Comparatismi
Not a member yet
200 research outputs found
Sort by
"Hiroshima mon amour": Narrare per ricordare, ricordare per dimenticare
Di fronte all’impossibilità di testimoniare attraverso un documentario l’orrore causato dall’esplosione atomica di Hiroshima, Alain Resnais e Marguerite Duras decidono di presentare il trauma patito dalla popolazione raccontando un incontro passionale tra un architetto giapponese e un’attrice francese; tale incontro ha luogo in una Hiroshima ricostruita dodici anni dopo la catastrofe. In Hiroshima mon amour la Storia collettiva viene a inscriversi in una storia individuale: dall’impossibilità di dire il trauma di Hiroshima scaturisce la possibilità per la francese di raccontare il suo trauma personale, un trauma lontano nel tempo, sepolto nell’oblio, e che, a causa di una mancata simbolizzazione, inevitabilmente riaffiora. Tale simbolizzazione trova ora, a Hiroshima, la possibilità di compiersi attraverso l’incontro con il giapponese, che, favorendo l’insorgere di un amore transferale, permette alla donna di riappropriarsi, après-coup, della sua storia, e anche di ritrovare «il gusto per un amore impossibile»
Torno torno allo skaz in vigatese: genesi, computazione e analisi
Il saggio presenta i risultati di una ricerca sulla reduplicazione linguistica in vigatese, la lingua letteraria inventata dallo scrittore Andrea Camilleri. Un aspetto, questo, spesso rilevato dagli studiosi, ma che non ha ancora ricevuto uno studio dedicato. La ricerca è stata condotta sul corpus dei 101 testi con protagonista il commissario Salvo Montalbano – composto da 29 romanzi e 72 racconti pubblicati tra il 1994 e il 2020, entro cui sono state registrate quasi 300 differenti forme reduplicative con più di 2.000 occorrenze totali. I risultati mostrano che due volte su tre le reduplicazioni sono una ricorrenza diegetica. Nonostante il largo ricorso alla mimesi nei testi, la vera cifra dell’oralità sembra risiedere altrove. La ricerca rientra in uno studio più ampio di tutti i testi narrativi sotto la generale ipotesi di ricerca che i corrispettivi formali della popolarità dello scrittore siano da individuare nella ripetitività criticata in origine, forse troppo frettolosamente.__The essay presents the results of a research on linguistic reduplication in Vigatese, the literary language invented by the writer Andrea Camilleri. An aspect, this, often noted by scholars, but which has not yet received a dedicated study. The research is conducted on the corpus of 101 texts starring Salvo Montalbano - composed of 29 novels and 72 short stories published between 1994 and 2020 - within which about 300 different reduplication forms and more than 2,200 total occurrences have been recorded. These results show that two times out of three reduplications are a diegetic recurrence. Despite the extensive use of mimesis in the texts, the true orality seems to reside elsewhere. The research is part of a broader study of all narrative texts under the general hypothesis that the formal equivalents of the writer’s popularity are to be found in the repetitiveness originally criticised, perhaps too hastily
Il Missbraucht del barocco: note intorno a un saggio di Theodor Wiesengrund Adorno
Lo scopo del presente articolo è quello di stabilire una connessione fra il pensiero estetico di Adorno e quello di Nietzsche passando attraverso lo sviluppo della nozione di barocco. Il concetto di barocco viene analizzato nella sua origine nietzschiana e nel suo sviluppo da parte di storici dell’arte come Wölfflin e Riegl. Viene quindi considerata la critica di Adorno a questa concezione del barocco, che egli considera un vero e proprio abuso concettuale. Il testo rappresenta l’inizio di una più vasta ricerca sul concetto di barocco nel periodo compreso fra fine Ottocento e fine Novecento.__The aim of this article is to determine a relation between Adorno’s and Nietzsche’s aesthetical thoughts by defining the category of baroque. We shall analyse the Nietzschean origin of this category and its development by art historian such as Wöllflin and Riegl. We shall discuss the Adorno’s criticizing of this conceptual definition, which he considers a real conceptual abuse. The text is also the beginning of a more extended research on the concept of baroque during the period from the end of 19th century to the end of the 20th
Teorie e critica comparatistica
In questo breve intervento conclusivo l’autore riprende le linee principali del dibattito, sottolineando la necessità di un profondo rinnovamento degli studi letterari, e delineando un significato più ampio per la comparatistica in rapporto all’esperienza.__In this brief article, Giovanni Puglisi takes up the main points of the debate as presented in the articles that precede it, emphasizing the need for a renewal of literary studies, and outlining a broader meaning for Comparative Literature studies in relation to experience
Il coinvolgimento delle narrazioni nell’evoluzione della personalità
Alla luce dei recenti studi psicologici sulla relazione tra narrazione e sviluppo della personalità, vengono qui tracciati alcuni dei punti chiave emersi in questo campo: il condizionamento reciproco che esiste tra le narrazioni personali e quelle predominanti, vigenti, con cui interagiamo, i passaggi che costituiscono la costruzione di un’identità narrativa ed infine le discrepanze che si avvertono tra la propria esistenza e ciò che si dovrebbe o potrebbe essere. Tale panoramica mantiene il fuoco sull’influsso che tali narrazioni operano nei confronti della personalità e della sua evoluzione.__In the light of recent psychological studies on the relationship between narratives and personality development, we outline some of the key points that have ultimately emerged more clearly in this field. The main aspects are related to the mutual conditioning that exists between personal and master narratives, the construction of a narrative identity based on the socio-cultural context, the steps that involve the narrative construction of personality and the discrepancies that are felt between one's own existence and what it should or could be. This overview keeps the focus on the influence that these narratives have on the personality and vice versa, and how a coherence between them is strictly necessary
Elogio della teoria (e della singolarità dei testi)
La teoria della letteratura viene sovente criticata da chi non la comprende e non la conosce. La teoria è una costruzione ibrida, che attinge a diverse discipline (la linguistica, la filosofia, le teorie del desiderio, ecc.). Il suo obiettivo non consiste nell’enunciare leggi o principi generali (come molti credono) bensì nella costruzione di strumenti di analisi, che permetteranno una percezione più ricca dei testi, sia dal punto di vista semantico sia da quello estetico. Perciò la teoria letteraria va intesa come una teoria delle singolarità. Essa si oppone a quelle forme di anti-teoria rappresentate dai cultural studies, e ad ogni forma di contestualismo, che mortificano la ricchezza e la bellezza della letteratura.__ Literary theory is often criticized by those who do not understand what it is. The theory is a hybrid construction, which draws on different disciplines (linguistics, philosophy, theories of desire, etc.). Its goal consists not so much in enunciating general principles (as many believe), but in the construction of analysis tools, which will allow a deeper understanding of the texts, both from a semantic and an aesthetic point of view. Therefore literary theory should be understood as a theory of singularities. It opposes to those forms of anti-theory represented by cultural studies, and to any form of contextualism, which mortify the richness and beauty of literature
Tradizione e metamorfosi della comparatistica
L’articolo propone una riflessione sullo statuto attuale della comparatistica letteraria, osservata attraverso il nesso tra tradizione e metamorfosi che caratterizza quest’area di studi anche dal punto di vista internazionale. A tale scopo sono presi in esame alcuni apporti recenti alla tradizione di studi metodologici dedicati alla disciplina, funzionali ad una proposta di riorientamento critico delle sue premesse e finalità.__This article reflects upon the current status of Comparative Literature studies, by focusing on the link between the tradition and the metamorphosis that characterizes this field of research – also from an international point of view. For this purpose, some recent contributions to the tradition of methodological studies dedicated to the discipline are examined. They will prove functional to a proposal of critical reorientation of its premises and purposes
Narrare l’invasione: per una definizione del fantastico novecentesco
Al di là del riutilizzo modale dell’ampio repertorio semantico del fantastico da parte di ampie fasce della produzione letteraria e artistica in genere, il Novecento vede l'innegabile sopravvivenza di quella che si dimostra essere a tutti gli effetti una specifica categoria testuale, la cui continuità con i grandi modelli ottocenteschi va ricercata nella sua reiterata rappresentazione dello scarto irriducibile prodotto dall'improvviso collidere di dimensioni narrative inconciliabili e antagoniste, dal sovversivo prorompere di particelle di significato in piani di realtà che non possono in alcun modo contemplarle, se non rinunciando all'integrità dei loro paradigmi costitutivi. Una invasione, concetto che questo contributo vuole proporre a criterio definitorio dell’intero genere in ragione – oltre che della sua capacità di dialogare con le più avvertite acquisizioni del recente panorama teorico – del suo rappresentare la costante strutturale su cui poggia la delicata costruzione testuale del perturbante. Attraverso l’analisi delle dinamiche contrastive rilevabili nelle opere di autori come Julio Cortázar, Shirley Jackson e Dino Buzzati, si delineerà un modello ipotetico di descrizione in grado di abbracciare, come espressione di un unico dominio, tanto la lunga processione di mostri, apparizioni spettrali e oggetti impossibili messa in scena, senza sostanziali variazioni, dai grandi maestri del XIX secolo, quanto le meno esibite manifestazioni dell’irrazionale che contraddistinguono il fantastico più recente.__Beyond the modal reuse by large segments of literary and artistic production of the vast semantic repertoire of the fantastic, the 20th century sees the undeniable survival of what proves to be in all respects a specific textual category, whose continuity with the great nineteenth-century models must be sought in its reiterated representation of the irreducible gap produced by the sudden collision of incompatible and antagonistic narrative dimensions, by the subversive spread of particles of meaning into plans of reality that cannot in any way contemplate them, except by renouncing the integrity of their constitutive paradigms. An invasion, a concept that this contribution wants to propose as defining criterion of the whole genre in reason – in addition to its ability to dialogue with the most perceived acquisitions of the recent theoretical landscape – also of its representing the structural constant on which the delicate textual construction of the uncanny rests. Through the analysis of the contrastive dynamics detectable in the works of authors such as Julio Cortázar, Shirley Jackson and Dino Buzzati, we will establish a hypothetical model of description capable of embracing, as an expression of a single domain, both the long procession of monsters, ghostly apparitions and impossible objects staged, without substantial variations, by the great masters of the nineteenth century, and the less exhibited manifestations of the irrational that distinguish the expressions of the most recent fantastic
Un mondo che si espande oltre la nostra presa. Comparatistica e intermedialità
Compiutosi il declino irreversibile del metalinguaggio postmoderno, la nozione di intertestualità è stata sussunta in una nozione più ampia capace di integrarne il senso e di estenderne la presa ai fenomeni testuali tipici del presente, prodotti dall’interazione incessante e pervasiva tra narrativa letteraria e mass media: l’intermedialità. La narrativa letteraria e audiovisiva contemporanea mescola in uno spazio metamoderno una certa nostalgia della mimesi moderna del reale e il bisogno postmoderno di una certa autocoscienza della forma: l’intermedialità è la dimensione in cui la narrativa contemporanea compie la sua riforma delle strutture cognitive (post)moderne. Se le pratiche della transmedialità (trasposizione da un medium a un altro) e della multimedialità (combinazione di media diversi), basate sulla separazione e sulla successione, provengono dall’era moderna e postmoderna, quando era ancora forte l’illusione identitaria dei singoli media e perciò la loro vocazione competitiva, le pratiche dell’intermedialità, basate sulla fusione e sulla simultaneità, sono tipiche dell’era metamoderna, durante la quale le teorie della rimediazione favoriscono la coscienza dell’inseparabilità dei media e perciò anche la loro cooperazione sinergica.__Once accomplished the irreversible decline of postmodern metalanguage, the notion of intertextuality had been subsumed in a broader notion able to integrate its meaning and extend its grasp to the textual phenomena of the present, produced by the ceaseless and ubiquitous interaction between literary narratives and mass media: intermediality. Contemporary literary and audiovisual narratives mix in a metamodern space a certain nostalgy of modern mimesis of reality and the postmodern need of a certain self-reflectiveness of the form: intermediality is the dimension where these narratives carry out their reform of (post)modern cognitive and representative structures. If the practices of transmediality (transposition from a medium to another) and multimediality (combination of different media), based on separation and succession, come from modern and postmodern eras, when the illusion of the individual identity and competitive vocation of each medium was still strong, the present practices of intermediality, based on fusion and simultaneity, are
Neuro-cognitivismo e narrative medicine: i mondi possibili del settore scientifico disciplinare L-FIL-LET/14
All’inizio del Novecento la comunità scientifica ha indagato a fondo quegli elementi permanenti ricorrenti e transculturali che sono stati chiamati di volta in volta motivemi (dai narratologi), archetipi (dagli psicoanalisti) o Pathosformeln (da Aby Warburg). Oggi con il contributo che le neuroscienze hanno dato a una ridefinizione del modo in cui l'uomo rappresenta convenzionalmente le emozioni, lo studio delle narratives finzionali o delle life stories può avvalersi di strumenti nuovi e predittivi per identificare le costanti delle rappresentazioni che l’individuo fornisce di sé e del contesto storico-ambientale in cui agisce.__At the beginning of the Twentieth century, the scientific community thoroughly investigated those permanent recurring and transcultural elements that were called each time motivemes (by narratologists), archetypes (by psychoanalysts) or Pathosformeln (by Aby Warburg). Nowadays, thanks to the contribution that neuroscience has given to a redefinition of the way in which human beings conventionally represent emotions, the study of fictional narratives or life stories can make use of new and predictive tools to identify the constant features of the representations that human beings provide of themselves and the historical-environmental context in which they act