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Theoretical and experimental analysis of the source stirring technique for reverberation chambers
Metafilassi della urolitiasi: applicazione di un algoritmo diagnostico-terapeutico in una coorte di pazienti con urolitiasi
Produzione su scala ridotta di biodiesel da olio di girasole e sostenibilità della filiera locale
L'impatto del capitale intellettuale sulla performance aziendale: il contributo dei sistemi di misurazione e valutazione. Il caso iGuzzini illuminazione
La comunicazione delle risorse immateriali nelle aziende farmaceutiche e biotecnologiche. Casi di studio di aziende danesi quotate
Cambiamenti climatici e fenologia della vite: indagini su Montepulciano e Sangiovese
La ricerca, condotta nel triennio 2008-2010, nell’ambito di una collaborazione tra l’Università Politecnica delle Marche e l’Agenzia Regionale per i Servizi di Sviluppo Agricolo della Regione Abruzzo (ARSSA) ha riguardato tematiche inerenti i cambiamenti climatici e l’applicazione di modelli fenologici in viticoltura. L’attenzione è stata rivolta alla valutazione della presenza di cambiamenti climatici nelle principali aree viticole della regione Abruzzo prendendo in esame serie storiche di dati climatici che partono dagli anni cinquanta. I cambiamenti climatici che hanno interessato il continente europeo a partire dagli anni ’80, si sono manifestati anche nella regione Abruzzo, ma con modalità differenti in località relativamente vicine e non sempre sono stati contraddistinti dallo stesso segno. In generale si è registrata una diminuzione delle precipitazioni nella fascia collinare litoranea e un aumento delle temperature nell’area interna di Sulmona. Nella fascia collinare litoranea l’incremento delle temperature si è manifestato solo nell’ultimo decennio. Sono state studiate anche le possibili ripercussioni dei cambiamenti climatici sulle date di vendemmia della cv. Montepulciano, la varietà a bacca nera che caratterizza l’Abruzzo.
Le ricerche hanno riguardato anche la creazione in laboratorio di un set di dati di germogliamento per le cv Montepulciano e Sangiovese da impiegare nella calibrazione di quattro modelli di stima di questa fase fenologica, tre dei quali (Riou-Pouget, Richardson e Ore normali di caldo) si basano sul solo soddisfacimento del fabbisogno in caldo nella fase di eco dormienza delle gemme (a partire dal 1° gennaio), mentre il restante modello BRIN analizza anche il fabbisogno in freddo ai fini dell’uscita dall’endodormienza. La validazione dei modelli è stata poi condotta ricorrendo a serie storiche di dati di campo. Sono stati ottenuti buoni risultati con i modelli di Richardson e Riou-Pouget, con i quali è stato valutato il fabbisogno in caldo nelle fasi di ecodormienza a partire dal 1° gennaio, e con il modello BRIN mediante il quale è stato determinato anche il fabbisogno in freddo ai fini dell’uscita dall’endodormienza delle gemme. Il modello BRIN, in particolare, è risultato più efficace rispetto al modello di Richardson negli ambienti caratterizzati da autunni non troppo rigidi, nei quali si registra un precoce accumulo di Growing Degree Hours nelle fasi successive all’uscita dall’endodormienza.
Alla luce dei cambiamenti climatici in atto nel continente europeo, la valutazione del soddisfacimento del fabbisogno in freddo delle gemme di vite ai fini dell’uscita dall’endodormienza potrebbe rivestire maggiore importanza nei prossimi anni
Sviluppo di un metodo per la stima delle risorse eoliche in territori ad orografia complessa. Risultati numerici e verifica sperimentale
Disturbi della Condotta Alimentare e Amenorrea: correlati psicopatologici ed endocrinologici
PREMESSE: L'amenorrea ipotalamica è uno dei criteri necessari per la diagnosi di Anoressia Nervosa (AN) e in questa condizione psicopatologica è stata interpretata come secondaria alla perdita di peso, piuttosto che a un deficit primitivo della funzione ipotalamica. D'altra parte l'amenorrea in corso di AN può comparire anche prima di un significativo calo ponderale cosi come può persistere nonostante il recupero di peso. Questo sembra indicare come la componente nutrizionale e il relativo bilancio energetico non possano essere l'unico fattore patogenetico nell'insorgenza e nel mantenimento della amenorrea.
Un quadro di amenorrea in cui non sia identificabile una causa organica non è esclusivo dell' AN, ma può verificarsi anche in donne senza Disturbi della Condotta Alimentare (DCA), stabili di peso e che non svolgono intensa attività fisica. A tale quadro, definito come amenorrea ipotalamica funzionale, è generalmente attribuita un'origine psicogena: l'alterata capacità di regolare cognitivamente alti livelli emozionali può dare origine ad una risposta abnorme del
sistema nervoso autonomo e dei sistemi neuroendocrini, creando le condizioni per lo sviluppo di disturbi somatici. Fattori psichici sembrano dunque avere un ruolo fondamentale nella genesi e nel mantenimento dell'amenorrea sia funzionale ipotalamica che nei soggetti con AN, agendo probabilmente in concomitanza con ormoni e particolari peptidi come la Leptina.
OBIETTIVI: Lo studio si propone di indagare:
1. la correlazione fra amenorrea ed eventuali aspetti psicopatologici comuni nei due gruppi clinici in esame (amenorrea in AN e amenorrea funzionale) e rispetto ad un gruppo controllo;
2. la valutazione del quadro ormonale e dei livelli di Leptina, nei due gruppi clinici in esame e nel gruppo controllo; MATERIALI E METODI: Sono state reclutate 20 pazienti con AN Restrittiva, 15 donne con amenorrea funzionale e
20 donne eumenorroiche sane e normopeso.
Ogni soggetto è stato valutato con un colloquio clinico e con una batteria di test psicologici: E.D.I.2 (Eating Disorders
Inventory 2), B.U.T. (Body Uneasiness Test) e T.A.S. (Toronto Alexithymia Scale).
Per ogni partecipante è stato calcolato il BMI e sono stati rilevati alcuni parametri ormonali: 17~estradiolo, IGFl, TSH, FT3, FT4, livelli plasmatici di LH e FSH basali e dopo stimolazione con GnRH, leptina.
I risultati sono stati analizzati utilizzando l'SPSS (Statistical software package version 13).
CONCLUSIONI: I risultati della nostra indagine hanno evidenziato un profilo psicopatologico più severo nelle pazienti con AN rispetto agli altri due gruppi, ma sono emerse alcune funzioni psichiche deficitarie anche nei soggetti con amenorrea funzionale ipotalamica. I nostri dati sembrano confermare l'ipotesi di uno sfondo psicopatologico comune sottostante i DCA e la condizione di amenorrea funzionale ipotalamica, anche se fenomenicamente espresso in grado differente. Sul piano biologico si riscontrano differenze significative rispetto al quadro ormonale tiroideo ed i livelli di Leptina si confermano direttamente proporzionali al BMI
Strategie di integrazione tra marketing e vendite: meccanismi relazionali e implicazioni nelle medie imprese industriali italiane. Analisi del caso Lube Industries
Il tema del rapporto fra marketing e vendite è di un certo interesse sia da un punto di vista scientifico che manageriale ma solo in tempi relativamente recenti la dottrina si è interessata agli aspetti relazionali esistenti tra la funzione marketing e la funzione vendite (Dewsnap, Jobber 2000; Rouziès e al. 2005; Malghe 2009; Troilo e al. 2009) la cui proficua integrazione viene individuata come una delle componenti principali delle organizzazioni market-driven (Narver, Slater 1990, 1994; Day 1994) anche in una prospettiva di analisi dei risultati.
Mentre in passato marketing e vendite non erano distinte concettualmente (Dastmalchian, Boag 1990, Ruekert, Walker 1987), oggi, sia nella dottrina che nella pratica, queste due funzioni sono considerate separate e alle stesse vengono assegnati ruoli ben distinti all’interno delle aziende con sfumature differenti a seconda delle dimensioni, del settore di appartenenza e del grado di innovazione dell’impresa (Kotler e al. 2006).
Nonostante la loro attuale distinzione concettuale e fattuale, marketing e vendite dovrebbero essere integrate ed interagenti all’interno delle organizzazioni aziendali poiché sono entrambe protagoniste della creazione di valore per il cliente (Guenzi, Troilo 2006, 2007). Il processo dinamico di interazione tra queste due funzioni dovrebbe essere capace di creare maggior valore aziendale rispetto a quello che si potrebbe realizzare se le due unità agissero separatamente (Rouziès e al. 2005) ed influire positivamente sulle performance aziendali.
La presente tesi, che approfondisce gli argomenti suddetti evidenziandone le implicazioni nelle medie imprese industriali italiane che risultano particolarmente performanti negli ultimi anni e poco esaminate dalla letteratura di marketing, si pone come principali obiettivi quello di analizzare la letteratura sul tema del Sales Management esaminando l’evoluzione degli studi di marketing su questo argomento ed evidenziando il ruolo del relationship selling e quello di verificare se e con quali modalità, l’integrazione tra marketing e vendite può contribuire al miglioramento complessivo delle performance d’impresa. L’approfondimento del caso aziendale, inoltre, ha lo scopo di verificare se nelle realtà imprenditoriali le collaborazioni interfunzionali tra marketing e vendite vengono attuate, in che modo sono implementate e quali risvolti manageriali hanno sia sulla struttura organizzativa sia sulle strategie aziendali. In particolare, la trattazione analizza l’assetto organizzativo della funzione marketing in rapporto alle vendite attraverso lo studio della posizione che tali unità ricoprono nell’organigramma aziendale in base alle caratteristiche dimensionali e strutturali dell’impresa e come esse sono collegate e coordinate in base a rapporti più o meno gerarchici di tipo organizzativo, prosegue approfondendo il rapporto tra marketing e vendite attraverso l’indagine per identificare chi svolge le funzioni che tipicamente la letteratura manageriale assegna al marketing, ma che, in vari casi, specie nelle medie imprese industriali italiane, sono assegnate ad altre funzioni, si sviluppa attraverso l’analisi della relazione tra marketing e vendite sotto l’aspetto strategico ed operativo individuando come il marketing strategico influenza le vendite e la gestione della forza di vendita e, al tempo stesso, come le decisioni dei Sales Managers indirizzano alcune scelte strategiche di marketing e termina con l’analisi del caso Lube Industries, considerata una best practice nel settore del mobile e in particolare nel comparto del mobile per cucine e alla quale sono riconosciute grandi potenzialità di sviluppo dei processi e dei meccanismi di integrazione interfunzionale tra marketing e vendite alcuni dei quali già attuati all’interno dell’organizzazione aziendale e, per il restante, in fase di implementazione per il futuro