Annali online Unife (Università degli Studi di Ferrara)
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    1987 research outputs found

    Orientamento informale e biografie femminili nel quartiere Giambellino di Milano

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    Abstract – The contribution aims to analyze what/who orients, on the path to adulthood, young women growing up in territories of urban periphery. Orientation appears today to be located, for all young generations, not so much at school, but rather in the territories of daily life and, for some biographies in particular, still problematically marked by ascribed belongings (class, gender, ethnic-cultural, territorial...). Gender belonging, intertwined with social, ethno-cultural and territorial belonging, was observed with particular attention by a “mixed” group of young women (between 21 and 30 years old) – residents of Giambellino in Milan and students in Educational Sciences, at the University of Milan-Bicocca – thanks to a didactic-educational opportunity of reading and pedagogical analysis of the territorial dimension. Women\u27s individual biographies were, there, reconnected to collective, territorial and social contexts. Starting, then, from the common questioning of the contemporary location of each in a body, in a gender and in a territory, it was observed how much gender, intertwined with other ascribed belongings, still marks and orients urban “choices”, paths and lives, which in Giambellino appear characterized by plural forms of subalternity, inequality and violence.Riassunto – Il contributo vuole analizzare cosa/chi orienti, nel percorso verso l’adultità, giovani donne in crescita in territori di periferia urbana. L’orientamento appare infatti oggi collocato, per le giovani generazioni tutte, non tanto a scuola, quanto piuttosto nei territori di vita quotidiana e, per alcune biografie in particolare, appare ancora problematicamente segnato dalle appartenenze ascritte (di classe, di genere, etnico-culturali, territoriali ecc.). L’appartenenza di genere, intrecciata a quella sociale, etnico-culturale e territoriale, è stata osservata con particolare attenzione da un gruppo “misto” di giovani donne (21-30 anni) – abitanti del Giambellino di Milano e studentesse in Scienze dell’educazione dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca – grazie a un’occasione didattico-educativa di lettura e analisi pedagogica della dimensione territoriale. In quella sede, le biografie individuali femminili sono state riconnesse ai contesti collettivi, territoriali e sociali. A partire, quindi, dall’interrogazione comune sulla contemporanea collocazione di ciascuna in un corpo, in un genere e in un territorio, si è osservato quanto l’essere una giovane donna, intrecciato ad altre appartenenze ascritte, segni e orienti ancora le “scelte”, i percorsi e le vite urbane, che nel Giambellino appaiono caratterizzate da plurali forme di subalternità, disuguaglianza, violenza

    Indice: Numero 3 (2024)

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    Volume 3 2024

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    ll ruolo dell’intelletto nel processo volitivo e il suo rapporto con la volontà nel pensiero di Giacomo da Viterbo

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    This paper investigates the relationship that there is between the intellect and the will in the process of volition, according to James of Viterbo. This will start with a brief introduction on James\u27 theory of the will, where will be introduced the notion of idoneitas, a central aspect of his conception of the faculties of the soul. Then, the research will be focused on the role of the intellect in the movement of the will: how it happens, why and how important it is, what causality is involved. The paper will also try to demonstrate the singularity of James\u27 thesis compared with the voluntarist and intellectualist positions, the two most supported positions on this question, together with his research of a via media between them.Il presente lavoro esamina il rapporto che, secondo Giacomo da Viterbo, sussiste tra l’intelletto e la volontà all’interno del processo volitivo. Prendendo le mosse da una breve introduzione sulla concezione della volontà in Giacomo, verrà introdotto il concetto di idoneitas, elemento chiave della sua analisi delle facoltà dell’anima. L’indagine si concentrerà poi sul ruolo giocato dall’intelletto nel movimento della volontà: come esso avvenga, quale sia la sua importanza, che tipo di causalità sia ad esso ascrivibile. Verrà così mostrata la particolarità della tesi di Giacomo rispetto alle due posizioni principali all’epoca, quella volontarista e quella intellettualista, e il suo tentativo di ricerca di una propria via media tra di esse

    Lo s-terminato esistere : La co-appartenenza di apollineo e dionisiaco da una prospettiva infra-heideggeriana

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    This paper explores the deep philosophical affinities between Martin Heidegger and Friedrich Nietzsche, focusing on their shared understanding of the Apollonian and Dionysian dichotomy and its implications for the essence of human existence. The analysis begins by examining Nietzsche\u27s concept of the unity of the Apollonian and Dionysian as a fundamental aspect of human identity, despite Nietzsche\u27s own unawareness of its metaphysical significance. Heidegger, in turn, recognizes this insight as an epochal breakthrough in Nietzsche\u27s thought, surpassing the boundaries of traditional metaphysics. The discussion further explores the role of Hölderlin as a crucial figure in both Nietzsche\u27s and Heidegger\u27s philosophical trajectories. It argues that in the co-appropriation of the Apollonian and Dionysian and the concept of Ereignis (the Event), both philosophers reveal a profound engagement with the interplay of foundation and abyss. This interplay, according to Heidegger, constitutes the historical-epochal opening of being and provides a perspective for understanding the essence of Dasein as the Ek-sistence (existential being). The paper challenges Heidegger\u27s reductionist interpretation of Nietzsche as merely the completion of metaphysics and suggests a closer affinity between Nietzsche and Hölderlin. It concludes by emphasizing the transformative potential of embracing the interplay of the Apollonian and Dionysian and the reevaluation of human essence based on existence, which enables a new understanding of the world and its inherent mysteries.Il presente contributo affronta il rapporto tra Nietzsche ed Heidegger a partire dal binomio nicciano apollineo-dionisiaco, al fine di mettere alla prova la riduzionistica interpretazione heideggeriana del pensiero nicciano, e individuare delle affinità strutturali che lo stesso Heidegger, durante il suo corso del 936-937 sulla Volontà di potenza come arte, avrebbe ammesso, paragonando Nietzsche ad Hölderlin. In particolare, si sostiene che, a partire da una prospettiva infra-heideggeriana, il binomio apollineo-dionisiaco, così come quello Ereignis-Enteignis, e l\u27hölderliniano aorgico-organico, presenta tutti i caratteri di una relazione di co-appartenenza (zugehçrigkeit) non dialettica di movimenti uguali e contrari al tempo stesso, appropriativi ed espropriativi. A partire da questa prospettiva, si propone dunque una lettura del gioco di apollineo e dionisiaco come di una relazionalità epistemologicamente capace di fornire, in una prospettiva interna alla speculazione heideggeriana e anti-metafisica, i criteri per una nuova definizione della "cosa" in quanto tale e dell\u27esistenza umana

    Un autore “celato”: Paolo Mantegazza e l’incontro intellettuale con Aby Warburg

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    The following article deals with the unclear and little discussed relationship between Paolo Mantegazza and Aby Warburg. It explores the influence of Mantegazza’s studies on Warburg theories, trying to reconstruct Warburg’s possible knowledge of Mantegazza’s works.L’articolo tratta del rapporto non ben definito e poco discusso tra Paolo Mantegazza e Aby Warburg. Viene esplorata l’influenza degli studi di Mantegazza sulle teorie warburghiane, cercando di ricostruire la possibile conoscenza di Warburg delle opere di Mantegazza

    Prevenire la violenza di genere: il ruolo dell’educazione sessuale olistica (CSE) come strumento di contrasto

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    Gender-based violence represents a serious social issue that requires targeted and substantial interventions. Comprehensive Sexuality Education (CSE) emerges as a key factor in combating gender-based violence, providing essential tools and knowledge to promote healthy, respectful, and consensual relationships. This article aims to examine the role of this education in combating gender-based violence through a review of existing statistical reports and scientific literature. The results indicate that affective and sexual education, when implemented appropriately and inclusively, can positively influence individuals’ perceptions, attitudes, and behaviours towards gender-based violence. Moreover, CSE can contribute to deconstructing harmful gender stereotypes, providing a critical understanding of inequalities and social norms perpetuating violence.La violenza di genere rappresenta una grave questione sociale che richiede interventi mirati e sostanziali. L’educazione sessuale olistica (CSE) emerge come un fattore chiave nel contrasto alla violenza di genere, fornendo strumenti e conoscenze essenziali per promuovere relazioni sane, rispettose e consensuali. L’articolo si propone di esaminare il ruolo della CSE nel contrasto della violenza di genere attraverso una revisione di rapporti statistici e parte della letteratura scientifica esistente. I risultati indicano che l’educazione affettiva e sessuale, quando implementata in maniera adeguata e inclusiva, può influenzare positivamente le percezioni, le attitudini e i comportamenti degli individui nei confronti della violenza di genere. Inoltre, la CSE può contribuire a decostruire stereotipi di genere dannosi, fornendo una comprensione critica delle disuguaglianze e delle norme sociali che perpetuano la violenza

    Storie tra i banchi. Il percorso “EcoNarrazioni. Atelier formativi per la cura educativa”

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    Narration is a powerful pedagogical tool that can enrich the educational experience by weaving together the often-fragmented threads of diverse life stories and rediscovering the beauty of existence in relation to others. This is where its “ecological” essence resides, fostering a quest for relationships and connections that enables the development of a systemic understanding of phenomena and processes. This paper presents the outcomes of the project “EcoNarrazioni: Atelier formativi per la cura educative” (June-December 2023), which engaged one hundred teachers from schools in the city of Ragusa in the creation of eco-narrative pathways. The article explores the project\u27s theoretical and methodological framework and offers a critical reflection on the narrative practices employed and their impact on eco-critical thinking.La narrazione si presenta come un potente strumento pedagogico, capace di arricchire l’esperienza educativa, di ricucire le trame, anche frammentate, delle diverse biografie, per riscoprire la bellezza dell’esistenza in relazione. Qui risiede la sua essenza “ecologica”, capace di attivare quella ricerca di interconnessioni che consente di sviluppare una visione sistemica dei fenomeni e dei processi. Il contributo presenta gli esiti del progetto “EcoNarrazioni: Atelier formativi per la cura educativa” (giugno-dicembre 2023), che ha coinvolto cento docenti delle scuole della città di Ragusa nella creazione di percorsi eco-narrativi. L’articolo illustra la cornice teorica e metodologica del percorso e restituisce, in chiave critica, le riflessioni dei docenti partecipanti sulle prassi narrative messe in atto e sulle ricadute in termini di pensiero eco-critico

    Il valore inclusivo dell’orientamento nella Scuola secondaria di secondo grado: la parola ai/alle docenti orientatori/orientatrici

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    The educational guidance activities aimed at the secondary School, which started in the 2023/24 school year, represent a means of accompanying each pupil towards global growth and the construction of his or her own future, in full recognition of his or her own limits and capabilities. The innovative interventions, promoted by Ministerial Decree no. 328/2022 and by the subsequent new Guidelines for school orientation for the first and second cycle of education, envisage the institution of the new figures of the tutor teacher and the guidance teacher to support the choices of all students in the continuation of their course of study or in entering the world of work. This contribution proposes a case study conducted at two upper secondary schools in Rome from which positions, reflections, considerations and evaluations by the guidance teachers emerge regarding the degree of incisiveness and/or criticality of the educational practices of guidance.Le attività di orientamento formativo rivolte alla Scuola secondaria di secondo grado, avviate dall’a.s. 2023/24, rappresentano un mezzo per accompagnare ciascun alunno verso una crescita globale e verso la costruzione del proprio futuro, nel pieno riconoscimento dei propri limiti e dalle proprie funzionalità. Gli interventi innovativi, promossi dal D.M. n. 328/2022 e dalle successive nuove Linee Guida per l’orientamento scolastico per il I° e al II° ciclo d’istruzione, prevedono l’istituzione delle nuove figure del docente tutor e del docente orientatore a supporto delle scelte di tutti gli studenti nella prosecuzione del percorso di studi o nell’ingresso del mondo del lavoro. Il presente contributo propone uno studio di caso condotto presso due scuole secondarie superiori di Roma dal quale emergono posizioni, riflessioni, considerazioni e valutazioni da parte dei docenti orientatori in merito al grado di incisività e/o di criticità delle pratiche educativo-esistenziali dell’orientament

    La percezione degli insegnanti sulle funzioni della valutazione e sul potenziale trasformativo e metacognitivo del feedback

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    The article aims to explore teachers\u27 conceptions and ideas about assessment through the integration of two instruments, administered to a sample of 77 teachers, in order to elicit and detect their beliefs and describe their personal experiences: a closed-ended Likert scale questionnaire and an open-ended questionnaire focusing on formative evaluation and feedback. The closed-ended responses allowed for the classification of the evaluative attitudes of the teachers involved, based on the functions they attributed to assessment. In contrast, the comparison with the open-ended responses provides a narrative of their ideas on assessment. From the initial results, it is possible to identify some persistence of an underlying scepticism towards assessment, but also reflections on the transformative value of the evaluation process in teachers\u27 practices. Feedback, in its recursive and reflective conception, still remains in the background.Il contributo intende esplorare le concezioni e le idee degli insegnanti sulla valutazione, attraverso l’integrazione di due strumenti, somministrati a un campione di 77 docenti, per far emergere e rilevare le loro convinzioni e per descrivere le loro esperienze personali: un questionario chiuso a scala Likert e uno aperto centrato sulla valutazione formativa e il feedback. Le risposte chiuse consentono di classificare gli atteggiamenti valutativi degli insegnanti coinvolti, attraverso le funzioni che essi assegnano alla valutazione. Il confronto con le risposte aperte invece restituisce una narrativizzazione delle idee sulla valutazione. Dai primi risultati, è possibile verificare alcune persistenze rispetto a uno scetticismo di fondo rispetto alla valutazione, ma anche considerazioni relative ad una valenza trasformativa rispetto alle pratiche degli insegnanti del processo valutativo. Resta ancora sullo sfondo il feedback nella sua concezione ricorsiva e riflessiva

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