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    La blockchain e la protezione dei dati personali: una tecnologia privacy compliant by design? | Blockchain and the protection of personal data: a privacy compliant by design technology?

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    La tecnologia blockchain rappresenta un fenomeno rivoluzionario per diversi settori della vita dell’economia e non solo. Anzi, da un lato la necessità di adattare i tradizionali settori al cambiamento tecnologico, dall’altro le possibilità che tale tecnologia fornisce in termini di efficienza e velocizzazione, hanno portato la blockchain a essere presa sempre più in considerazione. La questione ancora in via di definizione, tuttavia, riguarda il trattamento dei dati, in un ecosistema trasparente e accessibile. L’obiettivo del presente scritto è, dunque, quello di analizzare l’impatto e le applicazioni di tale tecnologia in tutti i settori in qui essa è potenzialmente applicabile e, di conseguenza, le implicazioni in termini di privacy

    L'inquadramento giuridico dei dati personali ceduti per la fruizione dei servizi digitali | The legal framework of personal data transferred for the use of digital services

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    Il contributo analizza le riflessioni dottrinali che hanno preceduto il riconoscimento della commerciabilità dei dati personali, con specifico riferimento all’individuazione della base giuridica del trattamento dei dati forniti quale controprestazione non monetaria. In particolare, nel lavoro vengono indicate le ragioni per cui è escluso che l’esecuzione di un contratto possa rappresentare una valida legal basis per legittimare il trattamento dei dati personali in oggetto, individuando nel consenso la condizione di liceità più idonea.Le conclusioni tentano di far ordine tra le norme e gli orientamenti giurisprudenziali analizzati, riepilogando le deduzioni più significative a cui si è giunti. The contribution analyses the doctrinal reflections that preceded the recognition of the merchantability of personal data, with specific reference on identifying the legal basis for the processing of personal data provided as nonmonetary performance. Specifically, the paper outlines the reasons why it is ruled out that the execution of a contract can not be a valid legal basis for the lawful processing of the personal data, identifying the consent as the most appropriate condition of lawfulness.The conclusions attempt to bring order to the rules and judicial decisions analysed, summarising the most significant deductions reached.

    Applicazione I.A. della pena pecuniaria nel sistema penale peruviano: una proposta di ricerca per dare un futuro al “presente novecentesco” del sistema carcerario italiano. | I.A. application to pecuniary penalties in the Peruvian penal system: a research proposal to give a future to the “twentieth-century present” of the Italian prison system.

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    Il saggio affronta in modo innovativo la delicata questione del sistema carcerario. Elemento centrale dell’elaborato è la pena pecuniaria, un prezioso strumento sanzionatorio che gli antichi greci hanno donato al sistema penale e che, come evidenziato dalla Prof.ssa Eva Cantarella, ha consentito il passaggio dal Mondo della Vendetta al Mondo del Diritto. L’Autrice sostiene quanto affermato dal Prof. Emilio Dolcini fin dagli anni ’70 del Secolo scorso, in tema di introduzione del sistema a tassi giornalieri, aggiungendo nuovi elementi. Il Case study è il modello dei tassi giornalieri del sistema penale peruviano che si avvale anche dell’utilizzo di un software, e che, secondo la visione dell’Autrice, è una strada possibile anche in Italia per avere un effetto benefico a catena sul sistema carcerario nel suo complesso. Molti passi avanti sono stati compiuti in tema di pene pecuniarie attraverso la Riforma Cartabia che ha consentito di risolvere importanti problematiche del quadro normativo precedente, ma il presente scritto si soffermerà sui nodi ancora irrisolti in quanto punta ad affrontare le criticità ancora esistenti. The essay tackles the delicate issue of the prison system in an innovative way. The central element of the paper is the pecuniary penalty, a precious sanctioning tool that the ancient Greeks gave to the penal system and that, as Prof. Eva Cantarella pointed out, allowed the passage from the World of Vengeance to the World of Law. The author supports what Prof. Emilio Dolcini has been saying since the 1970s about the introduction of the daily rate system, adding new elements. The case study is the model of daily rates in the Peruvian penal system, which also makes use of software, and which, in the author's view, is a possible way also in Italy to have a beneficial knock-on effect on the prison system as a whole. Many steps forward have been taken in the area of financial penalties through the Cartabia Reform, which resolved important issues of the previous regulatory framework, but this paper will focus on the still unresolved knots as it aims to address the still existing critical issues

    Educare all’amicizia per costruire il bene comune. Una ricerca educativa alla scuola primaria

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    The paper presents the theoretical, educative, and empirical system of the project Educating to friendship to build up the common good. In particular, it focuses on the path elaborated and carried out for primary school pupils, as an answer to the pervasive sense of civic disengagement. The theoretical elaboration, grounded in the Aristotelian vision, presents a model for citizenship education intended as education to friendship, considered as a primary political virtue and a form of care. Based on this theory aneducative research project was planned, whose activities have both heuristic and educative aims in order to stimulate and understand the children’s thinking on the ethical questions of the common good. Research data show the richness of the children’s thinking, attesting that friendship is a political virtue, i.e. a virtue able to give form to an ‘engaged’ vision of citizenship. Consequently, it is possible to affirm that reasoning about the virtue of friendship can represent a valid approach for citizenship education.RiassuntoRiassunto L’articolo presenta l’impianto teoretico, educativo ed empirico del progetto Educare all’amicizia per costruire il bene comune, soffermandosi in particolare sul percorso elaborato per le scuole primarie in risposta al diffuso senso di civic disengagement. L’elaborazione teoretica, fondata nella visione aristotelica, propone un modello di educazione alla cittadinanza intesa come educazione all’amicizia, virtù politica per eccellenza e forma di cura. Sulla base di tale teoria è stato elaborato un progetto di ricerca educativa, nel quale le attività hanno sia valenza educativa che valenza euristica, volto a stimolare e comprendere la riflessione di bambini e bambine sui temi dell’etica per il bene comune. Gli esiti della ricerca mostrano la ricchezza del pensiero di bambini/e, i/le quali attestano che l’amicizia è una virtù politica, cioè una virtù capace di dare forma a una visione ‘engaged’ della cittadinanza. Si può così affermare che adottare la via della riflessione sulla virtù dell’amicizia rappresenta un valido approccio per l’educazione alla cittadinanza

    Educazione e pubblicità. Retorica, potere e eclissi dell’etica nell’era neoliberista

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    AbstractOver the last three decades, extensive analysis has been provided about what we may call neoliberal mindset. Aims, tools and effects of such a logic over schooling and education have been scrutinized by scholars from different disciplines, ranging from educational theory to policy analysis, from economics to sociology. However, little attention has been paid to the rhetorical aspect of neoliberalism. In this paper, by analysing several documents from authoritative educational institutions and ONGs – US Department for Education, EU Council, Australian Department for Education and Training, OECD, UK Department of Education –I go deep in the neoliberal rhetoric and language. Analysing its features, I shall display a disquieting similarity – if not equivalence - between the language employed by private edu-providers – such as Pearson and Edison – and famous brand – Mercedes, Nike, Puma, Panasonic, to name a few. Such an issue begs the question as to how the actors of education - teachers, students, educators - should think and enact their roles and how they should live the concrete practice of education within a landscape shaped by such a rhetoric. In other words, what is the image conveyed by this uniform language and, in turn, what are the projects, dreams, desires, and understandings that such rhetoric underpins and arouses? Riassunto A partire almeno dagli anni Novanta il paradigma neoliberista è stato oggetto di numerosissime analisi, non soltanto in economia. Studiosi di politiche educative, sociologia, etica ne hanno approfondito caratteristiche, effetti e logica interna. Nonostante l’attenzione dedicata, relativamente pochi studi sono stati prodotti su quella che possiamo definire la retorica neoliberista, cioè il linguaggio nel quale tali politiche vengono presentate e disseminate. In questo lavoro, analizzando diversi documenti di autorevoli istituzioni educative – il Dipartimento per l’Educazione degli Stati Uniti, l’Unione e il Consiglio Europeo, il Dipartimento per l’Educazione e l’Apprendimento d’Australia, l’OCSE, per citarne alcuni – proverò a mostrare una inquietante somiglianza – se non equivalenza – fra a) il linguaggio istituzionale dell’educazione; b) il linguaggio di due fra le principali agenzie private di prodotti e servizi educativi – Edison e Pearson; e c) quello di famosi marchi commerciali – Mercedes, Audi, Puma, Nike, per citarne alcuni. La questione porta ad interrogarci sul come gli attori dei processi scolastici e educativi debbano vivere educazione e apprendimento quando queste vengono comunicate con lo stesso linguaggio in cui, ad esempio, una famosa casa automobilistica cerca di vendere il suo ultimo modello. Detto in modo più diretto, quali desideri, progetti, riflessioni, comportamenti alimenta questa retorica in docenti, studentesse e studenti

    The anthill model: how digital platform’s interpretation of collective intelligence undermines critical thinking and democratic education

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    AbstractThe recent developments of digital technologies entail such deep and potentially disruptive socio-political implications that they deserve critical attention from the philosophy of education. The present article in tends to face the broad issue of how digital technologies are contributing to transform the processes of knowledge production and circulation in contemporary societies, by analysing how the concept of collective intelligence is being reinterpreted in the sector of digital platforms. In particular, we are going to introduce the notion of “anthill model” to describe a peculiar interpretation of collective intelligence which currently appears to be the most common among digital platforms. The anthill model is based on the claim that algorithmic systems are potentially able to know people better than their friends and family, and even than themselves: such a conception tends to legitimise the tendency to delegate individual and collective decision to the algorithms. But this entails two deeply problematic implications for the philosophy of education, as it undermines both the promotion of critical thinking and the very foundations of democratic education. Indeed, from the point of view of the anthill model, the primary subjects of learning are no longer the human beings, but rather the algorithmic systems that exploit human data to elaborate a ‘superior’ collective intelligence. Confronting with such a perspective, we will conclude this article by proposing some considerations that revolve around the following question: is it possible to use digital technologies to design a collective intelligence which is not conceived as an anthill, but rather as a dialogic community

    UNA NECESSARIA HISTOIRE DU PRÉSENT: LA SOCIOLOGIA TRA LE POPOLAZIONI DANNEGGIATE NEI TERRITORI DEVASTATI/ A NECESSARY HISTOIRE DU PRÉSENT: SOCIOLOGY AMONG THE DAMAGED POPULATIONS IN THE DEVASTATED TERRITORIES

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    Questo numero di Cartografie sociali prende il via da un intenso confronto tra ricercatori, ricercatrici, associazioni, uomini e donne a vario titolo in lotta per la difesa di diritti lesi e connessi all’imprescindibile nesso tra governo del lavoro, della salute pubblica e dell’ambiente.Ci riferiamo al workshop Ambiente Salute, che si è svolto il 21 maggio 2022 presso ESC Atelier a Roma, nell’ambito del primo convegno nazionale del Network di Sociologia di Posizione. Al tavolo del confronto ci sono stati Anna D’Ascenzio, (Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli), Rosalba Altopiedi (Università degli studi di Torino), Angela Bagnato e Sara Calicchia (Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale dell’INAIL), Francesco Musumeci (Presidente dell’area salernitana per l’Associazione italiana Medici per l’ambiente), Antonio Olivieri e Annalisa Messida (esponenti Comitato di lotta operai ex Isochimica), Daniele Pulino (Università degli Studi di Sassari), Lucia Vastano, (giornalista, portavoce del Comitato Noi, 9 ottobre), insieme a chi scrive queste pagine di Editoriale.In primis, a tutte e a tutti va un sentito ringraziamento per il prezioso contributo al confronto, punto di partenza di una riflessione che vuole e deve crescere, includendo anche altri saperi, come già è avvenuto in questo volume di Cartografie sociali.

    Disciplina della tutela dei dati personali e regolazione dell’intelligenza artificiale: rapporti, analogie e differenze tra GDPR e AI Act | Data protection regulation and artificial intelligence regulation: relationships, similarities and differences between GDPR and AI Act

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    La convergenza, sotto plurimi profili, tra la normativa in materia di protezione dei dati personali e quella, in fieri, relativa alle applicazioni dell'intelligenza artificiale (AI) sta emergendo in modo tangibile. Il contributo si propone, pertanto, di sinteticamente esaminare i principali punti di contatto e le divergenze tra GDPR e (proposta di) Regolamento per un Artificial Intelligence Act. The convergence, in many respects, between the laws on protection of personal data and the rules, in progress, relating to the applications of artificial intelligence (AI) is emerging in a tangible way. The contribution aims to briefly examine the main points of contact and divergences between the GDPR and the (proposal for) Regulation for an Artificial Intelligence Act.La convergenza, sotto plurimi profili, tra la normativa in materia di protezione dei dati personali e quella, in fieri, relativa alle applicazioni dell'intelligenza artificiale (AI) sta emergendo in modo tangibile. Il contributo si propone, pertanto, di sinteticamente esaminare i principali punti di contatto e le divergenze tra GDPR e (proposta di) Regolamento per un Artificial Intelligence Act. The convergence, in many respects, between the laws on protection of personal data and the rules, in progress, relating to the applications of artificial intelligence (AI) is emerging in a tangible way. The contribution aims to briefly examine the main points of contact and divergences between the GDPR and the (proposal for) Regulation for an Artificial Intelligence Act

    LA POSTA IN GIOCO NEL GIORNALISMO D’INCHIESTA AMBIENTALE ITALIANO: INDUSTRIALIZZAZIONE, CAMBIAMENTO CLIMATICO, SALUTE. Breve reportage in tre tappe\THE STAKES IN ITALIAN ENVIRONMENTAL INVESTIGATIVE JOURNALISM: INDUSTRIALISATION, CLIMATE CHANGE, HEALTH. Short report in three steps

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    Il criterio da seguire per riconoscere in Italia un’informazione che voglia dirsi ambientalistica è molto semplice: assumere il cambiamento climatico come la derivata di un soggetto d’inchiesta che rimane il mondo del lavoro.Diversamente, col fare dell’ambiente un predicato autonomo dai processi industriali, ossia una sostanza in sé, un genere specifico di investigazione giornalistica, sicuramente si potranno realizzare lodevoli denunce e invocare prese di coscienza, ma non si arriverà mai al cuore del problema: il modo di produzione capitalista.In questo breve reportage mi propongo di ordinare secondo questa prospettiva analitica alcune inchieste giornalistiche di ieri e di oggi, non solo per fare emergere il loro contenuto informativo rispetto alla questione ambientale, ma soprattutto per rendere quanto più esplicito possibile il metodo che guida i loro percorsi investigativi e questo perché, a mio parere, è anche dal tipo di metodologia impiegata, mai esplicitamente definita dagli autori, che dipende la portata critica complessiva dei risultati a cui esse addivengono

    THE FALL OF THE ASBESTOS BRANCH. A Sociological Approach to Self-ban Strategy of Italian Railways: between Laws, Market Regulations and Judgments

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    The paper analyzes the management of asbestos at the Officine Grandi Riparazioni (Large Repair Shops; OGR) of the Italian Railways as a form of biopolitical domination. In particular, the authors examine the Italian State Railways Group’s governance framework in response to demands for healthier working conditions within the disastrous context of the Italian railway industry. Outsourcing thus has become a new method of public governance, which has anticipated the current management and privatization government of public goods and services. The Group’s managers engaged in outsourcing during a crucial moment of conflict between the labour movement and the political establishment, producing new forms of regulation of health policy in a still-open-ended struggle. In this scenario, the authors also analyze the role of the provisions of the law and the latest judgments in environmental disasters and deaths caused by asbestos.Keywords:Railways Public Company; Officine Grandi Riparazioni (ORG); BanAsbestos; Judgments in Asbestos; Biopolitical Domination; Necropolitics

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