ARUd’A (Università “G. d’Annunzio CHIETI -PESCARA)
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Atti dello stato civile
Il volume commenta la disciplina sulla formazione degli atti dello stato civile e sulla tenuta dei relativi registri, non limitandosi alle norme del codice civile ma estendendo l’analisi alla legislazione di settore. Al commento delle singole norme, condotto alla luce delle riflessioni maturate in dottrina e dei contributi della giurisprudenza, costituzionale e ordinaria, si accompagna lo sviluppo dei temi di maggiore attualità che incidono sulla complessa attività richiesta all’ufficiale dello stato civile nel documentare lo stato, e così la storia, della persona: è il caso, fra gli altri, della “ricezione” nei registri dello stato civile dell’atto di nascita di un figlio nato all’estero a seguito del ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita vietate in Italia. Altri aspetti, come ad esempio il bilanciamento tra l’interesse pubblico alla conoscenza dello stato civile della persona e il diritto individuale al riserbo, sono analizzati in una prospettiva più ampia, non trovando soluzione nella sola disciplina in commento
Semaphorin 5A modulates focal adhesion pathway and lamellipodia formation in melanoma
Introduction: Metastatic potential and rising incidence make cutaneous melanoma a major health concern worldwide. While current therapies have proven effective, they are limited by side effects arising and by the development of drug resistance. For this reason, identifying new therapeutic targets and predictive biomarkers is crucial. Semaphorin 5 A (SEMA5A) is a member of the Semaphorin family, implicated in both cancer biology and neural development. We have previously demonstrated that this protein promotes different aggressive features of melanoma cells. In this study, we conducted a more in-depth investigation into the role of SEMA5A in the development and progression of melanoma. Methods: We performed proteomic and in silico analysis of stable knockdown SEMA5A human melanoma cells to identify the cellular pathways modulated by SEMA5A. The data used are available via ProteomeXchange with the identifier PXD065661. In vitro cell migration, clonogenic ability and cell viability assays under different adhesive substrate conditions were conducted using both human and murine melanoma SEMA5A-depleted clones. Western blotting and immunofluorescence analyses were employed to investigate focal adhesion regulation and lamellipodia formation. A Nocodazole assay was used to evaluate focal adhesion dynamics. A xenograft mouse model of melanoma was used to investigate the role of SEMA5A in tumor formation and tumor growth. Paraffin tumor sections were analyzed using immunohistochemical staining. Results: DAVID functional annotation tool revealed significant enrichment of Focal Adhesion and Integrin pathway-associated proteins in both control and SEMA5A-silenced cells. Ingenuity pathway analysis highlighted the role of SEMA5A in modulating several cellular pathways, including focal adhesion and lamellipodia organization. We demonstrated that SEMA5A depletion reduces the migration, clonogenic capacity, and viability of melanoma cells in both low and high stiffness culture substrates. SEMA5A was found to affect FAK and paxillin phosphorylation, as well as RhoA and Integrin β1 activation. This regulates focal adhesion dynamics, and lamellipodia formation. Furthermore, SEMA5A was found to regulate Arp3 nucleation and expression. Delayed tumor formation and reduced tumor growth were observed in mice bearing melanoma xenografts expressing low levels of SEMA5A. Immunohistochemical analysis of xenograft tumor sections revealed increased level of active Integrin β1 and phosphorylated FAK in SEMA5A-silenced tumors compared to control. Conclusions: These findings establish for the first time that SEMA5A is a novel player of melanoma aggressiveness and progression, modulating cancer cell viability and migration, focal adhesion signaling and lamellipodia formation in vitro and tumor growth in vivo
"Adolescence": disagio e devianza minorile fra "incel" e "manosfera". La narrazione nell'educazione emotiva e sentimentale.
L’età adolescenziale, sempre più articolata e resa complessa da diverse criticità valoriali, sociali e culturali, si configura oggi come una delle fasi più ardue e incerte dell’esistenza umana sempre più oggetto della riflessione pedagogica. Consegnati a se stessi, travolti dal caos e dall’inquietudine, immersi in un metaverso sempre più avvinghiato da intelligenza artificiale e piattaforme social online, molti adolescenti incontrano, nei meandri delle loro complessità interiori, la via della disperazione più nera e acuta, quella della fine di ogni speranza, quella della cessazione di ogni sentimento di bellezza del vivere, dove ogni espressione vitale precipita nell’assurdo di un dolore indicibile che tracima in un’angoscia che culmina nel desiderio di morte, della propria morte, come nei casi di suicidio, o della morte dell’altro, visto come nemico/nemica da annientare. Fatti che rimandano alla necessità di affacciarsi all’interno di quella zona oscura e solitaria della psiche che facciamo ancora fatica a riconoscere, in noi stessi e negli altri, e che è stato efficacemente esposto nella miniserie britannica del 2025, Adolescence, che ha generato, a livello nazionale e internazionale, un esteso e acceso dibattito culturale e scientifico. L’accoltellamento e l’omicidio brutale di Katie da parte del tredicenne Jamie, rivela un sottosuolo di relazioni violente e di modi relazionali distorti all’interno di un universo giovanile dove il virtuale si mischia con il reale in un continuum dove la virtualità, con le sue dinamiche relativamente semplici, rivelano la complessità della vita psichica individuale adolescenziale, ancora in fase di costruzione e di assestamento. Incel (involuntary celibates) e manosfera, effetti diretti dei processi di digitalizzazione delle relazioni negli spazi digitali (forum, siti, canali, etc.), sono espressioni che definiscono una certa mascolinità tossica con contenuti dichiaratamente misogini e antifemministi. Sessismo, bullismo e violenza sono le zone oscure che caratterizzano la vita adolescenziale in un contesto sociale, scolastico, educativo e relazionale solo formalmente adeguato. Tale condizione, che mette in evidenza il profondo disagio minorile, implica anche una riflessione sulla condizione della genitorialità e dell’educazione contemporanea, fortemente provate da modelli sempre meno equilibrati fra l’asse emotivo-affettivo e quello delle regole e dei limiti. L’amore, l’amicizia, l’affettività e la sessualità, l’attenzione pedagogica alla vita psichica ed emotiva degli adolescenti diventa espressione di quella cura capace di farsi carico dell’altro, prestando ascolto a tutti quei segnali, impliciti o espliciti, che cercano di tradurre l’incomunicabile e l’inesprimibile in uno spazio sicuro all’interno del quale compiere la propria trasformazione nell’atanor caldo del forno alchemico della famiglia e della scuola con metodi narrativi e dialogici
Advancing the Concept of Inclusive Living Communities: Between Research Trends and Design Scenarios
In the European scenario of greener, digital, and inclusive transitions, the concept of Inclusive Living Communities (ILCs) is apparent and foster socially inclusive interventions within small- and large-scale communities. Living in a community that is fully inclusive is recognized as a driver for prosperity and quality. Thus, ILCs promote health, wellbeing, and changes toward sustainable visions that are relevant for Design studies, due to the use inclusive stances to trigger social innovations. Although ILCs mainly raise discussions within Urban Planning studies, endogenous dynamics used to address human-centered investigations have not yet been examined through Inclusive Design’s lenses; these could stimulate new design explorations by suggesting innovative research avenues hinged around inclusiveness, wellbeing, and users’ engagement. This paper explores the concept of ILC and provides and overview of research trends and design scenarios at different scales. Research trends are discussed to offer themed explorations on different domains that are considered as relevant
ALCUNE RIFLESSIONI SUL MODELLO DI MASCOLINITÀ NELL’EGITTO DISTOPICO DI AHMAD KHĀLID TAWFĪQ
In recent decades, the horror and dystopian science fiction novel has seen a significant
surge in the Arab literary landscape, likely also as a response to the failures of 2011 popular uprisings. However, even before that date, novels defined as “social dystopias” were published, such as Yūtūbiyā (Utopia) by the Egyptian Ahmad Khālid Tawfīq, released in 2008. Through the intertwining stories of its characters, who inhabit an imaginary future society morally and materially degraded, a model of masculinity (rujūla), hierarchical and violent, gradually takes shape. This contribution aims to examine some of the factors that contribute to the construction of this model, highlighting how they are an allegory of
the difficult and contradictory socio-political conditions experienced by Egypt in the years preceding the so-called ʻArab Springʼ
Due note alla Vita Persi del Vind. 3094 (XV sec.)
Il presente articolo esamina una testimonianza finora trascurata della tradizione biografica
su Persio, la Vita Persi conservata nel Wien, Österreichische Nationalbibliothek (ÖNB),
Cod. 3094. Questo manoscritto di origine tedesca, redatto tra il 1493 e il 1496, contiene al
f. 214v una Vita Persi di epoca umanistica, scritta a Worms l’1 novembre del 1494.
Sebbene l’autore della biografia resti ignoto, il testo si colloca chiaramente nell’alveo
della tradizione derivata dalla Vita attribuita al grammatico Valerio Probo di Beirut (I sec.
d.C.), pur presentando innesti da fonti non sempre identificabili. Di tale Vita Persi
Vindobonensis, della quale si fornisce una trascrizione integrale quanto più possibile
rispettosa dell’ortografia del manoscritto e suddivisa in undici paragrafi per agevolarne la
lettura, vengono presi in esame due specifici passi, estrapolati dalle sezioni relative alla
narrazione degli anni di formazione di Persio (§ 3) e all’elenco delle sue opere giovanili (§
8), dai quali è possibile ricavare elementi utili per tentare di dirimere due diverse
problematiche di carattere esegetico – testuale (aliquatenus e vescio) presenti nell’antica
Vita Persi attribuita a Valerio Probo
Televisione e apprendimento. Tra pedagogia e neuroscienze
Ripercorrendo l’esperienza del programma televisivo Non è mai troppo tardi, appare evidente come il contributo del maestro Manzi abbia avuto un ruolo decisivo nell’introduzione e nella diffusione dell’alfabetizzazione e dell’educazione a distanza in Italia. Il programma, concepito in un contesto di progressiva trasformazione da società agricola a società industriale, ha avuto un impatto evidente sui processi stessi di trasformazione sociale, in particolare sugli adulti che non avevano completato il ciclo di studi elementari, proponendosi di insegnare a leggere, a scrivere e a fare calcoli,
rivolgendosi principalmente a chi non aveva avuto la possibilità di frequentare la scuola e rendendo l’educazione accessibile a un pubblico ampio ed eterogeneo, composto anche da persone che vivevano in contesti dove l’educazione formale non era ancora disponibile
Autonomic correlates of osteopathic manipulative treatment on facial functional mapping: an innovative approach based on thermal imaging
Osteopathic manipulative treatment (OMT) has shown efficacy in various clinical conditions and age groups. Understanding its neurobiological, particularly autonomic, mechanisms of action remain limited. Preliminary studies suggested a parasympathetic effect of OMT, evidenced by heart-rate-variability analysis. A cross-over RCT on healthy adults was conducted to compare OMT with sham therapy. Thirty-seven participants underwent two sessions (OMT and sham), comprising baseline, tactile treatment, and post-touch. Novel thermal imaging data analyses in combination with seed correlation analyses (SCA) were employed to explore the OMT effects on autonomic parameters. Particularly, the sham group exhibited an elevated warming effect on the cheeks, nose, and chin. Inversely, for the OMT group a conspicuous cooling trend in the nose, but not in the cheeks and chin was observed. Considering SCA maps, the intensity of the correlation for nose tip, glabella and GSR seeds showed higher values in the OMT compared to the sham group. The comparative analysis of thermal maps and SCA results represents a significant advancement in our understanding of the physiological mechanisms underlying OMT’s effects on autonomic functions. By elucidating specific patterns of temperature change, correlation intensity and specific clusters, this research provides valuable insights for optimizing clinical practice and refining theoretical models of manual therapy
Spatial segregation, socio-economic disparities and spatial (in)justice in a region of the Mediterranean
In recent decades, interest in residential segregation has increased in Southern Europe and the Mediterranean region, primarily due to immigration. This study explores segregation and its potential links to socioeconomic disparities and social (in)justice.
The analysis uses standard segregation indicators, along with their spatial counterparts, and employs permutation tests for inference. These methods are applied to the province of Pescara, a Mediterranean city in Southern Italy, to also explore segregation differences between urban and rural areas. Finally, we discuss how this approach can assist policymakers in identifying segregation pockets in rural outskirts and prevent potential spatial (in)justices and socioeconomic disparities affecting ethnic minorities