OJS PUSC (Pontifical University of the Holy Cross)
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Il pensiero costituzional-canonistico di Álvaro del Portillo
The article, after tracing a profile of the formation and of the scientific and pastoral activity of Bishop del Portillo, examines his contribution to the constitutional-canonical science. This contribution of the recent Blessed was very significant in the preparation of the Lex Ecclesiae Fundamentalis project, both by means of the texts he presented and through his presentations in the sessions, the exchanges had with other members of the Commission, and his contemporaneous work. His published writings lucidly illustrated the constitutional concept both regarding the faithful and their fundamental rights and concerning the exercise of ecclesiastical governance. The promotion of the dignity and freedom of the children of God, of the identity and mission of the laity, of the private autonomy of the faithful and the principle of subsidiarity, of the diaconal nature of the role of the hierarchy, and of the flexibility and the pastoral dimension of ecclesiastical organization are all appropriately included and safeguarded precisely in the constitutional horizon.L’articolo, dopo aver tracciato un profilo della formazione e dell’attività scientifica e pastorale di mons. del Portillo, esamina il suo apporto alla scienza costituzional-canonica. Il contributo del recente Beato è stato molto rilevante nella predisposizione del progetto della Lex Ecclesiae fundamentalis, sia attraverso i testi presentati sia attraverso gli interventi nelle sessioni, gli scambi con altri membri della Commissione e la produzione coeva. Gli scritti pubblicati hanno illustrato con lucidità l’idea costituzionale sia per quanto riguarda la concezione del fedele e i diritti fondamentali sia per quanto concerne l’esercizio del governo ecclesiastico. La promozione della dignità e libertà dei figli di Dio, dell’identità e della missione dei laici, dell’autonomia privata dei fedeli e del principio di sussidiarietà, della diaconalità del ruolo gerarchico e della flessibilità e rispondenza pastorale dell’organizzazione ecclesiastica trovano adeguato inserimento e tutela proprio nell’orizzonte costituzionale.
L’origine del privilegio paolino
The indissolubility of marriage is a distinctive trait of the Catholic doctrine on marriage, also compared to the other Christian denominations. According to the doctrine, this indissolubility is characteristic not only for the Christian marriage, but for every marriage. As a matter of fact, in some cases the Church acknowledges itself the power of dissolution of non-sacramental marriages. Traditionally, the historical and doctrinal origin of this power is traced back to the so-called « Pauline privilege ». This article deals with the study of the historical origins of the above-mentioned privilege, first through the exegetical study of 1Cor 7,15, that represents the scriptural basis of the privilege, and then analysing the history of interpretation of this passage, up to the Decretum Gratiani (xii century). For this purpose, not only canonical, but also exegetical and theological sources will be taken into consideration. L’indissolubilità matrimoniale è un tratto che distingue la dottrina cattolica relativa al matrimonio, anche rispetto ad altri fratelli nella fede cristiana. Secondo la dottrina, l’indissolubilità è propria non soltanto del matrimonio cristiano ma di ogni matrimonio. Di fatto, la Chiesa, in alcuni casi, riconosce a sé stessa il potere di sciogliere i matrimoni non sacramentali. L’origine storica e dottrinale di questo potere si pone, tradizionalmente, nel cosiddetto “privilegio paolino”. Questo articolo affronta la ricerca delle origini storiche del suddetto privilegio, prima attraverso lo studio esegetico di 1Cor 7,15, base scritturistica del privilegio, poi, analizzando la storia dell’interpretazione di questo brano, sino ad arrivare al Decreto di Graziano (xii secolo). A questo scopo, vengono prese in considerazione non soltanto le fonti canonistiche, ma anche quelle esegetiche e teologiche
Fede e sacramentalità del matrimonio. La prospettiva canonica
This article on “Faith and sacramentality of marriage” faces the issue of what is the juridical significance of a marriage celebrated according to the canonical form, by two baptized persons who have lost their faith, or have refused it or are absolutely far from even the slightest perception of what can be the design of God with respect to marriage or who do not know or even reject any transcendent dimension of the conjugal covenant. Given that the teaching of the Church stands on the principle of inseparability between contract and sacrament, the second current is here presented, that affirms that the lack of faith would not allow the realization of the sacramental dynamic, though both spouses are baptized. Then we analyze the doctrine concerning the principle of the intentio faciendi id quod facit Ecclesia Christi and its declination in the sacrament of marriage. The article continues with a short examination of the principle of the prevailing intention with respect to the possibility of understanding whether the exclusion of sacramentality has been able to affect the validity of marriage; the ignorance of the sacramental dignity as an error that may vitiate the consent is also studied.
Il presente articolo affronta sinteticamente la problematica di quale sia la rilevanza giuridica di un matrimonio celebrato secondo la forma canonica, da due soggetti battezzati che abbiano perso la fede, o l’abbiano rifiutata, o che siano assolutamente lontani dalla pur minima percezione di quella che possa essere la progettualità del disegno di Dio in ordine al matrimonio o che non conoscono o che addirittura rifiutano ogni dimensione trascendente del patto coniugale. Posto che l’insegnamento ecclesiale si è attestato sul principio dell’inseparabilità tra contratto e sacramento, viene presentata la corrente che afferma invece che la mancanza di fede non permetterebbe il realizzarsi della dinamica sacramentale, sebbene i due coniugi siano battezzati. Successivamente viene analizzata la dottrina relativa al principio dell’intentio faciendi id quod facit Ecclesia Christi e alla sua declinazione quanto al sacramento del matrimonio. Segue una disanima del principio dell’intenzione prevalente in ordine alla possibilità di comprendere se l’esclusione della sacramentalità abbia potuto inficiare la validità del matrimonio e dell’ignoranza della dignità sacramentale quale errore che possa viziare i consenso. Ampio spazio viene consceso alla riflessione sul fatto se l’esclusione della dignità sacramentale sia un caso di esclusione totale o parziale.
DALLA TORRE G., BONI G., Il diritto penale della Città del Vaticano. Evoluzioni giurisprudenziali
DEL POZZO M. – LLOBELL J.– MIÑAMBRES J. (a cura di), Norme procedurali canoniche commentate.
Recenti modifiche al sistema penale e amministrativo dello Stato delle Città del Vaticano: una prima lettura
Riflessioni sullo studio del diritto canonico dopo il tramonto delle ideologie
Canon law has always compared itself, as illustrated at the beginning of this paper, with different ideologies and legal worlds: but it is the development of liberal and socialist thought to strongly affect this field of study. Indeed, it is eliminated from the public universities immediately after the unification of Italy until the early years of the twentieth century. After World War II, once a highly ideological, a teaching “secular” of canon law is opposed, a bit controversially, to the one given at the pontifical universities. Today, after the recent sunset of ideologies, what value does the study of canon law? It says the Author, not only plays a strong methodological value; but some of its features – the inaequalitas, the aequitas, its metaphysical foundation, the balance between the public and private – are fervent suggestions for thought of all professors, those of public universities and those of the pontifical universities, called today to a less ideological and more open scientifically debate.Il diritto canonico si è sempre confrontato, come illustra agli esordi il presente articolo, con altre ideologie ed universi giuridici: ma è la nascita del pensiero liberale e socialista a condizionarne fortemente lo studio. Anzi, esso viene eliminato dalle Università dell’Italia unita fino ai primi anni del Novecento. Nel secondo dopoguerra, un tempo fortemente ideologico, un insegnamento “laico” del diritto canonico si contrappone a quello impartito nelle università pontificie. Oggi, dopo il recente tramonto delle ideologie, che valore ha lo studio del diritto canonico? Esso, sostiene l’Autore, non solo riveste un forte valore metodologico: ma alcune sue caratteristiche – l’inaequalitas, l’aequitas, il suo fondamento metafisico, l’equilibrio tra dimensione pubblica e privata – costituiscono fervidi spunti di riflessione per tutti i giuristi, quelli delle università pubbliche e quelli delle università pontificie, chiamati oggi ad un confronto meno ideologico e più aperto scientificamente