frequenziale e uno basato su mappaggio dei ritardi di
correlazione, dalla matrice del segnale RADAR UWB ricevuto. Il RADAR si propone attraverso questi
metodi di rilevare le frequenze di respiro e di battito di un essere umano. Viene descritto un modello di
canale toracico per valutare l’effetto delle riflessioni degli strati interni sull’onda di segnale. Inoltre viene
trattata l’elaborazione del segnale per risolvere il problema generato dalla riflessione dovuta a ostacoli fissi,
valutando prestazioni di diversi algoritmi (MS, RPS, LTS, DMF). L’estrazione del segnale di movimento
toracico permette di registrare il tracciato e di studiare alcune patologie della respirazione oltre che a ricavare
l’informazione sulla frequenza cardiaca. Il dispositivo RADAR può essere integrato con le WBAN, di cui
viene menzionata una proposta snella e a basso impatto energetico, basata su PPAM UWB per monitorare i
parametri vitali di astronauti. L’ altro aspetto affronta le tecnologie di comunicazione a spettro espanso in
presenza di scenari spaziali in cui le velocità di movimento relativo tra sorgente e destinazione sono elevate e
determinano un Doppler considerevole, ad esempio per i dati provenienti dai velivoli spaziali; vengono
presentati alcuni schemi per il recupero del doppler shift e per il recupero del sincronismo; vengono
analizzate e confrontate, anche attraverso le Funzioni di Ambiguità, alcune famiglie di sequenze di
espansione (Gold, Caotiche e De Bruijn) , al fine di studiare, sia l’effetto di un ricevitore che non può
compensare il doppler shift, sia il caso in cui invece si riesca a compensare il Doppler shift ma il segnale
demodulato risulta affetto da code doppler, il quale genera le distorsioni delle funzioni di autocorrelazione
delle sequenze di spreading ricevute
Supplementazione con acidi grassi polinsaturi omega-3: riduzione dei livelli di cortisolo basale e stress percepito in soggetti alcolisti
INTRODUZIONE: Stress psico-sociale e disfunzioni dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) svolgono un ruolo fondamentale nell’abuso di alcol. Gli acidi grassi omega-3 sono riconosciuti quali nutrienti anti-stress e regolatori dell’attività dell’asse HPA; tuttavia, ad oggi mancano evidenze a sostegno di un loro possibile ruolo protettivo nella dipendenza da alcol.
MATERIALI E METODI: Uno studio in doppio cieco randomizzato-controllato è stato condotto su soggetti alcolisti di sesso maschile sottoposti ad programma di riabilitazione in una struttura residenziale, al fine di valutare gli effetti della supplementazione per 3 settimane con olio di pesce (EPA 60 mg/die; DHA 252 mg/die) sui livelli di ansia/stress e sull'attività dell’asse HPA. La funzione HPA è stata analizzata, sia all’inizio (T0) che alla fine (T21) del protocollo di supplementazione, tramite la misurazione dei livelli di cortisolo salivare in condizioni sia basali (5 prelievi giornalieri: 07:30, 11:30, 16:00, 20:00, 24:00 h) che stimolate sottoponendo i partecipanti ad un task psico-sociale (Trier Social Stress Test, TSST).
RISULTATI: Nel gruppo di intervento (n=21), si è osservata una riduzione dei livelli di ansia/stress percepiti tra T0 e T21, e una riduzione dei livelli basali di cortisolo durante il giorno; non sono stati osservati cambiamenti nel gruppo placebo (n=10) . Alla fine dell'intervento, l'ampiezza e la durata della risposta del cortisolo allo stress acuto non differivano tra i due gruppi; tuttavia, nei soggetti supplementari il picco della risposta del cortisolo veniva raggiunto anticipatamente rispetto ai soggetti di controllo.
CONCLUSIONI: L’integrazione con omega-3 negli alcolisti in astinenza può ridurre i sintomi di ansia e la secrezione basale di cortisolo, fornendo così una misura sussidiaria per aumentare l'efficacia dei programmi di riabilitazione negli alcolisti