Marche Polytechnic University

ACUBO (Archivio Aperto di Ateneo)
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    1390 research outputs found

    Calcolo dei coefficienti delle proprietà di trasporto nei fluidi

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    Analisi e ottimizzazione di centrifughe industriali

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    Le centrifughe sono macchine molto utilizzate in ambito industriale vengono utilizzate, nei più disparati campi, a partire dall'alimentare, per passare al farmaceutico sino ad arrivare alla purificazione di acque reflue. Per comprendere l'importanza di queste macchine è utile sapere che nell'industria chimica da metà degli anni 90, metà degli investimenti dedicati a ricerca e sviluppo sono utilizzati per ottimizzare queste macchine e a livello di prestazioni che a livello di costi di esercizio , questo in virtù del fatto che più di metà dei costi d'esercizio durante la produzione sono dovuti proprio a queste macchine. In questo scritto verranno dapprima trattate le centrifughe in generale e poi lo studio verrà focalizzato sulle centrifughe a scarico continuo ad asse verticale. Queste macchine sono usate, nella maggior parte dei casi, per la separazione di componenti a diversa densità. Le centrifughe, che comunemente vengono chiamate decanter, sono molto utilizzate nella pratica industriale in particolare per la separazione solido-liquido oppure solido-liquido-liquido. La realizzazione di questo lavoro, sviluppato in collaborazione con l'azienda Pieralisi S.p.a, è nata dall'esigenza dell'azienda in questione, che rappresenta uno dei leader mondiali nella produzione di decanter, di aumentare la propria competitività nel mercato di riferimento. Per raggiungere l'obiettivo una delle possibili strade è quella di produrre macchine con una produttività maggiore. Per aumentare la produttività la maniera più semplice è rappresentata dall'aumento della velocità di rotazione, che fa aumentare la forza di separazione e quindi diminuisce il tempo necessario per la separazione. Aumentare la velocità di rotazione fa si che ci sia un aumento dell'entità dello stato tensionale e si rischia di lavorare a frequenze di rotazione più vicine alle frequenze proprie del sistema. Per far quanto detto è quindi necessario avere degli strumenti che permettano una progettazione molto accurata, personale in grado di utilizzare gli strumenti, e cosa molto più importante avere un'approfondita conoscenza delle leggi che governano il funzionamento della macchina. Quindi dopo un attento esame dello stato dell’arte sono state effettuate delle analisi di sensibilità mediante codici FEM e Multibody in quanto in letteratura non sono presenti dati, infine le conoscenze acquisite sono state tradotte in uno strumento in grado di dare al progettista che lo utilizzerà indicazioni sulle caratteristiche della macchina, suggerimenti su come migliorare la macchina e infine effettuare ottimizzazioni della stessa mediante algoritmi opportuni, il tutto cercando di rendere il processo, il più possibile trasparente all'utente, in questa maniera non è necessario avere del personale competente in materia di simulazione FEM o di metodi numerici. In questa maniera è possibile ridurre sia i costi del personale sia i tempi necessari alla formazione dello stesso, a tutto vantaggio della competitività

    Ruolo dell'insulino-resistenza nella progressione del danno epatico cronico: meccanismi cellulari coinvolti e possibili approcci terapeutici

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    Oggetto dello studio è la comprensione dei meccanismi che legano l’insulino-resistenza (IR) alla fibrosi epatica ed il ruolo della componente epiteliale nella riparazione tessutale e fibrosi in corso di epatite cronica HCV-correlata. Pazienti e metodi: studio prospettico osservazionale con arruolamento di 78 pazienti affetti da epatite cronica HCV-correlata. Sono stati misurati l’insulino-resistenza, valutata con il calcolo dell’OGIS dopo curva da carico orale di glucosio (OGTT); la necroinfiammazione e la fibrosi epatica, definiti secondo lo score di Ishak; la steatosi epatica, classificata come 0 (< 5% degli epatociti), 1 (5-33%), 2 (33-66%), and 3 (> 66%). Per valutare il ruolo della componente epiteliale nella riparazione del tessuto ed il suo contributo nel determinare fibrosi, è stata valutata l’espansione della reazione duttulare (DR) mediante morfometria per citocheratina-7 (CK7). Come markers della transizione epitelio-mesenchimale nelle cellule della reazione duttulare CK7-positive, abbiamo utilizzato l’espressione nucleare di Snail, la down-regulation di E-caderina, l’espressione della proteina-1 specifica del fibroblasti (FSP1) e la vimentina. Risultati: l’insulina-resistenza, il grado di necroinfiammazione e l’espansione della reazione duttulare [che comprendono cellule duttulari reattive (RDCs), cellule progenitrici epatiche (HPCs) e cellule epato-biliari intermedie (IHBCs) in accordo ai criteri morfologici], sono tutte associate allo stadio di fibrosi. L’espressione nucleare di Snail, la down-regulatione di E-caderina e l’espressione della vimentina sono state osservate nelle cellule della reazione duttulare (RDCs). Con la doppia immunofluorescenza per CK7 e FSP1, è stato osservato che il numero delle cellule della reazione duttulare che andavano incontro al processo di transione epitelio-mesenchimale progressivamente incrementava insieme al grado della necroinfiammazione. Dalla analisi multivariata, l’infiammazione totale e l’insulino-resistenza erano i soli fattori significativamente predittivi la presenza di fibrosi avanzata (Ishak score ≥ 3) e l’espansione delle RDCs. Conclusione: questo studio mostra che l’insulino-resistenza è associata al grado di necroinfiammazione nei pazienti con epatite cronica HCV-correlata e contribuisce alla fibrosi epatica attraverso la stimolazione dell’espansione delle RDCs che esprimono i markers della transizione epitelio-mesenchimale

    Biodiesel e microalghe: energia per un futuro sostenibile

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    Discovering opportunities in content-based social networks

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    La principale attività di un imprenditore è quella di scoprire e prendere al volo "opportunità", le quali sono definite come situazioni che possono essere sfruttate in modo da ottenerne dei vantaggi di qualche tipo. Lungi dall'essere un'attività semplice, questo tipo di lavoro può richiedere creatività, esperienza, conoscenza del dominio ed una miriade di altri ingredienti. In questo lavoro presentiamo una formalizzazione della nozione di scoperta di opportunità all'interno di una rete; le "reti di opportunità" sono costituite da un multigrafo diretto con attributi, uno sfruttatore di probabilità, un insieme di pattern di opportunità e da funzioni di ranking delle opportunità scoperte

    Multi-channel algorithms for improving speech recognition accuracy in adverse environments

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    Oggigiorno l’interazione uomo-macchina ha un ruolo fondamentale nella vita quotidiana delle persone. In particolare, per l’uomo, la voce rappresenta un modo naturale per comunicare e quindi anche una delle soluzione più adatte per interagire con diversi tipi di macchine. Questo spiega perché tecnologie basate su voce hanno guadagnato l’attenzione della comunità scientifica in questi anni. I sistemi di riconoscimento automatico del parlato sono i mezzi attraverso i quali l’interazione vocale con il computer può avvenire. Il riconoscimento vocale è un campo di ricerca molto am-pio: per esempio, la ricerca è rivolta allo sviluppo di algoritmi di ricerca efficienti, oltre che alle tecniche di addestramento discriminativo. In questo lavoro, l’attenzione è focalizzata sulle tecniche processamento per aumentare la ro-bustezza al rumore additivo ed al riverbero. In particolare vengono presentate tecniche che im-piegano un solo microfono (mono-canale) o più microfoni (multi-canale). Per quanto riguarda le tecniche mono-canale sono state proposte due migliorie di algoritmi basati su minimum mean square error. Tecniche basate sullo smoothing della funzione guadagno e su soft-decision origina-riamente proposte nel dominio della frequenza sono state sviluppate nel dominio cepstrale. Al fi-ne di ottenere un algoritmo computazionalmente efficiente è stato anche proposto uno stimatore nel dominio cepstrale basato sul criterio maximum a posteriori. Per quanto riguarda invece le tecniche multi-canale, sono stati proposti due diversi stimatori bayesiani nel dominio cepstrale. I risultati sperimentali hanno dimostrato l’efficacia delle soluzioni proposte nell’aumentare l’accuratezza del riconoscimento rispetto alla loro controparte mono-canale, evidenziando allo stesso tempo una riduzione del carico computazionale rispetto ai metodi nel dominio della fre-quenza. Oltre agli stimatori bayesiani è stato proposto un algoritmo di histogram equalization multi-canale nel quale la presenza di più canali audio viene sfruttata per ridurre la varianza del rumore ed ottenere una più affidabile stima della cumulative density function del segnale rumoro-so. Al fine di alleviare il problema del riverbero sono state analizzate tecniche di blind deconvolu-tion. In particolare, sono state studiate ed analizzate le basi teoriche dell’identificazione blind di risposte impulsive in sottobande. L’uso dell’identificazione blind di risposte impulsive in un fra-mework a sottobande non è stato ancora investigato in dettaglio e dunque rappresenta un tema di ricerca innovativo. In tal senso questo lavoro vuole essere un primo approccio per poter com-prendere meglio le questioni relative alla sua applicazione in situazioni realistiche. Per aumentare le prestazione di sistemi di riconoscimento automatico del parlato in scenari di tipo meeting viene inoltre presentata un’implementazione real-time di un framework esistente per la separazione e la dereverberazione del segnale vocale. L’innovazione sta nel superamento di di-versi limiti presenti in tale sistema che non consentono la sua applicazione in scenari reali. In par-ticolare, viene proposto un metodo iterativo di inverse filtering che riduce significativamente il costo computazionale, per sostituire la soluzione least square utilizzata nell’approccio di riferi-mento. Questo permette l’inversione di risposte impulsive lunghe anche in applicazioni real-time. È stato aggiunto anche un algoritmo di speaker diarization in modo da poter pilotare corretta-mente tutti gli altri stadi del framework, permettendo così che l’identificazione possa essere diret-tamente eseguita utilizzando le misture microfoniche. Lo studio di scenari innovativi per tecnologie vocali ha portato allo sviluppo di un front-end vocale per applicazioni su schermi da tavolo. Lo scenario applicativo prevede la presenza di quat-tro parlatori seduti attorno al tavolo che discutono tra loro. Il sistema cattura alcune parole chiave predefinite, e mostra sullo schermo immagini o parole legate all’argomento della conversazione. Tali stimoli sono utili a favorire e supportare la conversazione tra gli individui. In questo lavoro, ci si è occupati della definizione dei moduli dell’interfaccia vocale, con attenzione particolare ri-volta allo stadio di cattura delle parole chiave. Al fine di verificare l’adeguatezza del sistema pro-posto, sono stati condotti esperimenti su segnali acquisiti in condizioni realistiche

    Implementazione e sperimentazione di una banca dati in ambiente GIS per l'analisi del rischio idrogeologico

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    Si è implementata, sviluppata e sperimentata una banca dati in ambiente GIS finalizzata al corretto controllo, gestione e pianificazione del territorio per l’analisi del cosiddetto rischio idrogeologico. Dopo aver ricordato la drammatica situazione italiana, in cui fenomeni quali frane, alluvioni e inquinamenti popolano quotidianamente la stampa e i mezzi di comunicazione più in generale, richiamando l’attenzione sull’assoluta necessità di una corretta pianificazione ed uso del territorio, si è evidenziato come la necessità di gestire da un lato una notevole quantità di informazioni multidisciplinari, dall’altro quella di poterle integrare e confrontare tra loro in vari modi per ottenerne ulteriori informazioni richieda lo sviluppo di adeguati sistemi di controllo utilizzando le funzionalità tipiche dei Sistemi Informativi Geografici. In prima istanza, preso atto dell’estrema disomogeneità nel settore dello studio del rischio idrogeologico, sia da un punto di vista disciplinare che per quanto riguarda l’organizzazione dei dati nell’ambito di un Sistema Informativo Geografico, con gravi conseguenze sull’effettiva interscambiabilità dei dati, si è quindi effettuata un’analisi delle terminologie utilizzate in ambio internazionale. Si è anche evidenziato che, più che di rischio idrogeologico, termine per certi versi non corretto, per un concreto controllo delle principali pericolosità di un bacini si deve parlare di alcuni tipi di pericolosità naturale ed antropica. Sulla base di ciò, si è elaborato un modello concettuale di banca dati, evidenziando le relazioni intercorrenti tra i vari ambiti disciplinari. Successivamente, si è progettata ed implementata una banca dati alfanumerica relazionale in ambiente GIS finalizzata ad integrare i vari aspetti del territorio afferenti le problematiche di natura geologica, geomorfologica, idrogeologica, idrologica e antropica. Tale struttura è stata quindi sperimentata su di bacino campione, inserendo dapprima i dati storici disponibili ed integrandoli con i dati delle stazioni di monitoraggio presenti in sito, per le quali sono stati sviluppati appositi moduli di importazione dei dati. Successivamente, sono stati sviluppati una serie di esempi analitici che hanno messo in luce le interrelazioni tra le componenti geologiche, idrogeologiche, geomorfologiche, idrologiche ed antropiche del bacino nella costituzione di situazioni di rischio. Il sistema sviluppato risulta innovativo per la multidisciplinarietà delle cause trattate, costituendo un tentativo di superamento dell’estrema frammentarietà e specificità esistente nel settore delle banche dati GIS sul tema

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