Annali online Unife (Università degli Studi di Ferrara)
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    1987 research outputs found

    Il Simposio di Platone letto da Jacques Lacan: ἔρως, κύκλος, ἐραστής, ἄγαλμα

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    Lacan’s VIII Seminar is about the transference in the analytic cure considered through the Plato’s Symposium and its commentary by Léon Robin (1929). This paper outlines some of the major points of this extensive and innovative commentary on the Plato’s text with special attention to what Lacan takes from Robin’s commentary and what the French psychoanalyst says about four words: ἔρως, κύκλος, ἐραστής and ἄγαλμα. Those last words might be considered the most important in order to understand the Lacan’s reading of the Symposium: with the help of his ἀγάλματα, Socrates was the first psychoanalyst in history who was able to convert Alcibiades (the analysand) into an ἐραστής.Nel Seminario VIII Jacques Lacan spiega il transfert analitico attraverso la lettura del Simposio di Platone e il commento a quest\u27ultima opera di Léon Robin (1929). Tale contributo presenta una sintesi dei punti salienti dell\u27ampia e innovativa lettura del dialogo platonico da parte dell\u27analista francese, focalizzando l\u27attenzione sui passaggi in cui dipende da Robin e su quanto Lacan dice riguardo quattro parole: ἔρως, κύκλος, ἐραστής ed ἄγαλμα. Tali parole possono essere considerate decisive ai fini della comprensione della lettura lacaniana del Simposio: grazie ai suoi ἀγάλματα, Socrate, primo psicanalista della storia, fu in grado di trasformare Alcibiade in un ἐραστής

    Per l’edizione dell’Asino d’oro boiardesco. Escussione completa dei testimoni

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    The present article aims to provide the full collation between the surviving witnesses of Matteo Maria Boiardo’s Asino d’oro, on which the recent critical edition is based. A detailed description of the witnesses containing this vernacular translation of Apuleius’ Golden Ass is given at the outset: these include two manuscripts dated between the end of the 15th and the beginning of the 16th century as well as the editio princeps published in Venice in 1518. The examination of the conjunctive and separative errors shows that the witnesses all derive from a common archetype and that the stemma codicum is bipartite with the early printed book representing one independent branch and the two manuscripts – copies of the same antigraph – the other.Il presente articolo si propone di fornire la collazione integrale dei testimoni dell’Asino d’oro di Matteo Maria Boiardo, su cui si basa la recente edizione critica. Di questo volgarizzamento rinascimentale delle Metamorfosi ovidiane sono solo tre i testimoni superstiti, dei quali si offre all’inizio una descrizione dettagliata. Si tratta nello specifico di due manoscritti datati tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, e dell’editio princeps pubblicata a Venezia nel 1518. Dall’esame degli errori congiuntivi e separativi si evince che i testimoni derivano tutti da un archetipo comune, e che lo stemma codicum è bipartito: da una parte la stampa, che costituisce un ramo a sé, e dall’altra i due codici, copie di uno stesso antigrafo

    Diventare insegnanti in tempi di (post)pandemia: (dis)connettendo tecnologie per la didattica e stress

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    Abstract – Teachers graduating from higher education, especially after these pandemic-induced remote education years, should be familiar with educational technology, ready and skilled to lead their school communities in creative and innovative technology-infused didactics. However, upon entering the profession they often struggle to realize their potential. Instead, newly qualified teachers often surrender to external/routine contingencies or experience enough distress that they go into professional burnout within five years. This research investigates student-teachers’ occupational stress (as risk factor) and perception of the impact of the pandemic on their initial education (ITE), in relation to their dispositions to integrate innovative technologies in their practices. Results indicate a moderately stressed cohort of teachers, understandably impacted in their education by the pandemic years. However, the participants appreciated their ITE’s strategies and there is no strong correlation between stress, pandemic impact and dispositions for technology integration.Riassunto – Gli insegnanti che si qualificano oggi, soprattutto dopo la pandemia, dovrebbero avere dimestichezza con le tecnologie educative ed essere capaci di guidare le proprie comunità scolastiche in una didattica creativa, innovativa, infusa di tecnologia. Tuttavia i neo-docenti si arrendono spesso alle contingenze esterne/di routine o vivono uno stress tale da andare in burnout entro cinque anni. La presente ricerca indaga lo stress professionale dei docenti alla soglia dell’entrata nel mondo del lavoro e la percezione dell’impatto della pandemia sulla formazione iniziale (ITE) in relazione alle loro disposizioni a integrare le tecnologie digitali nelle pratiche didattiche. I risultati indicano una coorte moderatamente stressata di docenti condizionati nella propria formazione dagli anni della pandemia. Tuttavia i partecipanti hanno apprezzato le strategie dell’ITE e non c’è una forte correlazione tra stress, impatto della pandemia e disposizioni per l’integrazione della tecnologia

    Il diario dell’insegnante come strumento per l’analisi, la riflessione e la riprogettazione della pratica: l’esperienza dei Laboratori del Sapere

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    Abstract – “Laboratori del Sapere” propose an approach which, starting from direct experience with things, leads students to gradually build subject knowledge. Very important to this construction are the moments of individual written verbalization, in which each student explains his own observations or interpretations of the observed phenomenon. All verbalisations are collected and analyzed by the teacher and used to organize a collective discussion in which the positions expressed are taken into consideration for the final conceptualisation. During the research-training process organized by INDIRE for the dissemination of the approach, the teachers involved used a diary to document the whole process and, in particular, the feedback and products of the students (individual verbalisations, collective discussions, synthesis endings etc.). At the end of the first year, some diaries were reviewed and used the following year as a starting point for first-time teachers.Riassunto – I “Laboratori del Sapere” propongono un approccio che, partendo dall’esperienza diretta con le cose, porta gli studenti a costruire in maniera graduale le conoscenze disciplinari. Fondamentali per questa costruzione sono i momenti di verbalizzazione individuale scritta, in cui ciascuno studente esplicita le proprie osservazioni o interpretazioni del fenomeno osservato. Tutte le verbalizzazioni vengono raccolte e analizzate dall’insegnante e utilizzate per organizzare una discussione collettiva in cui le posizioni espresse vengono prese in considerazione per la concettualizzazione finale. Durante il percorso di ricerca-formazione organizzato da INDIRE, i docenti coinvolti hanno utilizzato un diario di bordo per documentare tutto il percorso e i feedback e i prodotti degli alunni (verbalizzazioni individuali, discussioni collettive, sintesi finali etc.). Al termine del percorso, alcuni diari sono stati rivisti e utilizzati l’anno successivo come punto di partenza per i docenti alla prima esperienza

    La scuola inclusiva come contesto di cura e di formazione del docente specializzato

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    Abstract – The article makes some critical reflections on the \u27current training of the specialized teacher as an inclusive agent by highlighting lights and shadows characterizing the construction of an adequate theoretical-practical background of the caring and helping professionist. Hence the need to re-problematize epistemological foundations, competencies, design models, and good didactic-organizational practices, in order to analyze dilemmatic situations, hyper-specialized and antithetical depersonalizing generalist conceptions, in the design of a school context capable of valuing differences and diversity. There is no shortage of interesting considerations on the role exercised by training, including in current “TFA courses”, as well as in-service teacher training. In the incessant search for the delicate game of balances, not without contradictions of difficult resolution, the innovative trajectory of meaning is rap-presented by the diffusivity of knowledge and the transversality of interdisciplinary skills.  Riassunto – L’articolo compie alcune riflessioni critiche sull’ attuale formazione del docente specializzato come agente inclusivo evidenziando luci ed ombre caratterizzanti la costruzione di un adeguato bagaglio teorico-pratico del professionista della cura e dell’aiuto. Ne deriva la necessità di ri-problematizzare le fondamenta epistemologiche, le competenze, i modelli progettuali, le buone pratiche didattico-organizzative, per analizzare situazioni dilemmatiche, iperspecialistiche ed antitetiche concezioni generaliste spersonalizzanti, nella progettazione di un contesto scuola in grado di valorizzare le differenze e le diversità. Non mancano interessanti considerazioni sul ruolo esercitato dalla formazione, anche negli attuali “corsi TFA”, nonché sulla formazione dei docenti in servizio. Nell’incessante ricerca del delicato gioco di equilibri, non privo di contraddizioni di difficile risoluzione, l’innovativa traiettoria di senso è rappresentata dalla diffusività delle conoscenze e dalla trasversalità delle competenze interdisciplinari

    Inclusione e politiche di valorizzazione della persona: dalla prospettiva internazionale al contesto della città di Reggio Emilia

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    Abstract – Retracing the evolution of the concept of social inclusion, from a regulatory, historical and value point of view, the experience of the city of Reggio Emilia identifies an educational reality which, at the forefront as regards attention to educational need special, has been able to decline diversity as a continuous opportunity for growth for the whole of society with policies to enhance the person. The participatory approach, characterizing the experience of the infant-toddler centers and schools from the outset, has seen an opportunity in the sharing of educational responsibility: individuals, institutions, with their own resources and potential, have contributed to broadening the horizons of the community, determining the emergence of various educational alliance with various realities of the third sector which, no longer relegated to the mechanical supply of services, have actively become part of the network of relationships originating creative, flexible and feasible solutions.Riassunto – Ripercorrendo l’evolversi del concetto di inclusione sociale, da un punto di vista normativo, storico e valoriale, si individua nell’esperienza della città di Reggio Emilia una realtà educativa che, all’avanguardia per ciò che riguarda l’attenzione verso i bisogni educativi speciali, ha saputo declinare con politiche di valorizzazione alla persona la diversità come continua occasione di crescita per l’intera società. L’approccio partecipativo, caratterizzante fin dalle origini l’esperienza dei nidi e delle scuole del Comune, ha visto nella condivisione della responsabilità educativa un’opportunità: individui, enti e istituzioni, con le proprie risorse e potenzialità, hanno contribuito ad ampliare gli orizzonti formativi della comunità, determinando il sorgere di diverse alleanze educative con varie realtà del terzo settore che, non più relegate alla fornitura meccanica di servizi, sono entrate attivamente a far parte della rete di relazioni originando soluzioni creative, flessibili e fattibili

    Il profilo pedagogico-didattico inclusivo del docente di Educazione Fisica

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    Abstract – According to UNESCO (2015) quality physical education is a planned, progressive and inclusive learning experience that develops during the school curriculum, from the earliest years (kindergarten) in primary and secondary education and forms the basis for a permanent commitment of the person in motor activities and sports. To address this issue of physical education and its scientific, cultural and educational allocation, it is necessary to frame it as a pedagogical emergency. The school system must, therefore, value human capital, looking not only at learners, but also at the training of teachers, as professionals able to enhance the quality of inclusive teaching. The purpose of this contribution is to reflect on the necessary presence throughout the school career of an inclusive pedagogical-didactic profile as the physical education teacher.Riassunto – Secondo l’UNESCO (2015) l’educazione fisica di qualità è un’esperienza di apprendimento pianificata, progressiva ed inclusiva che si sviluppa durante il curriculo scolastico, sin dai primi anni (scuola dell’infanzia), nell’istruzione primaria e secondaria e costituisce la base per un impegno permanente della persona nelle attività motorie e nello sport.Per affrontare questa problematica dell’educazione fisica e della sua allocazione scientifica, culturale e didattica, è doveroso inquadrarla quale emergenza pedagogica. Il sistema scolastico deve, quindi, valorizzare il capitale umano, avendo uno sguardo non solo verso i discenti, ma anche nei confronti della formazione dei docenti, intesi come professionisti in grado di potenziare la qualità della didattica inclusiva. Lo scopo del presente contributo è quello di far riflettere sulla necessaria presenza in tutto il percorso scolastico di un profilo pedagogico-didattico inclusivo quale l’insegnante di educazione fisica

    Pratiche di educazione inclusiva nella prima infanzia. Quando è il contesto che cambia

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    Abstract – The paper describes the transformative path of a nursery reality in Bergamo that, problematizing the role of the context and the educator, interpreted the experimental regional services for 0-3 from a clearly inclu-sive perspective: the arrival of a deaf child who uses sign language, the alliance with his bilingual family (Italian and LIS) and the new knowledge they introduced into the whole environment provided the basis for participatory planning that, adopting a systemic approach to educational practices, constructs new possible research questions to re-organize and re-design the service with the participation of educators, parents and children in the multiple educational experiences. The proposed case study allows for broader considerations on the university training of early childhood educators for whom it is necessary to offer training courses that are able to develop open, flexible and systemic perspectives.Riassunto – Il contributo restituisce il percorso trasformativo di una realtà di Nido nella provincia di Bergamo che, problematizzando il ruolo del contesto e dell’educatore, ha interpretato i servizi regionali sperimentali destinati allo 0-3 in un’ottica distintamente inclusiva: l’arrivo di un bambino sordo segnante, l’alleanza con la sua famiglia bilingue (italiano e LIS) e i nuovi saperi da loro introdotti nell’ambiente integralmente inteso, hanno rappresentato lo snodo per una progettazione partecipata che, adottando un approccio sistemico alle pratiche educative, costruisce nuovi possibili interrogativi di ricerca per ri-organizzare e ri-progettare il servizio con la partecipazione di educatrici, genitori e bambini alle molteplici esperienze educative. Lo studio di caso proposto apre a considerazioni più ampie sulla formazione universitaria degli educatori per la prima infanzia per i quali è necessario offrire percorsi formativi capaci di sviluppare sguardi aperti, flessibili e di sistema

    La prospettiva del corpo. Note sul laboratorio di Metodi e didattiche delle attività motorie e sportive nel Corso di Specializzazione per il Sostegno

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    Abstract – The formation of special needs teachers that emerges from the laboratory "Methods and teaching of exercise and sports activities" in Italy is a valid example to analyze the processes of subjectivation and objectification of the body, and to broaden the discussion on those topics. This reflection, that starts from the teaching experience, moves through the theoretical framework of Physical Cultural Studies and Disability Studies. This frame is apt at weaving a perspective of/from the body which proposes the process of metamorphosis as a process of formation. The laboratory proposes a reflection on incorporated knowledge aiming at rethinking the epistemic foundations of the disciplines of the aspiring teachers but also aiming at reframing sports teaching itself. The overall aim of the paper is to foster a relational perspective, which places the body of pupils with disabilities at the center of any training work.Riassunto – La formazione del sostegno in Italia a partire dall’esperienza del laboratorio metodi e didattiche delle attività motorie e sportive, risulta una valida lente per ingrandire ed analizzare i processi di soggettivazione e oggettivazione del corpo. La riflessione, che parte dall’esperienza di docenza si muove attraverso la cornice teorica dei Physical Cultural Studies e dei Disability Studies. Tale cornice è capace di tessere una prospettiva del/dal corpo, che pone il processo di metamorfosi come processo di formazione. Il laboratorio si propone come una riflessione sui saperi incorporati sia per ripensare gli statuti epistemici delle discipline della formazione di provenienza degli aspiranti docenti, ma anche gli stessi contenuti del corso in cui lo sport risulta uno dei più importanti, come si evince dal nome del laboratorio. Il fine è orientarsi all’interno di una prospettiva relazionale, che pone il corpo di alunni e alunne con disabilità centrali per qualsiasi lavoro formativo

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