Marche Polytechnic University

ACUBO (Archivio Aperto di Ateneo)
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    STEM CELLS IN GYNECOLOGY: FROM THE BASIS OF PATHOLOGY TO ITS THERAPEUTIC APPROACH

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    Le cellule staminali mesenchimali derivate da liquido amniotico (AFMSC) per la loro facile isolabilità, staminalità e potenzialità immunomodulatrice sono ottime candidate per la terapia rigenerativa di patologie neurodegenerative. In questo studio sono state analizzate e indotte a differenziamento neuronale AFMSC isolate da 9 campioni di liquido amniotico raccolto nel 2° trimestre di gravidanza. Le AFMSC sono state caratterizzate immunofenotipicamente e genotipicamente e ne è stato valutato il potenziale differenziativo in senso osteogenico, condrogenico e adipogenico per definirne il carattere di staminalità. Le cellule isolate hanno soddisfatto tutti i criteri dimostrando di essere cellule realmente staminali. Tramite co-coltura indiretta con cellule astrocitarie umane è stato indotto il loro differenziamento in senso neuronale. Le AFMSC in co-coltura hanno avuto un progressivo rallentamento del tasso di proliferazione cellulare e comparsa di morfologia neurite-like significativa di una risposta ai fattori secreti dalle cellule gliali della co-coltura. L’analisi con rtPCR di AFMSC dopo co-coltura ha dimostrato notevoli variazioni di espressione di geni regolatori del ciclo cellulare, divisione simmetrica e asimmetrica, markers di autorinnovamento e differenziazione cellulare, citochine e fattori di crescita. Anche l’espressione dei geni coinvolti nella neurogenesi ha dimostrato notevoli variazioni dopo co-coltura con cellule della glia. I geni correlati all’autorinnovamento, invece, sono risultati inibiti. Le AFMSC dopo co-coltura presentano un aumento dell’espressione proteica di Nestina e βTubulinaIII, markers dei progenitori neurali, mentre non è stata riscontrata l’espressione dei markers di espressione gliale GFAP e S100. È possibile concludere che, nonostante saranno necessarie ulteriori analisi di tipo elettrofisiologico le AFMSC sembrano rispondere al differenziamento neuronale risultando ottime candidate per la terapia di patologie neurodegenerative

    Design, Manufacturing, Testing, and Mathematical Modeling of Concentrating Solar Systems: a Study Applied to Prototypes of Parabolic Trough Collector and Solar Box Cooker

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    L'utilizzo di energia solare termica deve essere sostenuto per ridurre il consumo di fonti fossili climalteranti. Nel presente studio si sono progettati e realizzati due sistemi solari a concentrazione: un collettore parabolico assiale (PTC) ed un forno solare a scatola. Il PTC ha un angolo di bordo di 90° ed un rapporto di concentrazione di 19,89. Sul concentratore, realizzato in sandwich composito, sono state applicate pellicole in alluminio ad elevata riflettanza. Il ricevitore è un tubo di acciaio rivestito da una vernice selettiva. Il sistema di inseguimento è governato da un algoritmo solare. I test sperimentali sono stati condotti con acqua ad una temperatura massima di 85 °C. Il PTC è stato caratterizzato ottenendo curve di efficienza termica, modificatore dell'angolo di incidenza e costante di tempo. I risultati mostrano che l'equazione dell'efficienza termica è confrontabile con quella di collettori simili. I dati sperimentali sono stati utilizzati per validare un ambiente di simulazione della resa annuale di PTC. Si è determinata la convenienza nell'adozione di nanofluidi a base di metalli rispetto al fluido di base (acqua). Sono state analizzate 5 temperature del fluido in ingresso e 3 portate in massa. I risultati mostrano che solo le nanoparticelle di Au, TiO2, ZnO e Al2O3 alle più basse concentrazioni presentano ridotti miglioramenti. Il forno solare a scatola ha un rapporto di concentrazione di 11,57, ed è costituito da una camera di cottura, un coperchio superiore vetrato e una doppia fila di specchi riflettenti. Il prototipo consente un allineamento solare manuale sia azimutale che zenitale. La temperatura massima del forno è stata determinata attraverso prove a vuoto. Sono state inoltre svolte prove a carico inserendo nel forno una o due pentole di alluminio, verniciate o meno in nero, riempite con acqua o olio di arachidi. In quest’ultimo caso, si è giunti a temperature superiori a 200 °C e a risultati confrontabili con quelli in letteratura

    Indagine sulla protezione catodica all’interno di scaldacqua domestici per la produzione di acqua sanitaria

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    In questo lavoro di ricerca, è stato studiato il grado di protezione catodica offerto da un sistema combinato di anodi, costituito da un anodo sacrificale di magnesio e da un anodo a corrente impressa di titanio attivato, installati all’interno di un boiler di capacità volumetrica di 60 L e 100 L. L’efficacia di tale sistema è stata esaminata in funzione della conducibilità specifica dell’acqua (50 µS/cm, 250 µS/cm, 500 µS/cm, 750 µS/cm, 1000 µS/cm, 1180 µS/cm e 3260 µS/cm) e della temperatura (20 °C, 50 °C e 75 °C). A tale scopo, sono state realizzate sei sonde poste nei punti critici del serbatoio come le zone di saldatura. Esse hanno permesso di studiare l’efficacia della protezione catodica del boiler “in modo localizzato”, tramite misure di potenziale relative a difetti simulati. Allo scopo è stata sviluppata una stazione di monitoraggio attraverso cui venivano misurati in continuo i potenziali delle sei sonde, della flangia porta-resistenza elettrica e del serbatoio del boiler. Da questo studio, è emerso che il sistema di protezione esaminato ha protetto tutte le componenti metalliche del boiler, in tutte le condizioni sperimentali. Inoltre, è stata osservata anche la sovrapotezione del sistema esaminato con probabile sviluppo di idrogeno. Al fine di eliminare questo problema e di garantire una buona gestione della protezione catodica del boiler, è possibile utilizzare il sistema combinato ma con l’anodo di titanio operante a corrente più bassa o utilizzando, per l’anodo sacrificale di magnesio, altri tipi di leghe come leghe di zinco adatte alle alte temperature (quindi che non subiscano l’inversione di coppia tipica degli anodi di zinco) e leghe di alluminio contenenti percentuali di magnesio ed indio; queste sono leghe con potenziali di lavoro più elevati rispetto alle tipiche leghe di magnesio impiegate all’interno dei serbatoio ad accumulo, e quindi possono dare meno problemi di sovraprotezione. Infine, in questo studio sono stati proposti due approcci di calcolo, uno empirico e uno agli elementi finiti, che si sono dimostrati dei validi strumenti per la progettazione dei sistemi di protezione catodica

    Effect of some inhibitors on the passivation of galvanized rebars embedded in concrete

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    L’uso di barre d’acciaio zincate a caldo è uno dei metodi più comuni per prevenire il deterioramento delle strutture in calcestruzzo armato. La corrosione attiva dello zinco, che avviene subito dopo l’immersione dell’acciaio galvanizzato nel calcestruzzo, è accompagnata dallo sviluppo di idrogeno, che causa la perdita di adesione tra il rivestimento di zinco e la pasta di cemento non ancora indurita. I composti di cromo VI sono forti ossidanti naturalmente presenti nei cementi che riducono il tempo della passivazione e la quantità d’idrogeno sviluppato. La Direttiva 2003/53/ CE obbliga a mantenere il contenuto di cromo VI idrosolubile nel cemento al di sotto di 2 ppm sul peso totale a secco del cemento. Gli obiettivi di questo lavoro sono stati: trovare un sostituto per i composti di cromo VI attraverso lo studio del meccanismo di passivazione dell'acciaio zincato nel calcestruzzo in presenza di cromo VI e confrontare diversi ossidanti generici per la loro efficacia come inibitori di corrosione dello zinco. E’ stato inoltre studiato L'effetto dell’ossigeno sulla passivazione dello zinco. L'indagine è stata effettuata nel calcestruzzo e in soluzione satura di idrossido di calcio, mediante misure del potenziale di corrosione, della densità di corrente di corrosione e prove di impedenza. Per studiare gli strati di passivazione sono state utilizzate la microscopia SEM-EDX e la diffrattometria a raggi X. I risultati ottenuti indicano che la passivazione dell’acciaio zincato nel calcestruzzo in presenza di cromati avviene in più fasi con meccanismi diversi e che la presenza di ossigeno disciolto è importante per accelerare la passivazione. Tra gli ossidanti generici studiati, il nitrito sembra l’inibitore più promettente, sia nel calcestruzzo che in soluzione satura di idrossido di calcio. Gli sviluppi futuri si concentreranno sullo studio approfondito dell'effetto dei nitriti e sull'ulteriore ricerca di inibitori di corrosione a basso impatto ambientale

    External Dissipative Rocking System

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    PROPRIETÁ ANTIOSSIDANTI DI DERIVATI APICOLI E ALTRI ALIMENTI

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    Da più di venti anni sono stati riconosciuti i potenziali effetti benefici degli antiossidanti sulla salute e ciò ha stimolato la ricerca a determinare in quali alimenti siano più presenti. La mia tesi di Dottorato riguarderà per lo più lo studio dell’attività antiossidante di matrici alimentari e in particolare di prodotti apicoli (miele e polline) che negli ultimi anni hanno ricevuto molto interesse da parte dei ricercatori e dei consumatori sempre più interessati ad una corretta alimentazione che prevede l’assunzione di alimenti di elevata qualità, talvolta con proprietà funzionali. Dalla letteratura si evince infatti che i derivati apicoli contengono numerose sostanze fitochimiche in grado di proteggere l’organismo umano dallo stress ossidativo. Lo studio sui mieli ha riguardato sia la caratterizzazione dell’attività antiossidante di mieli uniflorali italiani e la sua relazione con il loro colore sia l’influenza della provenienza geografica e della specie botanica prevalente sull’attività antiossidante e il colore di mieli millefiori provenienti da diverse zone della regione Marche. Il lavoro di ricerca sui pollini si è incentrato invece sia sul caratterizzare l’attività antiossidante, il colore, il contenuto proteico e la granulometria di pollini uniflorali marchigiani sia sullo studio dell’andamento nel tempo della composizione botanica e dell’attività antiossidante di pollini multiflorali provenienti da diverse zone della Regione Marche (Italia). I risultati sia del miele che del polline sono stati elaborati con un approccio di tipo multivariato e indicano che l’attività antiossidante e il colore di ciascuna matrice sono influenzati dall’origine botanica. Inoltre la tesi di dottorato ha anche riguardato lo studio dell’influenza delle condizioni di infusione sulle proprietà antiossidanti e le caratteristiche sensoriali di alcuni tè bianchi e verdi e l’analisi delle proprietà antiossidante di succhi di melagrane di diverse cultivar e provenienze geografiche

    Algal responses to abiotic and biotic environmental changes

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    L’eterogeneità delle risposte fisiologiche delle microalghe ai cambienti ambientali rappresenta uno dei fattori più importanti nel determinare le interazioni tra le specie in ambiente. La mia ricerca ha rivelato che specie differenti sono diversamente inclini a modificare la propria composizione cellulare in risposta ai cambiamenti ambientali. La scelta tra acclimatazione e omeostasi dipende anche dal tipo e dalla durata della perturbazione in esame. La maggior parte delle specie considerate nel mio studio ha mostrato una risposta omeostatica ai cambiamenti nelle concentrazioni ambientali di CO2 e nella forma di azoto disponibile. Non è stato ritrovato nessun legame tra la strategia di risposta e la tassonomia delle alghe. La mia ricerca ha inoltre indagato le risposte di Chromera velia ad un’elevata concentrazione di CO2. Quest’alga è un parente prossimo dei parassiti Apicomplexa ed è stata rinvenuta in associazione con coralli dell’ordine Scleractinia. C. velia si è dimostrata perfettamente in grado di vivere ad alta CO2. Questa condizione ha stimolato la produzione di C organico, incrementato l’efficienza di utilizzo dei nutrienti da parte di C. velia e ha determinato cambiamenti nei rapporti stechiometrici tra gli elementi. Si può ipotizzare, dunque, che l’elevata concentrazione di CO2 all’interno dei tessuti del corallo che circondano il simbionte possa facilitare la vita di quest’alga in simbiosi. Infine, il mio studio ha dimostrato che le interazioni tra alghe e ambiente possono avere conseguenze nei rapporti tra alghe e loro predatori. I miei esperimenti hanno mostrato che i copepodi (ma non i rotiferi) possono discriminare tra alghe che sono identiche in ogni aspetto tranne che nella composizione cellulare. Si conclude che la storia nutrizionale delle alghe è un elemento di grande importanza nelle relazioni tra alghe e predatori, poiché può determinare modifiche nella composizione delle cellule

    Sviluppo di prototipi low-cost per la misura di alcuni parametri spazio-temporali del passo.

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    Lo scopo di questo lavoro di tesi è stato lo studio e la realizzazione di un sistema di basso costo per l’analisi automatica dei parametri spazio-temporali del cammino. Il sistema è costituito da un PC, una webcam e da uno a tre smartphone, basati su sistema operativo Android; gli smartphone sono stati usati essenzialmente come sensori accelerometrici per misure temporali, mentre la webcam ha permesso misure spaziali. Sul Pc è stato realizzato un software che guida l’utilizzatore nel processo di acquisizione ed elaborazione dei dati, permettendo la visualizzazione dei segnali sia in real-time che durante le fasi di elaborazione; sono state implementate inoltre altre funzioni di supporto come la calibrazione del sistema accelerometrico e della webcam e la visualizzazione dei dati in 3D. Il sistema provvede autonomamente a tutte le fasi, dall’acquisizione all’elaborazione, pertanto nessun software esterno è richiesto per effettuare ulteriori elaborazioni. Nella realizzazione del sistema la prima fase è stato lo sviluppo di una piattaforma software di base, su cui installare diverse applicazioni per i diversi tipi di movimento che si intendeva studiare. La seconda fase è stata la realizzazione di varie applicazioni sulla piattaforma per studiare diverse situazioni connesse al cammino che sono: • Protocollo Timed Up and Go, misura dei tempi di alzata da una sedia, percorrenza di 3m, rotazione, ritorno e seduta; • Misura di lunghezza, larghezza e durata di passo per un soggetto che cammina su pavimento utilizzando markers riflettenti colorati; • Misura di lunghezza, larghezza e durata di passo per un soggetto che cammina su tapis-roulant utilizzando markers riflettenti colorati; • Misura di lunghezza, larghezza e durata di passo per un soggetto che cammina su tapis-roulant senza utilizzare markers; • Acquisizione contemporanea di punti nello spazio 3D, relativi all’intersezione del corpo in movimento con dei piani di luce laser paralleli al suolo, per misurare le successive posizioni nello spazio del tronco inferiore

    Prematurità severa:Ruolo ed incidenza delle complicanze Ostetriche Materno-Fetali nell' Outcome Neonatale

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    Prematurità severa: Ruolo ed Incidenza delle complicanze Ostetriche Materno-Fetali nell’ Outcome Neonatale Oggetto: Lo scopo dello studio è quello di stabilire una relazione, nella prematurità severa, fra complicanze materno-fetali e outcome neonatale. Materiali e Metodi: Studio retrospettivo che analizza la percentuale di sopravvivenza e l’ incidenza di complicanze a breve termine nei neonati pretermine nati tra le 22+0 e le 31+6 settimane di gestazione nel periodo compreso tra Luglio 2003 e Dicembre 2008 presso l’ Ospedale Salesi di Ancona e successivamente ricoverati presso l’ Unità di Terapia Intensiva dello stesso Nosocomio. L’ outcome neonatale è stato relazionato alle condizioni patologiche materne che hanno indotto la severa prematurità. Risultati: La sopravvivenza neonatale è risultata maggiore dell’ 80% in ogni condizione patologica materna analizzata e la bronco displasia la complicanza più osservata. L’ outcome neonatale è stato valutato considerando il ruolo delle patologie infiammatorie ed ischemiche placentari determinanti la prematurità severa, mentre i neonati analizzati per l’ epoca gestazionale alla nascita e la stima del peso fetale (</>= 1500 gr). I dati mostrano che i nati tra le 28,7-28,9 settimane di gestazione, di peso < 1500 gr, a causa di patologie ischemiche placentari hanno un più alto rischio di enterocolite necrotizzante, emorragia intraventricolare di III-IV grado, leucomalacia periventricolare, broncodisplasia e mortalità. I nati con patologie infiammatorie placentari, di peso < 1500 gr, sono a maggior rischio di setticemia e di pervietà del dotto arterioso. Infine unicamente i nati da patologie ischemiche placentari, >1500 gr, hanno mostrato una predisposizione nello sviluppare setticemia. Conclusioni: Le patologie materno-fetali che intercorrono durante la gravidanza, condizionano l’ outcome neonatale nella prematurità severa congiuntamente all’ epoca gestazionale alla nascita ed al peso stimato fetale

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