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Mathematical techniques in the physical sciences: a geometric analysis of the convolution integral
Criteri di calcolo di un impalcato a sezione bitrave composta acciaio-calcestruzzo secondo gli Eurocodici
Contributi alle conoscenze della biodiversità nel Mediterraneo e analisi del popolamento ittico costiero lungo un gradiente latitudinale nel Mar Tirreno
Questa ricerca aggiorna l'inventario faunistico dei pesci in Mediterraneo, analizza le caratteristiche
biogeografiche di questa fauna, fornisce un aggiornamento dei dati relativi alla biodiversità ittica
del Mar Ligure e del Mar Tirreno comparandone le caratteristiche e presenta una serie di casi di
studio che aumentano le conoscenze dei popolamenti ittici di queste due aree. Lo studio si è basato
sulle seguenti metodologie: (1) analisi dei dati disponibili in letteratura; (2) analisi delle catture
direttamente a bordo delle imbarcazioni impegnate nella pesca commerciale; (3) rilevamenti sui
prodotti ittici commercializzati nei siti di sbarco; (4) censimenti visivi subacquei della fauna ittica
costiera; (5) revisione delle collezioni ittiologiche dei Musei di Storia Naturale locali; (6) analisi
degli archivi di immagini fotografiche di fotografi subacquei professionisti. In base ai dati
disponibili, al presente la biodiversità ittica mediterranea è rappresentata da 615 specie (incluse
alcune sottospecie) di pesci ossei (Osteichthyes), 91 specie di pesci cartilaginei (Chondrichthyes) e
3 specie di ciclostomi (Agnatha); il totale quindi ammonta a 709 specie valide appartenenti a 166
famiglie (142 Osteichthyes, 22 Chondrichthyes, 2 Agnatha). La maggior parte delle specie (414 pari
al 58,39%) hanno una origine Atlantica, 133 (18,76%) sono cosmopolite e 93 (13,12%) di origine
Indo-Pacifica; infine 69 specie (9,73%) sono endemiche del Mediterraneo. Il 66,3% delle famiglie è
formato da un massimo di tre specie, mentre il 39,2% sono monospecifiche. L’indice di diversità H’
e di equitabilità che descrivono la struttura di popolazione a livello delle famiglie sono
rispettivamente pari a 6,476 e 0.878. Nel Mar Ligure, Tirreno settentrionale e nel Tirreno
meridionale, la ricchezza specifica può essere valutata rispettivamente in 447, 429 e 443 specie
ittiche. Le famiglie monospecifiche sono il 44,2%, 43,5% e il 45,2%, mentre le famiglie
comprendenti un massimo di tre specie sono rispettivamente il 74,4%, 72,6% e il 78,2%. Gli indici
H’ e J hanno valori di 6,271 e 0,894 per il Mar Ligure, 6,198 e 0.891 per il Tirreno settentrionale,
6,190 e 0,890 per il Tirreno meridionale. Le famiglie con maggior numero di specie per l’intero
Mediterraneo, anche per i tre settori studiati sono i Gobiidae, gli Sparidae, i Labridae e i Blennidae.
La percentuale di specie endemiche nelle tre aree di studio decresce gradualmente lungo il gradiente
latitudinale dal Mar Ligure (5,37%) al Tirreno settentrionale (5,23%) e il Tirreno meridionale
(4,80%). L’aggiornamento dell’inventario contiene 80 specie lessepsiane e 47 specie immigrate
dall’Atlantico; nel Mar Ligure le specie immigranti rappresentano 1,42% del totale, circa il doppio
rispetto alla percentuale riscontrata in ciascuna delle altre due aree di studio (0,71%). Le recenti
osservazioni sul campo effettuate durante il presente studio indicano che sia il Mar Ligure che i due
settori del Tirreno sono attualmente oggetto di una crescente colonizzazione da parte di specie
ittiche “”termofile” che stanno ampliando il loro areale dalle zone più meridionali del Mediterraneo.
In relazione alla scarsità di indagini specifiche finalizzate a valutare eventuali differenze nelle
comunità ittiche costiere a livello di macroscala spaziale, nel presente lavoro sono state anche
effettuate campagne di censimenti ittici subacquei secondo le metodologie del visual census su una
vasta area estesa per 760 km lungo il gradiente latitudinale del Mar Tirreno. Le caratteristiche del
popolamento ittico costiero tirrenico lungo il gradiente latitudinale variano in relazione alla scala
spaziale considerata e all’approccio statistico utilizzato. Le differenze tra le aree di studio nei
parametri di comunità quali la ricchezza specifica (S) e la densità totale e inoltre l’eterogeneità di
habitat sono risultate statisticamente non significative. Al contrario quelle relative all’indice di
diversità (H’) e di equitabilità (J) e della complessità di habitat (es. rugosità) sono risultate tutte
significative in relazione ai risultati ottenuti con l’analisi ANOVA. L’analisi canonica delle
coordinate principali (CAP) invece mostra che la latitudine influenza significativamente la struttura
dei popolamenti ittici sia relativamente alla composizione specifica che per la densità totale. Il
coefficente di correlazione di Pearson mostra inoltre che la complessità dell’habitat é
significativamente correlata in modo positivo con H’. Le densità di due specie ittiche
numericamente importanti e con caratteristiche ecologiche simili quali i labridi Corsis julis e
Thalassoma pavo mostrano aspetti di distribuzione opposti in relazione al gradiente latitudinale, con
densità molto alte di T. pavo nella area di studio meridionale. La relazione tra queste due specie è
risultata negativa con valore altamente significativo: le scarse densità di C. julis nell’area
meridionale sono probabilmente dovute alla competizione con la specie ittica termofila T. pavo
Disinfestazione di leguminose in camera riverberante a microonde Mi.Sy.A. (Microwaves System for Agro-Food)
Formalization of social knowledge through a personal learning environment approach
La “conoscenza sociale" è un aspetto importante dell’esperienza dello studente, ed è fondamentale per la creazione collaborativa di artefatti sociali. Poiché la conoscenza sociale è di solito dinamica, tacita/non dichiarativa, e costruita, individuarla e condividerla con riguardo ad un particolare contesto può diventare problematico per studenti che partecipano come novizi in una comunità o in una rete.
Questa ricerca ha lo scopo di definire una metodologia efficace per la formalizzazione della conoscenza sociale, facendo leva sulle reti sociali e sulla semantica del web che caratterizzano online l’esperienza di apprendimento dello studente. L’attenzione si concentra su un approccio del tipo Personal Learning Environment da adottarsi come ambiente dinamico in grado di sostenere lo studente nella gestione della conoscenza sociale tramite strumenti espliciti e impliciti di adattabilità e personalizzazione.
La metodologia prende in considerazione quattro dimensioni di progettazione: 1) un formato pedagogico centrato sullo studente per definire le corrette strategie di apprendimento, 2) un sistema semantico in grado di descrivere gli elementi del contesto di conoscenza; 3) un sistema semantico in grado di fornire efficaci rappresentazioni e descrizioni delle reti sociali dello studente in questione; 4) un ambiente personale per l’apprendimento e la gestione della conoscenza caratterizzato in modo dinamico per mezzo di strumenti espliciti ed impliciti, i quali permettono di abbinare in modo intelligente contenuti di apprendimento, persone e servizi.
A livello pedagogico, viene presentato un modello definito “la metafora del novizio”. Il modello utilizza le opportunità offerte dalle tecnologie di rete per migliorare l’apprendimento degli studenti. Come caso di studio, la ricerca presenta un modello di formazione integrato, testato con successo negli ultimi anni presso l’Università Politecnica delle Marche, Ancona (Italia). Un esame del modello pedagogico illustra importanti caratteristiche che l’architettura tecnologica deve implementare al fine di supportarlo. Come implementazione tecnologica del modello pedagogico, viene presentata e discussa una prima bozza di progettazione di un “Personal Knowledge Space”.
Gli aspetti innovativi del modello proposto, da un punto di vista pedagogico, possono essere attribuiti alle competenze acquisite dagli studenti e l’adozione da parte degli insegnanti di metodi di insegnamento che promuovono l’empowerment degli studenti. Dal punto di vista della tecnologia, l’architettura proposta permette di promuovere attività di apprendimento quali teamwork, di costruire comunità di pratica, di introdurre e integrare sia strumenti di social networking sia componenti che consentano di soddisfare le esigenze di sicurezza e il controllo delle interazioni.
I risultati ottenuti consentono di definire possibili scenari di esperienze di formazione iterabili
Feature based approaches of artificial vision: algorithms and applications
Il raffronto tra due immagini è il processo per cui vengono analizzate e confrontate
due immagini rappresentanti la stessa scena acquisite in diversi
istanti e da diversi punti di vista, e/o con strumenti differenti, a seconda delle
applicazioni. E' possibile automatizzare un sistema di raffronto tra immagini, in particolar
modo usando un metodo basato su feature, dove alcune caratteristiche signi-
ficative vengono individuate e quindi confrontate utilizzando criteri legati alle
relazioni spaziali tra di loro o a descrittori invarianti. L'importanza di trovare
le corrispondenze corrette (e solo quelle) tra due immagini è uno degli aspetti
più importanti in diversi ambiti della computer vision.
Ci sono diversi algoritmi per raggiungere questo scopo, e si differiscono principalmente
per il tipo di feature usate, che possono essere globali (ad esempio,
gli istogrammi di colore, Fourier signatures, etc.) oppure locali (bordi, punti,
etc.). Il confronto tra feature puntuali è diventato uno dei metodi piu comuni
per confrontare immagini, anche se questo comporta una probabilità relativamente
alta che almeno alcune delle corrispondenze individuate siano non
corrette. Sono state sviluppate alcune tecniche per individuare ed eliminare corrispondenze
non corrette, chiamate outliers, mantenendo solamente le corrispondenze
esatte (inliers), ma queste non permettono di migliorare significativamente le
prestazioni, e/o sono molto dispendiose in termini di tempo necessario per
l'elaborazione delle immagini. In questa tesi viene descritto un nuovo approccio di raggruppamento di feature
puntuali, denominato Feature Group Matching (FGM), per selezionare,
nel processo di confronto di un'immagine rispetto a un database di immagini
usato come riferimento, un numero minore di feature ma piu stabili.
Questo lavoro descrive gli algoritmi utilizzati per l'estrazione delle feature
puntuali, e quindi filtrarle per l'eliminazione delle corrispondenze inesatte. In
seguito vengono esposti diversi campi di applicazione di queste teorie, ponendo
particolare attenzione alla localizzazione robotica basata sulla visione, al recu-
pero di immagini basato sul contenuto e a particolari applicazioni nel campo
del retail. Per ciascuno di questi settori sono stati eseguiti molti esperimenti
e confronti basati su quelli che sono al momento di fatto lo stato dell'arte
per quanto riguarda l'estrazione di feature puntuali, per dimostrare la bontà
dell'algoritmo proposto. I risultati della ricerca che sono alla base di questa tesi sono stati pubblicati
con successo in varie riviste ed atti di conferenze internazionali (circa quindici
articoli)