Marche Polytechnic University

ACUBO (Archivio Aperto di Ateneo)
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    1390 research outputs found

    ESSAYS IN FINANCIAL ECONOMETRICS

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    Negli ultimi anni c’è stato un crescente utilizzo della metodologia quantilica nelle serie storiche. Tale metodologia offre almeno tre vantaggi rispetto agli approcci più tradizionali basati sulla parametrizzazione dell’intera distribuzione. In primo luogo, le stime sono robuste agli outliers. Secondo, la regressione quantilica è una tecnica semi-parametrica e quindi è caratterizzata da ipotesi minime sul processo generatore dei dati. Terzo, permette ai ricercatori di stimare le relazioni tra le variabili economiche direttamente sui quantili d’interesse. Nel mio lavoro, applico la metodologia quantilica ai modelli Structural Vector Autoregression (SVAR). Inoltre, applico i modelli di regressione classico e quantilico ai dati sulle valute. La mia tesi introduce i modelli Quantile Vector Autoregression e mostra come derivare le funzioni di risposta d’impulso quantiliche, che misurano l’impatto di uno shock di politica monetaria sulle dinamiche dei quantili e quindi sulla distribuzione condizionale di una certa variabile. Questa nuova metodologia viene utilizzata per valutare l’impatto di innovazioni di politica monetaria sull’economia dell’area euro. I risultati vengono poi confrontati con quelli ottenuti utilizzando un modello SVAR classico, che invece considera l’effetto sulla media condizionale di un dato shock. Il mio lavoro analizza anche se la variazione temporale nei currency risk premia è legata sistematicamente a cambiamenti nelle condizioni monetarie e se la prevedibilità dei currency risk premia fornisce informazione con un qualche valore economico. La variazione intertemporale nei currency risk premia è la principale spiegazione per il forward premium puzzle e la conseguente redditività della strategia di carry trade. A questo proposito, studi recenti mostrano che le innovazioni nella volatilità e nella liquidità globale del mercato dei cambi sono fattori di rischio significativi per i considerati risk premia. Quindi, concentrandosi sulle condizioni monetarie, il mio lavoro propone delle variabili strumentali per spiegare la variazione temporale nel prezzo della volatilità e della liquidità. In primo luogo, la mia analisi mostra che le funzioni di risposta d’impulso quantiliche forniscono informazioni rilevanti riguardo agli effetti asimmetrici degli shock di politica monetaria sulla distribuzione condizionale delle variabili macroeconomiche. In particolare, dalla valutazione dell’impatto di uno shock monetario sull’economia dell’area euro emerge che una politica monetaria restrittiva non solo riduce l’inflazione attesa, ma aumenta anche la probabilità di risultati sulla coda sinistra della distribuzione e quindi il downside risk dell’inflazione. Inoltre, lo shock considerato non ha alcun effetto sul tasso di crescita atteso dell’output, mentre genera un allungamento della coda sinistra della sua distribuzione. In secondo luogo, la mia tesi rivela che i profitti derivanti dalla strategia di carry trade variano con i cambiamenti nelle condizioni monetarie durante i cosiddetti “normal times”. In particolare, i periodi espansivi sono caratterizzati da un maggiore rendimento atteso, da un più elevato Sharpe ratio e da una minore rischiosità

    Disaster Resilience of Resettled Communities Affected by Flood in Vavuniya, Sri Lanka

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    Questa tesi di dottorato di ricerca analizza la resilienza ai rischi naturali delle comunità coinvolte nella guerra civile in Sri Lanka e ricollocate nella provincia settentrionale di Vavuniya. L’analisi ha interessato sei villaggi rurali di questa zona. Il ricollocamento è iniziato nel 2009 dopo la fine della guerra sotto l’egida del programma: “North Spring Program” (la Primavera del Nord) finalizzato a dare una locazione definitiva alle persone sfollate (IDPs) dalla guerra. Questo intenso processo di ricollocamento ha causato pervasive modifiche delle pianure alluvionali aumentando il pericolo esondazioni nell’intera area. Le comunità locali preesistenti si sono dimostrate sin da subito più socievoli e disposte ad una maggiore interazione interpersonale, rispetto ad un attitudine più introversa delle comunità ricollocate; questo diverso comportamento sociale sembra aver determinato una diversa risposta al disastro alluvionale. Pertanto, l'ipotesi principale di questo studio è che le persone incluse in grandi reti sociali, che ispirano fiducia e maggiore reciprocità (Capitale Sociale), riescono a recuperare più rapidamente da un disastro (mostrano maggiore resilienza ai disastri). Lo studio si sviluppato in due fasi; la prima ha valutato il pericolo alluvione nel Distretto di Vavuniya nelle aree dove sono state ricollocate le comunità sfollate dalla guerra, la seconda ha analizzato la resilienza alle alluvioni. La valutazione del rischio di alluvione è stata effettuata attraverso l'applicazione di un approccio comunitario combinato con un sistema informativo territoriale (GIS), mentre la resilienza è stata valutata utilizzando il “social capital assessment tool” (strumento di stima del capitale sociale), analizzando i nuclei famigliari ed i modelli organizzativi delle comunità studiate. I risultati hanno rivelato che il ricollocamento è stato implementato nelle zone esondate dalle alluvioni del 2011. I cambiamenti climatici congiuntamente ai mutamenti topografici nel periodo della guerra, la bassa esperienza con i fenomeni alluvionali degli sfollati, la pronta disponibilità di questi terreni, unitamente alle pressioni della comunità locale ed internazionale per un rapido ricollocamento ed un immediato sviluppo di infrastrutture, hanno nei fatti aumentato il rischio alluvionale. L’analisi dei processi di bonding e bridging (unire e collegare) ha permesso di evidenziare i trend passati e correnti delle connessioni e scambi interetnici nei villaggi studiati. La guerra e gli spostamenti hanno influenzato negativamente il bonding ed il bridging del capitale sociale delle comunità ricollocate, diminuendo loro capacità di fronteggiare l’alluvione. La sfiducia e competizione tra i residenti permanenti (da prima della guerra) e gli sfollati, generate da una distribuzione poco trasparente degli aiuti post-bellici, hanno limitato il bonding e bridging fra queste comunità. Nei villaggi delle comunità ricollocate, non si sono mai sviluppate organizzazioni di supporto capaci da poter intervenire in attività di soccorso in emergenza. Queste organizzazioni, fra cui quelle religiose, hanno invece avuto un ruolo determinate nelle comunità permanenti. Le comunità ricollocate, non avendo ancora a disposizione tali gruppi di sostegno, hanno dovuto fare affidamento sulla sola assistenza governativa (arrivata con i tipici ritardi e disservizi). In ultima analisi, fattori come povertà, basso reddito, disoccupazione o lavori saltuari sembrano diminuire il capitale sociale e la resilienza alle catastrofi tra le comunità di sfollati ricollocate a Vavuniya

    Aspetti evolutivi del Knowledge Management: considerazioni teoriche ed applicazioni operative. L'analisi del caso Loccioni

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    Negli ultimi anni si è assistito ad un impercettibile e progressivo cambiamento: l’economia dei nostri giorni sta diventando un’economia cognitiva, entrando a far parte della knowledge era. Si è verificato, cioè, un ribaltamento che ha modificato il tradizionale modo di intendere i fattori critici di successo: è emerso come nuovo elemento la gestione integrata di tutti quei saperi utili per il coordinamento delle attività da parte dei soggetti che operano all'interno delle organizzazioni. Occorre dotarsi, quindi, di strumenti che sappiano amministrare la risorsa conoscenza, trasformando le organizzazioni in organizzazioni che apprendono. Si tratta, in definitiva, di predisporre un idoneo sistema di Knowledge Management (KM) che possa conferire alle imprese tutti i vantaggi che derivano da pratiche di condivisione della conoscenza. Il presente lavoro si inserisce nel filone di ricerca del Knowledge Management con l’obiettivo di fornire una chiave di lettura critica ai fenomeni di creazione, diffusione e sfruttamento delle conoscenze nell'ambito delle dinamiche di sviluppo di grande impresa industriale e di comprendere sotto quali condizioni organizzative e mediante quale tipo di approccio l’investimento in un sistema di Knowledge Management sia produttivo di effetti positivi. Tale lavoro di tesi, è stato sviluppato a partire dall'analisi empirica, che adotta un approccio qualitativo con finalità esplorative, al fine di suggerire delle prime ipotesi di comprensione dei fenomeni (Fattore, 2005). Sulla base di ciò è stata adottata la metodologia dello studio di caso, quale quello del Gruppo Loccioni, al fine di comprendere e dimostrare come l’implementazione di un sistema di KM non rappresenti un processo lineare e che risulta necessario esplorare il contesto di riferimento e, in particolare, le caratteristiche organizzative dell’impresa, per poter valutare quale modello sia più adatto ad essere applicato per non rischiare il fallimento del progetto

    Effect of Strawberry Antioxidants against Oxidative and Inflammatory Stress

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    Il primo obiettivo dello studio è stato quello di valutare e confrontare la qualità fitochimica e nutrizionale di diversi estratti di fragola, prodotti da varietà commerciali ottenue da specifici programmi di incrocio genetico. Nei vari estratti sono state misurate la capacità antiossidante totale, l'attività antiradicalica e il contenuto di polifenoli, flavonoidi, antociani, vitamina C e folati. Sulla base dei risutlati ottenuti la cultivar Alba è stata scelta per condurre le analisi nella seconda parte del progetto. Il secondo obiettivo è stato quello di valutare gli effetti di estratti metanolici della cultivar Alba sull’infiammazione indotta dal LPS di E.Coli in cellule di fibroblasti di derma umano e macrofagi RAW 264.7. Dopo analisi preliminari di vitalità, apoptosi e produzione di ROS intracellulari, il ruolo protettivo degli estratti è stato stimato attraverso la valutazione dei principali biomarcatori collegati allo stress infiammatorio e ossidativo e in relazione all'attività dei principali enzimi antiossidanti. Analisi di espressione proteica sono state effettuate per identificare le principali vie molecolari coinvolte nell’azione degli estratti di fragola e del LPS E’ stato inoltre misurato il consumo di ossigeno correlato alla funzionalità mitocondriale. I risultati hanno evidenziato come gli estratti di fragola esercitino un effetto anti-infiammatorio sulle cellule trattate con LPS, riducendo la produzione di ROS e abbassando i livelli dei biomarcatori infiammatori e ossidativi. La risposta infiammatoria è stata altresì contrastata rafforzando l’attività antiossidante e regolando le vie molecolari collegate all’AMPK, registrando inoltre un miglioramento della funzionalità mitocondriale. I risultati ottenuti sottolineano e confermano il potenziale beneficio per la salute di un consumo di fragola, in particolare nei confronti delle alterazioni indotte da stress infiammatori

    ASSOCIAZIONE TRA STATO MUTAZIONALE DI KRAS E PATTERN DI ESPRESSIONE GENETICA NEL CARCINOMA DEL PANCREAS

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    Introduzione: Mutazioni attivanti del gene KRAS svolgono un ruolo fondamentale nella carcinogenesi pancreatica. Tuttavia recenti studi hanno dimostrato come la mutazione di KRAS non sia presente in tutti i casi di adenocarcinoma del pancreas, mettendone in discussione l’ubiquità in questa patologia. In questo studio, abbiamo valutato la presenza di differenze a livello molecolare tra adenocarcinomi del pancreas con mutazione di KRAS e senza mutazione; abbiamo valutato inoltre il ruolo prognostico delle diverse mutazioni di KRAS in pazienti affetti da adenocarcinoma pancreatico. Pazienti e metodi: Abbiamo analizzato l’espressione di un panel di 29 geni in 42 carcinomi pancreatici KRAS wild type (WT) confrontandoli con 42 carcinomi KRAS mutati (MT). Inoltre, abbiamo valutato gli effetti della mutazione di KRAS e dei livelli di espressione genica sulla sopravvivenza dei pazienti. Risultati: L’analisi di espressione genica ha mostrato che MUC6 (p=0.009), VEGFR-2 (p=0.020), VEGFB (p=0.026) e HGF (p= 0,011) risultavano significativamente più espressi e SMAD4 meno soppresso (p=0.003) nei carcinomi KRAS wild type. Al contrario, SHH (p=0.012) and IHH (p=0.031) sono risultati maggiormente espressi nei tumori KRAS mutati. Non sono state evidenziate differenze significative in termini di sopravvivenza tra pazienti con carcinomi KRAS wild type e mutati o tra le diverse mutazioni di KRAS. Conclusioni: Lo stato mutazionale di KRAS sembra identificare due sottotipi di adenocarcinoma del pancreas con prognosi simile ma con caratteristiche molecolari distinte e verosimilmente con diversi bersagli molecolari

    Advances in Hopkinson Bar Tests: Calibration of Constitutive Models at High Strain Rate Using Finite Element Method Updating and Image Processing

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    Questa tesi concerne lo sviluppo di un sistema di processamento di dati fisici e sperimentali per test ad elevata velocità di deformazione tramite la barra di Hopkinson. La barra di Hopkison è la tipologia di test più utilizzata comunemente per svolgere test dinamici, determinando le proprietà dei materiali caratterizzandone la risposta dinamica ad elevate velocità di deformazione. Utilizzando una barra di Hopkinson progettata e realizzata recentemente dal gruppo di costruzione di macchine della Università Politecnica delle Marche, dati sperimentali accurati e precisi cosi come immagini catturate ad alta velocità di provini in alluminio AA6061-T6 possono essere ottenuti in test svolti ad elevate velocità di deformazione. Provini di dimensioni diverse sia di trazione che di compressione dello stesso materiale sono stati utilizzati e i risultati analizzati col fine di calibrare le proprietà del materiale utilizzando il modello plastico constitutivo di Johnson-Cook. I coefficienti dei materiali secondo Johnson-Cook sono stati caratterizzati utilizzando approcci differenti. Un primo approccio coinvolge il cosiddetto metodo FEMU (Finite Element Method Updating) dove simulazioni numeriche sono ripetute cambiando di volta in volta i parametri del materiale sino a che la deviazione sperimentale e numerica non scenda sotto una soglia ritenuta accettabile. Il secondo metodo, denominato FastCAM, si basa sulla analisi digitale delle immagini ottenute grazie ad una camera con alto rateo di acquisizione immagini ottenute durante il test e calibrando il modello di Johnson-Cook con minimizzazioni analitiche senza la necessità di simulazioni ad elementi finiti. Inoltre, una terza tecnica inversa è stata implementata, la quale consiste nell'applicare il FEMU ma utilizzando una funzione di costo dove anche una differenza tra i profili dei provini numerici e quelli ottenuti sperimentalmente è considerata e minimizzata. In aggiunta, due provini in acciaio con una ben definita composizione (ottenuta da un centro di ricerca) sono stati testati. Per concludere, i vantaggi e svantaggi delle diverse tecniche sono stati valutati e confrontati tra loro

    Hybrid Palm Oil (Elaeis oleifera×Elaeis guineensis): Effects on the Human Health

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    L’olio di palma ibrido (OPI) è ottenuto dai frutti della palma da olio ibrida Elaeis oleifera x Elaeis guineensis. L’OPI contiene elevate quantità di tocotrienoli, tocoferoli e polifenoli. Inoltre il suo profilo acidico è principalmente caratterizzato da acidi grassi (AG) monoinsaturi. L’OPI potrebbe quindi rappresentare un equivalente dell’olio di oliva extravergine (OOE), considerato il “gold standard” tra gli oli alimentari per i suoi effetti salutari. Nonostante la sua peculiare composizione, non ci sono ad oggi dati riguardanti gli effetti dell’OPI sulla salute. Questo progetto di dottorato ha lo scopo di caratterizzare la frazione antiossidante dell’OPI, e di studiare gli effetti di una supplementazione dietetica con OPI sulla salute cardiovascolare dell’uomo, confrontando gli effetti dell’OPI con quelli ottenuti dall’assunzione di OOE. A tale scopo, è stato caratterizzato il profilo fenolico dell’OPI e determinata la sua capacità antiossidante. Dopo 3 mesi di supplementazione con OPI o con OOE (25 ml/die), in un trial clinico controllato e randomizzato, sono stati studiati gli effetti dei due oli sul contenuto fenolico del plasma e sulla sua capacità antiossidante, sul pattern lipidico del plasma, e sul profilo degli AG e dei fosfolipidi (FL) negli eritrociti dei pazienti ammessi allo studio. Il consumo dei due oli ha prodotto effetti simili sui parametri considerati. Al termine dello studio, non sono state evidenziate differenze rilevanti tra i parametri dei pazienti appartenenti ai due gruppi (OPI e OOE). A seguito della supplementazione dei due oli, in entrambi i casi, i valori di colesterolo (C) totale e C-LDL nel plasma si riducono significativamente e l’attività antiossidante ed il contenuto fenolico del plasma incrementano. Simultaneamente, il grado di insaturazione della frazione lipidica totale e delle specie molecolari dei FL negli eritrociti è aumentato. Considerato ciò, l’OPI potrebbe essere considerato l’equivalente tropicale del mediterraneo OOE

    Study and development of methodologies and advance solutions to support design of smart and inclusive environment

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    L’aumento della popolazione anziana avrà nei prossimi anni un forte impatto sulla nostra società, in particolare sul finanziamento del Welfare. Per garantire che il sistema del welfare sia sostenibile è essenziale sostenere gli anziani nel mantenersi indipendenti: questo è il motivo per cui il design for inclusion è un tema importante per l'Unione Europea. In questo contesto, le tecnologie domotiche possono giocare un ruolo chiave nel supportare gli anziani nella vita quotidiana e nell’aumentare il loro benessere. Tuttavia, nonostante la domanda di questi prodotti è in aumento e la tecnologia necessaria esiste già da decenni, esse rimangono scarsamente utilizzate. Il fallimento delle soluzioni disponibili è dovuto al fatto esse non sono inclusive. Infatti i progettisti spesso si concentrano più sui problemi tecnologici o sulle funzionalità dei prodotti che sui bisogni e le abilità degli utenti, oppure si limitano a seguire le linee guida progettuali, senza considerarne il contesto d’uso. Durante gli ultimi anni, sono stati proposti molti approcci che mirano a supportare la progettazione di prodotti più inclusivi. Tuttavia, non è ancora stato definito un metodo che fornisca strumenti pratici in grado di guidare il progettista in modo sistematico nelle scelte progettuali. In questo contesto, il lavoro di ricerca propone una metodologia, basata su un approccio centrato sull’utente che grazie a strumenti in grado di guidare le scelte progettuali a seconda dei bisogni e delle abilità degli utenti finali, mira a supportare la progettazione di prodotti inclusivi, modulari e adattabili. Il metodo e gli strumenti proposti sono stati utilizzati nella progettazione di un ambiente cucina, grazie anche a tecnologie domotiche risultasse accessibile e utilizzabile per le persone anziane e disabili. I risultati sperimentali dimostrano che il metodo e gli strumenti proposti consentono di supportare efficacemente la progettazione di prodotti inclusivi

    Analisi statica e dinamica di travi in c.a. rinforzate con lamine in CFRP secondo la tecnica NSM in presenza di danno

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    La tecnica di rinforzo mediante il posizionamento nel copriferro (Near-Surface Mounted) di FRP è oggi una delle più promettenti tecniche per la riabilitazione di strutture in c.a. danneggiate o non sufficientemente idonee a sostenere i carichi previsti. Tuttavia, nonostante decenni di ricerche scientifiche che hanno riguardato l'ottimizzazione di dettagli costruttivi, modelli per i meccanismi di aderenza e metodi di progettazione per il rinforzo a flessione e a taglio, non sono stati ancora adeguatamente studiati gli effetti di danni su elementi rinforzati con materiale composito. Nel presente lavoro di ricerca viene, quindi, sviluppata un'analisi statica e dinamica di travi in cemento armato rinforzate con lamine in fibra di carbonio applicate secondo la tecnica NSM. L'obiettivo della ricerca è lo studio degli effetti di diversi tipi di danno sull'efficacia del rinforzo NSM, quali la fessurazione del calcestruzzo, la perdita di aderenza nell'interfaccia rinforzo-calcestruzzo e, infine, danni negli elementi di composito dovuti ad intagli. Un’altra peculiarità dell'attività di ricerca è l’analisi dinamica di vibrazione di travi con elementi di rinforzo del tipo NSM CFRP. Sono state così condotte analisi statiche e dinamiche su cinque modelli sperimentali di travi in c.a., non rinforzati e rinforzati con una lamina NSM CFRP, integri o con danno di non aderenza o di intaglio del rinforzo. Le analisi statiche, mediante prove a flessione su quattro punti con cicli di carico-scarico fino a rottura, consentono di definire il comportamento dei modelli di trave anche in presenza di danno e di generare diversi stati di danneggiamento, dovuti alla fessurazione del calcestruzzo. Parallelamente, le analisi dinamiche, mediante prove di vibrazioni libere, consentono di monitorare l'efficacia del rinforzo ai diversi livelli di danno. È stata sviluppata anche una modellazione agli elementi finiti dei modelli di trave, con l'obiettivo di validare i risultati ottenuti dalla sperimentazione

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