Tübingen Open Journals (Univ. Tübingen)
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L’amore divino per il mondo come chiave interpretativa delle visioni di Fatima
Through the prophetic sign of Fatima, the Holy Spirit has given a strong impulse to the spiritual renewal of Portugal, which in the first quarter of the twentieth century was stagnating in atheism and anticlericalism. In fact, however, the Paraclete made his breath felt beyond the confines of the Portuguese Church, working his salvific attraction upon the Church universal and the world, above all after the repeated acknowledgement by the Popes of the authenticity of the Fatima visions. The sign that is Fatima gives proof of itsprophetic impulse worldwide not only because the messages of the Spirit mediated by the Blessed Virgin expressed God’s love for «all» of the world, but especially because of its own power the revelational dynamic of the visions of 1917 has given rise to a particular motherly attentiveness and tenderness towards that most delicate «fragment» of the world constituted by the three child-prophets.Attraverso il segno profetico di Fatima, lo Spirito santo ha dato un impulso energico alla rinascita spirituale del Portogallo, che, nel primo quarto del Novecento, stagnava nell’ateismo e nell’anticlericalismo. Ma il Consolatore ha fatto sentire il suo soffio ben oltre la Chiesa portoghese, esercitando la sua attrazione salvifica sulla Chiesa universale e sul mondo, soprattutto a partire dai ripetuti riconoscimenti pontifici dell’autenticità delle visioni di Fatima. Il segno di Fatima mostra la sua carica profetica a livello mondiale non solo perché i messaggi dello Spirito mediante la Madonna espressero l’amore di Dio per «tutto» il mondo, ma specialmente perché la stessa dinamica rivelativa delle visioni del 1917 ha lasciato affiorare uno stile di condiscendenza e di tenerezza materna per quel «frammento» delicatissimo di mondo costituito dai tre profeti bambini
Dell’“unità-comunione-presenza”, ovvero della mistica cristiana secondo Giovanni Moioli
The investigation of the lemma “unity-communion-presence” that don Giovanni Moioli introduces almost unnoticed, as preferable to the usual description of mystical experience as an experience of passivity and interior unification of the subject, contact the guiding ideas of the reflection of the theologian of Milan: guiding ideas accruing over time in its historical and theoretical research on spiritual theology as a discipline sector and end up investing all theology. In particular, it appears that his thesis of not normativity of mystical experience on the path of christian maturation is strictly linked to the reality of agape, coextensive with faith as a principle of revelation and of the christian life. Reading the don Moioli pages on reality of mystical experience is a strong call to debating it only in front of his eventual phenomenal appear in a proper and specific sense: to sustain the vitality of the christian experience is sufficient to explore the value of epignosis, “some penetration of the truth” and “loving penetration” concerning faith, considered on the side of personal appropriation.L’indagine sul lemma «unità-comunione-presenza» che don Giovanni Moioli introduce quasi in sordina, come preferibile alla usuale descrizione di esperienza mistica come esperienza di passività ed unificazione interiore del soggetto, mette in contatto con le idee-guida della riflessione del teologo milanese: idee-guida che maturano via via nel suo lavoro di ricerca storica e teoretica sulla teologia spirituale come disciplina settoriale e finiscono per investire tutta la teologia. In particolare emerge come la sua tesi dellanon normatività dell’esperienza mistica nel cammino della maturazione cristiana sia rigorosamente legata alla realtà dell’agape, coestensiva alla fede quale principio della rivelazione e della vita cristiana. Accostare le pagine di don Moioli sulla realtà dell’esperienza mistica è forte richiamo a discettare di essa solo di fronte al suo possibile darsi fenomenico in senso proprio e specifico: per sostenere la vivacità dei vissuti cristiani “basta” esplorare la valenza dell’epìgnosis, «aliquale penetrazione della verità» e «penetrazione amante» che attiene alla fede, considerata sul versante della appropriazione personale
Custodire il creato: prospettive nella teologia sistematica
This article – originally written for the seminar organized by the Italian bishops’ conference and the National service for the cultural project entitled: “The future of our land” – addresses the issue of “Protection of creation” (or simply the ecological question). It analyzes whether and how this issue is dealt today from the point of view of systematic theology. For this article, the issue should be treated within the theology of creation, and in this sense is a critical review of the studies and teaching academics from the nineties to the present, in Italy. Thus we have a detailed “bibliographic observatory” that is proposed as a valuable tool for further research.Il contributo – originariamente nato per il Seminario di Studio organizzato dalla Conferenza episcopale italiana e dal Servizio nazionale per il progetto culturale sul tema: Il futuro della nostra terra – affronta la tematica della “Custodia del creato” (o più semplicemente la questione ecologica), analizzando se e come venga affrontata oggi dal punto di vista della teologia sistematica.Individuando come luogo proprio per il tema la teologia della creazione, sviluppa una recensione critica della produzione e degli insegnamenti accademici dagli anni novanta ad oggi, in Italia. Ne esce così un dettagliato “osservatorio bibliografico”, che si propone come strumento prezioso per ulteriori ricerche
La prostituta, l’assassino e il Libro Eterno: Situazione di peccato e purezza di cuore in Delitto e castigo
Through the analysis of Crime and punishment, this article intends to illustrate the fundamental coordinates of the spirituality of Dostoevsky. Sònja, faithful to the commandment of love and leaving to God all judgment, takes care of everything and everyone. She is prepared to accept a “sinful situation” humiliating for her, without affecting the purity of her intentions. Her only point of reference is the book, the Gospel, which she reads as if that word was spoken, and comes about, for her at that moment. In the certainty that God does everything for her, the pure heart’s prostitute “loses” its daily life, becoming an instrument of resurrection.Attraverso l’analisi di Delitto e castigo l’articolo intende illustrare le coordinate fondamentali della spiritualità di Dostoevskij. Fedele al comandamento dell’amore e lasciando a Dio ogni giudizio, Sònja si prende cura di tutto e di tutti, disposta ad accettare una “situazione di peccato” che la umilia, ma non intacca la purezza delle sue intenzioni. Unico punto di riferimento è il libro, il Vangelo che legge come se quella parola fosse detta, e si realizzasse, per lei in quel preciso istante. Nella certezza che Dio fa tutto per lei, la prostituta dal cuore puro “perde” ogni giorno la propria vita diventando strumento di risurrezione
Per un approccio narrativo all’etica professionale: Rileggere la strage del Vajont 50 anni dopo
In many professional contexts there is a need for a ethic that guides the action and the identity of the professional. The answer to this increasing demand has to deal with the consideration of the actual events and technical works. In an attempt to trace an index of a professional ethics that corresponds to this context, this article starts by considering the italian story of Vajont, which has just celebrated its fiftieth anniversary. The comparison with the story of this drama indicates the tracks which need to be considered from an ethical refiection about the identity and work of the professional.In numerosi contesti professionali emerge l’esigenza di un’etica che guidi l’agire e l’identità del professionista. La risposta a questa crescente domanda deve fare i conti con la considerazione delle reali vicende lavorative e tecniche. Nel tentativo di tracciare un indice di un’etica professionale che cor- risponda a questo contesto, l’articolo muove dalla considerazione narrativa della vicenda italiana del Vajont, di cui si è appena celebrato il cinquantesimo anniversario. Il confronto con il racconto di questo dramma indica delle piste che devono essere necessariamente considerate da una riflessione etica attorno all’identità e all’opera del professionista
In ascolto della Parola: Sacra Scrittura e discernimento ecclesiale nelle lettere pastorali di Carlo Maria Martini
The Pastoral Letters of cardinal Martini represent an extraordinary field of investigation to understand the unique and fruitful approach to the sacred text that the believer, precisely as such, should cultivate. This approach must be respectful of the Word in its objectivity and open to the experience in his subjectivity. In these writings the Archbishop stays with his diocesan community in listening to the Word, in order to discern what steps should be done in the difficult and exciting journey of the Church of our time. In compliance with the specific directions provided by the Second Vatican Council, Martini offers an eloquent example of what it means for a community of believers to read the Word, and let herself be transformed in imitation of Jesus, the Word of the Father. As part of its rich pastoral ministry, the letters represent a legitimate and promising point of view to outline the features of the Cardinal as «shepherd of the post-Council»; believer and minister who was able to make the relationship with God the centre of his own life.Le lettere pastorali del cardinale Martini rappresentano un campo di indagine straordinario per comprendere il singolare e fecondo approccio al testo sacro che il credente in quanto tale dovrebbe coltivare; approccio rispettoso della Parola nella sua oggettività e aperto al vissuto nella sua soggettività. In questi scritti l’Arcivescovo si pone insieme alla sua comunità diocesana in ascolto della Parola, allo scopo di discernere quali passi sia opportuno compiere nel difficile ed entusiasmante cammino della Chiesa del nostro tempo. In ossequio alle puntuali indicazioni offerte dal Concilio Vaticano II, Martini offre un esempio eloquente di cosa significhi per una comunità di credenti leggere la Parola, e lasciarsene trasformare a imitazione di Gesù, Parola del Padre. Nel quadro ricchissimo del suo ministero pastorale, le lettere rappresentano un punto di vista legittimo e promettente per delineare la fisionomia del Cardinale come «pastore del post-Concilio»; credente e ministro che ha saputo fare del rapporto con Dio il cuore del proprio vissuto
Carlo Maria Martini e Israele: Una testimonianza
This article has more the character of a personal testimony than of the scientific study. The voice is one of those very authoritative: rav. Giuseppe Laras, Chief Rabbi of Milan during the episcopate of Martini, gives us his gaze on the person and actions of Cardinal in the incessant custody of relations with Judaism and Israel.Questo articolo vuole avere più il carattere della testimonianza personale che non dello studio scientifico. La voce è di quelle molto autorevoli: rav. Giuseppe Laras, Rabbino Capo di Milano negli anni dell’episcopato di Martini ci consegna il suo sguardo sulla persona e sugli atti del cardinale nell’incessante custodia dei rapporti con l’ebraismo ed Israele