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L'INCE e l'evoluzione della politica valutaria italiana da Caporetto all'autarchia
La Grande Guerra genera significative instabilità e cambiamenti sistemici all’interno dei paesi coinvolti. Con specifico riferimento all’Italia, l’anormalità della vita economica determina, fra le altre conseguenze, un sensibile deprezzamento della lira soprattutto sul finire del 1917.
Nel tentativo di fronteggiare la situazione il ministro del Tesoro Nitti fonda l’Istituto nazionale per i cambi con l’estero (Ince), a cui viene riservato il monopolio del commercio delle valute per la durata della guerra e per i primi sei mesi successivi alla conclusione della pace. Concepito come soluzione di emergenza provvisoria, nel dopoguerra l’Istituto, operando senza interruzioni dal 1918 al 1943, diviene però uno strumento istituzionale permanente per la gestione della politica valutaria italiana. Viene soppresso e posto in liquidazione solo dopo la seconda guerra mondiale, con l'affidamento delle sue funzioni all’Ufficio italiano cambi.
Il presente lavoro si pone l’obiettivo di fornire una ricostruzione della storia dell’Ince dalla disfatta di Caporetto – all’indomani della quale viene promossa la costituzione dell’Istcambi – all’avvio della politica economica autarchica, quando l’istituzione del Sottosegretariato per gli scambi e le valute segnerà uno spartiacque nella storia dell’Ince, esautorando di fatto l’Istituto.
Quel che emerge da una visione d’insieme è la possibilità di tratteggiare diverse fasi della vita dell’Istcambi, in cui si evidenzia un’evoluzione del suo ruolo sullo sfondo dei mutamenti della politica valutaria italiana negli anni tra le due guerre. Più che di un unico Ince sembrerebbe, dunque, più corretto parlare di differenti Ince, come testimoniato dalle numerose modifiche operative e normative succedutisi nel tempo, che permettono di scorgere in filigrana le difficoltà delle autorità di politica economica nella gestione di un periodo contrassegnato da continue turbolenze
Study of Glutathione and S-glutathionylation in cell model of pathology characterized by redox imbalance
I meccanismi di controllo dell’ambiente redox cellulare sono finemente regolati e sono essenziali per mantenere la corretta omeostasi delle cellule. Il bilanciamento redox cellulare viene mantenuto e controllato da una certa quantità di composti antiossidanti. Il glutatione (GSH) viene considerato il buffer tiolico della cellula per la sua proprietà di regolare lo stato redox dei tioli intracellulari. Esso ricopre diversi ruoli fondamentali per la sopravvivenza cellulare poiché è il più abbondante antiossidante non proteico nella cellula, funziona da cofattore riducente in moltissime reazioni enzimatiche ed è coinvolto nella cessione del gruppo sulfidrilico ai gruppi tiolici cisteinici delle proteine mediante la glutationilazione.
La glutationilazione è un importante modifica post-traduzionale che può avvenire spontaneamente o essere regolata enzimaticamente. La glutationilazione spontanea si verifica durante uno sbilanciamento redox cellulare e ha lo scopo di proteggere i residui tiolici delle cisteine proteiche dall’ossidazione irreversibile, mentre la glutationilazione regolata enzimaticamente è un processo che coinvolge determinate proteine redox sensibili e solo determinati residui cisteinici delle stesse al fine di regolarne l’attività o il grado di polimerizzazione. Questa modifica post-traduzionale va a far parte del redox signalling cellulare poiché controlla una serie di pathway cellulari che vengono attivati in risposta a stimoli ambientali. Recentemente modifiche della S-glutationilazione sono state associate ad una serie di patologie umane, quali diabete, malattie cardio-vascolari, polmonari, malattie neurodegenerative e cancro.
Scopo di questo lavoro è stato quello di investigare il ruolo dello sbilanciamento redox cellulare, valutandone gli effetti mediante analisi di redox proteomica, in ambito di una malattia genetica che causa malformazioni cavernose cerebrali (CCM) e la cui mutazione determina uno stato cronico di stress ossidativo. Questa patologia è stata associata ad alcune mutazioni trovate nel gene KRIT e la proteina codificata da questo gene gioca un ruolo importante nel mantenimento dei livelli redox della cellula.
In questo lavoro per la prima volta viene esaminata la relazione che potrebbe sussistere tra lo stress cronico, la glutationilazione come modifica proteica regolativa e le CCM. I risultati ottenuti da questo studio gettano le basi per una migliore conoscenza a livello molecolare di questa patologia e possono essere di aiuto nell’identificare possibili target terapeutici e/o marker di malattia
Study and design energy-efficient home automation systems
Home Automation Systems (HAS) consist of a number of appliances (e.g. washing machine, dishwasher, oven, refrigerator, boiler) and subsystem (e.g. for heating, for air conditioning, for entertaining), which are connected by a communication network. The various elements of the system share common resources (mainly electricity, but also water and gas) to accomplish their specific tasks, according to the user’s requirements. Since resources are limited, in the sense that their consumption cannot exceed fixed thresholds (related to costs, contract’s rules or provider’s directives), competition between the elements of the system generates internal conflicts. The aim of this thesis is to describe an approach to modeling and study of home automation systems, based on the MAS theory, which allows to introduce a rigorous formalization and to define practical tools for the analysis of performances. The models consist of a switched dynamics governed by a Petri net. They are two interconnected components, one of which is basically a switched system with time-driven dynamics and the other is an event-driven dynamical system, which influence each other. The first component (called BEHAVIOR) models the functional behavior of the appliance, while the second component (called PLUG) models its interaction with the supply system of each resource (e.g. electricity, gas, water) and the environment. To optimize the functioning of the modern house we need a comprehensive study of the entire structure seen as a distributed control system. It requires a study of real load profile that is the pattern of electricity usage of a device in the home and an analysis on the skills and properties that every device owns. The entire environment is composed by cognitive and responsive agents, able to communicate its request and to respond to user requests. This communication layer is composed by a data dashboard and a web service able to share and control user behavior in order to satisfy his desire
An Empirical Investigation on Income Inequalities
La ricerca intende valutare la relazione tra distribuzione del reddito ed alcune variabili aggregate, attraverso uno studio
dettagliato della disuguaglianza basato sull’impiego di misure alternative e sul computo di alcune scomposizioni dei più
noti indici.
Il primo capitolo propone una rassegna dei più significativi contributi della letteratura, sia teorica che empirica,
ponendo particolare attenzione ai meccanismi attraverso cui la disuguaglianza può avere effetti sulla crescita. Il secondo
capitolo presenta la stima di un modello di crescita per un panel di Paesi OCSE, ad alto reddito, utilizzando misure
alternative di disuguaglianza calcolate a partire da un dataset di micro-dati armonizzati a livello internazionale. Inoltre,
integrando la letteratura di riferimento, alcune scomposizioni dei più noti indici sono state calcolate, consentendo in tal
modo uno studio approfondito della disuguaglianza tra gruppi di reddito e al loro interno. Tuttavia, le limitate
dimensioni del panel esaminato non hanno consentito la valida applicazione degli stimatori preposti a stimare in modo
consistente la regressione di crescita oggetto dell’analisi. Di conseguenza, nel terzo capitolo, il dataset è stato ampliato
includendo ulteriori Paesi, ad alto, medio e basso reddito. Con riferimento al nuovo panel, tra le variabili di interesse -
crescita e disuguaglianza - emerge l’evidenza di un’associazione non lineare. Il quarto capitolo, infine, assume una diversa prospettiva e mira a studiare gli impatti distributivi dello sviluppo finanziario, analizzando la possibile
associazione tra credito al settore privato e disuguaglianza. In questo caso, obiettivo dell’analisi è valutare se l’impatto
della variabile credito risulta omogeneo, o differisce invece, lungo la distribuzione del reddito. A tal fine, sono state
utilizzate misure alternative di disuguaglianza, caratterizzate da una diversa sensibilità a trasferimenti di reddito che
interessano parti diverse della distribuzione, o relative a vari gruppi di reddito
Abortivita' spontanea ricorrente: studio di espressione endometriale delle citochine infiammatorie
Nuovi modelli di ricerche di marketing: le potenzialità della social network analysis applicata ai social media
In questo lavoro si affronta il tema del rapporto tra le ricerche di marketing e le
opportunità fornite dalla Rete. In particolare, ci si focalizza sui recenti sviluppi derivanti dalla nascita di strumenti digitali come i social media e la possibilità di accedere ad un continuo flusso di dati, mediante l’impiego di piattaforme per l’analisi dei Big Data. Le tecnologie alla base dei Big Data hanno difatti impattato fortemente nelle performance di ricerca dando vita a nuove tecniche, potenziandone altre o riportando in auge metodologie che negli anni avevano perso appeal. A tal proposito, in questo studio viene presa in considerazione la tecnica della social network analysis che, grazie ai recenti sviluppi dei social media può essere adottata per numerosi scopi di marketing.
Obiettivo della tesi è l’individuazione di un modello di analisi basato sulla metodologia della social network analysis utile a condurre ricerche di marketing all’interno dei social media.
Lo strumento utilizzato è il software open source NodeXL sviluppato dalla Social Media Research Foundation, l’applicazione di NodeXL è stata effettuata seguendo la metodologia dell’Internet Research. Il software consente la mappatura dei network creati dai profili social aziendali, in questo caso sono state
effettuate due mappature utilizzando i dati provenienti da Twitter, relativi ad un noto brand italiano del settore fashion.
Attraverso il nuovo modello è stato possibile ottenere una serie di informazioni utili al marketing per comprendere il contesto online in cui l’impresa si trova ad operare.
Le metriche proposte e descritte sono state selezionate in base alla loro capacità di generare insights in grado di supportare il ricercatore di marketing per una serie di valutazioni.
Si ritiene pertanto, che il modello presentato possa fornire un contributo per un nuovo approccio al marketing, che vede l’utilizzo dei social media come una risorsa e un’opportunità di individuazione di rilevanti implicazioni manageriali e di marketing
Outcomes and direct costs of type 2 diabetes in relation to clinical characteristics, complications and type of care: the population-based Marche Region study
Obiettivi: stimare l’utilizzo dei servizi sanitari e i costi diretti del diabete in relazione alle caratteristiche dei pazienti, le complicanze e il tipo di assistenza sanitaria (primaria VS specialistica) ricevuta.
Metodi: è stata eseguita una analisi di record-linkage di dati amministrativi e dati clinici per studiare la popolazione diabetica residente nella Regione Marche tra il 2008 e il 2012. Sono tati inoltre selezionati alcuni indicatori per confrontare la performance dell’assistenza sanitaria primaria con quella specialistica.
Risultati: tra il 1 Gennaio 2008 e il 31 Dicembre 2012, sono stati selezionati 114,242 soggetti con diabete di tipo 2 residenti nella Regione Marche, di cui 56,322 seguiti dai servizi di diabetologia e gli altri 57,920 seguiti soltanto dal proprio medico curante. Sia le caratteristiche dei soggetti diabetici che l’occorrenza di complicanze hanno influenzato l’utilizzo dei servizi sanitari e, di conseguenza, i costi diretti. In particolare, l’età ed il numero di complicanze hanno avuto il maggior impatto sul SSN. Il costi diretti totali di un soggetto con diabete di tipo 2 sono stati €2324.7 per i pazienti seguiti soltanto dal proprio medico di famiglia e €2873.5 per quelli seguiti dai servizi di diabetologia, oltre che dal MMG. La qualità dell’assistenza sanitaria erogata dai servizi di diabetologia è stata migliore della semplice assistenza primaria.
Conclusioni: sia le caratteristiche dei pazienti diabetici sia l’occorrenza di complicanze hanno un impatto significativo sull’utilizzo del SSN. Questo aspetto è particolarmente significativo dal momento che alcune caratteristiche cliniche dei pazienti (i.e. livelli di HbA1c) possono essere modificati attraverso una migliore gestione dell’assistenza che includa prevenzione, screening, un follow up periodico e l’educazione ed empowerment del paziente. I pazienti diabetici che ricevono una assistenza sanitaria integrata sembrano associati ad un maggior utilizzo dei servizi sanitari a fronte di una migliore qualità dell’assistenza sanitaria
Follow-up a lungo termine nei pazienti con “dome-shaped macula” associata a distacco sieroso del neuroepitelio foveale trattati con la terapia fotodinamica
FOLLOW-UP A LUNGO TERMINE NEI PAZIENTI CON “DOME-SHAPED MACULA” ASSOCIATA A DISTACCO SIEROSO DEL NEUROEPITELIO FOVEALE TRATTATI CON LA TERAPIA FOTODINAMICA
Ilir Arapi, MD
Introduzione: Il distacco sieroso del neuroepitelio foveale (DSNF) nei pazienti con macula a conformazione cupoliforme (DSM) rappresenta la causa più frequente di riduzione dell’acuità visiva e invio presso le unità di cura oculistiche.
Lo scopo di questo studio è quello di valutare i risultati a lungo termine del trattamento con la terapia fotodinamica (PDT) in una serie di pazienti miopi associati a DSM con DSNF.
Materiali e Metodi: Lo studio è stato disegnato come serie retrospettiva interventistica. Sono state esaminate le cartelle cliniche di 18 pazienti consecutivi miopi (20 occhi) con DSM associata a DSNF e trattati con la PDT.
I seguenti dati sono stati valutati: miglior acuità visiva corretta (BCVA), errore di rifrazione, le caratteristiche in fluorangiografia (FA) e angiografia al verde di indocianina (ICGA), la morfologia foveale tramite la tomografia a coerenza ottica (OCT) in modalità EDI. Un miglioramento o peggioramento della BCVA è stato definito come un aumento o diminuzione di 2 o più linee della BCVA, mentre gli occhi associati a risoluzione del fluido sotto la fovea dopo il trattamento sono stati considerati come rispondenti alla PDT.
Risultati: Tutti gli occhi sono stati sottoposti a diversi trattamenti PDT con una mediana di 3 (1 °; 3 quartili 2; 3,75; intervallo: 1 - 7), mentre il follow-up mediano è stato di 22 mesi (1 °, 3 ° quartili 12; 40; intervallo: 4 - 55). Nell'ultimo follow-up 7 occhi (35%) hanno mostrato una completa risoluzione del DSNF e sono stati considerati rispondenti alla PDT. Nell’ultima visita del follow-up 5 occhi (25%) hanno mostrato un aumento della BCVA, 13 occhi (65%) hanno mantenuto una BCVA stabile, mentre 2 occhi (10%) hanno avuto una diminuzione della BCVA. L'analisi statistica ha mostrato che il miglioramento della BCVA era significativamente maggiore negli occhi rispondenti alla PDT (p = 0,027). L'area mediana di ipocianescenza maculare al baseline osservata durante i tempi tardivi dell’ICGA è risultata significativamente inferiore [2,6 mm² (1 °; 3 quartili 2.3, 2.8 mm², intervallo: 1,61-3,28)] nel gruppo di pazienti che hanno risposto alla PDT e hanno avuto un aumento di ≥2 linee Snellen della BCVA rispetto ai pazienti che sono stati considerati non rispondenti [8.1 mm² (1 °; 3 ° quartili 5.1; 10.2 mm²,intervallo: 4,50-14,26)] (p <0.001).
Conclusioni: I nostri dati suggeriscono che gli occhi miopi affetti da DSM e associati a DSNF potrebbero reagire positivamente al trattamento PDT mostrando la risoluzione completa del distacco foveale e un aumento della BCVA se il quadro iniziale angiografico all’ICG presenta un’area limitata di ipocianescenza maculare
Corsi e Ricorsi del Classico Verso la definizione di uno stile nazionale nel ventennio tra le due guerre
Vedi file allegat
Scenario analysis of territorial impact resulting from the use of energy and environmental certification systems in the building sector
Obiettivo della ricerca è valutare la efficacia dei sistemi di valutazione della sostenibilità degli
edifici nella riduzione degli impatti ambientali. La verifica si articola in due parti. La prima è rivolta
alla misura e confronto interno del “Protocollo ITACA nazionale versione 2011”, attraverso
l’analisi di congruenza fra le migliori prestazioni e il punteggio raggiunto. I criteri pertinenti sono
stati applicati ad un edificio di riferimento tale da raggiungere le prestazioni energetiche limite
previste dalla legge e a 4 edifici della stessa forma e localizzazione, ma con diversi tipi di involucro
e impianti, aventi prestazioni energetiche migliori. Il sistema di rating appare ben equilibrato e ben
pesato in quanto vi è una diretta corrispondenza tra prestazioni e punteggi. E’ stata fatta una analisi
LCA sugli stessi edifici, da cui è emerso il peso degli impatti ambientali dei materiali, dei consumi
idrici e della dismissione negli edifici con elevate prestazioni energetiche in fase di esercizio. Il
Protocollo ITACA, contiene criteri volti al contenimento di tali impatti. La seconda parte riguarda
la applicazione del Protocollo ITACA a 20 casi studio: 16 interventi di nuova costruzione e 4 di
recupero. Le prestazioni risultanti sono state confrontate con la media dei consumi italiani per
valutarne il contributo potenziale all’adattamento ai cambiamenti climatici. Proiettando i risultati
medi dei casi studio su una ipotesi di retrofit del patrimonio residenziale esistente si ottiene un
risparmio complessivo del 20,66% rispetto ai consumi energetici e del 16% rispetto alle emissioni
di CO2. I consumi energetici ed emissioni nel Protocollo ITACA sono affrontati da punti di vista
molteplici, anche negli impatti con i materiali utilizzati e con i trasporti derivanti dalla
localizzazione decentrata degli edifici rispetto ai servizi urbani. I minori impatti in termini
energetici possono trovare applicazione diffusa, poiché i casi analizzati non presentano particolari
soluzioni architettoniche e impiantistiche. Le risorse economiche investite non trovano tuttavia un
immediato compenso dati i tempi di ritorno troppo lunghi