Open Access Scientific Journals of the Department of Foreign Languages and Literatures of the University of Verona
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    Elogio della piromania. Risposta all’intervento di Giovanni Bottiroli “Fondamentalismo americano. L’attacco alle statue, al cinema, alla letteratura” pubblicato nel numero 16 (2020) di Iperstoria

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    Risposta all’intervento di Giovanni Bottiroli “Fondamentalismo americano. L’attacco alle statue, al cinema, alla letteratura” pubblicato nel numero 16 (2020) di Iperstoria

    L’uomo diventato donna e altri racconti. Sherwood Anderson (a cura di Anna De Biasio)

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    Review of L’uomo diventato donna e altri racconti by Sherwood Anderson (edited by Anna De Biasio

    Cinema, Migration, and the US: An Introduction

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    Introduction to the Special Section “Cinema, Migration, and the US.

    Il ‘terzo atto’ della letteratura ebraico-americana. Allegra Goodman e l’americanizzazione della Shoah in “Paradise Park”

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    Il presente saggio è incentrato sul cosiddetto ‘terzo atto’ della letteratura ebraico-americana avviatosi negli anni Ottanta del Novecento. Si tratta di una fase che ha visto un rinnovato interesse per la teologia, specialmente per il rapporto tra la tradizione e le sfide sempre più pressanti della modernità, le quali hanno imposto un processo di secolarizzazione indubbiamente pericoloso per la continuità del ‘popolo eletto.’ Una fra le voci di spicco è Allegra Goodman, scrittrice ebrea di terza generazione, particolarmente attenta al presente e al futuro delle comunità ebraiche nella diaspora, specialmente a quanto ella percepisce come il profondo anelito dei suoi contemporanei a un comune denominatore spirituale che conferisca senso e scopo a esistenze altrimenti immerse nel mare magnum culturale dell’America contemporanea. Nell’opus di Goodman, il tentativo di recupero della tradizione s’incentra sovente sulla Shoah, innalzata a mito di fondazione dell’identità ebraica statunitense. Tale fenomeno, definito da Hilene Flanzbaum nei termini di una vera e propria ‘americanizzazione’ degli eventi storici, è rappresentato da Goodman in termini satirici nel suo romanzo Paradise Park, pubblicato nel 2001. Attraverso la parabola esistenziale dei protagonisti – ebrei assimilati, desiderosi di recuperare una comune tradizione spirituale, ma privi degli strumenti critici, storici e teologici adeguati all’uopo – la scrittrice rappresenta il pericolo concreto, a suo avviso insito nella sopra richiamata ‘americanizzazione della Shoah,’ di incorrere sia in episodi di appropriazione, strumentalizzazione e/o mistificazione della memoria storica, sia in fenomeni di contrazione assiologica della tradizione religiosa giudaica.The present essay focuses on the so-called ‘Act III’ of Jewish-American literature, a particularly prolific phase that started in the 1980s and saw a new revival of interest in Jewish theology, especially in relation to the challenges to Jewish continuity posed by the increasing secularization that characterized the ‘chosen people’’s progression to modernity. In that respect, one of the most interesting voices is that of Allegra Goodman, a third-generation Jewish writer, whose prose centers on the present and future of the Jewish community within the diaspora, with a focus on one main theme: the search, by her contemporaries, for a common spiritual tradition as an antidote to the secularizing pressures of the American Way of Life. This spiritual quest often involves the Holocaust, which the American public discourse has turned into the funding myth of Jewish identity in the US—a phenomenon defined by Hilene Flanzbaum as an ‘Americanization’ of the Holocaust, which has been judged with palpable ambivalence. In her novel Paradise Park, published in 2001, Goodman expresses her skepticism about this process by representing in pungent satirical terms the ways in which assimilated American Jews respond to the legacy of the Holocaust, especially by using and abusing the historical record for their own personal purposes

    Be Heimatung – Reconfiguring the Concept of Heimat in Post-Migration Scandinavia

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    Il tema di Heimat è sempre più presente negli ambiti della sociologia e dei cultural studies. Ingabbiato nella sua accezione di casa/patria, Heimat supporta la riproposizione di parametri di identità e appartenenza definiti dall’ideologia di stato-nazione. Questo contributo intende esplorare le questioni relative a questo concetto esaminando il contesto del welfare state nordico.Heimat is a more and more recurring topic in the fields of sociology and cultural studies. Trapped in its meaning of Homeland, Heimat keeps supporting the re-proposition of identity and belonging parameters as defined by the ideology of nation-state. This paper intends to explore the issues related to this concept examining the context of Nordic Welfare State

    «L’ultimo tedesco»? Identità, Heimat, tradizione. Questioni controverse nell’opera di Botho Strauß («Der letzte Deutsche», «Der Fortführer», «Sprengsel»)

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    Il saggio analizza l’elaborazione dei concetti di “identità”, “patria” e “lingua” in Strauß. Seppure non sviluppati sistematicamente, è possibile seguire un filo rosso che si richiama al romanticismo e al conservatorismo tedesco. L’analisi dei tre titoli indicati dimostra come l’argomentazione tenda a spostarsi dal piano politico/sociale a quello letterario e estetico, confluendo su questioni tipicamente straußiane quali “tradizione” e “memoria”.The essay analyzes the elaboration of the concepts of “identity”, “homeland” and “language” in Strauß. Although not systematically developed, it is possible to trace a file rouge referring to Romanticism and German conservatism. The analysis of the three titles indicated shows how the argumentation tends to move from the political/social level to the literary and aesthetic one, converging on typically Straußian issues such as “tradition” and “memory”

    Searching Heimat: Halim\u27s Journey in the Imaginary Geographies of the Orient in «Ett öga rött» by Jonas Hassen Khemiri

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    The contribution investigates the Swedish novel Ett öga rött (One Eye Red) by Jonas Hassen Khemiri, focusing on the protagonist Halim’s insistent search for an Arab Heimat located in “imaginary geographies”, from which he finally detaches himself acquiring the consciousness of being a post-migrant subject who lives with “ease of presence” in Swedish society.L’articolo indaga il romanzo svedese Ett öga rött di Jonas Hassen Khemiri, con attenzione sull’insistente ricerca del protagonista Halim di una Heimat araba situata in delle “geografie immaginarie”, da cui poi si distacca acquisendo coscienza di essere un soggetto postmigrante che vive con “agio della presenza” nella società svedese

    Odabrane pesme / Selected Poems

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    Si presenta una selezione di alcune poesie di Oto Horvat, nella selezione curata da Sanja Roić e nella traduzione dal serbo di Silvio Ferrari.A selection of poems by Oto Hovat is given in its original version in Serbian edited by Sanja Roić and tranlated by Silvio Ferrari

    Introduction to the second issue

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    Presentazione del secondo numero di «NuBE».Introduction to the second issue of «NuBE»

    The International Dostoevsky Society – a personal tribute

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    Malcolm V. Jones, an IDS\u27s founding member and former President, offers his personal tribute to the International Dostoevsky Society on its 50th anniversary.Keywords: IDS (International Dostoevsky Society) History, Dostoevsky Studies 1971-202

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