Annali online Unife (Università degli Studi di Ferrara)
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    1987 research outputs found

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    Promuovere lo scambio tra pari in coppia nel contesto dello 0-6. Analisi di un esempio di dispositivo formativo mediato dall’uso del video

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    Abstract – The article, starting with findings from research experiences and pilot projects regarding cross-cultural exchange in pre-service education, presents and discusses the potential of a training tool centered on peer exchange in pairs: a reflexive device that activates critical re-examination processes of educational practices and bottom-up innovation by combining the potential of video-feedback with insights from disclosure interviews and peer-tutoring strategies. How can one activate educational processes that reconcile quality and sustainability? The objective of the article is to start a reflection on the need to develop streamlined and sustainable tools, able to activate peer exchange and diversify and broaden the range of training situations, by also providing moments of individual activation and exchanges between colleagues and between services. The intervention strategies of the coordinator and the trainer who initiate, guide and monitor these processes are also investigated.Riassunto – L’articolo, a partire dai risultati emersi da alcune esperienze di ricerca e da progetti pilota di scambio cross culturale nella formazione di base, presenta e discute le potenzialità di uno strumento di formazione centrato sullo scambio tra pari in coppia: un dispositivo riflessivo che attiva processi di rivisitazione critica delle pratiche educative e di innovazione bottom up combinando il potenziale del video-feedback con suggerimenti provenienti dall’intervista di esplicitazione e strategie di peer-tutoring. Come attivare processi di formazione conciliando qualità e sostenibilità? L’obiettivo dell’articolo è aprire una riflessione sulla necessità di mettere a punto strumenti snelli e sostenibili, che sappiano attivare le risorse dello scambio tra pari, diversificare e ampliare il ventaglio delle situazioni formative prevedendo anche momenti di attivazione individuale e processi di scambio tra colleghi e tra servizi. La questione interroga anche le modalità di intervento del coordinatore e del formatore che sollecitano, guidano e monitorano questi processi

    Ricerca educativa e professionalità docente nel quadro di una ricerca-intervento per la prevenzione e il contrasto alla dispersione scolastica: genesi ed evoluzione di un dispositivo di sviluppo professionale

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    Abstract – The article addresses the issue of teacher professionalism and the role of educational research in the processes that oversee the transition from a functional perspective of training to a cultural stance of professional development. Some avenues for pedagogical exploration of these processes will be explored through the discussion, with reference to the connections between research and training and the paradigms of adult learning, of the genesis and evolution of a system developed within the framework of a project aimed at preventing and combating school dropout.Riassunto – L’articolo affronta il tema della professionalità docente e del ruolo della ricerca educativa nei processi che presiedono al passaggio da una prospettiva funzionale di formazione ad una postura culturale di sviluppo professionale. Saranno esplorate alcune piste di approfondimento pedagogico di tali processi, attraverso la discussione, con riferimento ai nessi tra ricerca e formazione e ai paradigmi dell’apprendimento adulto, della genesi e dell’evoluzione di un dispositivo elaborato nell’ambito di un progetto volto alla prevenzione e al contrasto della dispersione scolastica

    Le Linee di indirizzo per favorire il diritto allo studio delle alunne e degli alunni che sono stati adottati, 2014/2023. Considerazioni in una prospettiva educativa interculturale

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    Abstract – Adoption is a complex reality with many facets, critical issues, resources. Among other peculiarities, children who have been adopted may have their origins in different parts of Italy but also in many countries of the world, in international adoption but also in national adoption involving children of foreign origin who have been abandoned on Italian soil. These children often bear somatic traits and skin colours different from those still prevailing in the Italian context and have complex histories (the higher the age at adoption), characterised by repeated fractures, losses, bereavements, discontinuities, peculiarities that school contexts must take into account and accommodate. Possibly from an intercultural educational perspective. The presence at school of adopted children, whether of foreign origin or not, is a reality that has existed for decades, yet it is relatively recent to see the consolidation of experts\u27 commitment to the need to create specific tools and protocols for a prepared, sensible and competent reception. The 2014 and 2023 Guidelines for promoting the right to study of pupils who have been adopted, were created with the aim of providing knowledge and theoretical-methodological guidelines to help schools guarantee children and young people and their families, tools that favour their growth path. In analysing some of the main aspects of the document, in particular of 2023, the aim of this contribution is also to spread knowledge about it.Riassunto – L’adozione è una realtà complessa, dalle molteplici sfaccettature, criticità, risorse. Tra le altre peculiarità, i minori che sono stati adottati possono avere le proprie origini in diverse zone dell’Italia ma anche in numerosi paesi del mondo, nell’adozione internazionale ma anche in quella nazionale che riguarda bambine/i di origine straniera in stato di abbandono sul suolo italiano. Spesso questi/e bambini/e portano in sé tratti somatici e colori della pelle differenti da quelli ancora prevalenti nel contesto italiano e hanno storie complesse (tanto più è elevata l’età all’adozione), caratterizzate da ripetute fratture, perdite, lutti, discontinuità, peculiarità che i contesti scolastici devono tenere in considerazione e accogliere. Possibilmente in prospettiva educativa interculturale. La presenza a scuola di bambini/e adottati/e, di origine straniera e non, è una realtà che esiste da decenni, tuttavia è relativamente recente il consolidarsi dell’impegno degli esperti riguardo alla necessità di creare strumenti e protocolli specifici per un’accoglienza preparata, sensibile e competente. Le Linee guida per favorire il diritto allo studio delle alunne e degli alunni che sono stati adottati, del 2014 e del 2023, nascono con l’obiettivo di fornire conoscenze e linee di indirizzo teorico-metodologico che aiutino la scuola a garantire ai bambini e ai ragazzi e alle loro famiglie, strumenti che favoriscano il loro percorso di crescita. Nell’analizzare alcuni dei principali aspetti del documento, in particolare del 2023, anche con il presente contributo, ci si pone l’obbiettivo di diffonderne la conoscenza

    Volume 2 2023

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    L’abitudine come istituzione individuale e sociale in Merleau-Ponty

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    The theme of habit, both individual and social, can be interpreted in Maurice Merleau-Ponty’s philosophy in the light of the dynamics of the institution. We are never completely free nor completely enslaved by a habit: there is no predetermined outcome of behaviors, but a dialectic between structure and relative variation. The aim of this paper is to investigate the role and functioning of habit, focusing on the following aspects: (1) the difference between routine and skill, and the generalization through transfert or analogy, (2) the capacity of anticipation and its connection with the notion of implexe proposed by Paul Valéry, (3) the intertwining of the two level of individual habit and social costume in the pre-personal “inter-world”. As a conclusion, the paper argues for the key role of habit in the indirect ontology as a way of describing the relationship between man and Being.Il tema dell\u27abitudine, sia individuale che sociale, può essere interpretato nella filosofia di Maurice Merleau-Ponty alla luce delle dinamiche dell\u27istituzione. Non siamo mai completamente liberi né completamente schiavi di un\u27abitudine: non esiste un risultato predeterminato dei comportamenti, ma una dialettica tra struttura e variazione relativa. L\u27obiettivo di questo articolo è indagare il ruolo e il funzionamento dell\u27abitudine, concentrandosi sui seguenti aspetti: (1) la differenza tra routine e abilità, e la generalizzazione attraverso il transfert o l\u27analogia, (2) la capacità di anticipazione e il suo collegamento con la nozione di implexe proposta da Paul Valéry, (3) l\u27intreccio dei due livelli di abitudine individuale e costume sociale nell\u27"inter-mondo" pre-personale. Come conclusione, l\u27articolo sostiene il ruolo chiave dell\u27abitudine nell\u27ontologia indiretta come modo per descrivere la relazione tra l\u27uomo e l\u27Essere

    La spazialità geografica interroga il concetto di intuizione

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    Starting from Merleau-Ponty’s critique of the concept of intuition and from a glimpsed ne-cessity to elaborate a third way, alternative to both reflection and intuition, we question phenomenological geography, or mesology, in order to propose a geographical solution. Analysing the relation living-milieu and focusing the attention on spatial perception and corporeality, reflection and intuition give way to a gesture that is both understanding and expressing. In such a way, the boundary between thought and action gets hybridized and an embodied cognition emerges, something which is outlined in the present work through some emblematic practices that give value to the aesthetic dimension.Partendo dalla critica di Merleau-Ponty al concetto di intuizione e dalla necessità intravi-sta di elaborare una terza via, alternativa sia alla riflessione che all\u27intuizione, interroghiamo la geografia fenomenologica, o mesologia, per proporre una soluzione geografica. Analizzando la relazione abitare-milieu e focalizzando l\u27attenzione sulla percezione spaziale e sulla corporeità, la riflessione e l\u27intuizione cedono il passo a un gesto che è insieme comprensione ed espressione. In questo modo, il confine tra pensiero e azione si ibrida ed emerge una cognizione incarnata, che si delinea nel presente lavoro attraverso alcune pratiche emblematiche che danno valore alla dimensione estetica

    La formazione delle competenze valutative degli insegnanti

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    Abstract – Assessment and evaluation are two of the weakest areas of the Italian school system, both with reference to the national regulations governing them and to the assessment practices of teachers. In both initial teacher preparation and in their in-service training, a marginal importance is given to assessment and evaluation. This is a consequence of the educational policies as well as of the weakness of the educational research in the field of assessment and evaluation. The construction and the development of teachers’ competences in the field of assessment and evaluation needs to be linked to the development of the empirical research in the field and to the reflection on the assessment and evaluation practices actually implemented at a school level. The critical analysis of the national assessments carried out by INVALSI could be an effective starting point for enhancing teachers’ awareness of the complexity of the assessment and evaluation tasks and for the development of their competences in this field.Riassunto – L’ambito della valutazione rappresenta uno degli aspetti di maggiore debolezza dell’istruzione scolastica nel nostro paese, sia per le norme che la regolano, sia dal punto di vista delle pratiche adottate dagli insegnanti. Sia nella formazione iniziale, sia in quella in servizio degli insegnanti, i temi legati alla valutazione occupano uno spazio marginale. Questa marginalità è da mettere in relazione sia alle scelte di politica educativa, sia alla debolezza della ricerca in ambito valutativo, particolarmente evidente nel campo della valutazione delle competenze. La costruzione e lo sviluppo delle competenze valutative degli insegnanti richiede un rapporto stretto con la ricerca valutativa e con la riflessione sulle pratiche valutative effettivamente utilizzate. L’analisi critica delle rilevazioni nazionali condotte dall’INVALSI e delle caratteristiche delle prove utilizzate in queste rilevazioni può rappresentare un punto di partenza efficace per incentivare la consapevolezza degli insegnanti della complessità della valutazione e per lo sviluppo delle loro competenze valutative

    “Lei forse non lo sa, ma non l’ho mai dimenticata”. Le competenze relazionali per un’educazione inclusiva

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    Abstract – The reflection proposed in this contribution stems from a training experience carried out during the academic year 2022-2023 as part of the degre course in Philosophical sciences and education at the University of Ferrara. Reflective autobiography is an effective method for reworking and re-signifying one\u27s experiences, making them an active part of the construction of one\u27s daily actions. Starting from this premise, during the training course for the curricular internship, each participant is asked to elaborate their own narrative from favorable or unfavorable experiences lived in the past in education or school. The article presents and discusses the results of the thematic reflective analysis of over 260 narrative texts written and shared by participants in the dedicated virtual Classroom space. From the school memories of future educators emerges the figure of a teacher capable of building and maintaining educational relationships that promote well-being at school: an inclusive teacher who sees and values each pupil, recognizing them in their subjectivity and uniqueness.Riassunto – La riflessione proposta in questo contributo nasce da un’esperienza di formazione svolta durante l’anno accademico 2022-2023 nell’ambito del corso di laurea in Scienze filosofiche e dell’educazione dell’Università degli Studi di Ferrara. L’autobiografia riflessiva è un metodo efficace per rielaborare e risignificare i propri vissuti, rendendoli parte attiva nella costruzione del proprio agire quotidiano. Partendo da questo presupposto, durante il percorso formativo propedeutico al tirocinio curriculare si chiede ad ogni partecipante di elaborare una propria narrazione a partire da esperienze favorevoli o sfavorevoli vissute nel passato in ambito educativo o scolastico. L’articolo presenta e discute i risultati dell’analisi tematica riflessiva di oltre 260 testi narrativi scritti e condivisi dai partecipanti nello spazio virtuale Classroom dedicato al percorso formativo. Dai ricordi di scuola dei futuri educatori emerge la figura di un insegnante capace di costruire e mantenere relazioni educative che favoriscono il benessere a scuola: un insegnante inclusivo, che vede e valorizza ogni alunno, riconoscendolo nella sua soggettività e unicità

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