Tübingen Open Journals (Univ. Tübingen)
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    Prostituzione e denaro: Una prospettiva su un tema «rimosso »

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    This study analyzes the phenomenon of prostitution and considers the implication that the monetary element has in the understanding of the relationship and identity of the customer and the girl who is trade’s slave or that chooses to sell her sexuality. The reserach proceeds first of all with a review of prostitution in Italy today, through the data and listening of various witnesses, and then tries to analyze the role of money starting from George Simmel’s philosophical reflection.Questo studio analizza il fenomeno della prostituzione considerando l’implicanza che ha l’elemento monetario nella comprensione della relazione e dell’identità del cliente e della ragazza schiava della tratta o che sceglie di vendere la propria sessualità. La ricerca procede anzitutto a una ricognizione del fenomeno della prostituzione in Italia oggi, attraverso i dati e l’ascolto di varie testimonianze per poi provare ad analizzare il ruolo del denaro partendo dalla riflessione filosofica di George Simmel

    La teofania «delle spalle» di Dio nella roccia (Es 33) secondo l’interpretazione di Isacco di Ninive e Gregorio di Nissa

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    Among the East Syriac authors, Isaac of Nineveh occupies a prominent place – his works had almost an universal spreading in the entire Christian world. The originality of this author’s theological vision comes out of its synthetic character: he brought together the Syriac and the Greek theological school, first one much more biblical, while the latter more philosophical (one can speak also about a second synthesis between the school of Alexandria, in the line of Evagrius, and the School of Antioch, in the line of Theodore of Mopsuestia). This paper deals with what theology calls the “vision of God” according to Isaac of Niniveh, in particular on the interpretation he gives to the vision that Moses had in the cleft of the rock (Ex 33), in reference with Gregory of Nyssa’s perspective and his mystical commentary on this biblical extract (The Life of Moses). We will place the authors in a historical, geographical and theological context, and then we will focus on the mystical interpretations the two authors give to Moses’ third vision on the Sinai Mountain (Ex 33,18-­23). Finally, one will point to some conclusions vis-­à-­vis the methodological approaches proposed by the two authors, that will come out evidently from the analyse.Tra gli autori siro-­orientali, Isacco di Ninive occupa una posizione di rilievo – le sue opere hanno goduto una vasta diffusione pressoché in tutto il mondo cristiano. L’originalità della sua visione teologica deriva dal suo carattere sintetico: ha conciliato la scuola siriaca con la scuola teologica greca, molto più biblica la prima, più filosofica, invece, la seconda. Il concetto chiave dell’argomento che tratteremo è «la visione di Dio», in particolare nell’inter-­ pretazione che Isacco di Ninive dà alla visione di Mosè nell’apertura  della roccia (Es 33), con riferimento alla prospettiva di Gregorio di Nissa e alla sua interpretazione mistica di questo estratto biblico (La vita di Mosè). Prima, il testo propone una breve bio-bibliografia dei due autori, poi sviluppa un'analisi sulle interpretazioni  mistiche che i due autori danno alla terza visione di Mosè sul Monte Sinai (Es 33,18-­23). Nella sezione conclusiva, indicheremo alcuni aspetti riguardo agli approcci metodologici proposti dai due autori, che risulteranno chiari dall’analisi

    Filosofia delle neuroscienze: Cervello, mente, persona

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    «Iam vacua ardet Roma. La città di Roma al tempo di Gregorio Magno»

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    Consigliare nella Chiesa: Il Consiglio pastorale diocesano durante l’episcopato di Martini

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    This contribution proposes to re-read the path of the Diocesan Pastoral Council along the 22 years of the episcopate of CM Martini. In order to fulfill his ministry in Milan, he did not consider optional the contribution of the Diocesan Pastoral Council, whose effort to the Church’s discernment was in his eyes a first «fieldwork». As a pastor, he did not intend to give up such a «fieldwork», because of the contribution that he expected from that organism to better understand the life of the diocese and to receive ideas and suggestions in order to draw up a pastoral plan for the Church of Milan.Il contributo si propone di rileggere il cammino del Consiglio pastorale diocesano lungo i 22 anni dell’episcopato di C.M. Martini. In ordine all’adempimento del suo ministero a Milano, egli ha considerato niente affatto facoltativo l’apporto del Consiglio pastorale diocesano, il cui sforzo di discernimento ecclesiale costituiva ai suoi occhi un primo «lavoro sul campo» a cui come pastore intendeva non rinunciare, in ragione del contributo che egli si attendeva da quell’organismo per meglio conoscere la vita diocesana e per ricevere spunti e suggerimenti in vista di approntare un progetto pastorale per la Chiesa di Milano

    Il magistero di Carlo Maria Martini sull’Islam

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    On the eve of the feast of St Ambrose 1990 Carlo Maria Martini has dedicated his usual discourse of social content to the topic of Islam and to the theme of acceptance of Muslims in the ambrosian context. This speech is still one of the highest and most current thinking on the subject. The article aims to analyze the contents of this speech highlighting the links with the wider teaching of Martini and its relevance in the reflection on the relationship between the Christian faith and Islam.Nella vigilia della festività di Sant’Ambrogio del 1990 Carlo Maria Martini ha dedicato il suo consueto discorso di contenuto sociale al tema dell’Islam, dell’accoglienza dei fedeli mussulmani nel contesto ambrosiano. Questo discorso si presenta ancora oggi come una delle riflessioni più alte e attuali sul tema. L’articolo intende analizzare il contenuto di questo discorso mettendo in evidenza i legami con il più ampio magistero di Martini e la sua attualità nella riflessione dei rapporti tra la fede cristiana e l’Islam

    Il senso spirituale della liturgia

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    Il confronto con la tradizione islamica: Indagine sulle fonti e prassi storiche

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    The monotheistic religions, especially Islam, are by now not so appreciated because of their supposed «exclusivism» that would inevitably lead to the risk, when not even fatal destiny, colliding with other beliefs, more «pluralist » because «polytheist». This «arithmetic» concept of Truth (one and only) that would leave no place for other’s, however, at a closer look, rather unfounded. You could say, instead, that a properly understood monotheism, recognizing only in God the Sacred Being, opens the door to a healthy laicism that gives the contingent reality the «profane» character which distinguishes it necessarily. The literal interpretation of the sources – typical of fundamentalism – and many historical facts, however, seem to prove that right between the three major monotheism that share the same root – Judaism, Christianity and Islam – there have been the hardest conflicts. This article is intended to deal with this contradiction and provide elements for a reflection on the subject.Le religioni monoteistiche, e tra esse soprattutto l’Islam, non godono attualmente di molta stima a motivo di un loro presunto «esclusivismo» che le porterebbe inevitabilmente al rischio, quando non al fatale destino, di scontrarsi con ogni altro «credo» più «pluralista» in quanto «politeista». Tale concezione «aritmetica» della Verità (una e unica), che non lascerebbe posto ad altro, è tuttavia, a uno sguardo più attento, assai poco fondata. Si potrebbe al contrario affermare che proprio il monoteismo rettamente inteso, riconoscendo unicamente a Dio la qualifica di Essere Sacro, apre le porte a una sana laicità che rende alle realtà contingenti il carattere «profano» che le contraddistingue necessariamente. L’interpretazione letterale delle fonti – tipica di ogni fondamentalismo – e molti fatti storici sembrerebbero tuttavia dimostrare che proprio tra i tre grandi monoteismi di matrice comune – Ebraismo, Cristianesimo e Islam – si sono verificati i più aspri conflitti. L’articolo intende affrontare questa contraddizione e fornire elementi di riflessione in proposito

    La novità della famiglia cristiana

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