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L’anima dei luoghi: la dialettica tra patrimonio materiale e immateriale nelle valli ladine
The Ladin language and culture communities are a unique example of the interaction between tangible and intangible heritage, serving as a multicultural laboratory that
plays a vital role in preserving cultural diversity amidst globalization. This analysis acknowledges the strong connection between tangible and intangible heritage, which is continuously
renewed by local communities over time. These communities assign value and significance to
their surroundings, shaping their identity through language, customs, traditions, and various
social and educational practices. Drawing from the ideas of James Hillman and international
legislation like the Faro Convention, the activities of La Majon di Fascegn in the Val di Fassa
are highlighted as an important example, framing them in the perspective of public history
Variations sur l’oralité: Victoire! de Michel Tremblay
This contribution focuses on a linguistic study of Michel Tremblay’s novel Victoire! (2020), with the aim
of highlighting the devices used by this Quebec writer to represent different levels of orality. After briefly
recalling the characteristics of Tremblay’s writing and the thematic interest of the linguistic question in
this novel, I will structure my analysis according to the typologies of fictional representation of orality defined by Catherine Rouayrenc (2010), namely “oralité normée”, “courante” et “marquee”. After reviewing
the characteristics of each level, I will examine the linguistic features used by Tremblay. The conclusion
will attempt to show how the author succeeds in recreating an authentic portrait of the linguistic situation of Quebec
Ecos de la Nueva Troya. Nomenclatura y gestión del pasado en Montevideo (1840-1940)
Se aborda la nomenclatura de Montevideo como
instrumento moderno de apropiación simbólica
del territorio y de escritura de la historia, desde
la aprobación del primer nomenclátor republicano
a la conmemoración de su centenario en 1943. En
el período se identifican tres etapas, con distintos
proyectos toponímicos y de construcción identitaria,
en las que se alternan varias estrategias de gestión
que fluctúan entre esfuerzos fundacionales y de
sedimentación, y posturas contrapuestas respecto
a la acción decantadora del tiempo
La multimodalità nell’istituzionalizzazione di un’arte della parola e dei cenni. Pratiche linguistico-discorsive à rebours (dall’Ottocento al Seicento)
Questo contributo accosta il trattato ottocentesco di Giuseppe Compagnoni Dell’arte della parola a quello seicentesco di Giovanni Bonifacio L’Arte de’ cenni. Pur muovendo da contesti e da premesse teoriche differenti, i due trattati sono accomunati da un intento educativo e, soprattutto, dalla volontà di istituzionalizzare un’arte rispettivamente della parola e dei movimenti eloquenti del corpo (i cenni). Entrambi gli autori delineano un metodo preciso, a cui corrisponde un altrettanto preciso impianto testuale, che prevede come primo passo la collocazione della parola e dei cenni in un orizzonte semiotico. Parola e cenni, pertanto, sono da intendere nel quadro più ampio delle risorse comunicative verbali e non verbali a cui l’individuo ricorre per una predisposizione naturale alla multimodalità.This paper compares Giuseppe Compagnoni’s nineteenth-century treatise Dell'arte della parola with Giovanni Bonifacio’s seventeenth-century treatise L’Arte de’ cenni. Although starting from different contexts and theoretical premises, the two treatises are united by an educational intent and, above all, by the desire to institutionalize an art respectively of the word and of the eloquent movements of the body (the body signs). Both authors outline a precise method, which corresponds to an equally precise textual structure, which in volves as a first step the placement of the word and the body signs in a semiotic horizon. The words and the body signs, therefore, are to be understood in the broader framework of the verbal and non-verbal communicative resources the individual uses due to a natural predisposition to multimodality
Quasimodo: dalla Bibbia al verso
L’intervento si propone di approfondire il rapporto tra Quasimodo e l’Assoluto, a partire dalla presenza di richiami biblici ed evangelici nella produzione in versi del poeta (con particolare attenzione alla raccolta Giorno dopo giorno). Verrà sottoposta una breve campionatura di casi che declinano le diverse modalità di rielaborazione delle fonti religiose (calchi, allusioni fino alla riscrittura), con precisi riferimenti (ove necessario) al testo greco, al fine di delineare, proprio attraverso ciò che permane e ciò che viceversa Quasimodo non aveva accolto dai testi originari – nonché grazie all’analisi del carteggio tenutosi tra l’autore e Giorgio La Pira – la dimensione filosofico-religiosa entro la poetica quasimodiana.This article aims to examine the relationship between Quasimodo and the Absolute by considering the biblical and evangelical references in the author’s verses, particularly in the collection Giorno dopo giorno. A few cases have been selected which showcase how religious sources are reworked by Quasimodo (from calques and allusions to rewritings) and specific references will be made, where appropriate, to the Greek texts. The goal is to provide an outline of the religious and philosophical qualities to Quasimodo’s poetics by considering, in addition to the author’s correspondence with Giorgio La Pira, what the author did and did not extract from the original texts
Salvatore Quasimodo: impegno e letteratura. Un dialogo con Vittorini
A partire dalle consolidate conclusioni critiche sul suo rapporto con l’ermetismo, si guarda alla scrittura di Quasimodo attraverso un gioco di continuità e insieme di scarti e di prese di distanza, in modo da mostrare come la produzione in versi presenti temi e scritture che mantengono una loro forza, passando dalla letteratura degli anni trenta a quella degli anni cinquanta-sessanta: la poetica della parola e la conversione al reale. Sul rapporto tra impegno e letteratura nasce una sorta di dialogo, a distanza, con Vittorini.Starting from the consolidated critical conclusions about his relationship with Hermetism, we examine Quasimodo's writing through a dynamic interplay of continuity, discards, and distancing. This approach highlights how his verses maintain thematic and stylistic strengths across the literature of the 1930s to the 1960s, centering on a poetics of the word and a turn toward reality. A somewhat distant dialogue with Vittorini emerges, focusing on the relationship between political engagement and artistic expression
Misure critiche. Nuova serie. A. 22, n.1-2 (2023)
N.S. A. 22, n. 1-2 (2023) : Giulio R., Nella superbia luciferina l’«argomento de la mente»: i ribelli di Inferno XXXI, P. 5 ; Spalanca L., Oneirobiblia. La Biblioteca dei sogni di Anton Francesco Doni, P. 31 ; D'Antuono N., Su Irene Capecelatro Ricciardi e sulla ricezione di Francesco Lomonaco a Napoli durante la Restaurazione, P. 54 ; Riccucci M., Un sonetto di Franco Sacchetti e i capponi di Renzo: tra congetture e divagazioni, P. 70 ; Vaccaro L., Un elogio-memoria: Trilussa ritratto da Nino Martoglio, P. 90 ; Granese A., Das Schloß di Kafka: un apologo inquietante sull’ubiquità invisibile e demoniaca del Potere. L’esempio “europeo” di Alvaro con L’uomo è forte, P. 116 ; Nuovavia R., Sana A., Gli scritti di Felice Del Vecchio per «Lo Spettatore Italiano» (1954-1956), P. 149 ; Martelli S., Dall'Ur-testo (1945-1947) a Familia. Giose Rimanelli tra autobiografia e immaginario, P. 198 ; Chirico I., In volo «come Perseo in un altro spazio»: immagini di leggerezza in Calvino, P. 248 ; Di Zenzo R., The 1867 Grand Tour of Mark Twain in Italy: the Legend of the Capitoline Venus, P. 273 ; Sica G., This must be the place. Variazioni su David Bryne e lo zen, P. 292 ; Martelli S., Sulla edizione del De re uxoria di Francesco Barbaro, P. 309 ; Ricco R., «Attentissimo alle questioni musicologiche»: addenda minima sul Fondo Caretti (Biblioteca Civica Ariostea), P. 320 ; Soglia N., «I poeti o saranno natura o, perdutala, la cercheranno» (Schiller): la narrativa di Alessandra Sarchi, P. 328 ; Recensioni