Annali online Unife (Università degli Studi di Ferrara)
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Il rapporto scuola-museo per la costruzione del sapere storico: insegnanti e bambini in ricerca
Abstract – This paper illustrates the results of a case study involving a 4th-grade classroom, a tutor teacher, a student trainee and a coordinating tutor in a Teacher Professional Development Research on the topic of the school-museum relationship within the teaching history framework, with a focus on the design of a visit to the Egyptian Museum in Turin. The contribution is centered on the thematic analysis of the interviews with all the participants and the final focus group. The coding process follow an inductive system, inspired by the constructivist Grounded Theory, labelling the text by identifying meaningful units which were then grouped into categories that highlighted the strengths and weaknesses of the pathway. It is highlighted how the Teacher Professional Development Research favoured self-reflection, self-analysis and self-assessment, all necessary to promote professional development in the teachers involved, both trainees and in-service.Riassunto – Il presente contributo illustra i risultati di uno studio di caso che ha coinvolto una classe quarta primaria, un’insegnante tutor accogliente, una tutor coordinatrice e una studentessa in tirocinio in un percorso di Ricerca-Formazione sul tema del rapporto scuola-museo nell’ambito della didattica della storia, con un focus sulla progettazione della visita al Museo Egizio di Torino. Si riportano i risultati dell’analisi tematica delle interviste a tutte le figure coinvolte e del focus group conclusivo. La codifica è stata condotta con un sistema induttivo di etichettatura del testo ispirato alla Grounded Theory costruttivista, identificando unità di senso, poi raggruppate in categorie, che hanno permesso di evidenziare punti di forza e criticità del percorso. Si rileva come la Ricerca-Formazione abbia sostenuto l’attitudine alla riflessività, all’autoanalisi e autovalutazione, necessarie per promuovere lo sviluppo professionale negli insegnanti coinvolti, sia in formazione sia esperti.
 
Education speaks many languages. Una Ricerca-Formazione sull’introduzione dell’inglese e di altre lingue nei servizi per l’infanzia della Regione Emilia-Romagna
Abstract – The paper focuses on the Project “Feeling English in the 0-3-6 age group”, which originated from an agreement between the Emilia-Romagna Region and the Department of Education Studies of the University of Bologna to enable educational staff to introduce English and other languages in the 0-3-6 day care services and nurseries. This is a three-year Professional Development Research, with a pre-experimental design, which aims to accompany the educational staff to gain an understanding of the importance of a bilingual educational approach and to implement specific strategies to introduce English in daily educational activities. The focus of the contribution is particularly on the first results of the study carried out in the first year of the project (2021-22), which involved more than 500 day-care staff belonging to 75 day-cares and nurseries located in Emilia-Romagna. The results that emerged from the questionnaires administered to the educational staff provided useful suggestions for the purpose of partly redesigning the intervention for the following year.Riassunto – Il contributo verte sul Progetto “Sentire l’inglese nella fascia d’età 0-3-6”, nato da una convenzione tra la Regione Emilia-Romagna e il Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna per promuovere l’introduzione dell’inglese e di altre lingue nei servizi 0-3-6 ad opera del personale educativo. Si tratta di un progetto di Ricerca-Formazione di durata triennale, con impianto pre-sperimentale che intende accompagnare il personale educativo a comprendere l’importanza di un approccio educativo bilingue e a implementare specifiche strategie per introdurre la lingua inglese nelle attività educative. Il focus del contributo verte sui primi esiti dello studio realizzato nella prima annualità del progetto (a.s. 2021-22), che ha coinvolto più di 500 educatrici/tori appartenenti a 75 nidi dislocati in Emilia-Romagna. I risultati emersi dai questionari somministrati al personale educativo hanno fornito spunti di riflessione utili ai fini di una parziale riprogettazione dell’intervento per l’annualità successiva
Due anni di corsi di specializzazione per il sostegno on-line. Opportunità o solo necessità?
Abstract – During the Sars-Covid 19 pandemic, online lessons, given on virtual platform of all the university in Italy instead of face-to-face lessons, took an important daily routine for thousands of students. Future specialized support teachers also experienced this as trainees in training. The Sars-Covid 19 pandemic and the associated quarantines forced thousands of future teachers to train online, with intensive afternoon and weekend classes. In order to evaluate the effects of these experiences, a survey has been proposed to approximately 150 students of the Department of Humanities of the University of Trieste (North-east of Italy) which allows to analyze and discuss on the positive and negative impacts of 600 hours of lessons. Furthermore, a discussion is proposed on possible developments of an integration of face-to-face lesson with online lesson to form teachers for the Italian Ministry of Education.Riassunto – Durante la pandemia di Sars-Covid 19, le lezioni online, impartite sulla piattaforma virtuale di tutte le università italiane al posto delle lezioni frontali, sono diventate un’importante routine quotidiana per migliaia di studenti. Anche i futuri insegnanti specializzati per il sostegno hanno vissuto questa esperienza da corsisti in formazione. La pandemia di Sars-Covid 19 e le relative quarantene hanno costretto quindi migliaia di futuri insegnanti a formarsi online, con lezioni intensive pomeridiane e nei week end. Al fine di valutare gli effetti di queste esperienze, è stato proposto un sondaggio a circa 150 studenti del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Trieste (nord-est Italia) che permette di analizzare e discutere gli impatti positivi e negativi di 600 ore di lezione. Inoltre, viene proposta una discussione sui possibili sviluppi di un’integrazione tra lezioni frontali e lezioni online per la formazione di insegnanti per il Ministero dell’Istruzione italiano
Teaching study skills. An inclusive approach to responding to students learning differences
Abstract – Student academic achievement is related to knowledge and application of effectivestudy skills. While students with normal development may experience academic difficulties in the absence of an effective study approach, students with special educational needs are at risk drop out. This paper proposes a structured learning approach divided into six steps: predict, read, identify key concepts, reorganize, reflect, recite. Each step involves active learning strategies and extensive flexibility to adapt to the variability of accademic content and individual student differences. It is an operational proposal that fits into the backdrop of Universal Design for Learning and its foundational principles: normalizing individual differences and preparing a multifaceted learning context and, as such, accessible to all.Riassunto – I risultati scolastici degli studenti sono associati alla conoscenza e all’applicazione di abilità di studio efficaci. Se gli studenti a sviluppo tipico in assenza di un approccio efficace allo studio possono incontrare difficoltà scolastiche, gli studenti con bisogni educativi speciali possono persino abbandonare il percorso formativo. Questo contributo propone un approccio strutturato allo studio articolato in sei step: prevedi, leggi, individua i concetti chiave, riorganizza, rifletti, ripeti. Ogni step prevede strategie di apprendimento attive e ampi margini di flessibilità per adattarsi alla variabilità dei contenuti disciplinari e alle differenze individuali degli studenti. Si tratta di una proposta operativa che si inserisce sullo sfondo dell’Universal Design for Learning e dei suoi principi base: la normalizzazione delle differenze individuali e la predisposizione di un contesto di apprendimento multiforme e, in quanto tale, accessibile a tutti
Percezione tattile e disabilità visiva: un’esperienza con i docenti del corso di formazione per le attività didattiche di sostegno agli alunni con disabili-tà
Abstract – The construction or adaptation of teaching materials is fairly common practice in all special education, but with visual impairment it becomes a daily requirement. It is therefore essential to provide the teacher with more suitable tools and strategies to set up psychoeducational and didactic interventions that are functional and responsive to the special educational-didactic needs of pupils with sensory disabilities. In the following contribution is reported the experience made by the students of the 4th cycle of the Specialization Course for Support Activities in Rome, during the workshop on special education for sensory disabilities, with the aim of sharing good practices and providing useful suggestions for structuring paths marked by accessibility and inclusion of blind and visually impaired children/youth.Riassunto – La costruzione e l’adattamento dei materiali didattici è prassi abbastanza comune in tutta la didattica speciale, ma con la disabilità visiva diventa un’esigenza quotidiana. È quindi fondamentale fornire ai docenti strumenti e strategie più idonee per impostare interventi psicoeducativi e didattici funzionali e rispondenti alle peculiari esigenze educativo-didattiche degli alunni ciechi e/o ipovedenti. Nel seguente contributo è riportata l’esperienza realizzata dai corsisti del IV ciclo del Corso di Specializzazione per le attività di sostegno presso l’Università Internazionale degli studi di Roma (UNINT) durante il laboratorio di didattica speciale per la disabilità sensoriale, con l’obiettivo di condividere buone prassi e fornire utili suggerimenti per la strutturazione di percorsi improntati all’accessibilità e all’inclusione
Il Coping Power Program: sperimentazione ed analisi degli esiti delle fasi progettuali
Abstract – Behavioral disorders are one of the most frequent causes of intervention in the developmental age. In educational practice, all of this requires treatment techniques designed in a functional way to the single intervention, and applied with the coherence that the didactic tool and the situation require. The Coping Power Program is functional to address similar didactic intervention needs; multimodal treatment protocol for Disruptive Behavior Disorders, appears to be, at the same time, an evidence-based prevention program. Based on efficacy data, in educational contexts it is possible to use the Coping Power School, able to decline its proposal within the budgeted educational activities. In this discussion we proceed with the analysis of the results resulting from an experimentation of this tool Interior of the Kindergarten.Riassunto – I disturbi del comportamento rappresentano una delle più frequenti cause di intervento in età evolutiva. Nella pratica educativa, tutto ciò richiede tecniche di trattamento progettate in maniera funzionale al singolo intervento, ed applicate con la coerenza che lo strumento didattico e la situazione richiedono. Il Coping Power Program si presenta funzionale ad affrontare simili esigenze di intervento didattico; protocollo di trattamento multimodale per i Disturbi da Comportamento Dirompente, risulta essere, al contempo, un programma di prevenzione evidence-based. Fondato su dati di efficacia, nei contesti educativi è possibile adoperare il Coping Power Scuola, in grado di declinare la sua proposta all’interno della attività didattiche preventivate. Nella presente trattazione si procede alla analisi degli esiti risultanti da una sperimentazione di questo strumento all’interno della Scuola dell’Infanzia
La lezione con storytelling digitale: per una narratività relazionale ed inclusiva attraverso la Rete
Abstract – The article investigates the epistemic conditions of an innovative and inclusive digital lesson. Starting from the school container intended as a place of narrative and relationship with the other from oneself, always different and always new, the author focuses on the didactic practice of digital storytelling as an open and inclusive practice par excellence, along the lines of the circle hermeneutic. It is clear that digital storytelling, especially if it were to enter the continuing education of teachers, is a hermeneutic and epistemic place where to create single frames of inclusiveness and mutual acceptance.
Riassunto – L’articolo indaga le condizioni epistemiche di una lezione digitale innovativa e inclusiva. A partire dal contenitore scolastico inteso come luogo di narratività e di relazione con l’altro da sé, sempre diverso e sempre nuovo, l’autrice si sofferma sulla pratica didattica del digital storytelling come pratica aperta e inclusiva per antonomasia, sulla falsa riga del circolo ermeneutico. È chiaro che il digital storytelling, soprattutto se dovesse entrare nella formazione continua degli insegnanti, si pone come luogo ermeneutico ed epistemico dove realizzare singoli frames di inclusività e di accoglienza reciproca.
A proposito di alcuni termini sepulcrorum inediti dalla via Latina (Roma)
The aim of this article is to study four unpublished inscriptions, presumably from the Via Latina, preserved in two different sites located just outside Porta Latina: the Curia Generalizia dei Padri Marianisti and the Casa di cura “Mater Misericordiae”. The four termini sepulcrorum can be traced back to funerary enclosures originally located along the Via Latina, between the first and second mile of the road. Each inscription, examinated in situ by the authors, is accompanied by its own epigraphic description, highlighting interesting data and critical points.Questo articolo si propone di studiare quattro iscrizioni inedite, presumibilmente provenienti dalla Via Latina, conservate in due diversi siti situati appena fuori Porta Latina: la Curia Generalizia dei Padri Marianisti e la Casa di cura "Mater Misericordiae". I quattro termini sepulcrorum sono riconducibili a recinti funerari originariamente situati lungo la Via Latina, tra il primo e il secondo miglio della strada. Ogni iscrizione, esaminata in situ dagli autori, è accompagnata da una propria descrizione epigrafica, che evidenzia dati interessanti e punti critici
Iconografia dell’animale nei manoscritti di Oriente e Occidente
Animals have always been present in life and imagination of man generating a complex system of legends and symbols in both Eastern and Western cultures. The study analyses the reasons for the wide production of images related to animals, the motivations of certain iconographic choices and their origins. Examining, specifically, manuscript illuminations in a period approximately between the tenth and the fifteenth centuries AD, the text intends to compare premises and historical conditions, sensitivity and iconography related to the symbolism of the animal in Europe and Far East.Gli animali sono sempre stati presenti nella vita e nell\u27immaginario dell\u27uomo, generando un complesso sistema di leggende e simboli sia nella cultura orientale che in quella occidentale. Lo studio analizza le ragioni dell\u27ampia produzione di immagini legate agli animali, le motivazioni di alcune scelte iconografiche e le loro origini. Esaminando, nello specifico, le miniature manoscritte in un periodo compreso approssimativamente tra il X e il XV secolo d.C., il testo intende confrontare premesse e condizioni storiche, sensibilità e iconografia, legate al simbolismo dell\u27animale in Europa e in Estremo Oriente