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Linee di un lamento antico: Il ‘parlando-rubato’ nell’opera corale del primo Ligeti
Il parlando-rubato è un stile che contraddistingue i lamenti della musica tradizionale ungherese arcaica. Caratterizzato da un canto riccamente ornato e da una metrica libera, presenta una linea melodica fluida e particolarmente duttile, che viene variata dall’esecutore di volta in volta. Nelle fasi iniziali della sua attività compositiva, György Ligeti (1923-2006) si misura con questo prezioso repertorio, realizzando raffinate rielaborazioni corali di melodie popolari (Inaktelki nóták III, 1953) o traendone ispirazione per brani originali (A varró lányok, 1942, Temetés a tengeren, 1943). In queste pagine il compositore esalta il carattere melismatico e la flessibilità interpretativa del parlando-rubato, infondendovi una sensibilità moderna e del tutto personale. Ligeti affida infatti la melodia principale a una sola voce, cui concede la massima libertà espressiva, mentre le altre parti sostengono il canto con suoni tenuti. Questi ultimi danno luogo a una sovrapposizione di linee orizzontali che modellano una trama sonora uniforme – talvolta morbida e avvolgente, talvolta aspramente dissonante – e valorizzano il profilo sinuoso dell’antica melopea. Linee diritte e linee curve si intrecciano in un delicato equilibrio, in cui l’eredità della tradizione rivive in un sofisticato gioco di rilievi e superfici
Neogiacobini e conservatori liberali: I congressi dei Giovani Turchi a Parigi, 1902-1907
Il tema “Linee diritte e linee curve” può essere interpretato, in senso storico-politico, anche come intransigenza e compromesso, con particolare riferimento a un caso circoscritto. L’argomento che vorrei approfondire è la dialettica politica determinatasi all’interno del movimento di opposizione ottomano in esilio sul concetto di rivoluzione e sulle modalità con cui contrapporsi all’apparato repressivo del regime hamidiano. Tra i congressi parigini del movimento del 1902 e 1907 vengono a delinearsi due principali fazioni, una guidata dal principe Sabahaddin, membro cadetto della dinastia ottomana, sociologo e oppositore “moderato” liberale e federalista, e la seconda chiaramente nazionalista e di ispirazione giacobina votata al centralismo e alla modernizzazione autoritaria del Paese, guidata dal giornalista e ideologo unionista Ahmed Rıza. Ciascuna di queste due correnti si fa portatrice di una progettualità e di una linea di azione che mi propongo di presentare nel presente contributo.
Sognando Curvopoli
Cosa succede alle città dimenticate, continuano a vivere, qual è la loro storia? Curvopoli è una piazza, non esiste più nessuno che la oltrepassi, è un quartiere senza comunità, una strada senza direzioni, una città muta in cui le porte delle case si aprono solo nell’ora della notte. Ad abitarla un anziano signore, la scintilla nei suoi occhi vale mille vite, pare che egli custodisca ciò per cui l’uomo sopravvive al tempo. Ma questo è solo un sogno offuscato, perché la realtà si trova a Drittopoli, la città che guarda solo al domani
Quency a spasso osserva
L’esperienza quotidiana di ciascun individuo è popolata di oggetti, grandi e piccoli, utilizzati, visti, talvolta nemmeno notati che hanno trovato la loro origine in un design, composto da linee diritte e linee curve. Questo articolo si propone di offrire una piccola osservazione di alcuni di questi esempi. Ad accompagnare tale esplorazione sarà un personaggio grafico, nato qualche lustro fa dalla penna dell’autrice, con la trasformazione di una cifra composta di due linee diritte e una linea curva. Questi fungerà dunque, letteralmente, da trait d’union fra l’atto di osservazione di oggetti aventi una funzione propria, e la loro lettura in termini dei tratti alla loro origine
I linguaggi giornalistici nella società dell’algoritmo
La deontologia del giornalista passa anche attraverso i linguaggi condizionati dai media di comunicazione. Una riflessione e una presa di coscienza sono necessarie
Il disegno infantile: Una lingua senza parole
Il linguaggio è comunicazione che si esprime sotto molteplici modi e forme. Nel mio scritto presenterò il linguaggio universale del disegno infantile, portando alla luce come queste parole silenziose, messe in atto da gesti e colori, possono nascondere mondi interiori inespressi. Il tratto degli infanti non è solo uno scarabocchio: iniziando dalla scelta dei colori, passando per il tratto, continuando nelle forme, il linguaggio che emerge dalle rappresentazioni grafiche dei bambini ci regala autentiche opere d’arte.
Le rappresentazioni grafiche infantili sono spesso ridimensionate in semplici disegni; al contrario, è un vero e proprio linguaggio: per questo, lo sguardo dell’adulto che osserva un bambino disegnare non sta guardando, sta ascoltando.
L’arte è espressione del sé, chi non è ancora in grado di comunicare verbalmente lascia tracce; dobbiamo osservare, ascoltare e comprendere questo linguaggio infantile che frequentemente viene lasciato ai margini
Il linguaggio dell’artista: Intervista ad Angelo Ricciardi
L’intervista con Angelo Ricciardi si sofferma sulla sua personale ricerca di un linguaggio, che si basa sul rapporto tra scrittura e figurazione nella società contemporanea, con particolare interesse per gli scambi tra comunicazione verbale e comunicazione visuale
Parola di cane
Con questo breve contributo vorrei proporre alcune suggestioni nate dalle pagine di due opere che, per una curiosa coincidenza, mi sono trovata a leggere a pochi mesi di distanza: Flush. Vita di un cane di Virginia Woolf e Cuore di cane di Michail Bulgakov. Sebbene profondamente diversi per stile, contesto e intenti, questi testi sono in qualche modo legati dalla prospettiva narrativa adottata: quella di un cane.
Ho sempre trovato molto interessante la comunicazione interspecifica – intesa come dialogo tra specie diverse – e l’impiego di linguaggi complementari (verbali, paraverbali e gestuali) che essa richiede. Si tratta di una terra in cui si intrecciano sensibilità, intuizione e reciprocità. Nel caso del rapporto uomo-cane, questa interazione è particolarmente efficace e dà vita a un rapporto che va ben oltre la semplice convivenza.
Questa fascinazione, che ha radici profonde nella mia esperienza personale, è germogliata negli ultimi anni grazie alla quotidiana relazione con la mia cagnolina, Tessa. Con lei ho potuto vedere quanto sia ricco e significativo il legame che può instaurarsi tra due esseri appartenenti a mondi biologicamente distinti, ma capaci di comprendersi e adattarsi l’uno all’altro.
Attraverso questa manciata di righe, dunque, vorrei non solo condividere alcune riflessioni (letterarie e personali), ma anche rendere omaggio a quella forma di comunicazione arcana e potente che ogni giorno lega me a Tessa e Tessa a me – e che, credo, meriti un po’ di inchiostro
La pianificazione condivisa delle cure per i pazienti minori di età
Shared care planning when the patient is already incapacitated is a decision-making paradigm that allows for the gradual development of awareness among those involved in the decision-making process, as well as the appropriate involvement of multiple professionals. When determining the content of decisions concerning a minor, it is essential to prioritize their best interest and consider the limitations of available medical interventions, assessing both objective and subjective aspects (the effectiveness of the intervention and its tolerability for the patient).La pianificazione condivisa delle cure quando il paziente è già incapace è paradigma decisorio che consente la graduale acquisizione di consapevolezza dei soggetti chiamati a partecipare alla scelta, nonché l’adeguato coinvolgimento di molteplici professionalità. Nella individuazione dei contenuti delle determinazioni riguardanti la persona minore d’età, è necessario considerare in maniera preminente il suo miglior interesse e la dimensione del limite degli interventi sanitari disponibili, con una valutazione in termini sia oggettivi sia soggettivi (l’efficacia del mezzo e la sua tollerabilità per la persona malata)
Come, quando e perché realizzare la pianificazione condivisa delle cure sul territorio. Riflessioni a partire da una storia di cura
This essay reflects on the reasons, methods, and timing for developing shared care planning (SCP) for patients receiving home care. Using the real-life story of an elderly woman and her son as a starting point, it examines the ethical-anthropological value and the legal importance of SCP. The authors highlight how SCP facilitates meaningful communication between patients, families, and healthcare professionals; enables early identification of needs and desires; promotes sharing among all involved in care; and contributes to effective use of resources. They argue that SCP is highly recommended for assisting fragile patients or those with chronic degenerative diseases at home, emphasizing the need for general practitioners to possess adequate knowledge and skills to implement it effectively.Questo saggio riflette sulle ragioni, i metodi e i tempi per la realizzazione della pianificazione condivisa delle cure (PCC) per pazienti in assistenza domiciliare. Esamina il valore etico-antropologico e la rilevanza giuridica della PCC a partire dalla storia reale di un\u27anziana donna e di suo figlio. Gli autori sottolineano che la PCC facilita una comunicazione significativa tra pazienti, famiglie e professionisti sanitari; permette l\u27identificazione precoce di bisogni e desideri; promuove la condivisione tra tutti i soggetti coinvolti nell\u27assistenza; contribuisce a un uso efficace delle risorse. Sostengono inoltre che la PCC è fortemente consigliata nell’assistenza di pazienti fragili o affetti da malattie cronico-degenerative a domicilio, sottolineando l\u27importanza che i medici di medicina generale abbiano conoscenze e competenze adeguate al fine di attuarla in modo efficace