Suor Orsola University Press - Open Science
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Su Privacy and Consent. Cinque osservazioni. | On Privacy and Consent. Five observations.
Si propongono brevi osservazioni in margine agli esiti del progetto di ricerca su “Privacy and Consent”. Almeno cinque sono i collegamenti con dibattiti in corso: sulle “anomalie del comportamento”, sul valore delle informazioni “involontarie”, sulla cibersicurezza, sulla cosiddetta “intelligenza artificiale”, sull’atteggiamento “anti-disciplinare” necessario per far fronte all’innovazione nelle “corporate technologies” ( e eventualmente intervenire con «fundamental changes in the law»). Brief notes are proposed to accompany the outcomes of the research project on “Privacy and Consent”. There are at least five links to ongoing debates: on “behavioural anomalies”, on the value of “involuntary” information, on cybersecurity, on “artificial intelligence”, on the “anti-disciplinary” attitude required to tackle innovation in “corporate technologies” (and possibly intervene with «fundamental changes in the law»).
Pensare la trama che connette. Un approccio sistemico e narrativo ai percorsi dei MSNA
The article does not focus on unaccompanied foreign minors in our national reception system, but on the material and symbolic paths that build their experiential profile and that have inevitable repercussions on the reception system and the professionals who work there. Starting from Gregory Bateson’s ecology of the mind, a systemic and intersectional analysis is proposed that crosses the spaces of communities for minors, their bodies, their adolescent transition, their life projects and the dramatic experiences they have undergone during migration. This analysis leads to an educational proposal: the co-construction of spaces dedicated to listening to minors’ narratives in order to be able to respond to their identity, therapeutic and educational needs.RiassuntoL’articolo non si focalizza sui minori stranieri non accompagnati nel sistema di accoglienza, ma sui percorsi materiali e simbolici che costruiscono il loro profilo esperienziale e che hanno inevitabili ricadute sul sistema di accoglienza e sui professionisti che vi lavorano. A partire dall’ecologia della mente di Gregory Bateson, si propone un’analisi sistemica e intersezionale che attraversa gli spazi delle comunità per minori, i corpi sessuati di questi ultimi, il loro passaggio adolescenziale, i loro progetti di vita e le drammatiche esperienze che hanno subito durante la migrazione. Tale analisi conduce a una proposta educativa progettuale: la co-costruzione di spazi dedicati all’ascolto delle narrazioni dei minori per riuscire a rispondere ai loro bisogni identitari, terapeutici ed educativi
Il Plutarco delle donne. Itinerari e modelli per l’educazione femminile nella pubblicistica educativa e scolastica dell’Ottocento
AbstractThe nineteenth century represents in many ways the century in which the role of women and the problems connected with their education and education are the subjects of vast and multifaceted advertising, which has no equal in previous centuries and which reveals the real centrality accorded by contemporaries to this theme. These are pamphlets, treatises, ‘almanacs’, ‘female plutarches’ and galleries of famous women modeled on the model of the self-help literature of the male mold, intended for girls’ boarding schools or for domestic performances, ‘etiquette’ for ladies and young brides’ manuals, ‘encyclopedias’ and other specialized periodicals and collections of intended reading. The contribution deepens the characteristics and the basic guidelines of this varied editorial production, placing it in the more general framework of the redefinition of the identity and the roles assigned to women in the Italian society of the nineteenth century.RiassuntoL’Ottocento rappresenta per molti versi il secolo nel quale il ruolo della donna e le problematiche connesse con la sua educazione e istruzione sono fatti oggetto di una vasta e multiforme pubblicistica, che non ha eguali nei secoli precedenti e che rivela la vera e propria centralità accordata dai contemporanei a questo tema. Si tratta di opuscoli, trattatelli, ‘almanacchi’, ‘avvisi’ e ‘avvertimenti’ alle fanciulle e ragazze, ‘plutarchi femminili’ e gallerie di donne celebri modellate sulla falsariga della letteratura self-helpista di stampo maschile, destinate ai convitti per fanciulle o alla rappresentazione in ambito domestico, ‘galatei’ per signorine e manuali per giovani spose, ‘enciclopedie’ e altre pubblicazioni periodiche specializzate e raccolte di letture destinate, soprattutto a partire dalla seconda metà del secolo XIX, alle scuole e ai collegi ed educandati femminili. Il contributo approfondisce le caratteristiche e gli indirizzi di fondo di tale variegata produzione editoriale, collocandola nel più generale quadro della ridefinizione dell’identità e dei ruoli assegnati alla donna nella società italiana del secolo XIX
Educate a non istruirsi. Dal passato al presente
AbstractIn a centuries-old tradition, there has long been a tendency to view the figure of the cultured woman as subversive, tolerated only if confined to the ambiguous enclosure of famous or exceptional women. The cultured woman has been the object of derision, scandal, obstructionism, if not outright persecution as still happens today, fifty years after the publication of Elena Gianini Belotti’s volume, in some countries. But if culture, schooling and science have appeared to many, and in different historical contexts, contrary to the nature of women and dangerous to society, this is not the case with education. Conforming women to a precise model of behavior, confined, for centuries, to private life and the home, has been an imperative present in endless pedagogical and philosophical dogmatic teachings, long intended to establish ‘how women are to be educated’.RiassuntoIn una tradizione dalla durata secolare, è stata a lungo presente la tendenza a considerare eversiva la figura della donna colta, tollerata solo se confinata nell’ambiguo recinto delle donne celebri o eccezionali. La don na colta è stata oggetto di derisione, scandalo, ostruzionismo, se non di vera e propria persecuzione, come, a cinquant’anni dalla pubblicazione de volume di Elena Gianini Belotti, accade ancora oggi, in alcuni paesi. Ma se la cultura, l’istruzione e la scienza sono apparse a molti, e in contesti storici diversi, contrarie alla natura della donna e pericolose per la società, non è così per l’educazione. Conformare le donne a un preciso modello di comportamento, confinato, per secoli, nella vita privata e nelle mura domestiche è stato un imperativo presente in una sconfinata precettistica pedagogica e filosofica, a lungo destinata a stabilire ‘come si educa la donna’
SUENOS COMPARTIDOS\SHARED DREAMS
Il testo è un estratto dell’intervento di Hebe Pastor de Bonafini, la Presidente dell’Associazione delle Madri di Plaza de Mayo, tenuto presso l’aula Magna dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, Napoli, il 12 novembre 2009.Dialogò con più di 500 studenti e studentesse. L’incontro fu organizzato dal Festival del cinema dei diritti umani di Napoli, in collaborazione con URiT. La trascrizione e la cura del testo sono opera di Maria Lombardi. *Cari tutti, amati, stare in un’Università per me è un grande onore.Quando noi Madri abbiamo cominciato a frequentare l’università, abbiamosentito la vita dei nostri figli, figli che mai riterremo morti perché sentiamoche vivono in ognuno di voi, in ogni persona che soffre, che reclamadiritti e che lotta.[...]Per questo abbiamo socializzato la maternità e ci siamo fatte madri ditutti i trentamila figli scomparsi […]. E poi ci sono anche i figli di coloroche provengono da vari Paesi del mondo, 125 Paesi, ove ci sono stati idesaparecidos.Noi madri abbiamo quindi deciso di essere madri di tutti.[...]Nel mio paese ci sono stati trentamila desaparecidos, diecimila fucilatiper la strada, novemila prigionieri politici. C’è stata una dittatura feroce egenocida ed è molto difficile spiegare come ci si sente quando ti tolgonoi figli ed è per questo che noi madri non vogliamo che capiate il nostrodolore ma la nostra lotta perché il dolore non si può spiegare, la lotta sì.[...]Noi madri abbiamo sempre respinto la riparazione economica perché non c’è nessun denaro che possa pagare la vita di un figlio rivoluzionario.[...]Noi madri prima occupiamo una cosa e poi chiediamo il permesso![...]La rivoluzione si fa ogni mattina alzandosi e chiedendosi: «Che cosafaccio oggi per l’altro?».Noi diciamo: «L’altro sono io». Ripetiamo questa frase tante volte, finchéci entra nella testa!Quando uno capisce che l’altro sono io inizia a fare la rivoluzione!Grazie
IMBRIGLIAMENTO ATTRAVERSO LA MOBILITÀ ED ESODO DIFFUSO. Assoggettamento e fuga nel lavoro agricolo stagionale in Sicilia/Harnessing through mobility and diffuse exodus: subjection and and escape in seasonal agricultural work in Sicily
The text takes into account mechanisms of harnessing and practices of escape within the spaces of mobility generated by the circulations of seasonal migrant labour in agriculture, considering the case of Sicily. In particular, the harvesting of new potatoes in Cassibile will be analysed, building on the ethnographic fieldwork I have conducted since 2021. This harvesting is one of the stops of the circular mobility linked to seasonal agricultural labour in Southern Europe. From March to June, between 400 and 500 migrant workers arrive and stay in Cassibile, living in temporary makeshift camps, being subject to harsh work conditions. However, in 2021, many workers refused to join the harvesting or left before time, causing a delay in the potato production. Hence, the article aims to answer the following questions: how can we frame and analyse the practice of subtraction from labour in the context of seasonal agricultural work? To which extent escape practices produce a fracture in mechanisms of harnessing of the labour force?Keywords:Agricultural Labour; Migrant Labour; Ethnography; Escape; Southern Europe
Uno spazio di ascolto per gli studenti universitari: percezione del servizio di Counselling e atteggiamento verso la relazione di aiuto
Il seguente studio valuta il grado di conoscenza del counselling e l’atteggiamento degli studenti nei confronti della salute mentale, nonché le variabili che possono influenzare la richiesta d’aiuto ad un servizio di counselling universitario. Il campione è composto di 134 studenti universitari che hanno compilato un questionario auto-somministrato per indagare la conoscenza del counselling e le variabili prescelte. I risultati mostrano che la maggior parte degli studenti conosce il counselling (52.2%), ma, allo stesso tempo, solo pochi di loro hanno dichiarato di sapere dell’esistenza del servizio universitario di counselling (21%).Inoltre i risultati mostrano che la maggioranza degli intervistati hanno un alto grado di autoreferenzialità, alta paura dell’introspezione e dello stigma e bassa attitudine a chiedere aiuto. Questi risultati delineano i principali fattori che possono ostacolare l’uso dei servizi di aiuto psicologico da parte dei giovani.Parole chiave: counselling, studenti universitari, salute mentale,autoreferenzialit
Le fonti latine e brittoniche dell’Arthur pre-galfridiano: un aggiornamento sullo stato della ricerca e alcune prospettive di interpretazione contestuale
Gli studi arturiani degli ultimi 50 anni, supportati dall’archeologia e dalla problematizzazione filologica, suggeriscono nuove visioni sulla relazione tra gli eventi storici del Cymru tra V e VI secolo, l’insorgenza della figura proto-letteraria e folklorica di Arthur, tra i secoli VII-VIII e la comparsa della figura cortese e rassicurante del Re Artù galfridiano (dall’Historia Regum Britanniae di Goffredo di Monmouth, 1139). Se nessuna prova oggettiva è emersa finora di un Arthur storico, per lo meno come sovrano regionale o sovra-regionale del V sec., i numerosi accenni arturiani nella toponomastica cornica, gallese e scozzese, nonché le tracce risalenti alla produzione bardico-orale alto-medioevale,ci restituiscono dell’eroe un’immagine inedita e più complessa di quella cui ci ha abituato la British Matter. Distinta in vari (sotto)-generi come l’epico-elegiaco, l’epico-fantastico e l’eroicomico, questa produzione precoce va dall’Y Gododdin (sec. VII-XI) al Pa gwr yv y porthor? (sec.VIII-IX), dal Preiddiau Annwn (sec. IX)ai racconti dei Mabinogion (mss. del XIV e XV sec.) e agli oscuri versi delle Trioedd Ynys Prydein (le triadi di Britannia, trascritte nel XIII sec.).L’Arthur emergente da questa variegata produzione è, di volta in volta, un mighty defender del suo regno da nemici vari (Anglo-Sassoni ma anche streghe, cinghiali mitici, lupi-mannari, etc.), un capo-banda di avventurosi guerrieri semi-barbarici, un eroe-sciamano che incursiona le terre dell’inferno celtico. L’analisi attenta e contestuale di tutti questi tratti peculiari, insieme alla riconsiderazione critico-filologica dei passi della Historia Brittonum (IX sec.) e degli Annales Cambriae(X sec.), che fino a poco fa costituivano l’appiglio indiscutibile alla storicità di Arthur, fanno oggi propendere gli studiosi del settore per un’antecedenza dell’elemento mito-poetico rispetto agli evidenti fenomeni di storicizzazione a posteriori della sua figura. A conclusione, si illustra una possibile ipotesi di ricostruzione della mito-genesi arturiana, prospettando alcune possibili direzioni di ricerca nell’immediato e lungo termine.Parole chiave: Arthur pre-galfridiano, inedito, mito-poiesi, storicizzazion
Diritto al cibo e responsabilità d’impresa | Right to food and corporate responsibility
Il lavoro approfondisce le problematiche legate all’effettività ed alla tutela del diritto al cibo. Dopo aver passato in rassegna le Carte Costituzionali che riconoscono esplicitamente il diritto al cibo, il lavoro realizza un’analisi del Patto internazionale sui diritti sociali, economici e culturali del 1966 di cui lo Stato Italiano è firmatario. Ricostruita la dimensione del diritto al cibo nella dimensione domestica, anche alla luce della recente Legge Costituzionale del 2022, l’attenzione si sposta sulle ricadute sistematiche che le nuove previsioni costituzionali potranno avere sugli assetti organizzativi delle imprese italiane e sulle loro responsabilità.The work delves into the issues related to the effectiveness and protection of the right to food. After reviewing the Constitutional Charters that explicitly recognise the right to food, the work carries out an analysis of the 1966 International Covenant on Social, Economic and Cultural Rights to which the Italian State is a signatory. Having reconstructed the dimension of the right to food in the domestic dimension, also in the light of the recent Constitutional Law of 2022, the focus shifts to the systematic repercussions that the new constitutional provisions may have on the organisational structures of Italian companies and their responsibilities
The Mechanism of Smart Contract Conclusion in the Italy’s and Iran’s Legal System
The conclusion of smart contracts is placed on the blockchain platform due to the special features of this platform, including the two features of transparency and decriminalization. After being completed on the blockchain network, these contracts' transparency feature enables the public to observe and offer them. In this case, all the people who have access to this platform have the possibility of knowing what was transferred by whom to whom, and this not only prevents the occurrence of many related lawsuits but also many crimes related to property