Marche Polytechnic University

ACUBO (Archivio Aperto di Ateneo)
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    1390 research outputs found

    Un modello con variabili esogene per la matrice delle covarianze realizzate

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    La volatilità finanziaria ha assunto, di recente, un ruolo importante in diversi ambiti applicativi come la gestione del rischio, la formazione del prezzo delle opzioni e l’allocazione di portafoglio. Diversi lavori hanno evidenziato come la volatilità sia più alta quando il livello dell'economia è basso. Una larga parte della letteratura specializzata si è concentrata, quindi, sull’individuazione delle determinanti della volatilità. Questa tesi si pone l’obiettivo di analizzare la relazione tra la volatilità e le determinanti macroeconomiche e finanziarie in ambito multivariato. L’analisi si basa su una procedura che prevede l’utilizzo di una misura di volatilità come la varianza realizzata, di una trasformazione della matrice delle covarianze realizzate, come la scomposizione di Cholesky, e sull’utilizzo di un modello lineare e di un modello non lineare con l’inclusione di determinanti macroeconomiche e finanziarie. Il primo capitolo esplora la letteratura sulle misure di volatilità con particolare attenzione posta sull’uso della volatilità realizzata e i suoi sviluppi in ambito multivariato. Nel secondo capitolo sono introdotti due modelli previsionali, uno lineare e non lineare. L'utilità in termini previsionali della scomposizione di Cholesky e dell'uso di previsori viene valutata con metodi diretti di valutazione delle previsioni. L'analisi non lineare è accompagnata da alcuni test sulla presenza di break strutturali e sulla non-linearità delle variabili dipendenti. I modelli vengono stimati su due distinti dataset. Il terzo e ultimo capitolo presenta un’applicazione empirica dei modelli introdotti nel secondo capitolo in un’ottimizzazione di un portafoglio di titoli

    Characterization of reproductive physiology, abundance and spatial distribution of the European anchovy (Engraulis encrasicolus, Linnaeus 1758) in the Western Adriatic Sea

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    I piccoli pelagici sono essenziali per gli ecosistemi marini perché assicurano una connessione tra i vari livelli trofici. Tra le specie più importanti vi è l’acciuga europea (Engraulis encrasicolus, Linneo, 1758), ma le sue implicazioni ecologiche ed economiche non sono supportate da un'approfondita conoscenza della sua biologia. Prima del presente dottorato non esisteva alcuna informazione né sulla fisiologia riproduttiva né sulla cascata riproduttiva nota come asse Ipotalamo-Ipofisi-Gonade. Questa tesi si è focalizzata su quattro argomenti: 1. Ormone Rilasciante le Gonadotropine. Ho caratterizzato tre isoforme e ho studiato la loro espressione in entrambi i sessi. Ho inoltre descritto la loro filogenesi con particolare riferimento all’ordine Clupeiformes. 2. Proteine della zona radiata. Ho clonato i loro cinque cDNA, dedotto i loro prodotti di traduzione, determinato la distribuzione tissutale, quantificato gli RNA messaggeri durante l’intero ciclo riproduttivo e fornito indicazioni evolutive tramite filogenesi. Ho inoltre proposto un metodo statistico multivariato per dedurre in maniera oggettiva e/o confermare la classificazione degli stadi di maturità sessuale di Engraulis encrasicolus. 3. Distruttori Endocrini. Ho clonato e analizzato i trascritti genici della vitellogenina e del suo recettore, insieme a quelli delle proteine della zona radiata. Con l’istologia, ho ritrovato un discreto tasso di intersex. Tramite analisi chimica, ho valutato ventinove inquinanti in carcasse di acciughe campionate nell’Adriatico settentrionale, centrale e meridionale. 4. Fluttuazioni temporali di biomassa. I dati acustici sono stati campionamenti nel versante occidentale del Mar Adriatico nel periodo 2013-2015. I vantaggi del metodo acustico ha permesso lo sviluppo negli ultimi 40 anni di molti progetti di ricerca, specialmente in Adriatico, tradizionalmente studiato dall’Istituto di Scienze Marine di Ancona del CNR - ente co-finanziatore del mio progetto di dottorato

    Ricerca, sviluppo, implementzione e test di sistemi inerziali per applicazioni di AAL e di riabilitazione motoria

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    Il tema di ricerca è inquadrato nell’ambito dello studio di soluzioni ICT per l’ausilio degli anziani in riferimento al mondo dell’AAL in ambiente domestico o ospedaliero. Tali soluzioni si basano sulla progettazione di sistemi basati su nodi sensori wireless con a bordo diverse unità di sensing. Gran parte del lavoro si è concentrato nell’analisi, studio e sviluppo di algoritmi di signal processing e sensor data fusion che fanno uso delle misure provenienti da un unità di sensing composta da quattro sensori MEMS quali un accelerometro triassiale, giroscopio triassiale, magnetometro triassiale e barometro. A partire dalle misure dei primi tre sensori, è stato implementato un Attitude and Heading Reference System (AHRS), ovvero un sistema che è in grado di stimare ad ogni istante l’orientazione nello spazio dell’unità di sensing. In seguito mediante l’uso di un filtro complementare, è stato sviluppato un secondo algoritmo di data fusion che fa uso di misure provenienti dal sensore barometrico e dall’AHRS per ottenere un’accurata stima dell’altitudine dell’unità di sensing. A partire da questi risultati, sono stati sviluppati dei sistemi wearable da adoperare in diverse applicazioni nel settore dell’AAL e della riabilitazione motoria. È stato realizzato un fall detector da posizionare sulla vita dell’anziano che sfrutta i dati accelerometrici e le accurate stime di orientazione e altitudine del dispositivo per rilevare in maniera automatica la caduta del soggetto. Un secondo campo di applicazione ha riguardato lo studio e sviluppo di un algoritmo per il calcolo di parametri spazio-temporali che caratterizzano la deambulazione di soggetto affetti da malattie neurodegenerative. L’ultimo studio prevede l’analisi e la caratterizzazione del gesto motorio nella pratica del Nordic Walking mediante l’utilizzo delle misure provenienti da sensori posizionati sui bastoncini del soggetto che cammina

    I polimorfismi genetici nel melanoma cutaneo

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    L'incidenza del melanoma è in aumento in tutto il mondo, risulta pertanto di fondamentale importanza la comprensione dei meccanismi genetici che predispongono alla malattia, che ne guidano l’evoluzione biologica e la resistenza ai farmaci. I polimorfismi genetici sono variazioni nelle sequenze di DNA presenti nella popolazione con frequenza maggiore dell’1%. Sono stati descritti numerosi polimorfismi genetici ereditari e mutazioni acquisite di specifiche molecole appartenenti alle principali vie di segnalazione intracellulare, che costituiscono fattori di rischio per lo sviluppo del melanoma e/o fattori favorenti la sua progressione o la mancata risposta a terapia. Oggetto di tale studio è la verifica dell’esistenza di una possibile correlazione tra il comportamento biologico della malattia primitiva ed avanzata e la presenza all’indagine genetica di specifici polimorfismi genetici rs3730089 del gene PIK3R1 ed rs2699887 del gene PI3KCA. Il primo è noto in letteratura per il suo ruolo nell’aumentare il rischio d’insorgenza del carcinoma del colon; il secondo conferisce invece un aumento del rischio di metastatizzazione a livello cerebrale nei pazienti affetti da carcinoma del polmone a piccole cellule. Questi polimorfismi rappresentano elementi cruciali delle vie molecolari implicate nella patogenesi, nella progressione e metastatizzazione anche nel melanoma. Sono stati arruolati, nell’ambito dello studio, 51 pazienti affetti da melanoma cutaneo e 139 controlli sani; i dati ottenuti sono stati poi posti in relazione anche con i fattori prognostici del campione. I risultati ottenuti non hanno mostrato l’esistenza di una differenza statisticamente significativa nel confronto tra la frequenza dei due polimorfismi tra malati e controlli sani. Non è inoltre emersa correlazione con i fattori prognostici istologici analizzati. Questi dati si aggiungono a quelli già presenti in letteratura al fine di caratterizzare con precisione il ruolo dei polimorfismi nel melanoma cutaneo

    MARCATORI DI DANNO INTESTINALE NELLE MALATTIE INFIAMMATORIE CRONICHE INTESTINALI PEDIATRICHE

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    Abstract Introduzione: Le malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) sono patologie croniche recidivanti del tratto gastrointestinale che comprendono la malattia di Crohn (CD), la colite ulcerosa (UC), e l' IBD-non classificata (IBD-U). Il microbioma, l’alterazione della barriera intestinale, e il sistema immunitario giocano un ruolo integrato nello sviluppo delle MICI. Queste 3 componenti sono elementi potenzialmente critici per perpetuare il processo di malattia. Scopi del progetto: In questo studio abbiamo analizzato preliminarmente alcuni aspetti specifici della patogenesi delle MICI, tra cui la disbiosi intestinale, l'alterazione della barriera intestinale e l'effetto di un trattamento dietetico specifico (la cosiddetta nutrizione enterale esclusiva, EEN). Metodi: pazienti pediatrici con MICI sono stati arruolati nel periodo 2013-2015. Nello studio sono state effettuate 3 tipi di analisi: 1. Studio del Microbiota: è stata eseguita l'analisi del microbiota fecale in pazienti con MICI (attraverso l'amplificazione delle regioni V3-V4 del gene 16S rRNA); 2. Studio sulla EEN: è stata eseguita una valutazione di parametri clinici, di laboratorio e modifiche microbiologiche indotte dall’EEN; 3. Studio della permeabilità intestinale con IPT: è stato valutato il danno di barriera intestinale nei pazienti con MICI attraverso il test di permeabilità intestinale (IPT) Risultati: i risultati preliminari dello studio hanno mostrato una differente composizione del microbiota nei pazienti con CD rispetto a quelli con UC. Tali modifiche non sono correlate al livello di infiammazione. I risultati dello studio EEN sostengono l'efficacia dell'EEN nel trattamento del CD e si è evidenziato un cambiamento nella composizione microbiota dopo un ciclo di EEN. L’ IPT è risultato essere un test sensibile per evidenziare l' attività di malattia e correlato alla risposta al trattamento Conclusioni: Dal nostro studio emergono dati interessanti soprattutto per quanto riguarda I cambiamenti del microbiota in seguito alla EEN, che potrebbero spiegare il meccanismo d’azione di tale terapia. Inoltre l' IPT si presenta come test interessante per una valutazione non invasiva dell’integrità della barriera intestinale nelle MICI

    Monitoring and Self-diagnosis of Civil Engineering Structures: Classical and Innovative Applications

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    Eventi estremi come esplosioni o terremoti possono avere un profondo impatto nella sicurezza degli edifici. Le zone sismiche devono convivere con questi tragici eventi, per questo monitorare in maniera continua le condizioni di salute di una struttura è necessario e auspicabile in molti casi. Il monitoraggio strutturale (Structural Health Monitoring – SHM) rappresenta un potente strumento per la valutazione del comportamento dinamico della struttura monitorata. Fino a pochi anni fa queste tecniche erano impiegate prevalentemente in ambito meccanico, aeronautico e nell’ingegneria aerospaziale. Al giorno d’oggi, la riduzione dei costi della strumentazione, sistemi di acquisizione dati di nuova generazione e l’incremento continuo dell’efficienta nelle analisi numeriche hanno reso possibile l’applicazione di queste tecniche anche a strutture civili ordinarie. Le tecniche di monitoraggio strutturale vengono applicate non solo in grandi infrastrutture come ponti, dighe o grattacieli, ma anche in strutture storiche o edifici residenziali. In questo contesto questa tesi tenta di esaminare differenti aspetti del monitoraggio strutturale, in particolar modo riferite a edifici ordinari. Attraverso tecniche Output-Only (Operational Modal Analysis – OMA) sono state monitorate diverse strutture civili con reti di sensori cablate, al fine di ottenere il comportamento dinamico strutturale nelle reali condizioni operative. Particolare attenzione è stata focalizzata in un altra importante tematica dell’ingegneria strutturale: il danneggiamento strutturale. Attraverso un approccio numerico viene presentato un nuovo metodo per la localizzazione e quantificazione del danno a seguito di un evento sismico. In alternativa alla classica rete cablata, è stato sviluppato un sistema di acquisizione con sensori wireless (Wireless Sensor Network – WSN). I principali risultati ottenuti con questa applicazione vengono riportati nella presente tesi, unitamente al design dei sensori low-cost. Con l’ausilio della sensoristica sviluppata è stato monitorato un edificio storico in muratura, mostrando i risultati positivi ottenuti a seguito della campagna di acquisizione di rumore ambientale (Ambient Vibration Survey -AVS)

    I minibond alternativa al credito e finanza per lo sviluppo

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    Studio e applicazioni di tecnologie NFC per servizi di mobilità nei veicoli elettrici

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    L'interesse per la mobilità “alternativa” con veicoli elettrici ed ibridi, ha spinto più filoni tecnologici ad affiancarsi: ad esempio l’applicazione delle tecnologie “a contatto vicino” NFC ha permesso di migliorare la comunicazione tra le componenti dell’autovettura ed il suo fruitore. La natura della propulsione dell’auto elettrica mette al centro del problema le batterie e le informazioni che ne possono essere estratte per una sua migliore gestione. Il controllo dei parametri della batteria passa per il BMS (Battery Management System), il quale si occupa del controllo di carica, monitora la capacità delle batterie, calcola il funzionamento rimanente e tiene conto dei cicli di ricarica. L’obiettivo è stato quello di sviluppare un ambiente di simulazione ed inviare i parametri di interesse attraverso la comunicazione su CAN. Le simulazioni sono state validate utilizzando dati estrapolati da scenari reali, le cui informazioni sono state filtrate e rese visibili attraverso una app su smartphone. Si è interfacciato il sistema di carica dei veicoli elettrici con la rete elettrica (V2G), le cui operazioni sono descritte nello standard ISO/IEC 15118. È stata proposta una modifica al protocollo originario, con lo smartphone come parte attiva nella comunicazione tra veicolo elettrico (EV) e stazione di ricarica (EVSE). Così l’utilizzatore può avere il controllo del processo di carica in tutte le sue fasi: autenticazione al servizio, scelta dei parametri di carica, monitoraggio della carica e pagamento. La soluzione proposta estende lo standard attuale, che regolamenta la comunicazione tra EV ed EVSE. L’applicazione utilizza NFC per il pairing BlueTooth, il servizio di autenticazione V2G ed i pagamenti correlati. Sono stati sviluppati più software per la comunicazione: sia PC-Windows che via via raffinando la soluzione, con hardware specifico per la simulazione. Per la simulazione dell’EVSE sono stati utilizzate sia shield Arduino che Raspberry con moduli aggiuntivi

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