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    Types of Narrative Writing and Reading to Contrast Emo-tional Stress After Trauma and PTSD

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    This paper aims to improve knowledge regarding the use of narrative texts in the treatment of people with trauma and suffering from PTSD. To achieve this goal, results from narrative persuasion studies, with reference to research on transportation (involvement with the storyline: feeling of being lost in the story) and identification (allegiance with characters) were used. This paper proposes the results of two experimental studies. The main objective of both studies was to increase the knowledge concerning narrative prototypes that have turned out to be effective in the treatment of people afflicted with traumatic and post-traumatic syndrome. The first study analyzes the role played by the narrative reconstruction of traumatic events by traumatized subjects as a tool for reducing stress levels and provides an analysis of the narrative and linguistic structures used in the narrative reconstruction of traumatic events. The second study, on the other hand, examines above all the role of reading narrative texts as a tool to mitigate stress levels and tries to establish what role perceived realism and the type of narrator play on the narrative transport of readers

    Traumi senza choc : Realizzazione del virtuale e dissociazione

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    Il saggio affronta il rapporto fra modernità, choc e trauma attraverso testi modernisti e contemporanei (Woolf, Proust, DeLillo, Ellis), per mostrare l’evoluzione del «training» (Benjamin) letterario nei confronti dello choc: i modernisti provano a depotenziare il trauma, i testi degli anni Ottanta intensificano le strategie moderniste ma esse non impediscono il verificarsi del trauma. Nel contemporaneo invece il trauma viene rappresentato tramite il rapporto tra finzione e realtà, una strategia che si può far risalire alla quadrilogia Zuckerman Bound di Philip Roth. Con ciò si rileva come progressivamente, nell’epoca della «fine dell’esperienza», anche l’immaginario possa produrre effetti traumatici: non la virtualizzazione totale teorizzata da Baudrillard, ma al contrario il virtuale che interseca e influenza la realtà

    Telling and Performing Past, Present, and Future Histories in Comics: Residential Schools as Cultural/Historical Trauma

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    This paper explores how Indigenous storytellers use graphic narratives to re-imagine Natives’ relationships with Canada in the aftermath of the trauma caused by Residential Schools. The representation of this experience has become a central theme in Indigenous storytelling in Canada since the 1980s. By focusing on contemporary Indigenous comics, the paper outlines how these narratives recollect the experience of abused Indigenous children to condemn the racists and colonial ideals that allowed those sufferings. These comics show how traumatic experiences suffered by the ancestors can be inherited by subsequent generations. Through storytelling, the community is capable of recuperating missing pieces of culture and histories that had long gone lost from the repertoire of Indigenous stories. Finally, this traumatic experience also effects speculative fiction set in the future.This paper explores how Indigenous storytellers use graphic narratives to re-imagine Natives’ relationships with Canada in the aftermath of the trauma caused by Residential Schools. The representation of this experience has become a central theme in Indigenous storytelling in Canada since the 1980s. By focusing on contemporary Indigenous comics, the paper outlines how these narratives recollect the experience of abused Indigenous children to condemn the racists and colonial ideals that allowed those sufferings. These comics show how traumatic experiences suffered by the ancestors can be inherited by subsequent generations. Through storytelling, the community is capable of recuperating missing pieces of culture and histories that had long gone lost from the repertoire of Indigenous stories. Finally, this traumatic experience also effects speculative fiction set in the future

    Trauma ed ecologia: Prospettive teoriche nella letteratura dell’Antropocene

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    Il concetto di Antropocene, proposto in ambito scientifico in riferimento all’attuale era geologica, legandosi a prospettive di rischio ambientale e collasso climatico, funziona quale strumento critico attraverso cui è possibile ridefinire le categorie antropocentriche del pensiero moderno occidentale. Il presente articolo intende rapportare tale nozione a quella di trauma, verificandone la tassonomia secondo declinazioni di stampo ecologico. Si condurrà, quindi, un’interrogazione teorica di matrice postumana e neomaterialista attorno ai concetti di spazio, identità, storia e memoria, analizzandone i significati all’interno del contesto narrativo contemporaneo. Si procederà, infine, all’analisi ecocritica e comparata di due casi-studio: i romanzi Sirene (2007), di Laura Pugno, e Notre vie dans les forêts (2017), di Marie Darrieussecq

    Fratture dell’io : Trauma, incomunicabilità e malattia neurodegenerativa in "Saturday" e "Falling Man"

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    Il presente articolo si pone l’obiettivo di analizzare l’utilizzo metaforico e strumentale della malattia neurodegenerativa all’interno di Saturday (2005) di McEwan e Falling Man (2007) di DeLillo, evidenziandone le connessioni con gli eventi traumatici che ne costituiscono il nucleo centrale delle trame. I parallelismi sono infatti numerosi: spaesamento, afasia e difficoltà ad interfacciarsi con un mondo ormai percepito come estraneo caratterizzano infatti queste patologie quanto i soggetti e le comunità colpite da un trauma. Entrambe ugualmente inenarrabili, queste due condizioni divengono dunque l’una funzionale ad una più ampia rappresentazione dell’altra, come si evidenzia nella comparazione dei due romanzi

    La morte a Venezia e l’insorgenza dell’opera: il movimento, la forma, il nulla : Una prospettiva sulla novella manniana attraverso il Künstlerroman europeo e la cesura heideggeriana dell’Ursprung des Kunstwerkes

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    Questo saggio è una rilettura della Morte a Venezia di Thomas Mann alla luce del Künstlerroman europeo tra Sarrasine di Balzac, The Picture of Dorian Gray di Oscar Wilde e La Tentation de saint Antoine di Gustave Flaubert. L'analisi comparativa dei testi mostra che il Künstlerroman europeo dell'Ottocento mette a tema la questione del desiderio e della mancanza – che è sempre costitutivamente legata al desiderio – come motore della creazione artistica. Nel saggio si formula altresì l’ipotesi che la teoria heideggeriana dell’opera d’arte (Der Ursprung des Kunstwerkes) abbia recepito questi fondamentali fermenti speculativi provenienti dall’esperienza del Künstlerroman tra Balzac, Flaubert, Wilde e Mann

    La necessità della ferita : Lo sradicamento di Attilio Bertolucci tra poetica e poesia

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    Nell’aprile del 1951 Attilio Bertolucci abbandona la campagna parmense per trasferirsi a Roma. Nei componimenti poetici e nelle riflessioni che li accompagnano, questo esilio volontario è descritto come un’esperienza ancipite: da un lato, è un lacerante sradicamento che rischia di rendere impossibile la poesia, per l’autore strettamente dipendente dal plein air natio; dall’altro, è un’occasione di rinnovare questa stessa poesia liberandola dal «mito troppo dolce» in cui era invischiata. Soffermandosi sugli anni di In un tempo incerto (1955) e Viaggio d’inverno (1971), l’articolo intende dunque indagare l’opera poetica e critica bertolucciana per approfondire la natura doppia dell’esilio. Per Bertolucci però la medesima ambivalenza sembra riguardare qualsiasi condizione traumatica. Perché in ultima istanza è proprio il trauma ciò che nutre la poesia

    L’enigma della perfezione : Il tema del Nulla tra Mann e Heidegger

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    Quest’articolo tenta di interpretare una frase di Thomas Mann (La morte a Venezia): «E il Nulla non è forse una forma di perfezione?», mettendola in relazione con il problema filosofico del non-essere. Viene privilegiata la riflessione che Heidegger presenta in Che cos’è metafisica?: qui Heidegger attribuisce al Nulla lo statuto di un verbo, e non di un sostantivo, sottraendosi così alle obiezioni consuete, in particolare a quelle di Bergson. Parlare del Nulla significa descrivere processi di nientificazione (das Nichten). L’autore di quest’articolo propone di distinguere tre diversi significati: (a) c’è un nientificare dionisiaco, inteso come dissoluzione, scioglimento, ecc; e ci sono due modi di nientificazione che rinviano all’apollineo: (b) il conferimento di forme rigide, l’incatenamento delle forze; (c) le forme flessibili, che si esprimono nel linguaggio. Questa distinzione viene utilizzata come chiave di lettura per la Montagna magica di Mann

    Le Moi et l’Histoire : La littérature européenne d’Anne-Louise-Germaine de Staël

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    L’article propose une réinterprétation du célèbre ouvrage de Mme de Staël, De la littérature considérée dans ses rapports avec les institutions sociales, d’un point de vue théorique littéraire et de morale politique, en croisant sa lecture avec l’observation d’une nouvelle forme de sensibilité, exemple de l’indissolubilité entre souvenirs historiques et autobiographiques dans le dialogue du moi avec l’Histoire à la fin du XVIIIe siècle, fortement poursuivi par de Staël. Loin de se traduire par une cage dans laquelle les individus, et surtout les femmes, se trouveraient enfermés, elle est au contraire le signe du fait que l’individu ne devient lui-même que dans la confrontation avec l’Histoire, où la synthèse entre raison et sensibilité lui permet de passer de la dimension individuelle à la dimension universelle

    A third, impossible option: Metamodernismo, identità e relazioni familiari in "White Teeth"

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    Muovendosi all’interno della cornice epistemologica ed estetica del metamodernismo, l’articolo propone un’analisi delle soluzioni formali e delle strutture narrative del romanzo d’esordio di Zadie Smith, White Teeth, concentrandosi in particolare sulle modalità di rappresentazione dei rapporti familiari e multigenerazionali. L’ipotesi è che tali dimensioni costituiscano un campo privilegiato attraverso cui tematizzare elementi paradigmatici della narrativa metamoderna, quali la mimesi del reale, la sensibilità per i processi linguistici, le dinamiche di costruzione del Sé

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