Annali online Unife (Università degli Studi di Ferrara)
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    Fare consulenza pedagogica a scuola: il contributo della prospettiva sociomateriale

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    Abstract – The paper aims to enhance the contribution of the sociomaterial approaches in pedagogical consultancy processes at school, both by clarifying and focusing on the underlying theoretical and methodological assumptions, and by referring, by way of example, to some consultancy practices. The sociomaterial paradigm allows us to focus on the materiality of education, recognizing its active role in educational and learning practices. Thematizing the materiality in action at school, in the consultancy process, enables us to observe the educational happening from a different perspective, restoring an often elusive complexity and providing interpretative tools to read it, think about it and face it. From this point of view, the sociomaterial perspective, especially when employed in combination with other approaches, offers the opportunity to consider meaning and materiality in an overall picture, building an epistemological framework able to intercept the complexity of schooling.Riassunto – Il paper intende valorizzare l’apporto della prospettiva sociomateriale nei percorsi di consulenza pedagogica a scuola, sia enucleandone i presupposti teorici e metodologici di fondo, sia facendo riferimento a titolo esemplificativo ad alcune pratiche consulenziali. Il paradigma sociomateriale consente di focalizzare lo sguardo sulla materialità dell’educazione, riconoscendone il ruolo attivo nelle pratiche educative e formative. Tematizzare la materialità in azione a scuola, nel percorso consulenziale, permette di osservare da una diversa angolatura l’accadere educativo, restituendo una complessità spesso sfuggente e fornendo strumenti interpretativi per leggerla, pensarla e affrontarla. In quest’ottica, la prospettiva sociomateriale, specialmente se impiegata in combinazione con altri approcci, offre l’opportunità di considerare significato e materialità in un quadro d’insieme, costruendo una cornice epistemologica in grado di intercettare la complessità del fare scuola

    Verso una pedagogia e una didattica della cura per i professionisti dell\u27educazione: possibilità, tensioni e sfide

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    Abstract – The paper presents reflections in two voices, Italian and Uruguayan, on the importance of care as an element of and in the training of educational professions that work with and in situations of disadvantage, above all in the construction of the professional role but also as a fundamental starting point for thinking of pedagogy and didactics committed to the integral development of the person through the educational relationship. The theme of ‘care’ will be tackled with a pedagogical approach in the educational sphere, particularly in schools and training. Therefore, reference will be made not so much to the health and medical meaning of the term, but rather to what is defined as “authentic care”, which involves the exercise of a relationship in which the educator is able to glimpse the “possibility of being” in “future roles” in people in a disadvantaged situation – specifically with disabilities or prisoners. Considering care as a polysemic concept, we will deepen the need to refer to testimonies of care experiences by giving voice to the “cared for” subjects themselves.Riassunto – Il contributo presenta riflessioni a due voci, italiana e uruguaiana, sull’importanza della cura come elemento della e nella formazione di professioni educative che operano con e nelle situazioni di svantaggio, soprattutto nella costruzione del ruolo professionale ma anche come base di partenza fondamentale per pensare a una pedagogia e a una didattica impegnate nello sviluppo integrale della persona attraverso la relazione educativa. Il tema della “cura” verrà affrontato con un approccio pedagogico nell’ambito educativo, in particolare quello scolastico e della formazione. Pertanto si farà riferimento non tanto all’accezione sanitaria e medica del termine, quanto piuttosto a quella che viene definita “cura autentica”, la quale prevede l’esercizio di una relazione in cui chi educa è capace di intravedere la “possibilità di essere” in “ruoli futuribili” nelle persone in situazione di svantaggio – nello specifico con disabilità o detenute. Considerando la cura come un concetto polisemico approfondiremo la necessità di riferirsi a testimonianze di esperienze di cura dando voce agli stessi soggetti “curati”

    Pratiche di apprendimento collaborativo tra scuole: peer review e visiting a supporto dell’autovalutazione delle scuole

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    Abstract – School to school peer review is a strategy for evaluation and improvement and an opportunity for professional development for the personnel involved; the visiting can also be considered a form of peer review, in which the training potential from mutual observation of exchange ac-tivities situated between the personnel of a host school and those of the visited schools, is prevalent. As part of a training project aimed at developing the evaluative skills of school staff, the visiting was used to support the self-evaluation and improvement processes of the schools involved. The case study, which involved 12 schools from Lazio, Tuscany and Umbria, allows us to consider its potential as a transformative learning tool in evaluation processes among schools and collaborative training for all participants.Riassunto – La peer review fra scuole è una strategia di valutazione e miglioramento e un’opportunità di sviluppo professionale per il personale coinvolto; anche il visiting può essere considerato una forma di peer review, in cui le potenzialità formative derivanti dall’osservazione reciproca dell’attività di scambio situato tra il personale di una scuola accogliente e quello delle scuole ospiti risultano prevalenti. Nell’ambito di un’azione formativa per la costruzione di competenze valutative del personale della scuola, il visiting è stato utilizzato per sostenere i processi di autovalutazione e miglioramento delle scuole coinvolte. Lo studio di caso, che ha coinvolto 12 scuole del Lazio, della Toscana e dell’Umbria, consente di valutarne le potenzialità come strumento di apprendimento trasformativo nei processi di valutazione fra scuole e di formazione collaborativa per tutti i partecipanti. INVALSI

    Educare alla fragilità. La dimensione emotiva nella scuola contemporanea

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    Abstract – Today the school has become a place that is no longer able to carry out incisive actions in the lives of young people, since it is an institution that is unable to face the challenges of a complex society. The educational need emerges to carry out life projects that are not only didactic and instructive, but also and above all existential ones. These reflections bring to the center of the pedagogical debate, the fundamental role that empathic skills could play in education. It is necessary to carry out educational actions which concern the Teaching of emotions, that intervention program used in schools, which consists in making children, adolescents and pre-adolescents of school age aware of the existence of an internal emotional baggage to be safeguarded, cross and to name.Riassunto ­– Oggi la scuola è diventata un luogo che non riesce più a realizzare pratiche educative incisive nella vita dei giovani, poiché si pone come un’istituzione formativa che non può fronteggiare le sfide lanciate da una società sempre più complessa. Emerge, pertanto, la necessità educativa di realizzare progetti di vita non soltanto didattici e istruttivi, ma attraversati anche e soprattutto da dinamiche esistenziali. Queste riflessioni portano al centro del dibattito pedagogico il ruolo fondamentale che le competenze empatiche potrebbero svolgere a livello educativo. Si pone, così, l’urgenza di portare avanti azioni educative relative alla Didattica delle emozioni, ovvero quel programma di intervento utilizzato nelle scuole, che consiste nel rendere consapevoli bambini, adolescenti e preadolescenti in età scolare, dell’esistenza di un bagaglio emotivo interno da salvaguardare, da attraversare e da nominare

    Indice: Numero 2 (2023)

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    Dilemmi educativi, attorialità non professionista e divismo infantile nel cinema italiano postbellico: il caso di Domani è troppo tardi (1950) di Léonide Moguy

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    Produced by Rizzoli Film in collaboration with Giuseppe Amato and directed by French-Russian film maker Léonide Moguy, Domani è troppo tardi (1950) is an interesting example of contamination between “melodramatic imagination” and the poetics of Italian Neorealism. When issued, the film was also seen as the first daring attempt to deal with the necessity of a sex education for children and teenagers. This essay analyses the critical debate carried out on newspapers and magazines, and focuses in particular on the reactions it provoked in Catholic press. In addition, it explores the lives and careers of the young actors who starred in the film (Anna Maria Pierangeli, Gino Leurini e Carlo Delle Piane), and investigates the roles they played in it.Prodotto dalla Rizzoli Film in collaborazione con Giuseppe Amato e diretto dal regista franco-russo Léonide Moguy, Domani è troppo tardi (1950) costituisce un interessante esempio di contaminazione fra l’“immaginazione melodrammatica” e la poetica del neorealismo italiano. Al momento della sua distribuzione, il film fu anche recepito come primo coraggioso tentativo di affrontare la necessità dell’educazione sessuale per bambini e adolescenti. Il presente saggio analizza il dibattito critico condotto su quotidiani e riviste, con una particolare attenzione per le reazioni manifestate dalla stampa cattolica. Inoltre, il contributo esamina le vite e le carriere dei giovani attori del film (Anna Maria Pierangeli, Gino Leurini e Carlo Delle Piane) indagando i loro rispettivi ruoli

    Proposta per un’analisi “Trans-azionale” della Telecommunication Art a partire da Knowing and the Known di John Dewey e Arthur F. Bentley

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    Artistic currents using electrical and electronic devices for aesthetic and critical purposes can find valuable theoretical support in the thought of John Dewey. In the wake of widespread New Deal optimism toward technological progress, the thinker foreshadowed as early as the 1930s the scenario of integration, diffusion and democratization of aesthetics that would have taken place in the second half of the XX century through material tools advanced enough to reflect the fluidity of life itself. Borrowing from modern physics’ lexicon the concept of “Trans-action”, Dewey and Arthur Fisher Bentley derive from it a model of observation suitable for the study of essentially communicative situations. Since this criterion captures the essence of communication, this essay proposes its application to Telecommunication Art to illustrate its descriptive effectiveness from an aesthetic and phenomenological perspective.Le correnti artistiche che utilizzano dispositivi elettrici ed elettronici possono trovare un valido supporto teorico nel pensiero di John Dewey. Sulla scia del diffuso ottimismo del New Deal nei confronti del progresso tecnologico, il pensatore prefigurava già negli anni Trenta lo scenario di integrazione, diffusione e democratizzazione dell\u27estetica che avrebbe avuto luogo nella seconda metà del XX secolo attraverso strumenti materiali sufficientemente avanzati da riflettere la fluidità della vita stessa. Prendendo in prestito dal lessico della fisica moderna il concetto di "Trans-azione", Dewey e Arthur Fisher Bentley ne ricavano un modello di osservazione adatto allo studio di situazioni essenzialmente comunicative. Poiché questo criterio coglie l\u27essenza della comunicazione, il presente saggio ne propone l\u27applicazione alla Telecommunication Art per illustrarne l\u27efficacia descrittiva da una prospettiva estetica e fenomenologica

    Ascoltare gli studenti per formare gli insegnanti?

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    Abstract – The article discusses the importance of listening to students in the design and implementation of educational reforms. The Student Voice perspective advocates for the inclusion of students as legitimate and necessary co-participants in the processes of educational change and reform. However, not all students have equal opportunities to express their opinions, and some are not taken into consideration fully. The article suggests that the practice of shared reading aloud can be a method for promoting listening and participation among students and teachers. By creating an environment of active listening shared reading aloud allows for the negotiation of complex meanings and the construction of unique relationships within the group. By treating students as active and valuable participants in the learning process, shared reading aloud can foster a sense of engagement among students, encouraging them to take an active role in their own education. Additionally, the article highlights the need for teacher training on listening skills and equitable practices.Riassunto – L’articolo si incentra sull’importanza del coinvolgimento degli studenti nella pratica didattica. La prospettiva pedagogica dello Student Voice sostiene l\u27inclusione degli studenti come co-partecipanti legittimi e necessari nell’ambito del proprio percorso scolastico e della propria formazione. Secondo questa prospettiva, infatti, l’apprendimento e l’insegnamento dovrebbero realizzarsi come processi e prodotti di esperienze relazionali collettive e di responsabilità pienamente condivise fra i membri delle comunità educative. A questo scopo si propone la pratica della lettura condivisa ad alta voce come metodo per promuovere l\u27ascolto e la partecipazione tra studenti e insegnanti: creando un ambiente di ascolto attivo, infatti, si consente la negoziazione di significati complessi e la costruzione di relazioni uniche all\u27interno del gruppo promuovendo un senso di coinvolgimento tra gli studenti e incoraggiandoli ad assumere un ruolo attivo nella propria formazione. Fondamentale in questa prospettiva diventa la formazione degli insegnanti sulle capacità di ascolto e alla riflessione sull’equità. &nbsp

    La formazione online degli insegnanti di sostegno. Una ricerca sull’autoefficacia verso l’inclusione degli alunni con disabilità in educazione fisica

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    Abstract – The study intends to verify whether an online course of methods and didactics in physical activities improves the self-efficacy of future support teachers toward the inclusion of pupils with disabilities in physical education. The adapted form of the SEPE-TE-D was administered to a sample of 124 students attending the sixth cycle (2021/22) of the specialization for support activities in lower and upper secondary schools before and after participation in the course. Analyzes indicate that the questionnaire used has good psychometric properties and confirm that at the end of the course students show a significantly higher level of self-efficacy.Riassunto – Il presente studio intende verificare se un laboratorio online di metodi e didattiche delle attività motorie migliora l’autoefficacia dei futuri insegnanti di sostegno verso l’inclusione degli alunni con disabilità durante le ore di educazione fisica. A tal fine la forma adattata del SEPE-TE-D è stata somministrata ad un campione di 124 studenti frequentanti il VI ciclo (2021/22) del corso di specializzazione per le attività di sostegno nella scuola secondaria di primo e secondo grado prima e dopo la partecipazione al laboratorio. Le analisi condotte indicano che il questionario utilizzato possiede buone proprietà psicometriche e confermano che al termine del laboratorio gli studenti mostrano un livello di autoefficacia significativamente maggiore

    Valutazione descrittiva per gli alunni con disabilità e nuovo PEI: una sfida nella formazione degli insegnanti di sostegno

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    Abstract – The most recent legislative references that involved the Italian Primary School with regard to the periodic and final assessment of the learning outcomes of the pupils of the Primary School classes (Ministerial Order No. 172/2020) and the adoption of the national IEP model (Interministerial Decree No.182/2020) can represent a challenge in the training of support teachers in order to grasp it the intertwining and the pedagogical-teaching scope. This contribution attempts to highlight the points of contact between the two legislative references, focusing on the necessary relationship between the descriptive assessment for pupils with disabilities and the individualized education program, within an inclusive framework.Riassunto – I più recenti riferimenti legislativi che hanno coinvolto la Scuola Primaria italiana riferiti alla Valutazione periodica e finale degli apprendimenti delle alunne e degli alunni delle classi della Scuola Primaria (Ordinanza Ministeriale n.172/2020) e all’adozione del modello nazionale di PEI (Decreto Interministeriale n.182/2020) possono rappresentare una sfida nella formazione degli insegnanti di sostegno per coglierne gli intrecci e la portata pedagogico-didattica. Il presente contributo prova dunque a mettere in luce i punti di contatto tra i due riferimenti legislativi focalizzando l’attenzione sul necessario rapporto tra la valutazione descrittiva per gli alunni con disabilità e il Piano Educativo Individualizzato, all’interno di una cornice inclusiva

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