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    «Una normale stanza da essere umano»: abitare ne "La metamorfosi" di Kafka

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    Sappiamo che la metamorfosi di Gregor Samsa in insetto modifica non soltanto il suo corpo e la sua soggettività, ma anche le relazioni con il resto della famiglia –  fino alla tragica conclusione del racconto. Ma che dire degli spazi? In che modo la trasformazione crea una nuova prassi abitativa? Questo articolo cerca di fornire una risposta attraverso un'analisi della planimetria di casa Samsa e una rassegna degli oggetti più importanti della camera di Gregor

    Gli eroi intellettuali di Alberto Moravia: In esergo alle chiose di Guido Guglielmi

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    Il contributo prende in esame, con l’ausilio dello sguardo lenticolare di Guido Guglielmi, due delle principali opere dell’autore romano: Gli indifferenti (1929) e La noia (1960). In modo particolare, a stare sotto i riflettori sono i personaggi intellettuali dei due romanzi, ossia Michele e Dino. Essi rappresentano per Moravia il risultato di un giudizio morale: le loro similarità e differenze danno corpo a una riflessione psicologica e, insieme, ideologica che illumina tangenzialmente il modo in cui l’autore concepisce la pratica letteraria. Se Michele è in anticipo sulla realtà e per lui l’indifferenza è un peso che lo affligge e rende impotente, Dino, invece, è in ritardo sul mondo e interiorizza il malessere di Michele. I due condividono, in parte, il punto di vista sul “mondo” ed è lì che emerge dalla scrittura di Moravia il pensiero saggistico, connaturato nella voce narrante degli eroi

    Dove si trova il Narratore? : Note sull’unità trascendentale della "Recherche"

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    Una delle preoccupazioni maggiori per i lettori della Recherche è comprendere in che rapporto temporale stia il Narratore rispetto ai fatti raccontati. In questo saggio propongo di considerare il Narratore come esterno al tempo del racconto, e anzi quale suo punto fondativo: in termini husserliani, si pone da coscienza trascendentale in grado di donare unità all’intero vissuto e alle vicende del libro, ricreandole narrativamente senza limitarsi a una ricostruzione memoriale. Ciò consente anche di spiegare come egli possa attingere a informazioni altrimenti inaccessibili, quali gli stati di coscienza di alcuni protagonisti (es. la morte di Bergotte)

    Stimulation of Anger in the Narrative about Social Conflicts and Violence: The Case of "Gomorra"

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    Anger is the emotion that undermined the bipolar models of analysis (Carver, White, 1994), based on valence as a distinction for the differentiation between homogeneous groups of basic emotions, favoring models with discrete emotions or their fusion (Nabi, 1999; 2010. Dillard, Peck, 2001). Anger, despite being a negative emotion, which should therefore activate “the behavioral inhibition system” (BIS), instead generates an active reaction, that is, it stimulates the “behavioral approach system” (BAS). This already appeared clear in the pioneering study conducted by Greimas on anger (Greimas, [1983] 1987), placed within the work dedicated to the modalizations of the subject. From the modal point of view, in fact, anger can be defined as the coexistence of the modalization of wanting-to-do and not-being-able-to-do which generates a state of frustration, in turn followed by active behavior. The process that provides for (i) realistic narration of social degradation, (ii) stimulation of the state of frustration in the reader, (iii) activation of behaviors and practices of social reaction to the state of degradation, therefore, is the basis of all those cultural policies which are based on the dissemination of social-themed narratives with the aim of raising public awareness. This narrative should favor, together with the process of empathic identification, the understanding of phenomena of social degradation, and the formulation of moral judgments in line with the perspective of an active reaction to such phenomena as a collective problem. This paper presents a case study conducted on Roberto Saviano’s book Gomorra, which inaugurated the narrative current of the “New Italian Realism” and which is historically connected to a tradition of realism that originated in the post-war period. Saviano’s nonfiction novel, which has favored a reaction to phenomena of social degradation connected to organized crime, is an interesting persuasive model for the study of narrative strategies that support the involvement of public opinion. This paper also presents the results of an experimental study of an exploratory nature, aimed to research basic knowledge on narrative strategies for the stimulation of anger as a factor in raising awareness of public opinion. The experiment is conducted in within mode on a small group of university students, randomly selected based on their willingness to participate. The experimental setting is a biometrics laboratory made up of Tobii Spectrum 300 desk stations, where the subjects read in desk mode, using the Tobii Pro Lab software, the story from the book Gomorra called Hollywood, and watch the film version of the same story made by Matteo Garrone. During reading and video reading, eye tracking data is collected and facial reaction is processed with the Noldus Face Reader software. At the end of the reading, a Narrative Transportation Scale (Green, Brock, 2000; 2002) is administered which evaluates identification and emotional involvement of the reader, and a focus group is created on the emotional reaction by analyzing the parameters (phenomenological, physiological, expressions, behaviors and emotional motivations) of Roseman’s model (2001). The aim of the study is to identify which narrative and discursive structures are more closely connected to the activation of the emotional state of anger, and if there are substantial differences between the verbal and visual code in the activation of anger, starting from the same basic narrative structure and thematic content

    Disegnare l’indicibile : La rappresentazione dell’attacco di panico in tre fumetti ita-liani contemporanei

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    All’interno del dizionario medico, il panico è definito come “senso di forte ansia”, e l’attacco di panico viene descritto come una manifestazione di ansia incontrollabile o un picco di paura. Quando si manifesta, può portare a comportamenti irrazionali, insieme a una serie di sintomi fisici. Per queste ragioni, il panico viene identificato in molti casi come un’emozione difficile da raccontare efficacemente e per descriverlo si ricorre a metafore e similitudini. Anche le modalità di rappresentazione attraverso i media possono essere disparate e fare ricorso a strategie medium specific. Tra i tentativi svolti in questo senso, figura il medium fumetto: in quanto sia narrativo che visuale, il linguaggio dei comics si presta per raccontare un episodio con un forte fattore emotivo che coinvolge profondamente il corpo di chi lo sperimenta. Rivolgendoci alla produzione italiana contemporanea, sono stati individuati tre testi a fumetti che affrontano la rappresentazione dell’attacco di panico, di cui verrà proposta un’analisi, andando a discutere di quali strategie grafiche e stilistiche il medium dispone per raccontarlo, con particolare attenzione alla rappresentazione dei corpi e alla loro gestualità, come anche alla loro manipolazione attraverso il disegno e all’effetto di embodiment che può essere suscitato

    “C’est là ce que nous avons eu de meilleur!”: La rappresentazione della nostalgia nello storyworld

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    Il saggio ha l’obiettivo di proporre un modello per definire i modi in cui la nostalgia può essere rappresentata all’interno di uno storyworld. Dopo un’introduzione volta a contestualizzare alcune caratteristiche fondamentali della nostalgia, la prima parte dell’articolo si focalizza sullo sviluppo del modello teorico, declinato nei due modi della nostalgia del personaggio e dell’ambiente. La seconda parte dell’articolo analizza un caso di studio romanzesco, Underworld di Don DeLillo, alla luce del modello proposto, con il fine di dimostrare che, in alcune narrazioni contemporanee, la nostalgia possa emanciparsi dalla superficialità astorica a cui è stata condannata dai teorici del postmodernismo, tra cui Fredric Jameson

    Il peso del cuore: Raskolnikov e Stavrogin

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    L’articolo si propone di analizzare i sentimenti della colpa e della vergogna in Delitto e Castigo (1866) e I demoni (1873) di Dostoevskij. Il focus viene posto sui protagonisti, Rodion Romanovič Raskolnikov e Nikolaj Vsevolodovič Stavrogin, e su come la colpa e la vergogna scavino all’interno della loro anima, logorandola, tormentandola e, infine, distruggendola. Lo studio dei personaggi non si limita a ricostruire le loro azioni, ma per capire il loro presente, viene posta un’attenzione importante anche sul loro passato, soprattutto sulla loro infanzia e sul rapporto con le madri, figure entrambe estremamente narcisistiche. La principale differenza tra i due, che è poi il punto nevralgico della ricerca, è l’epilogo: perché Stavrogin si dà la morte, mentre Raskolnikov riesce a chiedere perdono? Infine, per meglio comprendere i termini di colpa e vergogna all’interno dei romanzi, verrà utilizzato un approccio filologico ed etimologico che mira a ricostruire l’essenza dei termini russi

    La pietà negata : Il romanzo come forma della disempatia

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    Negli ultimi decenni studiosi di teoria letteraria e neuroscienze hanno confermato il legame tra finzioni narrative e sollecitazione empatica, segnalandone anche aspetti paradossali e controversi (Keen, Hoffman e Gottschall), come il pericolo della sovrattivazione empatica e delle reazioni negative alle tecniche letterarie empatizzanti. A partire da queste osservazioni, si avanza la proposta di leggere il genere romanzesco come spazio per la rinegoziazione e la disattivazione selettiva dei rapporti empatici e di cura reciproca precedentemente sanciti dalla norma cristiana, e diventati insostenibili con la fusione delle secolari comunità locali in una sconfinata comunità globale

    “Quelle cose che non voglio leggere, perché non voglio nemmeno immaginarle”: Disgusto, etica e interpretazione a partire dalla ricezione delle "Ripetizioni"

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    L’articolo esamina il ruolo del disgusto nelle recensioni di Goodreads e Amazon a Le ripetizioni di Giulio Mozzi. Dopo una ricognizione sul ruolo delle emozioni nel discorso critico, si nota come il disgusto sia un’emozione preminente nella ricezione dell’opera e si lega questo aspetto alla problematica morale. Attraverso una comparazione con Le Benevole di Littell e sviluppando uno spunto di Mario Barenghi, suggeriamo che questo accada in quanto il fruitore non esperisce empatia negativa e non riesce a ricomprendere il disgusto in una dimensione interpretativa complessiva

    Le sorprese della divulgazione

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    Da circa trent’anni la critica letteraria vive una crisi identitaria e funzionale, riconosciuta dai maggiori protagonisti (Cesare Segre, Marco Santagata, Mario Lavagetto, Giulio Ferroni). È soprattutto una questione di linguaggio, come sappiamo dalla pragmatica del filosofo Herbert Paul Grice, che vedrebbe ancora disattese le quattro massime conversazionali proposte per una comunicazione efficace (modo, relazione, quantità, qualità). Negli ultimi tempi, anche sul modello della storia, la critica letteraria sta iniziando a ragionare sulla comunicazione pubblica della letteratura: quali linguaggi devono essere adottati perché i testi tornino a dare emozioni? L’adattamento linguistico dei classici può essere utile? E in quali forme

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