OJS PUSC (Pontifical University of the Holy Cross)
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L’alienazione dei beni ecclesiastici nella prospettiva giuridico-materiale e procedurale: domande e dubbi.
Alienation of Church property in the legal dimension is not a uniform entity. In the Code of Canon Law of 1983, one can observe two main planes of regulations concerning alienation : 1) provisions regulating alienation in the substantive dimension and 2) provisions relating to alienation procedures. Substantive regulations define what alienation is, whereas procedural regulations indicate alienation procedures in the aspect of requirements to be complied with in order to obtain permission to perform alienation activity. The importance given to alienation by a Church Legislator is fully justified. Nevertheless, whether alienation provisions contained in The Code of Canon Law of 1983 are precise, mutually consistent and correspond to the realities of the present-day legal market remains an open question. This article signals concerns that matter in the Canon Law norms in force and makes an attempt to interpret them.L’alienazione del patrimonio ecclesiastico nella dimensione giuridica non è un’entità uniforme. Nelle norme del CIC del 1983 sull’alienazione è possibile scorgere due piani normativi fondamentali. Il patrimonio ecclesiastico per principio non deve essere alienato. Ciò non ha però natura assoluta: il legislatore ecclesiastico ammette gli atti di alienazione. Le norme sull’alienazione hanno la natura delle norme di garanzia. L’importanza che il legislatore ecclesiastico conferisce a quest’istituzione nella normativa giuridica vigente è dunque giusta e del tutto fondata, tuttavia rimane aperta la domanda su quanto precise, coerenti tra loro siano le soluzioni del CIC del 1983 e quanto corrispondano alla realtà contemporanea. Il presente articolo segnala i dubbi esistenti in tale materia nelle norme del diritto canonico in vigore e intraprende una prova di interpretazione delle stesse
Un retour vers l'ordre traditionnel de l'administration des sacrements de l'initiation chrétienne
FRANCIA. DIOCESE DE DIJON. Orientations pastorales: «Le sacrement de la confirmation seconde étape de l’initiation chrétienne
OSSERVATORIO INTERNAZIONALE CARDINALE VAN THUÂN, V Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo.
I diversi effetti della tutela garantita dal diritto amministrativo canonico.
SUPREMO TRIBUNALE DELLA SEGNATURA APOSTOLICA, Decreto del Segretario, Scelta della chiesa di una nuova parrocchia, 5 luglio 2011.
SUPREMO TRIBUNALE DELLA SEGNATURA APOSTOLICA, Decreto del Prefetto in Congresso, Soppressione di parrocchia, 23 settembre 2011.
SUPREMO TRIBUNALE DELLA SEGNATURA APOSTOLICA, Decreto del Segretario, Circa l’uso di una chiesa, 20 gennaio 2012
Mons. Álvaro Del Portillo e la codificazione canonica.
In order to evaluate Bishop Álvaro del Portillo’s contribution to the 1983 codification of canon law, it is necessary to place it in the appropriate context. In harmony with the ecclesiology that was current at that time, the 1917 Code founded all laws on the hierarchy’s power of jurisdiction. The exegetical application of the Code was the prevalent method, and a general theory of canon law had not been developed. The beginning of the 1960s was marked with a change that involved the rejection of law. With the new codification, it was necessary not only to assimilate the teachings of the Second Vatican Council but also to apply them to the canonical system. Bishop del Portillo significantly collaborated in deepening the notions of the laity and the Christian faithful as well as their respective fundamental juridical statuses, and he highlighted the proper and specific function of the laity in the fulfilment of the mission of the Church. He also contributed to the current arrangement of the legislation on clerics and on the hierarchical structure of the Church.Per valutare il contributo di Mons. Álvaro del Portillo alla codificazione canonica del 1983 è necessario situarlo nel tempo in cui esso si svolse. In consonanza con l’ecclesiologia allora vigente, il CIC del 1917 riponeva il fondamento di tutte le leggi nella potestà di giurisdizione della gerarchia. Prevalse l’applicazione esegetica del Codice e non fu elaborata una teoria generale del diritto canonico. L’inizio degli anni ‘60 segnò una svolta che comportò il rifiuto del Diritto. Per la nuova codificazione era necessario non solo assimilare gli insegnamenti del Concilio Vaticano ii ma anche applicarli all’ordinamento canonico. Mons. del Portillo collaborò in modo significativo all’approfondimento delle nozioni di laico e di fedele cristiano e dei loro rispettivi statuti giuridici fondamentali, evidenziando la funzione propria e specifica dei laici nell’adempimento della missione della Chiesa. Contribuì pure all’attuale configurazione della legislazione sui chierici e sulla struttura gerarchica della Chiesa
La pastorale dei fedeli in situazioni di manifesta indisposizione morale
On the basis of the suggestions of Evangelii gaudium, we propose a new model canonical and pastoral to the faithful who are in moral or spiritual periphery or, with expression of the Ecclesia de Eucharistia, in “situations of a manifest lack of proper moral disposition.” In addition to proposing the use of this new terminology, so as not to fix attention almost exclusively on the divorced and remarried faithful and the question of their admission to the sacraments, it highlights the need to change the approach of pastors and Christian communities, so that go to meet the need – which results in a “real right” – of these faithful to receive pastoral care appropriate to their circumstances and dispositions. A pastoral approach that does not merely point out the things they can’t do, but to help them in a personalized way and with the necessary gradualness, to rediscover the joy of a life guided by the Gospel, to achieve the necessary dispositions to participate in the sacraments and – comforted by the grace of God – to become, they too, missionary disciples. It is proposed, in closing, a model of accompaniment inspired by the “eight thesis” for the pastoral careA partire dalle indicazioni dell’Evangelii gaudium, si propone un nuovo modello canonico-pastorale nei confronti dei fedeli che si trovano in periferia morale o spirituale o, con espressione dell’Ecclesia de Eucharistia, in “situazioni di manifesta indisposizione morale”. Oltre a proporre l’uso di questa nuova terminologia, onde evitare di fissare l’attenzione quasi esclusivamente sui fedeli divorziati risposati e sulla questione della loro ammissione ai sacramenti, si evidenzia la necessità di modificare l’atteggiamento dei pastori e delle comunità cristiane, affinché vadano incontro al bisogno – che si traduce in un “vero diritto” – di questi fedeli di ricevere una cura pastorale adeguata alle loro circostanze e disposizioni. Una pastorale che non si limiti a segnalare le cose che non possono fare, ma li aiuti, in modo personalizzato e con la necessaria gradualità, a riscoprire la gioia di una vita improntata al Vangelo, a raggiungere le disposizioni necessarie per partecipare ai sacramenti e – confortati dalla grazia di Dio – a diventare, anche loro, discepoli missionari. Si propone, in fine, un modello di accompagnamento ispirato alle “otto tesi” sulla pastorale dei divorziati risposti formulate dal cardinale Ratzinger nel 1998 e alle indicazioni pastorali di Papa Francesco nell’Evangelii gaudium
I presupposti per un’adeguata comprensione del bonum coniugum in una recente sentenza rotale
Tribunale Apostolico della Rota Romana, Nullità del matrimonio. Esclusione del bonum coniugum e del bonum prolis. Sentenza definitiva, 26 febbraio 2013. Heredia Esteban, Ponente