Annali online Unife (Università degli Studi di Ferrara)
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    1987 research outputs found

    WOODY ALLEN, A proposito di niente. Autobiografia

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    La violenza è dappertutto: Il carattere violento della tecnica nel pensiero di Günther Anders

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    Technology, a fundamental concept in Günther Anders\u27 thinking, is there systematized as violent. That violence acquires a multiform and pervasive feature. The slavery of living in check of the system of technocracy that contemporary humanity is serving is explained by acknowledging all the declinations that the violence assumes in Anders’ writings. In the pages of the texts written by the philosopher of the Antiquiertheit, we can clearly find out manifestation of violence in the economic, historical-historiographical and political fields. These planes are summarized in a form as thin as it is unavoidable of violence, which is the one that penetrates the metaphysical dimension and which is the cause and at the same time causes the total loss of freedom on the part of human.Quello di tecnica, un concetto fondamentale nel pensiero di Günther Anders, viene al suo interno sistematizzato come violento. Questa violenza assume un carattere pervasivo e multiforme. La schiavitù generata dal vivere sotto lo scacco del sistema tecnocratico che l’umanità contemporanea sta scontando si spiega indagando le declinazioni che la violenza assume nei testi andersiani. Nelle pagine scritte dal filosofo dell’Antiquiertheit possiamo chiaramente rilevare manifestazioni della violenza in campo economico, storico-storiografico e politico. Questi piani vengono sintetizzati in una forma tanto sottile quanto inevitabile di violenza, che è quella che penetra nella dimensione metafisica che è causata e allo stesso tempo è causa della completa perdita di libertà da parte dell’uomo

    L’identità complessa della Storia della Scienza dell’educazione tra ricerca e didattica

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    Il contributo si interroga sull’identità della Storia della Scienza dell’educazione, che appare ancor oggi incerta nonostante la ricchezza della saggistica a di­sposizione che sembra inclinare, in Italia come nel resto d’Europa, verso un approccio archi­vistico. Dalla discussione emergono quattro chiari punti ineludibili per ricercatori ed inse­gnanti: la natura complessa ed articolata della storia della Scienza dell’educazione, la specifi­cità del suo approccio all’universo dell’educazione; la dialettica tra ricostruzione storica e epistemologia pedagogica; la necessità di portare avanti una discussione sui metodi, i conte­nuti ed i compiti della nostra disciplina.Il contributo si interroga sull’identità della Storia della Scienza dell’educazione, che appare ancor oggi incerta nonostante la ricchezza della saggistica a di­sposizione che sembra inclinare, in Italia come nel resto d’Europa, verso un approccio archi­vistico. Dalla discussione emergono quattro chiari punti ineludibili per ricercatori ed inse­gnanti: la natura complessa ed articolata della storia della Scienza dell’educazione, la specifi­cità del suo approccio all’universo dell’educazione; la dialettica tra ricostruzione storica e epistemologia pedagogica; la necessità di portare avanti una discussione sui metodi, i conte­nuti ed i compiti della nostra disciplina.

    Due modelli di educazione repubblicana nella Genova del Seicento negli scritti di Andrea Spinola e Gio. Francesco Spinola

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    Due testi, opera degli scrittori politici e patrizi genovesi Andrea e Gio. Francesco Spinola, zio e nipote, databili il primo agli anni ’10-’20 e il secondo agli anni ’50-’60 del Seicento, presentano due modelli di educazione repubblicana diversi sebbene distanziati di appena una generazione. Mentre per Andrea il giovane nobile doveva essere preparato a diventare un attivo e parsimonioso uomo d’affari o imprenditore, Gio. Francesco descriveva una educazione e uno stile di vita patrizi orientati meno agli affari che non a modelli cortigiani e feudali, in consonanza con le trasformazioni nell’economia e nella società genovesi del Seicento.Due testi, opera degli scrittori politici e patrizi genovesi Andrea e Gio. Francesco Spinola, zio e nipote, databili il primo agli anni ’10-’20 e il secondo agli anni ’50-’60 del Seicento, presentano due modelli di educazione repubblicana diversi sebbene distanziati di appena una generazione. Mentre per Andrea il giovane nobile doveva essere preparato a diventare un attivo e parsimonioso uomo d’affari o imprenditore, Gio. Francesco descriveva una educazione e uno stile di vita patrizi orientati meno agli affari che non a modelli cortigiani e feudali, in consonanza con le trasformazioni nell’economia e nella società genovesi del Seicento

    Testimonianza

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    Questo e l\u27articolo di Nella Sistoli Paoli sono due testimonianze, culturali ed amicali al tempo stesso, su Tina Tomasi, a cento anni dalla sua nascita.Questo e l\u27articolo di Nella Sistoli Paoli sono due testimonianze, culturali ed amicali al tempo stesso, su Tina Tomasi, a cento anni dalla sua nascita

    La storiografia dell’Educazione degli adulti in Italia: un sentiero smarrito?

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    This paper focuses on historical dimension of Adult education, considering it a very important issue for the research in this field. The arguments put forward start from a critical survey of the literature, through the identification of various approaches (and their paradigmatic examples) to address this dimension: the presentation of historical excursus, propaedeutic to theoretical contents and current issues of Adult education; the deepening of more circumscribed periods, authors, writings or situations considered particularly significant in this field; and the re-discovery of “classics”, offered as benchmarks for the theory and planning of educational practices. Although there are notable examples considering history of education as a fundamental dimension of Adult education research, it notes that this research field needs to be revitalized, to answer to the exigency – expressed by many scholars, but not only by them – to equip itself with more refined interpretative and planning tools.Questo articolo è incentrato sulla dimensione storica dell’Educazione degli adulti, considerandola una questione di grande rilievo per la ricerca in questo ambito. Le argomentazioni proposte prendono le mosse da una ricognizione critica della letteratura, attraverso l’individuazione di varie tipologie (e di relativi esempi paradigmatici) di affrontare tale dimensione: la presentazione di excursus storici propedeutici ai contenuti teorici e alle questioni più attuali dell’Educazione degli adulti; l’approfondimento più circoscritto di periodi, autori, opere o situazioni ritenute particolarmente significative in questo settore; la ri-scoperta di “classici” che si offrono come punti di riferimento per l’elaborazione teorica e la progettazione delle prassi educative. Pur non mancando pregevoli testimonianze di come la storia del­l’Educa­zione degli adulti sia una dimensione fondamentale della ricerca educativa, si rileva che questa pista di ricerca necessita di essere rinvigorita e maggiormente coltivata, proprio alla luce del bisogno – da più parti espresso – di dotarsi di sempre più raffinati strumenti interpretativi e progettuali

    (Ri)formare la professionalità educativa

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    The educational professionalism has to deal with the complexity of contemporary society, which requires a multidimensional approach to individual and collective needs.The dichotomy between social and health education, implied by the current double-track learning and training academic system, shows its limits in the introduction of a disparity in social acknowledgment – mainly due to a lack in legislation, that qualifies as “enabling degree” only the one related to health professions – which is likely to reduce the guarantees of citizenship rights, besides going on weakening the educational professionalism itself.An integrated model of lifelong learning comes out as a strategy in seeking a convergence between the two profiles, placing them in an organic project aimed to create generative connections between theoretical and experiential knowledge, transversal and specific, pedagogical and organizational skills, through which strengthen the value of educational social work.La professionalità educativa si confronta quotidianamente con la complessità della società contemporanea, che richiede un approccio multidimensionale ai bisogni individuali, collettivi e dei territori. La dicotomia sociale-sanitario, sottesa dall’attuale doppio binario formativo degli educatori, mostra i propri limiti nell’introdu­zio­ne di una disparità di legittimazione e riconoscimento sociale – a partire dall’anomalia legislativa per cui solo la laurea afferente alle professioni sanitarie è abilitante – che rischia di ridurre le garanzie dei diritti di cittadinanza, oltre ad indebolire la professionalità educativa stessa. Ne consegue il bisogno di un modello integrato di formazione permanente, che ricerchi una convergenza tra i due profili, inserendoli in un progetto organico volto all’integra­zione ricorsiva di saperi teorici ed esperienziali, di competenze trasversali e specifiche, pedagogiche e organizzative, attraverso cui rafforzare il senso del lavoro educativo

    L’educazione alle competenze emotive nel profilo professionale dell’insegnante: punti di forza e criticità

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    Since the 1990s, emotions are no longer regarded as a disturbing factor with respect to learning mechanisms, but are conceptualized as a central dimension of any complex cognitive behavior. Moreover, their status as a scientific construct is affirmed, which can be studied like other individual variables, e.g. attention or memory. However, two issues remain open: the first concerns specific training on how to teach and assess emotional and social competences in children and young people. The second issue concerns the most effective ways of incorporating emotional competences into teacher planning. In this article, an exploratory study is presented on a sample of teachers belonging to different school orders: the aim is to investigate how emotions and emotional competences enter the teacher\u27s professional profile and his or her educational planning in the classroom.A partire dagli anni Novanta, le emozioni non sono più considerate un fattore di disturbo rispetto ai meccanismi dell’apprendimento, ma vengono concettualizzate come una dimensione centrale di qualsiasi condotta cognitiva complessa. Inoltre, si afferma il loro status di costrutto scientifico, che può essere studiato come altre variabili individuali, ad esempio l’attenzione o la memoria. Tuttavia, rimangono aperte due questioni: la prima riguarda la formazione specifica su come insegnare e valutare le competenze emotive e sociali nei bambini e nei ragazzi. Il secondo aspetto riguarda le modalità più efficaci per inserire le competenze emotive nell’azione progettuale dell’insegnante. Nel presente articolo, viene presentato uno studio esplorativo su un campione di insegnanti appartenenti ai diversi ordini di scuola: l’obiettivo è quello di indagare come le emozioni e le competenze emotive entrano nel profilo professionale del docente e nella sua progettualità didattica in classe.

    Un videogioco per supportare discussioni di classe sul pensiero relazionale

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    Video games are becoming a topic of interest in mathematics education. However, research in this field does not seem to clearly highlight the role that the video game environment could play in supporting teachers in promoting teaching-learning processes. The aim of this paper is to investigate how an educational video game can support teachers during whole class discussions. In particular, the aim of our study is focused on the improvement of relational thinking, i.e. the use of properties of numbers and operations to manipulate equalities. Research in this domain shows that involving students in well-designed tasks is not sufficient; the role of teachers is central, especially in orchestrating discussions. Within an experimental project involving fourth-grade students and their teacher in primary school, we observed that the introduction of a videogame within teaching-learning process is an important resource for the teacher; in particular, to anticipate and monitor the processes set up by students playing the game and to use them during a class discussion.I videogiochi stanno diventando un argomento di interesse nell’ambito dell’educazione matematica. Tuttavia, la ricerca in questo campo non sembra evidenziare chiaramente il ruolo che l’ambiente del videogioco potrebbe avere nel supportare i docenti nella promozione dei processi di insegnamento-apprendimento. L’obiettivo di questo lavoro è analizzare come un videogioco educativo possa supportare un insegnante durante discussioni di classe. In particolare, l’oggetto del nostro studio è lo sviluppo del pensiero relazionale, cioè l’utilizzare delle proprietà dei numeri e delle operazioni per manipolare uguaglianze. La ricerca in questo campo mostra che coinvolgere gli studenti in compiti ben progettati non è sufficiente, il ruolo degli insegnanti è centrale soprattutto nell’orchestrare discussioni. All’interno di un percorso sperimentale che ha coinvolto classi quarte della scuola primaria, abbiamo osservato che l’introduzione di un videogioco all’interno del processo di insegnamento-apprendimento della matematica sia una risorsa importante per il docente; in particolare, per anticipare e monitorare i processi messi in campo dagli studenti nel gioco ed utilizzarli durante una discussione di classe

    Recensione a: D. Felini (a cura di), Letture di pedagogia. Un percorso antologico, Roma, Carocci, 2022

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