Annali online Unife (Università degli Studi di Ferrara)
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I perché di un convegno. Dall’esperienza del passato alle prospettive per il futuro
Abstract – The contribution reflects on the key aspects of the basic training of teachers by proposing a training proposal which, in the light of the experiences made in recent years in Italy, wants to move by proposing a virtuous integration between theory and practice, in which the experiences of laboratories and internships take on a new centrality. In the challenges that await the basic training of teachers today, in the light of yet another reform, a particular space must be reserved for the re-proposition in new forms of the relationship between educational science knowledge and disciplinary knowledge, between disciplinary teaching and didactics general, in the light of a school which, moving within the European horizon, wants to present itself as a teaching/learning context which allows each pupil, in an inclusive perspective, to acquire the key competences to become an aware and participating European citizen.Riassunto – Il contributo riflette sugli aspetti nodali della formazione di base dei docenti proponendo una proposta formativa che, alla luce delle esperienze realizzate negli ultimi anni in Italia, vuole muoversi proponendo un’integrazione virtuosa tra teoria e pratica, nel quale assumono una nuova centralità le esperienze dei laboratori e dei tirocini. Nelle sfide che attendono la formazione di base dei docenti oggi, alla luce dell’ennesima riforma, uno spazio particolare va riservato alla riproposizione in forme nuove del rapporto tra i saperi di scienze dell’educazione e i saperi disciplinari, tra le didattiche disciplinari e la didattica generale, alla luce di una scuola che muovendosi nell’orizzonte europeo vuole proporsi come contesto di insegnamento/ apprendimento che consenta ad ogni allievo, in una prospettiva inclusiva, di conquistare le competenze chiave per diventare cittadino europeo consapevole e partecipe
La formazione degli insegnanti di matematica e le valutazioni standardizzate: primi risultati di un progetto di ricerca nazionale interdisciplinare
Abstract – In recent years, many research studies in mathematics education have drawn on the results of standardized assessments. The results of standardized tests can highlight and quantify relevant macro-phenomena, which can be interpreted according to the methods and results of mathematics education research in order to provide useful information and interpretative tools for teachers. In this paper we describe a study carried out by the Research Group “INVALSI e Didattiche Disciplinari” – Osservatorio SIRD, aimed at investigating how more than 500 in-service primary school mathematics teachers interpret some statistically significant errors emerging in the INVALSI mathematics tests for fifth grades. The study focuses on teachers\u27 awareness of some aspects of mathematics learning, including awareness of the main causes of students\u27 errors and perceptions of the difficulties of some INVALSI tasks.Riassunto – Negli ultimi anni, diverse ricerche in didattica della matematica si sono basate sui risultati delle valutazioni standardizzate. I risultati di queste prove possono evidenziare e quantificare macro-fenomeni rilevanti, interpretabili secondo i metodi e i risultati della ricerca dell’educazione matematica, anche al fine di fornire informazioni utili e strumenti interpretativi per gli insegnanti. In questo lavoro descriviamo uno studio svolto dal Gruppo di ricerca “INVALSI e Didattiche Disciplinari” – Osservatorio SIRD, volto ad indagare come più di 500 insegnanti di matematica in servizio nella scuola primaria interpretano alcuni errori statisticamente rilevanti che emergono nelle prove INVALSI di matematica per le classi quinte. Lo studio è focalizzato sulla loro consapevolezza di alcuni aspetti dell\u27apprendimento della matematica, tra cui quella riguardante le principali cause degli errori degli studenti come pure la loro percezione delle difficoltà di alcuni quesiti INVALSI
Il contrasto alla dispersione scolastica per il successo educativo e formativo: il progetto “Ricomincio da tre”
Abstract – The article presents the phenomenon of school dropout that includes an increasingly group of young people, mainly minors, who drop out of school education or professional training without completing upper secondary studies. Second Chance Schools are presented as best-practice educational practices to address the issue. Particular attention is paid to the Ricomincio da Tre project, promoted by the Padua Provincial Centre for Adult Education (CPIA). The project, started in the s.y. 2016-2017, is based on a personalized approach and educational support to Early School Leavers, involving a network of school, stakeholders, associations, and communities in the territory. The project applies innovative models of teaching and learning with the aim of fostering personal and work fulfilment, as well as the development of skills and the exercise of citizenship rights.Riassunto – L’articolo affronta il fenomeno della dispersione scolastica per cui una fascia sempre più ampia di giovani principalmente minorenni, abbandonano il percorso di istruzione scolastica o formazione professionale senza concludere gli studi secondari superiori. Vengono presentate le Scuole della Seconda Opportunità, come best practices di contrasto al fenomeno, assegnando particolare rilievo al progetto sperimentale Ricomincio da Tre, che, a partire dall’anno scolastico 2016-2017, prevede un percorso educativo di accompagnamento fortemente personalizzato. Integrando in rete le realtà scolastiche, extrascolastiche e il territorio e grazie alla sperimentazione di nuovi modelli di didattica, si creano condizioni facilitanti per il reinserimento scolastico o l’orientamento professionale e la realizzazione degli Early School Leavers, con l\u27obiettivo di favorirne la realizzazione personale e lavorativa oltre che lo sviluppo di competenze e l\u27esercizio dei diritti di cittadinanza
Il senso estetico dell’abitudine
In this article I discuss the aesthetic sense of habits. I intend to propose that between habits and the aesthetic dimension of experience (including art) there is a close and constituent mutual relationship. In particular, I will suggest the following theses: (i) the way in which habits form and organize experience, and more precisely, the relationship between individuals and the environment, is aesthetic; (ii) aesthetic experience (and not only art) requires habits and is organized through habits that acquire normative force; (iii) habits are a source of aesthetic experience: everyday prac-tices constitute an important dimension of practices with an aesthetic tenorIn questo articolo discuto il senso estetico delle abitudini. La tesi che intendo proporre è che tra abitudini e dimensione estetica dell’esperienza (arte inclusa) ci sia una relazione reciproca stretta e costitutiva. In particolare, suggerirò le seguenti tesi: (i) il modo in cui le abitudini si formano e organizzano l’esperienza e, più precisamente, il rapporto tra individui e ambiente, è di tipo estetico; (ii) l’esperienza estetica (e non soltanto l’arte) richiede abitudini e si organizza grazie ad abitudini che acquisiscono forza normativa; (iii) le abitudini sono fonte di esperienze estetiche: le pratiche quotidiane costituiscono una importante dimensione di pratiche a tenore estetico
La didattica, le didattiche per favorire lo sviluppo delle competenze e degli apprendimenti
Abstract – Contemporary didactic research investigates didactic action and the key role of the teacher in the creation of favourable conditions for an effective learning process. Teaching strategies can be functional to overcoming the transmissive ‘non-method’ in favour of a more inclusive didactic. Both neurolinguistics and studies on effective teachers confirm the positive correlation between effective learning and student involvement/activation, the possibility of recognising the meaning of teaching proposals and the use of feedback (Hattie 2009). Teachers need an articulated use of different functional learning strategies, such as collaborative, or exploratory, or metacognitive architecture, designed within or across disciplines, which can propose relevant experiences such as the proposal of conceptual, complex and/or practical-complex tasks (Rey, 2014), which gradually shift the design from knowledge-centred objectives towards simple skills and especially complex skills that can contribute to the development of competences.Riassunto – Il presente contributo propone una riflessione sul ruolo-chiave dei docenti nella creazione di condizioni favorevoli a un processo di apprendimento inclusivo ed efficace in modo da adempiere al mandato di realizzare effettivamente una scuola democratica. Tra le competenze professionali oggetto di formazione continua è necessario inserire la costruzione di un clima di apprendimento favorevole all’alunno/a tramite l’applicazione di diverse strategie funzionali agli apprendimenti, come l’architettura collaborativa, esplorativa o metacognitiva, pensate all’interno o trasversalmente alle discipline, che possono proporre esperienze rilevanti come la proposta di compiti di tipo concettuale, complessi, e/o pratico-complessi e che gradualmente spostino la progettazione dagli obiettivi centrati sulle conoscenze verso quelle abilità semplici e complesse che possono concorrere allo sviluppo delle competenze in modo efficace ed inclusivo
Knowledge about disability and inclusion: results from an online teachers’ training program
Riassunto – Il contributo discute gli esiti di una formazione realizzata dalla Cattedra di Pedagogia Speciale di UNIBG in risposta alla legge ‘Formazione in servizio del personale docente ai fini dell’inclusione degli alunni con disabilità’ istitutiva dei cosiddetti corsi delle 25 ore (L. n. 178/2020; D.M. n. 188/2021) volta a fornire, ai docenti delle scuole bergamasche, conoscenze in merito ai costrutti di disabilità e di inclusione. Nello specifico, l’articolo indaga e riflette criticamente le conoscenze degli insegnanti al fine di rilevare eventuali cambiamenti, a seguito del percorso formativo fruito, rispetto al costrutto di disabilità (definizione, terminologia, tipologie) e alle strategie didattiche utili a supportare l’inclusione scolastica rispetto a differenti tipologie di disabilità, nonché la percezione del grado di competenza nell’applicazione diretta in classe di tali strategie.Abstract – The paper presents the outcomes of a training program carried out by the UNIBG Special Education researchers in compliance with the Law ‘In-service training of teachers’ staff for including students with disabilities’ (Law no. 178 /2020; Ministerial Decree n. 188/2021) aimed at providing teachers of the Bergamo area with knowledge about disability and inclusion. Specifically, the article investigates and critically reflects on teachers’ knowledge to detect any changes that occurred after attending the UNIBG training course, with respect to the disability construct (definition, terminology, typologies) and the teaching strategies useful for supporting school inclusion concerning different types of disabilities, as well as the perceived degree of competence in the direct application of these strategies in the classroom
Pratiche educative per i servizi di prima e seconda infanzia. L’Outdoor Education e la dimensione inclusiva
Abstract – Today we need to study inclusive educational practices that orient children to participate in real life dimensions. Outdoor Education (OE), which is becoming more widespread in kindergartens and kindergartens (0-6 years), is an educational method that brings learning and outdoor life closer together. Outdoor Education allows children to experience direct contact with animals, plants, respecting nature and others. The natural environment becomes co-star of the educational action because it is valued both the motivation of all children to learn, and the need for children to explore reality. Nature can become an important ally in educating children with disabilities and with typical development to take care of themselves and others.Riassunto – Oggi è necessario riflettere su pratiche educative inclusive in grado di orientare bambine e bambini verso una piena partecipazione alle dimensioni della vita reale. L’Outdoor Education (OE), che si sta diffondendo maggiormente nei nidi e nelle scuole dell’infanzia (0-6 anni), si presenta come un metodo educativo che riavvicina i tempi dell’apprendimento con quelli della vita all’aperto. L’educazione all’aperto spinge i bambini a vivere il contatto diretto con gli animali, con le piante, orientandoli a rispettare la natura, gli altri e a sperimentare esperienze nuove. L’ambiente naturale si pone a tutti gli effetti come co-protagonista dell’azione educativa poiché, in tale ambiente, viene valorizzata sia la naturale motivazione di tutti i bambini ad apprendere, sia il loro bisogno di agire sulla realtà tramite l’esplorazione. La natura può diventare un importante alleato per educare bambine e bambini con disabilità e con sviluppo tipico alla cura di sé e dell’altro
Learning paths of students with migratory background: early school leaving and future selves
Abstract – Students with a migratory background represent a constantly growing segment of the Italian school population. Therefore, it is more pressing than every to highlight aspects of their particular vulnerability. The difficulties encountered by these students may be attributed to a set of factors that often place them in situations of risk of school failure. One aspect correlated with academic achievement and dropout is the concept of possible future self. Possible selves constitute the representation that people create of themselves in the future, thus embodying the personal expectations and goals they wish to achieve. Possible selves are socially constructed and can be modified depending on the contexts, by the experiences and opportunities encountered. Starting from these premises, this study aims to investigate factors that may affect the learning path of students with a migrant background, through using an exploratory survey with first and second secondary school degree students.Riassunto – Gli studenti con background migratorio rappresentano una fascia di popolazione scolastica in costante crescita nelle scuole italiane e che al contempo evidenzia degli aspetti di particolare vulnerabilità. Le difficoltà incontrate da questi giovani possono essere attribuibili ad insieme di fattori che pongono questi ragazzi spesso in situazioni di rischio di fallimento scolastico. Uno dei fattori che risulta correlato con i risultati scolastici e con la dispersione è rappresentato dal concetto di sé futuro. I possibili sé costituiscono la rappresentazione che le persone creano di sè stessi nel futuro, incarnano quindi le aspettative e gli obiettivi personali che si desidera. I possibili sé sono costruiti socialmente e possono essere modificati dai contesti sociali e dalle opportunità incontrate. Partendo da queste premesse, lo studio si pone l’obiettivo di indagare alcuni fattori che possono influire sul percorso scolastico dei ragazzi con storia migratoria attraverso un’indagine esplorativa a cui hanno partecipato studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado
Sopravvivenze degli stereotipi razziali nei sussidi parascolastici nel secondo dopoguerra: l’enciclopedia “Vita Meravigliosa” (1953)
Abstract – The author aims to analyze the uses of the word “race” in parascholastic tools after the Second World War. He focuses on the encyclopedia “Vita Meravigliosa”, which was published from 1953 under the direction of Roberto Renzi, Gino Conte and Carlo Porta and had several editions in the following years. “Vita Meravigliosa” was an example of the tools that complemented school materials and increased the spread of stereotypes on racial alterity. As a consequence, these parascholastic materials contributed to the development of national colonial imagery. The author argues that the evidence of racial issues in this source shows that Italian national identity incorporated elements of racial identity as crucial parts that persisted after the abolition of racial laws and the loss of colonies with the Treaty of Paris in 1947.Riassunto – Nel contributo l’intento dell’autore è verificare la sopravvivenza del termine “razza” nei sussidi parascolastici che si affiancavano ai manuali disciplinari nel secondo dopoguerra. Oggetto di indagine sarà costituito dall’enciclopedia “Vita Meravigliosa”, pubblicata a Milano a partire dal 1953 sotto la direzione di Renzi Roberto, Gino Conte e Carlo Porta, e ristampata più volte negli anni successivi. Questi supporti all’apprendimento delle discipline scolastiche si rivelarono utili a diffondere stereotipi relativi all’alterità razziale, fornendo in questo modo un contributo determinante alla formazione dell’immaginario coloniale nazionale. La presenza di una questione razziale all’interno della fonte storica considerata conferma la sua caratterizzazione costitutiva e non già semplicemente contingente dell’identità nazionale italiana, sopravvissuta all’abolizione delle leggi razziali e alla perdita delle colonie in seguito ai trattati di pace di Parigi del 1947