TESeO - Trento Editions Service for Open science
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La fragilità biologica può essere un requisito per l’accesso ad una procedura di aiuto medico a morire?
 
L’ineluttabilità della morte è condizione necessaria per considerare costi-tuzionalmente legittimo l’aiuto medico a morire? Spunti di riflessione a margine della proposta di legge di Undirittogentile
 
Generazioni a processo: modelli teorici di responsabilità intergenerazionale alla prova del contenzioso climatico
Which of the several theoretical models of intergenerational justice developed in the ethical and legal spheres has been implemented in climate litigation? In order to answer this question, this paper compares some of the main theoretical constructions put forward over the past decades on the subject of future generations, and then examines whether and how these have been transposed by the courts in their decisions. The thesis put forward is that, from a comparative perspective, two antithetical approaches oppose each other: an ecocentric view, centred on the protection of the collective rights of future generation, and an anthropocentric view, based on the future enjoyment of the individual freedoms of present generations.Quale dei diversi modelli teorici di giustizia intergenerazionale elaborati in ambito etico e giuridico ha trovato applicazione nei contenziosi climatici? Per rispondere a questa domanda, il presente contributo mette a confronto alcune delle principali ricostruzioni dottrinali avanzate negli scorsi decenni in materia di generazioni future, per poi verificare se e come queste siano state recepite dalle Corti nelle proprie decisioni. La tesi che si avanza è che, in prospettiva comparata, si contrappongano due impostazioni antitetiche: una visione ecocentrica, incentrata sulla tutela dei diritti collettivi delle generazioni future, ed una antropocentrica, basata sul godimento futuro delle libertà individuali delle generazioni presenti
La COP27 e il percorso di attuazione degli obiettivi posti dall’Accordo di Parigi: opportunità e criticità alla luce dell’istituzione del Fondo Loss and Damage
COP27 established the Loss and Damage Fund to compensate the countries most affected by the negative effects of climate change. The Fund can only be activated for the benefit of materially vulnerable states and not also for the benefit of individuals: this is a step forward in terms of solidarity between states, but not between individuals. This situation leads to two considerations: firstly, the principle of solidarity should be understood both horizontally (between present) and vertically (towards future generations). Moreover, the Fund does not solve the critical issues of individual access to climate justice.La COP27 ha istituito il Fondo Loss and Damage per risarcire i Paesi più colpiti dagli effetti negativi del climate change. Il Fondo è azionabile unicamente a favore degli Stati materialmente vulnerabili e non anche a beneficio dei singoli: si compie così un passo avanti dal punto di vista della solidarietà tra Stati, ma non anche tra individui. Tale situazione apre a due riflessioni: innanzitutto, il principio di solidarietà dovrebbe intendersi sia in senso orizzontale (tra presenti) che verticale (verso le generazioni future). Inoltre, il Fondo non risolve le criticità di accesso individuale alla giustizia climatica
Maltrattamento e violenza contro le donne durante l’assistenza al parto: una questione fondamentale nell’ambito dei diritti umani
Mistreatment and violence against women during childbirth are not only a quality of care issue but a human rights issue (rights to life, health, bodily integrity, privacy, freedom from discrimination, respect for autonomy). The various forms of this phenomenon can occur at the individual level of the interaction between the woman and the provider as well as the structural level of the health facilities and systems; a definition that captures both these levels can help to adopt all measures to prevent and combat this phenomenon, and to modify laws, regulations and customs.Maltrattamento e violenza contro le donne durante l’assistenza al parto non sono soltanto questione di qualità dell’assistenza, ma di tutela dei diritti umani (il diritto alla vita, alla salute, all’integrità fisica, alla riservatezza, alla libertà da discriminazione, all’autonomia). Le diverse manifestazioni di questo fenomeno possono essere ricondotte sia a un livello individuale, sia a un livello strutturale e sistemico; una definizione del fenomeno comprensiva di entrambi i livelli può essere utile al fine di individuare le misure atte a modificare leggi, regolamenti e consuetudini e prevenire e contrastare il fenomeno in esame
Il potere normativo dei giudici nelle materie bioeticamente e religiosamente rilevanti
This article analyzes the power of judges in defining biolaw. It does so by dwelling on the jurisprudential and normative history of ethically sensitive subjects (abortion, assisted procreation, surrogacy, end-of-life), in which science and technology have led the basic notions of human life (birth, life, death, dignity, health, self-determination) to an epistemological crisis. In constitutional democracies they become a source of intense tensions, from which the need for codified state law emerges. Grappling with electoral interests, parliaments respond with tendencies ranging from inertia to partisanship. From the related normative narratives, the confrontation between different conceptions of bioethics comes out. Both secular and religious ideologies take part in the debate concerning the interpretation of constitutional principles, including those related to the theory of “constitutional originalism” and the “living constitution”. That is evident in the light of the Italian legislative and jurisprudential evolution of the last two decades, which is even more interesting when compared to other jurisdictional contexts. Those pertaining to the American Constitution are of particular interest for the present work.Questo articolo analizza il potere dei giudici nel definire il biodiritto. Lo fa soffermandosi sulla storia giurisprudenziale e normativa di temi eticamente sensibili (aborto, procreazione assistita, maternità surrogata, fine vita), in cui la scienza e la tecnologia hanno portato le nozioni fondamentali dell’esistenza (nascita, vita, morte, dignità, salute, autodeterminazione) a una crisi epistemologica. Nelle democrazie costituzionali diventano fonte di tensioni antagoniste, da cui emerge la necessità di norme codificate. Alle prese con interessi elettorali e passioni mediatiche, i parlamenti rispondono con atteggiamenti che vanno dall\u27inerzia alla spiccata partigianeria. Dalle relative trame normative emerge il confronto tra diverse concezioni della bioetica. Da posizioni laiche e religiose le vediamo riversarsi nei dibattiti riguardanti il ruolo e l’esegesi delle disposizioni costituzionali, compresi quelli legati alla teoria del “constitutional originalism” e della “living constitution”. Ciò è evidente alla luce della storia legislativa e giurisprudenziale italiana degli ultimi due decenni, resa ancora più stimolante se comparata con altre giurisdizioni. Quella afferente alla Costituzione americana è di particolare interesse per il presente lavoro
Fondamenti e temi dell’etica ebraica della vita tra scienza e halakhà
Jewish ethics is derived from the Torah, written and oral, and as such it is heteronomous, although the oral Law (halakhah) develops within the human progress of scientific knowledge. In Judaism and the Jewish Tradition the basic value is life: it serves as the framework for all the subsequent decisions in the moral practical sphere. There the first duty is always “to save life”, every life, and this means to protect and heal and take care of the integral unity of body and soul, at any stage of life. Scientists and doctors, nurses and patients, as well as halakhic decision makers, all are bounded to this fundamental value. Before being a right, to be and stay healthy is a duty that implies to choose a responsible style of life and a “preventive ethics” to prevent damages to our life.L’etica ebraica deriva dalla Torah, scritta e orale, e come tale è eteronoma, sebbene la Legge orale (halakhah) si sviluppi all’interno del progresso umano della conoscenza scientifica. Nell\u27ebraismo e nella tradizione ebraica, il valore fondamentale è la vita: essa funge da quadro di riferimento per tutte le decisioni successive nella sfera morale pratica. Il primo dovere è sempre quello di “salvare la vita”, ogni vita, e questo significa proteggere, curare e prendersi cura dell’unità integrale di corpo e anima, in qualsiasi fase della vita. Scienziati e medici, infermieri e pazienti, così come i decisori halakhici, sono tutti vincolati a questo valore fondamentale. Prima di essere un diritto, essere e rimanere in salute è un dovere che implica la scelta di uno stile di vita responsabile e di una “etica preventiva” per evitare danni alla nostra esistenza
L’accesso ai vaccini nelle riforme post-pandemiche del diritto internazionale
Ensuring access to vaccines, therapeutics and diagnostic is a crucial tool in the fight against public health crises. However, international norms on intellectual property rights, however, set limits to the distribution of these products. Despite the lessons learned from the COVID-19 pandemic, within the negotiation of a new ‘pandemic agreement’, led by the World Health Organization, remains fraught with divergent positions among countries on how to derogate from IPR norms. The paper suggests that, without taking into account international human rights law, the reform risks being ineffective with regard to its main objective: the universal protection of health.L’accesso a vaccini, farmaci e dispositivi medici, costituisce uno strumento fondamentale per il contrasto all’emergenze di sanità pubblica. La distribuzione di tali prodotti, tuttavia, è oggetto di specifiche limitazioni, previste dalle norme internazionali sui diritti di proprietà intellettuale. Coordinati dall\u27Organizzazione Mondiale della Sanità, gli Stati stanno attualmente negoziando un nuovo “trattato sulle pandemie” nel quale, nonostante l’esperienza maturata nel corso della pandemia COVID-19, persiste una contrapposizione rispetto a questa tematica, tra Stati industrializzati e Stati c.d. in via di sviluppo. L’articolo sostiene che senza tenere conto delle norme per la tutela internazionale dei diritti umani, la riforma del diritto internazionale sanitario rischia di risultare inefficace rispetto all’obiettivo primario: la tutela universale della salute