Annali online Unife (Università degli Studi di Ferrara)
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Spunti teorico-metodologici per ri-fondare l’alleanza scuola-famiglia e territorio nel tempo della crisi multilivello
Abstract – The rarity of school-family meeting devices intentionally designed and built in Italian scholastic institutions reveals the difficulty of managers and teachers to consider the numerous repercussions that these can have on the student and his family, on the school and even on the wider community close relationship with these basic educational agencies. Although more than fifty years have passed since the formulation of the theory of systems and a little less since the deepening of that ecological model which sees the development of the child taking place within a set of different but interconnected contexts, the analysis of the international and national literature highlights how the school is still struggling today to problematize the theme of school-family alliances in a pedagogical-systemic key; considering them at most useful for the improvement of disciplinary learning and not already relationships to be consolidated to ensure "global learning" for each student. For that reason, the contribution presents some epistemological and methodological ideas useful for promoting a more democratic, conscious and advantageous participation of the family in the school life of the children from the very beginning, in order to satisfy their overall and even unprecedented needs at a time moreover of multilevel crisis.
Riassunto – La rarità di dispositivi di incontro scuola-famiglia intenzionalmente progettati e realizzati nelle istituzioni scolastiche italiane, svela la difficoltà dei dirigenti e degli insegnanti di considerare le numerose ricadute che questi possono avere sullo studente e la sua famiglia, sulla scuola e perfino sulla comunità più in stretta relazione con queste fondamentali agenzie educative. Benché siano passati più di cinquant’anni dalla formulazione della teoria dei sistemi e poco meno dall’approfondimento di quel modello ecologico che vede lo sviluppo del bambino realizzarsi all’interno di un insieme di contesti differenti, ma interconnessi fra loro, l’analisi della letteratura internazionale e nazionale mette infatti in evidenza come la scuola stenti ancora oggi a problematizzare in chiave pedagogico-sistemica la tematica delle alleanze scuola-famiglia; considerandole tutt’al più utili al miglioramento dell’apprendimento disciplinare e non già relazioni da consolidare per garantire un “apprendimento globale” per ciascuno studente. Per queste ragioni, il contributo presenta alcuni spunti epistemologici e metodologici utili per favorire sin dalla scuola d’infanzia una più democratica, consapevole e vantaggiosa partecipazione della famiglia alla vita scolastica dei figli, al fine di soddisfarne i bisogni complessivi e anche inediti in un tempo peraltro di crisi multilivello
La formazione dei docenti di sostegno. Profili normativi e una discussione
Abstract – Ensuring inclusive learning contexts and thus improving the quality and equity of the Italian school system is one the urgent objectives of the national policy agenda. In order for this to be fully achieved, it is necessary to invest in the training and professional baggage and skills of school operators. This work intends to illustrate and discuss the main regulatory interventions on the subject, and to start a discussion on the reflective exercise of training as a search for an authentically inclusive professional actionRiassunto – Garantire contesti di apprendimento inclusivi e così migliorare la qualità e l’equità del sistema scolastico italiano è uno degli obiettivi urgenti dell’agenda politica nazionale. Perché ciò si realizzi pienamente occorre investire sulla formazione e sul bagaglio professionale e di competenze degli operatori scolastici. Il presente lavoro intende presentare e discutere i principali interventi normativi in materia, e avviare una discussione sull’esercizio riflessivo della formazione come ricerca di un agire professionale autenticamente inclusivo
It’s up to us. Il progetto More Opportunities for Every Child (MOEC) e la formazione dei docenti di scuola dell’infanzia tra cura, responsabilità e competenze inclusive
Abstract – This paper analyzes a topical issue of great ethical responsibility, such as teacher training, and promotes, in an increasingly structured way, in-depth reflection on the possible practices underlying it, in order to answer appropriately to the professionalism of personnel working in educational services 0-6. The construction of an inclusive culture and the achievement of skills aimed to the early detection of difficulties in the child’s developmental process become key issues perceived, in their relevance and emergency, by preschool teachers involved in the three-year More Opportunities for Every Child (MOEC) research project, within the Erasmus+ program. Given the complexity and plurality of the project actions, this paper focuses only on one of the planned outputs, related to the design and implementation of a training model structured around the needs of the participants.Riassunto – Questo contributo analizza un tema attuale e di grande responsabilità etica, quale la formazione dei docenti e promuove, in modo sempre più strutturato, una riflessione approfondita sulle possibili pratiche che ne sono alla base, al fine di rispondere in modo adeguato alla professionalità del personale che opera nei servizi educativi 0-6. La costruzione di una cultura inclusiva e l’acquisizione di competenze che rendano possibile l’individuazione tempestiva di eventuali difficoltà nel processo evolutivo del bambino divengono temi-chiave percepiti, nella loro rilevanza ed urgenza, dai docenti di scuola dell’infanzia coinvolti nel percorso di ricerca triennale More Opportunities for Every Child (MOEC), nell’ambito del programma Erasmus+. Considerata la complessità e la pluralità delle azioni progettuali, il presente lavoro si focalizza solo su uno degli output previsti, relativo all’ideazione e alla realizzazione di un modello formativo strutturato attorno ai bisogni dei partecipanti
Prime riflessioni su una ricerca-formazione per insegnanti: “in viaggio” per la costruzione di uno strumento di progettazione che dialoga con il PEI
Abstract – The article presents the first results of a Research-Training carried out with the curricular teachers of a Comprehensive Institute in the province of Savona, Liguria Region. The two-year process, which involved a total of 107 kindergarten, primary and lower secondary school teachers, started in September 2022 and will end in 2024. After a careful analysis of the training needs of the teachers who requested support of the University in order to prepare a planning tool that would help them structure truly personalized and individualized learning paths. The need perceived as a priority by the teachers was to be able to effectively implement in practice the encounter and dialogue between the EIP and the planning of the classroom, also taking into account what was defined from the perspective of the ICF. In addition to the tool, the various phases of carrying out the analysis, reflection and processing activities carried out with the teachers will be presented.Riassunto – L’articolo presenta i primi risultati di una Ricerca-Formazione realizzata con gli insegnanti curricolari di un Istituto Comprensivo della provincia di Savona, Regione Liguria. Il percorso biennale ha coinvolto un totale di 107 docenti di scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, è avviato dal settembre 2022, si concluderà nel 2024.Dopo un’analisi attenta dei bisogni formativi degli insegnanti che hanno richiesto il supporto dell’Università al fine di predisporre uno strumento progettuale che li aiutasse a strutturare percorsi di apprendimento realmente personalizzati e individualizzati. L’esigenza avvertita come prioritaria dai docenti è stata quella di poter effettivamente realizzare nella pratica l’incontro e il dialogo fra il PEI e la progettazione di classe, tenendo conto anche di quanto definito dalla prospettiva dell’ICF. Inoltre si presenteranno le varie fasi di svolgimento delle attività di analisi, di riflessione, di elaborazione condotte con i docenti
L’insegnante specializzato tra la seduzione tecnologica e la cura delle relazioni
Abstract – The article addresses some critical notes on the risks of a sectorialist view of technologies within the school context, which must be legitimized as a place of care for pupils with "special educational needs" in the necessary revisiting of the dialectic between instituted and institutor. It is a matter of critically analyzing the dilemmatic aspects of the \u27apparent antinomy between the appeal of technological language and the need to maintain an educational and didactic gaze capable of going beyond the risk of specialisms, seeking necessary balances and synergistic and inclusive mediations. If recourse to the more specialized, technology-informatics choice in the support of pupils with disabilities is necessary, renewed teacher training must be welded to the epistemological roots of the educational care of the individual in difficulty. Assistive technologies are a key resource for supporting the inclusion of the wide range of diversity in today\u27s school and social fabric.Riassunto – L’articolo affronta alcune note critiche sui rischi di una visione settorialistica delle tecnologie all’interno del contesto scuola, che va legittimato come luogo di cura degli alunni con “bisogni educativi speciali” nella necessaria rivisitazione della dialettica tra istituito e istituente. Si tratta di analizzare con spirito critico gli aspetti dilemmatici dell’’apparente antinomia tra il fascino del linguaggio tecnologico e l’esigenza di mantenere uno sguardo educativo e didattico capace di andare oltre il rischio degli specialismi, ricercando necessari equilibri e mediazioni sinergiche ed inclusive. Se è necessario il ricorso alla scelta maggiormente specialistica e tecnologico-informatica nel sostegno degli alunni con disabilità, la rinnovata formazione dei docenti deve saldarsi alle radici epistemologiche della cura educativa del soggetto in difficoltà. Le tecnologie assistive rappresentano una risorsa fondamentale per supportare l’inclusione della vasta gamma di diversità presenti nell’attuale tessuto scolastico e sociale
Recensione a: A. Porcarelli, Religione e scuola fra ponti e muri. Insegnare religione in un orizzonte multiculturale, Milano, FrancoAngeli, 2022
Leopardi e l’abitudine: poesia della contingenza e dimensione ecologica dell’inclinazione
What is a habit and what is the role of habits in the process of poetic creation? Is a habit, for a poet, a kind of anaesthetising practice to be escaped from, or a resource to be relied upon in the composition of his or her poetry? The pivotal pages dedicated by Giacomo Leopardi within the Zibaldone to habitual dynamics and the notion of “assuefazione” provide an opportunity to focus on the connection between habits, creativity, and art. In particular, the aim of this paper is to bring to the fore – starting from the concept of habit – some specific aspects of Leopardi’s poetic praxis: the centrality of the element of contingency in artistic creation, the exercise of a poetical attention – oblique, not straight – to the things and events of the world (which, in the habituation process, becomes attention to circumstances and inclination towards everything that happens), the role of improvisational dynamics as the alter ego of habit.Che cos’è un’abitudine e qual è il ruolo delle abitudini nel processo di creazione poetica? L’abitudine, per un poeta, è inclinazione anestetizzante da cui rifuggire – coazione a ripetere il sempre uguale – oppure risorsa sulla quale far leva per la composizione? Le dense pagine dedicate da Giacomo Leopardi nello Zibaldone alle dinamiche abituali e alla nozione di assuefazione consentono di mettere a fuoco il nesso tra abitudini, creatività e arte. In particolare, l’obiettivo del presente saggio è portare a emergenza – a partire dal concetto di abitudine – alcuni aspetti specifici della prassi poetica di Leopardi: la centralità dell’elemento della contingenza nella creazione artistica, l’esercizio di un’attenzione poetante – obliqua, non retta – alle cose e agli eventi del mondo (che nell ’assuefazione si fa attenzione alle circostanze e inclinazione verso tutto ciò che accade), il ruolo della dinamica improvvisativa come alter ego dell’abitudine
L’evento e la sua ombra: percezione, ricordo, essere, stato
The article discusses the relationship between the past and the present. According to the common perception of time, the difference between the past and the present would be ontological: while the present is (it corresponds to Being), the past was (it is not any more). In conflict with this thesis and in agreement with the special theory of relativity, the author argues that all we can know belongs to the past, whereas the present (as well as the future) is unknowable. In order to strengthen his statement, the author investigates human cognition, focusing on the difference between material sensations and mental products. He also deals with the ontological status of the past, trying to clarify why we can only know the past (in this context, he proposes a new interpretation of Parmenides’ definition of Being). On the basis of these arguments, the author concludes that the difference between the past and the present should be considered as gnoseological.L’articolo verte sul rapporto fra passato e presente. Secondo l’impressione comune, la differenza fra passato e presente sarebbe di tipo ontologico: se il presente è (corrisponde all’essere), il passato è stato (non è più). In contrapposizione a questa tesi e in accordo con la teoria della relatività speciale, l’autore sostiene che tutto ciò che possiamo conoscere appartiene al passato, mentre il presente (così come il futuro) risulta inconoscibile. Per corroborare la propria asserzione, l’autore indaga la cognizione umana, soffermandosi sulla differenza fra sensazioni materiali e prodotti mentali. Egli affronta anche lo status ontologico del passato, provando a chiarire perché possiamo conoscere soltanto il passato (in questo contesto, propone una nuova interpretazione della definizione di essere data da Parmenide). Sulla base di questi argomenti, l’autore conclude che la differenza fra passato e presente dovrebbe essere posta sul piano gnoseologic
Alleniamo la ragione: lo sport come strumento per ridurre i divari di genere nei risultati in matematica
The aim of this paper is to evaluate if involvement in sport may generate an improvement in girls’ performance in math scores relative to those in reading. Using data from the Programme for International Student Assessment (PISA, 2015) on test scores of Italian high school students we implement a strategy known as “Instrumental Variables” designed to establish the causal relationship between sports and test scores. The econometric strategy relies on two features, the use of mother education as an instrument to predict the level of sports performed by girls and the use of the ratio of math and reading scores. Results highlight that physical activity improves math test scores for girls. We argue that involvement in sports for girls may make up for the lack of out-of-the-home experiences that typically take place during childhood, generating an improvement in willingness to compete as well as in the ability to perform strategic and logical reasoning under pressure, fostering math performance.Lo scopo di questo lavoro è valutare se il coinvolgimento nello sport può generare un miglioramento delle prestazioni delle ragazze nei risultati in matematica rispetto a quelli in letteratura. Utilizzando i dati del Programma per la valutazione internazionale degli studenti (Pisa, 2015) sui punteggi dei test degli studenti delle scuole superiori italiane, viene implementata una strategia nota come metodo delle “Variabili Strumentali” volta a stabilire la relazione causale tra sport e risultati dei test. La strategia econometrica si basa su due caratteristiche, l’uso dell’istruzione materna come strumento per prevedere il livello di sport praticato dalle ragazze e l’uso del rapporto tra risultati in matematica e in letteratura come principale variabile dipendente. I risultati evidenziano che l’attività fisica migliora i risultati in matematica per le ragazze. Sosteniamo che il coinvolgimento nello sport per le ragazze possa sopperire alla mancanza di esperienze al di fuori dell’ambito domestico che tipicamente si svolgono durante l’infanzia, generando un miglioramento nella disponibilità a competere così come nella capacità di eseguire azioni strategiche e logiche e di ragionare sotto pressione, favorendo dunque le prestazioni in matematica