Annali online Unife (Università degli Studi di Ferrara)
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    1987 research outputs found

    Lingua di Dio, lingua degli uomini. Filone alessandrino e la traduzione della Bibbia

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    The relevance of John Toland to United Kingdom and Northern Ireland politics today

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    Anthony Collins: l\u27elogio del libero pensare

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    Lettere da Parigi(1784-1785)

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    La biblioteca di Tiberio Cavallo (1749-1809)

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    Il simbolismo dell\u27aquila nella Commedia dantesca

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    Dotte conversazioni davanti ai Sei poeti toscani di Vasari

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    La "silhouette des langues": dessiner et représenter les identités plurielles

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    The “Silhouette des Langues” workshop offers an opportunity to reflect on representations of linguistic repositories in order to produce a personal ‘linguistic repository’. Taking as a starting point: the inherent complexity and the recognition of multilingualism (Castellotti: 2010); the educational value of learners’ storytelling (Perregaux: 2002); the effect on the learning of a foreign language of the ‘word’ learners draw from the ‘ritual’ procedures of classroom interaction (Moore and Simon: 2002), we employ the methods applied both during our teaching activities (University of Pavia and University of Insubria) and our lessons to teachers of foreign languages. At the same time, this ‘silhouette’ allows us entry into the ‘body’ of the range of individual language repositories and to recount the processes of contact (learning); teaching with the foreign languages that make up these repositories as well as the languages themselves.Il laboratorio sulla “silhouette des langues” propone una riflessione sulle rappresentazioni dei repertori linguistici, per giungere alla stesura della propria “auto-biografia linguistica”. Partendo da: la complessità inerente il riconoscimento del plurilinguismo (Castellotti: 2010); la valenza didattica delle narrazioni da parte dei discenti (Perregaux: 2002); l’incidenza, sull’apprendimento di una lingua straniera, della “parola” che il discente sottrae al processo “rituale” delle interazioni nelle classi (Moore e Simon: 2002), si ricorre a tale strumento, già sperimentato nell’ambito della nostra attività didattica (Università di Pavia e Università dell’Insubria) e nei nostri corsi di formazione di docenti di Lingue straniere. Tale “silhouette” consente, al contempo, una iscrizione nel “corpo” della varietà dei repertori linguistici individuali e un narrare i processi di contatto – apprendimento – insegnamento “con” e “delle” lingue straniere che compongono tali repertori

    Per una scuola efficace. Criticità della didattica per competenze e strategie di miglioramento

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    In this paper we identify some of the main difficulties that affect Italian school system. These difficulties are analyzed at two intertwined levels. The level regarding the international research on education and the European policy decisions inspired to this research. The level regarding the Italian reception of these decisions and the overall configuration of the Italian school system. On the basis of these difficulties, we propose some key operative strategies concerning school organization. Even in the present conditions, the proposed strategies can enhance relevant processes of empowerment. These processes can improve innovative teaching approaches and Italian school efficacy at the same time.Abstract – Riassunto – In questo articolo verranno prima individuate alcune delle principali difficoltà che segnano il sistema scolastico italiano. Tali difficoltà sono analizzate a un doppio livello: al livello della ricerca internazionale in campo educativo e delle decisioni di policy europee che si ispirano a tale ricerca; al livello della ricezione italiana di tali decisioni e della configurazione strutturale del sistema scolastico italiano. Alla luce delle criticità riscontrate verranno proposte alcune strategie operative chiave da implementare al livello dell’organizzazione scolastica che già nelle condizioni presenti possono avviare significativi processi di miglioramento. Tali processi possono allo stesso tempo promuovere approcci didattici innovativi e aumentare l’efficacia della scuola italiana

    Educare al conflitto oggi: la proposta pedagogica di François Galichet

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    The paper offers an analysis of the themes of citizenship education and pedagogy of conflict according to the vision of the philosopher François Galichet. Starting from the examination of the transition from the linear-systematic paradigm to that of the fragment, the French philosopher agrees that educating citizenship means educating in conflict, in diversity, against all forms of homologation and hypocrisy. In this direction, the emergence of a “pedagogical ethic” is proposed, which acts as a builder of relationships and brings into play the consciences that from individual and selfish become collective, rediscovering in this way that sense of responsibility and belonging to the humanity of one respect to the others. In the time in which our societies are more and more declined in the plural, unleashing a real attack of  “moral panic”, favoring “the pedagogy of conflict” advanced by Galichet could help to eliminate those attitudes children of the logic of passive tolerance that they consider diversity as a problematic factor and not as a value with a strong generative power that enriches.Il contributo propone un’analisi dei temi dell’educazione alla cittadinanza e della pedagogia del conflitto secondo la visione del filosofo François Galichet. Partendo dalla disamina del passaggio dal paradigma lineare-sistematico a quello del frammento, il filosofo francese conviene che educare alla cittadinanza significhi educare al conflitto, alla diversità, contro ogni forma di omologazione e ipocrisia. In tale direzione si propone l’emergenza di “un’etica pedagogica” che funga da costruttrice di relazioni e metta in gioco le coscienze che da individuali ed egoistiche diventino collettive, riscoprendo così quel senso di responsabilità e di appartenenza all’umanità degli uni rispetto agli altri. Nel tempo in cui le nostre società sono sempre più declinate al plurale, scatenando un vero e proprio attacco di “panico morale”, favorire “la pedagogia del conflitto” avanzata da Galichet potrebbe aiutare ad eliminare quegli atteggiamenti figli della logica della tolleranza passiva che considerano la diversità come un fattore problematico e non invece come un valore dotato di un forte potere generativo che arricchisce.

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