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    L’educazione sentimentale: Empatia e neuronarratologia

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    Grazie ai risultati dei recenti studi neuro-cognitivisti su lettura, ascolto e visione di storie abbiamo le evidenze di come i fruitori di narrazioni da un lato includano nelle loro rappresentazioni mentali le emozioni attribuite ai personaggi reali o finzionali, e dall’altro sperimentino una sorta di ‘trasporto’ personale, un riflesso quasi fisico delle emozioni di ciò che fruiscono. Fruire e creare narrazioni (finzionali e non) sono uno strumento in grado di stimolare e migliorare l’empatia attraverso l’identificazione in un’altra persona. Inoltre, la condivisione di sentimenti e l’assunzione di prospettive indotte da lettura, visione, ascolto o immaginazione di narrazioni della condizione altrui si manifesta sia nei fruitori che negli autori. Questo contributo mette in luce come alcuni esercizi di lettura e creazione di narrazioni sollecitino l’empatia e altre competenze neuro-cognitive, in modo da fornire degli strumenti che possano essere riproposti in diversi contesti educativi e formativi, o di supporto terapeutico, per sviluppare anche azioni di contrasto alla violenza di genere

    Il piromane e il martire: Rappresentazioni degli attivisti ambientali nel romanzo dell’estremo contemporaneo

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    Muovendo dall’osservazione che la letteratura rappresenta una fonte di ispirazione ideologica e politica per i movimenti ambientalisti da almeno due secoli, questo articolo analizza come la letteratura contemporanea del XXI secolo raffiguri la lotta ambientalista attuale e affronti le tensioni legate all'uso, o meno, della violenza. Esaminando un ampio spettro di testi pubblicati dalla fine degli anni novanta fino ad oggi (Crichton, Powers, Koenig, Wu Ming 2, Hyde, Nygårdshaug), l'articolo delinea quattro principali linee di rappresentazione: 1) una letteratura climatoscettica che demonizza gli ecoattivisti; 2) una letteratura che rappresenta la radicalizzazione come esito dell'inazione politica; 3) una letteratura che analizza le caratteristiche della disobbedienza civile e decostruisce i meccanismi della loro repressione; 4) una letteratura che esplora le impasse e le dinamiche di questi movimenti

    Contro la matematizzazione: Come capovolgere l’esilio poetico dalla modernità

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    Oltre all’accelerazione, uno dei tratti più tipici della modernità è la matematizzazione dell’intera esperienza umana, a fini sostanzialmente economici. Come testimonia la poesia di Mallarmé e di Caproni, questo predominio assoluto del pensiero calcolante produce nel poeta un senso di esilio, marginalità e decentramento. Ciò però attesta che la poesia è un modello di esperienza radicalmente antagonistico rispetto alla modernità, come tale portatore di un’importante funzione di contrasto del presente, e di anticipazione di un mondo migliore

    Che mondo abitare? Letture estetico-politiche di una doppia cittadinanza

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    Il dilemma di quale mondo abitare, presente o futuro, incide profondamente sull'esperienza intima e privata del vivere cristiano, ma ha anche una rilevanza politica significativa. È questo un percorso all’interno del quale il fedele viene dipinto come colui che realmente abita due mondi: i cristiani vivono su questa Terra, ma non si identificano con essa, fondando così la possibilità della duplicazione della cittadinanza (Agostino). La leggenda del grande Inquisitore di Dostoevskij, e le interpretazioni che ne vengono proposte da Jacob Taubes e Carl Schmitt, rivestono in quest’orizzonte un ruolo fondamentale. Sono allora due differenti concezioni dell’abitare che implicano due compiti politici contrapposti, come emerge anche nel dibattito contemporaneo (Jean Luc-Nancy e Giorgio Agamben da un alto, e Alain Badiou o Chantal Mouffe, dall’altro). L'articolo sostiene che la scelta di quale mondo abitare non è solo una questione politica o teologica, ma rivela un'esperienza fondamentalmente letteraria: solo letterariamente è possibile abitare questo mondo

    La dimensione dell’abitare e le coordinate del tragico nelle "Affinità elettive" di Goethe

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    Il romanzo di Goethe Le affinità elettive (Die Wahlverwandtschaften, 1809) sviluppa una situazione tragica intorno a una concezione di destino che, pur in continuità con le forme dell’antico e con la riflessione dell’autore su di esse, si confronta con forme e simboli che caratterizzano il pensiero romantico e moderno, dalla teoria chimica delle “combinazioni” e delle “affinità”, esposta nel capitolo IV, alle modalità di abitare e di trasformare lo spazio. Il rapporto tra intreccio e destino, e tra desiderio e disegno (anche inteso come progettazione degli spazi architettonici e naturali, Baukunst e Gartenkunst), in particolare, si delinea misteriosamente tra una visione classica e religiosa da una parte, che porrebbe i personaggi in balía di forze necessitanti e imperscrutabili, e un senso più laico e disincantato di una determinazione degli eventi legata alle passioni e alla natura. Sulla base di un aggiornamento teorico e critico, questo saggio intende dimostrare come la morfologia e la poetica dello spazio nel romanzo e, nello specifico, la dimensione privata dell’abitare contribuiscano alla trasformazione delle coordinate del tragico nella rappresentazione dell’esistenza

    Internato o espulso: Pratiche abitative in "Works" di Vitaliano Trevisan

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    Works di Vitaliano Trevisan presenta una articolata fenomenologia dell’esperienza abitativa, suddivisa in diversi perimetri: la casa famigliare, la casa posto fisso, la casa sostituiva. La casa famigliare, sia essa la casa d’origine oppure la casa coniugale, si configura come elemento estremamente negativo per il narratore, perché da esse viene espulso, per di più da personaggi femminili teoricamente amorevoli (mamma, sorella e moglie); contemporaneamente la casa assume sempre una natura di dispositivo disciplinare: laddove ammesso, il protagonista del libro è relegato in una posizione subordinata e castrante, vivendo così una situazione lacerante che lo rende al contempo internato ed espulso. Di qui la ricerca di case alternative in grado di liberarlo dall’incubo dell’abitare come lavoro e come posto fisso nonché dall’incubo dell’istanza femminile per trovare il luogo impossibile dove esprimere la propria identità di scrittore

    Il Vittoriale degli Italiani: Uno specchio, una proiezione, una finzione

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    In che modo una dimora può rispecchiare l’identità di una figura multiforme come quella del dandy? Il Vittoriale raccoglie gli ideali, le ambizioni e gli interessi di Gabriele d’Annunzio come abitante, ma contiene altresì aspetti fondamentali del dandismo letterario. Si tratta di una casa che diviene una sorta di paradiso circoscritto, distante dalla nozione tradizionale di residenza, e potrebbe persino essere concepita come la più grande opera autoreferenziale del poeta italiano

    Il leitmotiv transculturale di "Guerra e Pace" nel Cinema di migrazione italofono

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    Questo saggio si concentra sul leitmotiv transmediale-crossover di Guerra e Pace come rappresentato dal cinema transculturale emergente in Italia, sottolineando gli aspetti etici ed estetici del trauma e della sofferenza derivanti dalle migrazioni, le ibridazioni socioculturali e le dinamiche interattive tra potere e subalternità. Partendo dal romanzo di Lev Tolstoj Guerra e pace (1868/69) e dalle sue omonime trasposizioni cinematografiche in America e in Russia, si analizzano due pellicole documentaristiche contemporanee nei loro contesti filmici e letterari, presumibilmente postcoloniali e postmigrazionali: L’ordine delle cose (2017) di Andrea Segre e Guerra e pace (2020) di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti. Ne risulta che il cinema di migrazione italofono beneficia apertamente degli effetti sinergici risultanti dalla letteratura della migrazione in Italia (dal 1990), specie grazie ai suoi tratti autobiografici

    Spazi domestici, costruzione del Sé e melodramma nel romanzo metamoderno

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    Il saggio esaminerà le rappresentazioni della casa in alcuni tra i romanzi metamoderni americani degli ultimi decenni, rilevando nello specifico in che modo i differenti autori ricorrano al simbolismo domestico per tematizzare i conflitti della vita privata e le sue collisioni con la sfera pubblica, secondo percorsi moralmente problematici e sentimentalmente iperbolici in cui il Sé è coinvolto in processi tanto di costruzione e recupero quanto di disgregazione e smarrimento

    Spazi di privata socialità e di sociale privatezza: I conflitti assiologici di Gaston Bachelard

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    L’epistemologo e teorico dell’immaginazione letteraria Gaston Bachelard ha inscritto i suoi due indirizzi di ricerca in una teoria della cultura basata sul conflitto tra i valori collettivi dell’attività scientifico-razionalista e i valori privati dell’immaginazione letteraria. Alla luce di ciò, il contributo si pone tre obbiettivi: 1) introdurre la teoria bachelardiana della cultura; 2) osservare come essa abbia influenzato la scelta del filosofo di dedicarsi allo studio delle immagini letterarie; 3) verificare, in alcuni passi tratti dalle opere poetologiche tarde del pensatore francese, l’emergere del conflitto assiologico tra l’epistemologo e il rêveur

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