Annali online Unife (Università degli Studi di Ferrara)
Not a member yet
1987 research outputs found
Sort by
Didattiche disciplinari e ricerca educativa: il caso della didattica della letteratura
Abstract – The conflict between general didactics and disciplinary didactics can be related to the historical process of progressive institutionalization of research fields and knowledge, and in particular to what is called secondary-dominance disciplinarization, i.e., the development of a certain discipline from a pre-existing professional field, from which, among other things, derives a strong dependence on school regulations, the perception of teaching practices already in use and the social instance of teacher training. Starting from the specific case of literature didactics, it is possible to precisely delineate the opportunities for dialogue and cooperation between disciplinary research and educational research and to identify some useful research avenues to accompany the construction of new teacher training paths.Riassunto – Il conflitto tra didattica generale e didattiche disciplinari può essere correlato al processo storico di progressiva istituzionalizzazione dei campi di ricerca e dei saperi, in particolare a quello che viene definita disciplinarizzazione a dominanza secondaria, ovvero lo sviluppo di una certa disciplina a partire da un campo professionale preesistente, da cui discende tra l’altro una forte dipendenza dalla normativa scolastica, dalla percezione delle pratiche didattiche già in uso e dall’istanza sociale di formazione degli insegnanti. A partire dal caso specifico della didattica della letteratura è possibile delineare le opportunità di dialogo e di cooperazione tra la ricerca disciplinare e ricerca educativa e individuare alcune piste di ricerca utili ad accompagnare la costruzione di nuovi percorso di formazione per i docenti.
 
La lingua come fenomeno da osservare: dalla didattica delle scienze alla didattica dell’Italiano
Abstract – The LS approach (Laboratori del Sapere – Laboratories of knowledge) proposes the extension of the phenomenological-inductive method, typically applied in the STEM area, to different disciplinary fields, starting with the Italian language. This paper explores a part of the research-action project developed in the last three years by Indire in collaboration with the Tuscan school network “Laboratories of scientific knowledge” and with some schools of the Movimento di Avanguardie Educative (Educational Avant-gardes Movement), focusing on “observation”, as the starting point of any learning path. Observation, as a cross-discipline element, is placed at the core of this methodology, and represents one of the fundamental phases of the didactic activity, aiming to overcome the transmissive model of teaching. By establishing a close connection between experience and knowledge, this approach is able to stimulate a pro-active learning attitude, while helping the students acquire a deep understanding of reality.Riassunto – L’approccio dei Laboratori del Sapere propone l’applicazione del metodo fenomenologico-induttivo, proprio delle STEM, ad ambiti disciplinari diversi, a cominciare dall’Italiano. Il presente contributo approfondisce una parte del percorso di ricerca-azione sviluppato negli ultimi tre anni da Indire in collaborazione con la rete toscana dei Laboratori del sapere scientifico e con alcune scuole del Movimento di Avanguardie Educative, concentrandosi soprattutto sull’osservazione come atto iniziale di ogni percorso conoscitivo, il cui oggetto, nel caso dell’Italiano, è la lingua parlata e scritta. L’osservazione, posta al centro di questa metodologia, rappresenta una delle fasi fondamentali dell’attività didattica, trasversale alle discipline, che riesce a scardinare il modello trasmissivo dell’insegnamento, stabilendo una connessione tra esperienza e conoscenza capace di stimolare negli studenti un’attitudine verso i saperi che li aiuterà ad acquisire una comprensione profonda della realtà
Dalla ricerca Robobimbi alla progettazione di percorsi formativi sulla robotica educativa. Un processo partecipato di ricerca-azione con i bambini e con le scuole dell’infanzia
Abstract – The paper illustrates the participatory design of training experiences on educational robotics for preschool teachers. It starts from the results of the Robobimbi research that, moving from the study of the mental representations of robots in 3-to-6-year-old children, investigated how educational robotics could contribute to promoting their social learning processes. The first training experience was designed and implemented in 2020/2021 and involved 45 teachers from 11 schools associated with the Provincial Federation of Preschools of Trento. In 2022/2023 a second version of training – addressed to other 7 schools – was organized: it was designed by introducing a new tangible coding tool (i-Code) and by considering the educational-didactic criticalities that had emerged during the first training experience.Riassunto – Questo articolo descrive la progettazione partecipata di percorsi formativi sul tema della robotica educativa per insegnanti di scuola dell’infanzia. Partendo dai risultati della ricerca Robobimbi, che dallo studio delle rappresentazioni mentali dei robot tra i 3 e i 6 anni è passata ad indagare come la robotica educativa potesse contribuire a promuovere i processi sociali di apprendimento dei bambini, è stato progettato e implementato un primo percorso formativo, che nel 2020/2021 ha coinvolto 45 insegnanti di 11 scuole associate alla Federazione provinciale Scuole Materne di Trento. Nel 2022/2023 è stata organizzata una seconda versione di tale percorso – rivolto a 7 scuole diverse – i cui contenuti sono stati progettati introducendo un nuovo strumento per il coding tangibile (i-Code) e tenendo conto delle criticità educativo-didattiche emerse durante la prima esperienza formativa
Promuovere la competenza epistemica attraverso l’educazione scientifica. Il ruolo della storia della scienza e dell’epistemologia nella formazione degli insegnanti
Abstract – In a knowledge-intensive society where science and technology play a significant role, easy access to information due to user-friendly devices increases the risk of forming erroneous beliefs that encourage potentially dangerous behavior. Thus, the task of school is to educate epistemically competent citizens who know how to act responsibly within the information ecosystems in which we live. In this paper, we intend to show how a didactic transposition of the scientific disciplines, aimed at also bringing out their \u27syntax\u27, helps to achieve this educational objective. To this end, we propose two didactic tools for teacher training, conceived in such a way as to structurally integrate the contributions that epistemology and the history of science can provide to the clarification and solution of didactic problems related to its syntactic structure.Riassunto – In una società ad alta intensità di conoscenza, dove scienza e tecnologia rivestono un ruolo di primo piano, la facilità di accesso all’informazione grazie a dispositivi sempre più user-friendly amplifica il rischio di formarsi credenze errate che incitano a comportamenti potenzialmente pericolosi. Di qui il compito della scuola di formare cittadini epistemicamente competenti che sappiano agire in modo responsabile all\u27interno degli ecosistemi informativi in cui viviamo. In questo lavoro intendiamo mostrare come una trasposizione didattica delle discipline scientifiche finalizzata a far emergere anche la loro “sintassi” favorisca la realizzazione di questo obiettivo educativo. A questo proposito, proponiamo due strumenti operativi per la formazione degli insegnanti, progettati in modo da integrare strutturalmente i contributi che l’epistemologia e la storia della scienza possono offrire alla chiarificazione e soluzione di problemi didattici connessi alla sua struttura sintattica.
 
La valutazione iniziale delle conoscenze dell’insegnante specializzato
Abstract – Teacher competencies have always been the subject of study and research in didactics and pedagogy. Today the teacher is required not only to possess disciplinary skills but also cross-curricular skills, and the latter take on special significance in the profession of the specialized teacher. This study aims to investigate contestants’ knowledge in selecting the Teacher Training Courses for educational support for Secondary School. The results show that most candidates possess knowledge at the medium level, with some peaks at the high fascia level. This research emphasizes the importance of initial assessment and monitoring on the competencies being acquired by those enrolled in the Specialization Courses for Support to make the training proposal meaningful and effective.Riassunto – Le competenze dell’insegnante sono da sempre oggetto di studio e di ricerca della didattica e della pedagogia. Oggi all’insegnante viene richiesto non solo di possedere competenze di tipo disciplinare ma anche di tipo trasversale e, quest’ultime, assumono un particolare significato nella professione dell’insegnante specializzato. Questo studio mira a indagare le conoscenze dei concorrenti alla selezione per il Corso di specializzazione per le attività di sostegno didattico per la scuola secondaria di secondo grado. I risultati mostrano che la maggior parte dei candidati possiede conoscenze di livello medio, con alcuni picchi in fascia alta. Questa ricerca sottolinea l’importanza della valutazione iniziale e del monitoraggio sulle competenze in fase di acquisizione degli iscritti ai Corsi di specializzazione per il Sostegno per rendere più significativa ed efficace la proposta formativa
Da spazio a luogo: l’educazione come politica urbana
Abstract – The article addresses the issue of building a widespread and sustainable educational ecosystem starting from the so-called \u27school squares\u27, i.e. the spaces in front of schools capable - through a clear educational intentionality - of connecting school, social community, territory and territorial agencies, also supporting the co-generation of community educational pacts. In this perspective, the city and its spaces become \u27widespread educational classrooms\u27 capable of promoting social cohesion, exchange between generations and educational innovation through a continuum between urban, architectural and pedagogical design, between formal education and the territory as an informal educational space. To constitute a widespread educational system means, in short, to generate sustainable learning environments in continuity between school and urban context in an osmotic and connective way.Riassunto – L’articolo affronta il tema della costruzione di un ecosistema educativo diffuso e sostenibile a partire dalle cosiddette “piazze scolastiche”, ovvero degli spazi antistanti le scuole capaci - attraverso una chiara intenzionalità educativa - di connettere scuola, comunità sociale, territorio e agenzie territoriali, favorendo altresì la co-generazione di patti educativi comunitari. In tale prospettiva, la città e i suoi spazi diventano “aule didattiche diffuse” capaci di promuovere coesione sociale, scambio tra generazioni e innovazione didattica attraverso un continuum tra progettazione urbana, architettonica e pedagogica, tra educazione formale e territorio come spazio educativo informale. Costituire un sistema educativo diffuso significa, in sintesi, generare ambienti di apprendimento sostenibili in continuità tra scuola e contesto urbano in una logica osmotica e connettiva
Il corpo sportivo come contenuto critico-riflessivo per la formazione degli insegnanti di educazione fisica
Abstract – The article emphasizes the urgent need for a radical overhaul in the training of physical education teachers to address the complex intersections between sport, culture, and identity. Sport has long served as a conduit for the transmission of capitalist and neoliberal ideologies, which have a significant impact on contemporary society and the way we perceive the “athletic body”. This body is influenced by a range of ideologies, from male dominance over females, to ethnic and gender stereotypes, to eugenics, to commodification, and cultural colonization. Current training for physical education teachers often neglects a critical analysis of these themes, resulting in a pedagogical approach that imposes “strong” identities rather than celebrating diversity. The article argues that it is crucial to incorporate a deep understanding of the ideological and pedagogical apparatus governing the sociocultural construction of the athletic body into the teacher training curriculum. In conclusion, the article proposes key pedagogical principles for developing a more critical and emancipatory training curriculum, also suggesting, by way of example, some critical-reflective activities for physical education teachers.Riassunto – L’articolo sottolinea l’urgente necessità di riformare la formazione degli insegnanti di educazione fisica per affrontare le complesse intersezioni tra sport, cultura e identità. Lo sport è stato a lungo un veicolo per la trasmissione di ideologie capitalistiche e neoliberiste, che hanno un impatto significativo sulla società contemporanea e sul modo in cui percepiamo il “corpo sportivo”. Questo corpo è influenzato da una serie di ideologie, che vanno dal dominio maschile sul femminile, agli stereotipi etnici e di genere, all’eugenismo, alla commercializzazione e alla colonizzazione culturale. La formazione attuale degli insegnanti di educazione fisica spesso trascura un’analisi critica di questi temi, confluendo in un approccio pedagogico che impone identità “forti” piuttosto che celebrare la diversità. L’articolo sostiene che è fondamentale incorporare una comprensione profonda dell’apparato ideologico e pedagogico che governa la costruzione socioculturale del corpo sportivo nella formazione degli insegnanti. In conclusione, l’articolo propone principi pedagogici chiave per sviluppare un curricolo di formazione più critico ed emancipativo, suggerendo anche, a titolo di esempio, alcune attività critico-riflessive per gli insegnanti di educazione fisica
Information Literacy: l’istanza educativa centrale per la declinazione delle competenze digitali
Abstract – The contribution is dedicated to how Information Literacy (IL) questions secondary school, considering the European project “Check&Design. Digital Information Literacy and Collaborative Learning at school” (2021-23). The European Commission has identified Digital Education, of which IL is part, as one of the key factors for creating a common European Education Area by 2025; however, digital and IL skills are varied in Europe. The second part of the article reports two actions of the project: a mapping of these declinations in the respective national and local frameworks, carried out with teachers, and a questionnaire on IL to which 1,955 European students responded. Finally, the MOOC created by the project, now accessible to all in Italian and English, is presented as a response to promote Information Literacy as the ability to critically read the ongoing transformation processes of the current information ecosystem.Riassunto – Il contributo è dedicato a come l’Information Literacy (IL) interroghi la scuola secondaria di II grado, a partire dal progetto europeo “Check&Design. Digital Information Literacy and Collaborative Learning at school” (2021-23). La Commissione europea ha individuato l’Educazione Digitale, di cui l’IL è parte, come uno dei fattori chiave per realizzare entro il 2025 una comune European Education Area; tuttavia, le competenze digitali e di IL sono declinate in modo eterogeneo in Europa. La seconda parte dell’articolo restituisce due azioni del progetto: una mappatura di tali declinazioni nei rispettivi quadri nazionali e locali, realizzata con i docenti, e un questionario sull’IL a cui hanno risposto 1.955 studenti europei. Infine, il MOOC realizzato dal progetto, ora accessibile a tutti in italiano e inglese, è presentato come risposta per promuovere l’Information Literacy come capacità di leggere in modo critico i processi di trasformazione in atto dell’attuale ecosistema informativo
La percezione dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nello svolgimento dei compiti a casa in un campione di insegnanti italiani
Abstract – The debate on the introduction of new technologies into teaching practices has always been heated; nevertheless, with the advent of Artificial Intelligence, the figure of the teacher has been affected by major changes such that appropriate training is required. If until now the aid to learning processes in non-school spaces and times was provided by pure application of natural human effort, now, on the other hand, with the wide availability of automated learning resources and tools, students have the opportunity to use innovative algorithms and tools with great ease. In this article we want to focus on the new challenges to which teachers of different grades are called, exploring through a questionnaire their perceptions on the application of Artificial Intelligence as a tool to support study, and, in particular, in carrying out homework.Riassunto – Il dibattito sull’introduzione delle nuove tecnologie nelle pratiche di insegnamento è da sempre molto acceso; nondimeno, con l’avvento dell’Intelligenza Artificiale, la figura dell’insegnante è stata interessata da importanti cambiamenti tali da richiedere una formazione adeguata. Se fino ad oggi l’ausilio ai processi di apprendimento negli spazi e tempi non scolastici veniva fornito dalla pura applicazione dello sforzo umano naturale, adesso, invece, con l’ampia disponibilità di risorse e strumenti di apprendimento automatizzati, gli studenti hanno la possibilità di utilizzare con estrema facilità algoritmi e strumenti innovativi. In questo articolo vogliamo porre l’attenzione proprio sulle nuove sfide alle quali sono chiamati i docenti di differente ordine e grado esplorando, attraverso un questionario, la loro percezione sull’applicazione dell’Intelligenza Artificiale quale strumento a sostegno dello studio e, in particolare, nello svolgimento dei compiti a casa.
 
Disorientati e disorientanti: gli alunni ucraini fuggiti dal conflitto
Abstract – This paper intends to delve deeper into the theme of the educational inclusion of Ukrainian minors arriving in Italy starting from March 2022, analysing part of the qualitative data that emerged from a more extensive research on the management of the arrival of Ukrainian refugees in the city of Reggio Emilia, in particular drawing from the results of 30 semi-structured interviews with operators (managers, psychologists, linguistic-cultural mediators, educators) involved in reception and housing projects. The focus is on the psychophysical conditions and experiences of minors placed in schools, traumas, stress and shortcomings, the difficulties of integration, the attitudes and practices implemented by teachers and school directors which are not always welcoming and competent, the management of relationships and communications with parents.Riassunto – Il presente contributo intende approfondire il tema dell’inserimento scolastico dei minori ucraini giunti in Italia a partire dal marzo 2022, prendendo in analisi una parte dei dati qualitativi emersi da una più estesa ricerca sulla gestione dell’arrivo dei profughi ucraini nella città di Reggio Emilia, in particolare attingendo dagli esiti di 30 interviste semistrutturate agli operatori (dirigenti, psicologi, mediatori linguistico-culturali, educatori) impegnati nei progetti di accoglienza e housing. Vengono approfonditi gli aspetti legati alle condizioni e ai vissuti psicofisici dei minori inseriti nelle scuole, ai traumi, stress e mancanze, alle difficoltà di integrazione, alle attitudini e pratiche non sempre accoglienti e competenti messe in atto da insegnanti e dirigenti scolastici, alla gestione delle relazioni e delle comunicazioni con i genitori