Tübingen Open Journals (Univ. Tübingen)
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Vivere la speranza nella difficoltà e nella prova. Aspetti psicologici e istanze educative: Living in hope through difficulties and trials: psychological aspects and educational necessities
Dinanzi alla crisi e all’incertezza del futuro, di fronte alla sofferenza e all’angoscia che ci sorprendono quando si fa l’esperienza della perdita, della separazione, della morte, dinanzi a eventi tragici come la pandemia non tutti hanno la capacità di resistere e sopportare il peso della prova. Speranza, ottimismo, resilienza, progettualità, ricerca di senso costituiscono rilevanti fattori che aiutano a superare la prova e le avversità della vita. L’approfondimento di queste istanze psicologiche accostate al pensiero di Frankl sul significato della sofferenza offre interessanti spunti di riflessione a chi opera nel campo educativo, indicando i percorsi formativi, in termini di contenuti e atteggiamenti, atti a orientare verso la ricerca di senso e la realizzazione del compito unico e irrepetibile della propria esistenza, in un’ottica di speranza.
Faced with crisis and uncertainty about the future, the suffering and anguish that surprise us when we experience loss, separation, death, and tragic events such as the pandemic, not everyone has the capacity to resist and bear the burden of trials. Hope, optimism, resilience, the capacity to make plans, and the search for meaning are important factors that help us overcome the trials and adversities of life. An in-depth understanding of these psychological necessities compared with Frankl’s thought on the meaning of suffering offers interesting starting points for reflection by those who work in the educational field. They can indicate paths for formation in terms of content and attitudes that can offer a perspective of hope to guide one towards searching for meaning and accomplishing the unique and unrepeatable purpose of one’s own existence.
Ante la crisis y la incertidumbre del futuro, frente al sufrimiento y a la angustia que nos sorprenden cuando se hace la experiencia de la pérdida, de la separación, de la muerte, ante acontecimientos trágicos como la pandemia, no todos tienen la capacidad de resistir y soportar el peso de la prueba. Esperanza, optimismo, resiliencia, capacidad de proyectar, búsqueda de sentido constituyen factores relevantes que ayudan a superar la prueba y las adversidades de la vida. La profundización de estas instancias psicológicas próximas al pensamiento de Frankl sobre el significado del sufrimiento, ofrece interesantes puntos de reflexión a quien trabaja en el campo educativo, indicando los itinerarios formativos, en términos de contenidos y actitudes, aptos para orientar hacia la búsqueda de sentido y la realización de la tarea única e irrepetible de la propia existencia, en una óptica de esperanza
Prossimità. Riflessioni per interpretare il presente. Introduzione al Dossier: Proximity: reflections for interpreting the present. Introduction to the Dossier
Il presente Dossier, nell’interpretare il presente, ha individuato alcuni ambiti disciplinari, aspetti problematici interpellanti e prospettive che, come germi o matrici, cominciano ad emergere nella e oltre la pandemia da Covid-19, anche con i suoi lockdown, almeno a livello di riflessione critica propositiva. Particolarmente significativi e urgenti in riferimento alle nuove generazioni ci sono sembrati gli ambiti filosofico, psico-sociale, comunicativo, teologico, esistenziale, biblico
Un anno dopo. I media nel “presente continuo” della pandemia: One year later: the media in the “continuous present” of the pandemic
Nel corso degli ultimi due anni, da quando cioè la nostra società è stata infettata dalla pandemia globale - al punto che oggi essa appare ormai quasi “rassegnata” a pensare se stessa distinguendo tra un prima e un dopo il Covid-19 - molte e accurate analisi si sono focalizzate sul ruolo svolto dai media. A un anno di distanza dalla pubblicazione di Pandemie mediali, il contributo si propone di tornare a interrogarsi sugli effetti del Covid-19 sul sistema mediale, nonché sulle modalità con cui i media sono stati potenti rimedi al dilagare del contagio sociale e culturale che ha accompagnato il diffondersi dell’emergenza sanitaria.
Over the last two years, and especially starting from the beginning of the pandemic - which has in/affected our society to the point that today we are forced to distinguish between a “before and after” the Covid-19 - several and deepened analysis have focused on the role played by the media. One year later the publication of Pandemie mediali, the paper aims to question again about the Covid-19 effects on the media system, as well as on the ways in which media have stood out as powerful remedies against the spread of the social and cultural disease which has blended the spread of the health emergency.
En el curso de los dos últimos años, desde que nuestra sociedad ha sido infectada por la pandemia global - hasta tal punto que aquella aparece casi resignada a pensar sobre sí misma distinguiendo entre un antes y un después del Covid-19 - muchos y minuciosos análisis se han concentrado sobre el papel que juegan los medios de comunicación social. A un año de distancia de la publicación de Pandemias mediáticas, el artículo se propone volver a preguntarse sobre los efectos del Covid-19 en el sistema mediático así como sobre las modalidades con los que los medios han aportado potentes antídotos al extender el contagio social y cultural que ha acompañado la difusión de la emergencia sanitaria
Morte, vulnerabilità e ricerca di senso ai tempi del Covid-19: Death, vulnerability, and the search for meaning in times of Covid-19
Negli ultimi due anni, la pandemia del Covid-19 ha svelato la precarietà della condizione umana e ha messo a nudo la nostra costitutiva vulnerabilità; la morte ci è apparsa in tutta la sua tragicità; la solitudine e l’isolamento hanno reso ancor più problematica la quotidianità segnata dall’emergenza sanitaria. Partendo da queste considerazioni, il presente contributo vuole offrire delle riflessioni che, considerando l’originaria interconnessione di ogni essere umano, sostengano percorsi di resilienza e attivino nuove sensibilità etiche.
During the last two years, the Covid-19 pandemic has exposed the precariousness of the human condition and has laid bare our constitutive vulnerability: death has been made known to us in all its tragic dimensions, and solitude and isolation have made our everyday lives, touched as they are by the health crisis, even more problematic. Beginning from these considerations, this article attempts to offer a few reflections that, keeping in mind the original interconnection between all human beings, sustain paths of resilience and bring about a new ethical sensitivity.
En los últimos dos años, la pandemia del Covid-19 ha revelado la precariedad de la condición humana y ha destapado nuestra vulnerabilidad constitutiva; la muerte ha aparecido con toda su crudeza; la soledad y el aislamiento han convertido la vida cotidiana marcada por la emergencia sanitaria en algo todavía más problemático. Partiendo de estas consideraciones, la presente contribución quiere ofrecer reflexiones que considerando la original interconexión de todo ser humano, sostengan itinerarios de resiliencia y activen nuevas sensibilidades éticas
La giustificazione di Hans Küng: Una riflessione cattolica
Comparing the thought of Barth and the catholic doctrine on justification, Küng registers an overall concordance which matures in the reading of the theology of Barth; a reading which, without betraying the postulate, mitigates and remains silent about essential points of critical relevance. At the same time, Küng sets the catholic doctrine free from the controversialist claim, nonetheless selecting from therein those aspects which are best suited to establishing a common vision. The studies of Bouyer, Bouillard and Balthasar, which are immediately prior to Küng’s theses, set out to engage with the fundamental-theological and philosophical trends of the Barthian “novelty”, without ignoring its historical roots; they thus highlight the approximations which afflict Küng’s research, and pinpoint the fundamental reasons for the confessional objections.Confrontando il pensiero barthiano e la dottrina cattolica sulla giustificazione, Küng registra un sostanziale accordo che matura in una lettura della teologia di Barth che, senza tradirne il dettato, mitiga o tace doverosi rilievi critici. Insieme, Küng riscatta la dottrina cattolica dall’ipoteca controversistica, selezionandone però quegli aspetti che risultano convenienti a stabilire un accordo. Appena precedenti la tesi künghiana, gli studi di Bouyer, Bouillard e Balthasar si cimentano con le pieghe teologico-fondamentali e filosofiche della “novità” barthiana, senza trascurarne le radici storiche; evidenziano così le approssimazioni che affliggono la ricerca di Küng, riconoscendo le ragioni delle opposizioni confessionali
«Intuii in lui un grande educatore»: Le crescenti responsabilità di don Luigi Serenthà nel campo della formazione presbiterale (I)
The collaboration of don Luigi Serenthà with cardinal Martini, besides the diocese planning, developed also in the clergy’s training. This first article goes back to this collaboration, looking at the growing educational responsibilities towards the young clergy and seminarians the Cardinal gave to don Luigi. The clear perspective, the theological competence, the perception of promising intuitions for renewal in the education of the diocesan clergy convinced Martini to entrust to don Luigi the main diocesan structures in that field.La collaborazione di don Luigi Serenthà con il card. Martini, oltre che nel campo della programmazione diocesana, si è sviluppata anche nel campo della formazione del clero. In questo primo articolo si ripercorre questa collaborazione, esaminando le crescenti responsabilità educative nei confronti del giovane clero e dei seminaristi, che il cardinale affidò a don Luigi. Lo sguardo lucido, la competenza teologica, la percezione di promettenti intuizioni di rinnovamento nella formazione del clero diocesano convinsero Martini ad affidare a don Luigi le principali strutture diocesane che si prendevano cura di tale ambito